30 luglio 2015

Musica!

L'ESTATE ADDOSSO - Jovanotti



L’Estate addosso... quale canzone migliore da offrirvi nel pieno della
nostra bella e calda “estate”?

Possiamo definirlo uno dei “tormentoni”  del  2015
considerando che  troviamo molteplici
condivisioni sui social, viene richiesta in radio, nei locali, l’ascoltiamo
nelle piazze, sulle spiagge, in piscina, ovunque…


Così Jovanotti in pochi mesi con il suo nuovo album ha conquistato
il  quarto disco di platino!


 




La canzone dell’estate di Lorenzo prende il titolo dal film che Muccino
sta girando e che sarà nelle sale per Indiana Production nel 2016. È raro che
una canzone esca prima del film, ma essendo nata così in anticipo i due artisti
hanno ben pensato che era opportuno lanciarla… e considerando i risultati
ottenuti possiamo dedurre che è stata una saggia decisione! Lorenzo ha
festeggiato il traguardo raccontando sui social network le emozioni che prova
quando sta per iniziare la canzone durante i suoi live: “Mi arriva uno
spostamento d'aria dal prato dello stadio, come il vento che si sente alla
fermata di certe metropolitane quando sta arrivando il treno, un'onda d'urto,
una bellissima onda d'urto e poi succede il delirio”
.

“Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene
e dove va”
(Gv 3,8). Chissà se Jovanotti ha mai pensato che sia proprio lo
Spirito del Signore ad essergli accanto prima di ogni incontro "faccia a
faccia" con il pubblico dopo avergli suggerito le parole, la musica, i tempi
giusti per quelli che poi vengono riconosciuti come "meriti umani" eh si,
perché spesso dimentichiamo quello che le Scritture ci dicono… ”Gratuitamente avete ricevuto gratuitamente date” (Mt 10,8).
Chissà quante volte abbiamo già
ascoltato questa canzone, magari letto e riletto il testo ma non tutti
purtroppo sappiamo quanto sia “attuale”… non solo perché è stata lanciata pochi
mesi fa e nata da un giovane e bravo artista, no, questa canzone rispecchia
quello che oggi viviamo ed ha una relazione intensa e profonda con la nuova
Enciclica di Papa Francesco: “Laudato si'”.
Certo, dopo un anno trascorso sui libri a studiare è più semplice
ascoltare buona musica in un caldo pomeriggio estivo piuttosto che leggere un’Enciclica!
Eppure, questo documento uscito quasi in contemporanea con la canzone di
Jovanotti (da cui abbiam le prove che non si sono copiati!) parla esattamente
delle stesse problematiche, certo, lette in chiave differente, ma, questa
insistenza sul “Creato” spero ci porti a riflettere su quanto noi oggi ci
sentiamo “custodi del Creato”.

“L'estate addosso un anno è già passato
la spiaggia si è ristretta ancora un metro
le mareggiate le code di balena
il cielo senza luna”

L’ “estate addosso” quest’anno la sentiamo in modo particolare dato il
caldo che sta invadendo la nostra penisola, i gradi sono aumentati e le
spiegazioni sembrano essere legate alle cause ambientali, il degrado ambientale
purtroppo è una conseguenza umana…

Il mare continua a "mangiare" le nostre spiagge, la luna si vede sempre
meno a causa delle nubi provocate dalle aziende, della foschia causata dalle
molteplici illuminazioni…


“le stelle se le guardi
non vogliono cadere
l'anello è sulla spiaggia
tra un mare di lattine
la protezione zero
spalmata sopra il cuore”

Il significato della canzone è un vero e proprio invito alla libertà, al
vivere saggiamente le giornate di riposo, al non lasciarsi vivere dal tempo
che scorre velocemente! È un invito a tornare a far prevalere quei valori che
proprio a partire dal Creato, con un pizzico di romanticismo umano, sono in
grado di farci sentire vivi mentre speriamo che una stella cada per esprimere
un desiderio, mentre ci si scambia un anello simbolo di fedeltà nelle spiagge
spesso sporche, mentre si cerca di preservare il cuore dalle ustioni estive
(quelle che hanno poco a che fare con le temperature!)


Difficile conciliare una canzone "estiva" di quelle che stimolano il
desiderio di ballare con un testo significativo, attuale e tanto importante
eppure Jovanotti ci è riuscito ed in un’intervista ha affermato:
Ho sentito il bisogno di propormi con una musica che tocchi il cuore e faccia ballare. Una musica adatta agli slanci, al sorriso…”

Come si è detto per il Papa in merito all’Enciclica, è necessario che
queste parole tocchino le corde dell’anima e dei sensi, dell’intelletto e
dell’istinto, muovendo la nostra società ad avere cura dell’ambiente “il mondo
è qualcosa di più che un problema di risolvere, è un mistero gaudioso che contempliamo nella letizia e nella lode”.

Papa Francesco nel suo appello afferma: “…sappiamo che le cose possono
cambiare, il Creatore non ci abbandona, non fa mai marcia indietro nel suo progetto di amore, non si pente di averci creato”
[Laudato si', n.13].

Jovanotti incontrando gli studenti dell’Università Federico II Napoli
dice: “Lo spirito con cui affrontate il mondo è quello che fa cambiare le cose”….



 
Per riflettere...

- E tu? Sei disposto nel tuo piccolo a custodire il Creato?

- Con quale spirito affronti il mondo?

- Ti senti "cor-responsabile" della mancata custodia del nostro Pianeta?


 

28 luglio 2015

Per te... giovane!

E' BELLO CON TE!
 
Nel mese di AGOSTO partono le nostre iniziative estive aperte ai giovani.
E tu hai già pensato come vivere le tue vacanze?
Noi ti proponiamo di farlo in modo alternativo! Ecco qualche suggerimento che fa per te... TI ASPETTIAMO: dillo anche ai tuoi amici, non mancate!!!
 
 

PER GIOVANISSIMI (14-19 anni)

 - Campo estivo a Mascalucia (CT) dal 4 al 9 Agosto

Sr. M. Vittoria Berloco - 333 2499771 - vittoria.berloco@piediscepole.it
 
 

PER GIOVANI (18-30 anni)


 - Esercizi spirituali a Centrale di Zugliano (VI) dal 19 al 24 Agosto
 Sr. M. Paola Gasperini - 333 1964930 -
paola.gasperini@piediscepole.it

 - Campi itineranti a Roma "Sui passi dei testimoni della fede" per gruppi parrocchiali per giovani dai 16 ai 30 anni
Sr. M. Cristina Catapano - 348 9259518 -
cristina.catapano@piediscepole.it
 

25 luglio 2015

La segnaletica della settimana

XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno B)

Dal Vangelo secondo Giovanni (6,1-15)



In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».
Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.
Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano.
E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.
 


Per riflettere...
Il miracolo del pane  è un evento che si è impresso in modo inde­lebile nei discepoli. Esso racconta qual­cosa di molto più grande e bello che non la semplice moltiplica­zione di cinque pani e due pesci.
Il Vangelo neppure par­la di moltiplicazione ma di di­stribuzione, di un pane che non finisce. E mentre lo di­stribuivano il pane non veni­va a mancare, e mentre pas­sava di mano in mano restava in ogni mano.

Cinquemila uomini sul monte, nel luogo dove Dio è più vicino, hanno fame, fame di Dio. A Gesù nessuno chiede nulla, è lui che per primo si accorge e si preoccupa: «Dove potre­mo comprare il pane per lo­ro?». Alla sua generosità corrispon­de quella di un ragazzo: anche a lui nessu­no gli chiede nulla, ma lui mette tutto a disposizione. Invece di pensare: «Che cosa sono cinque pani per cinquemila persone? Sono meno di niente, inutile sprecarli. E la mia fame?», dà tutto quello che ha, senza pensare se sia molto o se sia poco. È tutto!
Questo è il primo e vero miracolo: il miracolo della CONDIVISIONE!


Modello del discepolo oggi è un ragazzo senza nome e senza vol­to, che dona ciò che ha per vivere, che con la sua generosità innesca la spirale della condivisione, vero miracolo.
Per una misteriosa regola di­vina, quando il mio pane di­venta il nostro pane accade il miracolo. La fame finisce non quando mangi a sazietà, ma quando condividi fosse pure il poco che hai.
Noi non siamo i padroni delle cose; tutto quello che incon­triamo non è nostro, è vita che viene in dono da Altrove e va oltre noi. Chiede cura, co­me per il pane del miracolo, perfino nelle sue briciole: niente deve andare perduto.
Impariamo ad accogliere e a benedire: gli uomini, il pane, Dio, la bellezza, la vita, e poi a condividere. Questo sarà fonte di felicità.

21 luglio 2015

Briciole di vita

TURIN FOR YOUNG 2015

In occasione dell'Ostensione della Sindone, nel week end 20-21 giugno 2015, un gruppo di giovani partiti da Roma insieme a sr M. Cristina pddm, hanno vissuto un pellegrinaggio a Torino con l'esperienza di una mini GMG organizzata dalla diocesi in occasione anche della visita di papa Francesco.


Introdotti da una catechesi e accompagnati dalla vita dei santi piemontesi, ripercorrendo simbolicamente le loro orme, i giovani hanno potuto vivere l'esperienza de L'Amore più grande sostando in preghiera davanti alla Sindone.
La domenica pomeriggio, poi, insieme a tutti i giovani  convenuti da ogni parte d'Italia e del mondo, si sono stretti attorno a papa Francesco per assaporare il respiro di essere una Chiesa giovane, una Chiesa in uscita, una Chiesa che non ha paura di andare controcorrente le logiche egoistiche che sembrano invadere questo mondo!

Il pellegrinaggio a Torino è stato per molti anche la conclusione di un cammino che ha visto i giovani partecipanti all'iniziativa impegnati nel percorso proposto loro dei "Pomeriggi di spiritualità" svolti durante l'anno, una domenica al mese, presso il nostro Centro Giovanile "Casa Pinuccia".

Ad un mese ecco alcune testimonianze di chi ha vissuto in prima persona questa esperienza "da Dio"...

-------------------------------------------


Per me Torino ha significato un insieme di conferme e di scoperte.
Molto di ciò che è stato detto nelle catechesi, dal Papa e anche dalla vita dei santi è andato a dare forza e continuità al mio percorso di conversione.
Quello che porterò sempre nel cuore sono le parole del Papa sul “vivere la vita castamente, coinvolti in progetti costruttivi” e sul “non andare in pensione presto”, che riprendono altre parole che difficilmente dimenticherò, quelle del beato Frassati: “Vivere, non vivacchiare”.
Cosa c’è di meglio che relazionarsi con integrità di cuore?
Cosa c’è di meglio che vivere coinvolti, cioè appassionati, in un progetto costruttivo?
In poche parole: Cosa c’è di meglio che vivere un “Amore più grande”?
Nulla può essere più appagante di una vita spesa per un progetto costruttivo alimentato da passione e serietà di intenti.
Questa prospettiva è stata un’iniezione di forza alla mia piccola fede, un’ennesima prova di non essere solo e in balia degli eventi.
C’è anche una certa paura eh, perché si dà tutto, anche le sicurezze attuali, ma confidando nel Signore questa può diventare senso di responsabilità e quindi ulteriore forza per proseguire verso questo “più”.
Claudio


Diverse volte ho letto di pellegrinaggi per l"Ostensione della Sindone", rifiutati perché trattenuta da cause di forza minore, ma comunque ostacolanti. Quotidianamente però il mio cuore chiedeva e cercava una soluzione per  partire, finché non è arrivato l'invito di Suor Cristina. Ultimo weekend possibile, una piccola GMG col Papa. Sacco a pelo, zaino in spalla e energia, tanta energia. Siam partiti. Persone nuove, sconosciute, ma che da lì a poco sarebbero diventati i compagni ideali per una nuova esperienza. Arrivata a Torino, ho staccato la spina da quella quotidianità che troppe volte mi risucchia in un vortice di pensieri e problemi, che mi allontanano da Chi nonostante tutto continua ad amarmi. Arrivata a Torino ho trovato la pace, la sicurezza, la bellezza che il mondo con la sua frenesia mi nasconde. Un cammino tra i Santi ci ha preparato e guidato verso il fine primo di questo pellegrinaggio, la Sacra Sindone. Non trovo le parole per raccontare ciò che ha vissuto il mio cuore, amore tanto amore per Chi mi ha donato la vita. Ognuno col suo bagaglio di emozioni, siam giunti a una notte di preghiera sotto le stelle, con tanti giovani che come me hanno trovato Dio e un senso alla propria vita. Una notte di preghiera in preparazione alla domenica col Papa. Piazza Vittorio, il 21 giugno era in festa, trionfante davanti a chi con parole di conforto e bontà ci dà la forza di sperare in un cambiamento. Giorni intensi, veri, forti. Giorni che rimarranno nel mio cuore insieme ai diecimila sguardi che con me hanno vissuto questa esperienza.
Elena