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23 marzo 2018

#incontroTe

SESTO INCONTRO:
GESU’ E I LADRONI

Il ladrone che spera: dalla solitudine alla speranza



La Parola



I due malfattori erano stati crocifissi con Gesù. Uno di loro insultava Gesù... L'altro invece si mise a rimproverare il suo compagno e disse: "Tu che stai subendo la stessa condanna non hai proprio nessun timore di Dio? Per noi due è giusto scontare il castigo per ciò che abbiamo fatto, lui invece non ha fatto nulla  di male. Poi soggiunge: "Gesù  ricordati di me quando sarai nel tuo regno". Gesù gli rispose: "Ti assicuro che oggi sarai con me in paradiso".



Per riflettere…

Ho scoperto che qualcuno mi ama e questa non può essere una cosa passeggera perché Lui mi amava da sempre e mi ha dimostrato il suo amore quando io meno me l'aspettavo”.

Questa esperienza di Dio che ti ama in Gesù ti apre il cuore e la vita. Vivere la sorpresa di essere amati, perdonati, accolti è come uscire a sorpresa da un tunnel e ritrovarsi felici alla luce, è come ricevere una telefonata dalla persona che vuoi dimenticare, ma che ancora ti ama e ti cerca, è come sentirsi guariti dopo una lunga e grave malattia, sentirsi amati quando meno te lo meriti. Dio ti ama oggi perché ti ha amato da sempre.



Preghiera

Preghiamo insieme: "Canterò per sempre, o Signore, il tuo amore".


Con il cuore perdonato...

Con tutta la vita...

Con tutta la mia amicizia...

Con tutte le gioie, i dolori e le speranze che sto vivendo...

Per tutti quelli che amo e mi amano...






06 aprile 2017

#incontroTe

6 aprile 2017  -  Giovedì










La mia gioia è nel Signore
(Sal 103,34)




La giustizia proporzionale

Il grado di santità raggiunto dalla persona, tuttavia, in questo caso non potrà essere grande. Esiste anche una giustizia proporzionale, dove il grado di beatitudine celeste avrà pure una certa corrispondenza al grado di virtù raggiunto sulla terra.
Diversamente, Dio sarebbe ingiusto. La parabola narrata da Luca, sottolinea infatti questa proporzionalità: il servo che ha guadagnato cinque mine, acquista potere su cinque città, e quello che ne ha guadagnati dieci, riceve autorità su dieci città. Nella parabola viene condannato infine quel servo che ha restituito a Dio la stessa somma che aveva ricevuto all’inizio. Il Signore si attende almeno un investimento minimo, perché l’uomo si salvi. Il versetto chiave è il 28: “Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti”.


IMPEGNO:

Cercherò di essere più consapevole.





© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



13 agosto 2016

La segnaletica della settimana

XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno C)


Dal Vangelo secondo Luca (12,49-53)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!
Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».


Per riflettere...
Questo di Gesù, oggi, può apparire un discorso duro.
Naturalmente, quando parla di odio, non lo intende nel significato che gli diamo noi, ossia un perverso sentimento contro qualcuno, ma il totale distacco da sé per fare posto all'Amore.


L'odio o distacco totale è mettersi in totale disaccordo con quello che in noi sono negligenze e vizi, per fare posto alla verità.
Tornando alle parole di Gesù è chiaro il suo ammonimento di capire i segni del nostro tempo, per saper discernere e trovare le vie della verità.

Ci sono tanti segni buoni, ancora oggi, da cogliere e seguire.
Anche Papa Francesco, continua ad esortarci: "E' vero che oggi sono in molti, che sentono il fascino di tanti idoli che si mettono al posto di Dio: il denaro, il successo, il potere, il piacere. Questi sono solo idoli passeggeri... espedienti che danno solo compensazioni passeggere".


Sì, caro amico: non è la libertà che ci rende veri, ma è la verità che ci rende liberi!



17 gennaio 2016

La segnaletica della settimana

II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno C)


Dal Vangelo secondo Giovanni (2,1-12)

In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.
Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono.
Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».
Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.



LA PAROLA SI FA PREGHIERA

Senza di te, Signore Gesù,
la nostra vita è come una festa di nozze senza vino: una noia!
Tu, Signore, sei venuto a trasformare la nostra vita incolore, inodore, insapore,

come l'acqua, in vino buono, gustoso, profumato, colorato.
Affinché questo avvenga, però, dobbiamo fare come ci ha indicato tua Madre Maria, che è anche Madre nostra: "Qualsiasi cosa vi dica, fatela".
Il problema è qui, non sempre, anzi quasi mai, siamo disposti a fare qualcosa senza conoscerne prima il motivo, il procedimento, lo scopo, non siamo disposti a fidarci completamente.

Così continuiamo con la nostra vita noiosa,
continuiamo a cercare in questo mondo vino che ci allieti
ma è vino cattivo, che lascia un sapore amaro.
Vogliamo imparare a fidarci di te,

a compiere la tua volontà,
nella certezza che qualsiasi cosa tu ci chieda è per il nostro bene,
per la nostra gioia.
Vogliamo fidarci di te e lasciarci trasformare in vino buono

così tutta la nostra vita sarà una vera festa,
come mai l'avevamo sperimentata prima.
Amen!

(don Matteo Castellina)

11 settembre 2015

La segnaletica della settimana

XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno B)

Dal Vangelo secondo Marco (8,27-35)




In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti».
Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.
E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto, ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere.
Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».
Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà».



Per riflettere...
«Ma voi, chi dite che io sia?». Potremmo chiederci quanti di noi sinceramente riuscirebbero a dare una risposta a tale domanda?

Io non saprò mai chi sia Dio se non dopo averlo incontrato. E Gesù mi viene incontro ed è Lui stesso a rispondere a questa domanda:  «E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto, ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso...».
Gesù è l'uomo della croce.

Pietro si ribella, come mi ribello io, perché la croce è impensabile di Dio, la cosa più lontana e inadeguata che possiamo pensare di Dio.
Ma la storia di Gesù non è storia di morte, ma di AMORE... un Amore che sulla croce si è fatto spreco, perché a Lui importa di noi, della nostra vita: «Mi ha amato e ha dato la vita per me».
E' l'uomo dell'Amore che ripete a ciascuno: «Prendi anche tu la tua croce e seguimi... Prendi la tua porzione di amore, altrimenti non vivi; afferra la croce cioè assumi la logica dell'amore. Cosa vale un amore che non costa niente?». Chi risparmia, chi non spreca avrà solo un povero amore, cioè un amore che non ha conosciuto, contemplato, accolto l’amore della croce, l’unico dal quale può nascere un amore risorto.

«Ma voi, chi dite che io sia?». La domanda ora esige una risposta: Dio è quel modo di vivere, quel modo di morire, quel modo di amare ed io voglio prendere per me una vita che sia simile alla sua, dove l'AMORE spiega ogni cosa!





04 luglio 2015

La segnaletica della settimana

XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno B)

Dal Vangelo secondo Marco (6,1-6)


In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.
Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.


Per riflettere...
Spesso pensiamo che se fossimo vissuti ai tempi di Gesù, se lo avessimo conosciuto in carne ed ossa, sarebbe molto più facile credere. Vederlo fare miracoli straordinari, sentirlo parlare, vederlo mandare su tutte le furie i benpensanti con gesti fuori da ogni schema (come perdonare i peccatori incalliti o accarezzare gli ultimi, i più poveri...). Marco, questa volta, ci smentisce!

Agli abitanti di Nazaret non è servito a nulla aver visto (letteralmente) crescere Gesù, né è bastato loro sentirlo predicare, tantomeno pensare ai prodigi compiuti da lui. In fondo, pensano, lo conosciamo! Conoscono la sua famiglia, sanno che lavoro faceva, ecc. ma non possono proprio ammettere che quel ragazzino che giocava fra le strade polverose del paese e che lavorava come falegname potesse essere qualcosa di più, di molto di più. E allora anche i miracoli non dicono nulla, anzi, diventano scandalo, inciampo nella fede.

Forse anche a me capita di pensare di conoscere Gesù, e di pensare che, in fondo, non abbia nulla di più da dire alla mia vita che "fai questo, non fare quello, comportati bene, ama il prossimo tuo come te stesso..." e così gli chiudo anch'io la porta in faccia, come gli abitanti di Nazaret. Rischio grosso, rischio serio, che fa perdere di vista il dono grande di avere, come compagno di strada e Maestro, niente meno che Dio stesso. In carne ed ossa.

10 giugno 2015

Ciak!


La trama, i personaggi, la sceneggiatura, ma anche la fotografia, la musica, le parole di un FILM contribuiscono ad aprire delle finestre nella nostra interiorità.

Guardare un film attiva non di rado una serie di domande, introspezioni, revisioni interiori...

Per la nostra rubrica : Ciak! ci lasciamo guidare dalla lettura di un nuovo film... buona visione!!!





Ogni cosa è illuminata 
 
Regia di Liev Schreiber - USA 2005
 
Il giovane Jonathan è un ebreo nato e vissuto negli Stati Uniti, di origine ucraina. Egli fa della memoria, del desiderio di ricordare uno stile di vita. Di fronte agli eventi, tristi o meno tristi della sua esistenza, cerca e raccoglie elementi significativi della storia e li ripone in una busta trasparente. Questo gesto, apparentemente sterile, simile a quella dei poliziotti o agli scienziati, diventa denso di valore quando Jonathan fa “parlare” questi oggetti e li lega tra loro, ricreando legami nella sua famiglia e col suo passato. Inizia così un viaggio, una “rigida ricerca”, in Ucraina per trovare il piccolo e sperduto villaggio, Trachimbrod, in cui visse suo nonno. Nel suo cammino lo affiancheranno una guida locale e suo nipote Alex, che funge da interprete. Alla fine del viaggio Jonathan scopre, grazie ad un'anziana signora che conosceva suo nonno, che il villaggio che sta cercando non esiste più. Tutto ciò che rimane del luogo è custodito rispettosamente da questa donna in scatole di cartone.

 
“Ogni cosa è illuminata dalla luce del passato; tanto più buio rimane il passato, tanto più siamo privi di un riflesso di luce nell'incognito del presente”: questo il messaggio del film. L’invito a vivere la memoria non come attività “nostalgica” e fine a se stessa, ma come quel processo che aiuta ad intrecciare emozioni e pensieri e a dare risposta alle domande che ci portiamo dentro, ma che ci apre anche continuamente nuovi interrogativi. Ti perdi spesso nei ricordi? Come intende Jonathan la memoria? E tu come la vivi?

Il gesto di collezionare è importante, ma poi bisogna cercare dei fili, dei collegamenti che tengono insieme oggetti, persone e situazioni: questo significa recuperare la propria storia, in un continuo sforzo di guardarsi dentro e incontrare le altre persone che arricchiscono il proprio percorso. La storia personale non è mai definita una volta per tutte, ma va sempre riscritta nella ricerca interiore. Quali sono i momenti che ti danno modo di ripensare alla tua storia? Con quali “pezzi da collezione” faresti il collage della tua storia?

 

27 maggio 2015

Ciak!


Guardare un film attiva non di rado una serie di domande, introspezioni, revisioni interiori...
La trama, i personaggi, la sceneggiatura, ma anche la fotografia, la musica, le parole contribuiscono ad aprire delle finestre nella nostra interiorità.
A seconda del tempo che stiamo vivendo e della nostra disponibilità a lasciarci interrogare, al di là del genere di film e della trama, il film può stimolare l’attenzione verso il proprio mondo interiore e dare avvio alla ricerca di sé.
 
Nasce, allora, sul nostro BLOG una nuova rubrica che porta come titolo: Ciak!
A tutti... buona visione!!!





Se mi lasci ti cancello
Regia di Michel Gondry – Usa 2004
Joel è malinconico e sognatore, si interroga molto e, profondamente triste, cerca un’altra persona che acquieti la sua ricerca di senso e lo aiuti a “tirarsi su”. Incontra Clementine è una ragazza attiva e carismatica. Joel e Clementine pian piano si innamorano fortemente. Un giorno però, la ragazza, stanca della sua relazione ormai in fase di declino, decide, mediante un esperimento scientifico, di farsi asportare dalla mente la parte relativa alla storia con Joel. Il giovane, una volta venuto a conoscenza di questo fatto, sceglie di fare altrettanto ma durante il procedimento cambia idea e qualcosa va storto…
 
Clementine dice a Joel: “Troppi uomini pensano che io sia un’idea, che possa completargli o che possa riuscire a ridargli la vita. Ma io sono solamente una ragazza incasinata che cerca la sua pace mentale. Non farmi carico della tua”. Cosa ne pensi di questo? Cosa significa ricerca assieme il senso? Come si può amare, senza sostituirsi all’altro e senza invadere totalmente la sua interiorità?
Nella ricerca interiore spesso è molto difficile fare i conti con alcuni ricordi, ma è ciò che fa crescere e che stimola ulteriormente la riflessione. Da dove nasce il desiderio di cancellare parti della propria storia dalla memoria? Qual è l’aspetto più difficile da accettare quando non riusciamo a dare senso ad alcune parti della nostra storia? Perché l’esperimento scientifico alla fine non riesce? Cosa significa secondo te?


 

06 febbraio 2015

La segnaletica della settimana

V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno B)

Dal Vangelo secondo Marco (1,29-39)


In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.


Per riflettere...
«Tutti ti cercano!». Quella di Simon Pietro e dei suoi amici non è una constatazione, ma un grido d'allarme. Vogliono dire a Gesù: "ma insomma, dove ti eri cacciato? Sparire così ancora di notte... ci hai fatto prendere un grosso spavento!". Quasi che Gesù sia un bambino di quattro anni, sprovveduto e da difendere...
 
Gesù, a suo modo, è un "personaggio". Non solo parla bene (il che, detto fra noi, non guasta), ma soprattutto guarisce da tutti i mali fisici e spirituali, manda via ogni tipo di forza negativa con la sua sola presenza... insomma, è una "forza"! E il pericolo che vede (e del quale nella lunga preghiera notturna avrà parlato al Padre?) è di essere preso per un guaritore, uno che risolve i problemi più o meno superficiali delle persone, e quindi di trascurare la sua vera missione: liberare dal male, proclamare il Regno, redimere il mondo.

 «Tutti ti cercano!»: questo resta vero anche per noi. Anche se, a giudicare dal deserto che c'è in certe parrocchie non sembrerebbe proprio! Eppure la gente è assetata di Dio, è assetata di Gesù. E quando non sa dove "sbattere la testa" facilmente si rivolge per un aiuto, o anche solo per essere ascoltata, ai consacrati, o alla Caritas, o a qualcuno che "profuma di Gesù".

Tanti cercano Gesù, anche noi, ma quello che fa la differenza è il motivo per cui Egli è qui, è tra noi, è per noi.
Lui è venuto e viene per portare vita, per portare la vita vera. Quanto siamo disposti ad accettare che questo possa andare contro le nostre aspettative e ci chieda, una volta che lo abbiamo trovato, ad "uscire" dalle nostre sicurezze, perché anche altri abbiamo la vita e la gioia?

13 dicembre 2013

La segnaletica della settimana

III DOMENICA DI AVVENTO (Anno A) o Domenica Gaudete

Dal Vangelo secondo Matteo (11,2-11)

In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”.
In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».

Per riflettere…
Chi è Giovanni il Battista? “Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta…. Il mio Messaggero… il più grande fra i nati di donna”. E se lo dice Gesù…
Egli è il più grande fra i nati di donna anche ora che si trova solo, in carcere, in balìa di un re vizioso (Erode) e della sua intrigante consorte (Erodiade). Ed è riconosciuto come il più grande fra i nati di donna proprio ora che, in carcere, è assalito dal dubbio.

Egli aveva predicato un Messia forte, giusto, che avrebbe fatto pulizia in Israele e lo aveva individuato in Gesù. Ma ora Gesù si comporta in maniera diversa da come egli si sarebbe aspettato dal Messia: invece di sterminare i peccatori, li accoglie; invece di portare la guerra, porta la pace; si mostra debole… E così manda a chiedere: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Come dire: Sei tu il Messia promesso oppure io ho sbagliato tutto?

La grandezza di Giovanni è anche in questo: vuole essere fedele a Dio e alla sua vocazione al punto di essere capace di mettere in discussione l’immagine che ha di se stesso e del suo Dio. Non è una cosa da poco: vuol dire essere disposti a mettersi in discussione radicalmente, rinunciare anche alle proprie idee e ai propri modi di vedere, se questi non coincidono con quelli di Dio. Insomma: il Battista si converte!
Non vuol dire essere come le bandiere, che cambiano come cambia il vento, ma amare più Dio che l’idea che possiamo avere di Lui. Noi saremmo capaci di tanta onestà (e coraggio!) spirituali?

Gesù trasforma la sua inquietudine in gioia, mostrando gli effetti del suo essere fra il popolo. Della serie: “a buon intenditor…”
Quale grande gioia toccare con mano che il Signore è con noi! Ecco la Parola che illumina il dubbio e lo trasforma in fede più convinta, e la paura di aver fallito la trasforma in coraggio di andare avanti, e riempie di gioia, anche in un carcere.

10 dicembre 2013

Per te... giovane!

Carissimi giovani,
avete già pensato come trascorrere le prossime vacanze natalizie?
Ebbene.... noi abbiamo una proposta che fa proprio per voi: NON LASCIATEVELA SCAPPARE!!!


PER GIOVANI (20-35 anni):
ESERCIZI SPIRITUALI
"Se non ami..."
27-30 dicembre 2013
Centro Giovanile "Casa Pinuccia" - ROMA
Info: sr. M. Paola Gasperini - paola.g@pddm.it - 333 1964930


(Se vuoi puoi fermarti con noi per dare inizio al nuovo anno e partecipare alla Messa per la pace con papa Francesco)

 
PER GIOVANISSIMI (14-18anni):
CAMPO INVERNALE
"Amare... perchè?"

27-30 dicembre 2013
Monte Etna - CATANIA
Info: sr. M. Vittoria Berloco - vittoria.b@pddm.it - 333 2499771

VI ASPETTIAMO... NON MANCATE!!!


02 dicembre 2013

Per te... giovane!

Anche quest'anno parte l'itinerario di FEDE per ragazze in 3 STEP durante l'anno:

7-9 dicembre 2013...
UN CUORE CHE ASCOLTA

17-19 aprile 2014
UN CUORE CHE SI DONA


31 maggio - 2 giugno 2014
UN CUORE CHE RISCHIA


Che cos’è questo itinerario?
Un cammino alla scoperta del tuo cuore!
Ciascuno di noi è il custode di una porta che può essere aperta soltanto dall'interno: è la porta del proprio cuore!
Oltre quella porta sta la musica dell’Amore che quando entra mette dentro un suono nuovo: sei stata amata… e l’Amore che ora è dentro te non può essere trattenuto: va donato!
TI ASPETTIAMO... NON MANCARE!!!

Info:
sr. M. Paola Gasperini - paola.g@pddm.it - 3331964930
sr. M. Cristina Catapano - cristina.c@pddm.it - 3489259518
oppure cercaci su FACEBOOK e iscriviti al gruppo "Camminava con loro"

09 agosto 2013

La segnaletica della settimana

XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno C)

Dal Vangelo secondo Luca (12,32-48)


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno.
Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.
Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!
Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».
Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».

Per riflettere...
Gesù ci dà un salutare "scossone". Sotto tutti i punti di vista.

"Non temere, piccolo gregge"... perché cosa può preoccuparci, quando sappiamo di essere amati da Dio e da Lui custoditi e curati? E allora non è poi così strano che Gesù ci raccomandi di lasciar perdere le piccole o grandi ricchezze che possiamo avere ora per acquistare delle ricchezze più grandi e vere, che non si consumano anche se... non si vedono!

"Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore": il punto è questo. Il cuore, la mente, vanno dove abbiamo il nostro tesoro, ciò che per noi vale di più. Se è nelle cose materiale, sarà lì, e nessuno lo stacca da lì... ma se è in Dio, che è l'autore e il Signore di ogni ricchezza! Non sarebbe molto meglio. Ora la domanda che mi faccio è: ma il mio tesoro, qual è? O, al contrario, dov'è il mio affetto, la mia attenzione, il mio attaccamento? Sono domande importanti: questione di vita o di morte!

"Siate pronti...": perché quando hai chiaro cosa vale veramente per te, stai ben attento a fargli la guardia; e quando hai una persona alla quale vuoi bene, sei pronto ad aspettarla anche tutta la vita... e stai sveglio, perché non capiti che passi e ti trovi addormentato! La stessa cosa è per il Signore. Chi ha in Lui il suo tesoro, sta ben attento a non lasciarselo sfuggire, ma non per paura: per amore!

Allora... buona settimana, alla ricerca del tesoro che tiene sveglio il nostro cuore!

03 febbraio 2013

Briciole di vita

Mi chiamo Magda, ho 24 anni e vengo dalla Polonia. Al pellegrinaggio di Taizè ho partecipato per sei volte. Questi incontri mi lasciano indimenticabili esperienze. Anche questa volta il pellegrinaggio è stato particolare. Il Signore ha riempito il mio cuore con la gioia e la pace, mi ha fortificata perché io non mi arrenda nonostante le difficoltà e le tribolazioni, che mi sono successe ultimamente. In modo particolare vorrei ringraziare il Signore che mi ha insegnato la vera preghiera, la preghiera semplice e fiduciosa. Molte volte nella preghiera mi ritornavano pensieri di fiducia verso Dio: solo allora possiamo ritrovare la libertà interiore e la vera felicità. Mi sono resa conto che la cosa più importante nella mia vita spirituale è affidare tutto a Dio, raccontare tutto a Lui, che è al di sopra di tutto, sopra ogni mio problema, ogni mia insicurezza, perché Lui mi guida e se, a volte, non capisco le sue vie, fidandomi di Lui posso rimanere nella pace e nella felicità
 A questo incontro ero venuta con la particolare intenzione di cercare la risposta alla domanda “cosa devo fare nella mia vita?”, scoprire la mia strada, il mio compito nella vita…ho sentito dentro di me di dire sempre a Dio “si” fidandomi che la volontà di Dio è la cosa migliore per me. Confido che il Signore mi continuerà a guidare in questo. Nella preghiera di Taizé ho potuto imparare a rimanere nel silenzio che è cosi difficile in questo mondo, per poter ascoltare il Signore e trovare le risposte alle mie domande. Ho potuto conoscere tanta gente delle varie parti del mondo, che vivendo nelle varie condizioni e nella diversità delle culture hanno gli stessi miei desideri e difficoltà, i problemi, la ricerca. Questa per me è stata un’esperienza forte.
Non si può non ricordare l’ incontro che c’ è stato il 21 dicembre con il Santo Padre Benedetto XVI, quando abbiamo pregato in piazza San Pietro: ho sentito la gratitudine, perché posso essere un membro della Chiesa, e nella Chiesa mi sono sentita bene e sicura!
Sono molto contenta di aver potuto partecipare a questo incontro, spero che questo porterà molti frutti nel mio cuore e nei cuori dei giovani, frutti di pace e di gioia. So e voglio ringraziare per tutto questo!
Sia lodato il Signore!                                             
                                                               Maddalena dalla Polonia.


 


My name is Magda, I’m 24 and I come from Poland. It was my sixth Taizé pilgrimage. These meetings are always unforgettable experiences for me and this was a special one, too. The Lord has filled my heart with joy and peace, he has given me strength not to give up in difficulties and sufferings - like those I have had in the last period. In particular I want to say thanks to the Lord that has taught me the true prayer: simple and trustful. During the meeting many times, while praying, thoughts of confidence in God came into my mind and consequently I felt inner freedom and real happiness. I realized that the most important thing for my spiritual life is to entrust everything to God, to tell Him everything because He is above anything, any problem, uncertainty and He leads me, so, if I sometimes do not understand His ways, trusting in him I can experience peace and joy. I came to this meeting with a question: “What will I do in my life?” and I wanted to find the answer, find out my way, my mission in life… I felt I always want to say “yes” to God, because I believe that his will is the best thing for me. I am confident that the Lord will always be my guide in this. During Taizè prayer I learnt how to stay in silence, that is so difficult nowadays in this world, to listen to the Lord and to find the answers to my questions. I could meet many people from all over the world, of different cultures and living in different circumstances but with the same desires, difficulties and problems than I have and in search of their ways as I am. I have had a very strong and deep experience in Rome. I cannot forget the Vigil prayer with the Pope in St Peter’s Square on the 21st December. I felt grateful because I can be a member of the Church and that makes me feel well and confident!
I’m very happy I could participate to this meeting and I hope it will bring many fruits in my heart as well as in the heart of all those young people: fruits of peace and joy. I want to say thank you for all this.
Blessed be The Lord   

                                                                        

Magda from Poland