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28 febbraio 2017

#incontroTe

1 marzo 2017  -  Mercoledì delle Ceneri







Venite, ritorniamo al Signore
(Os 6,1a)




Investire... (cf. Mt 25,14-30)

La parabola dei talenti è tra le più famose e più citate del Vangelo. Parla di un uomo che parte per un viaggio e affida i suoi talenti – capitali corrispondenti al valore di intere vite di lavoro – ai suoi servi, certo del suo discernimento circa le loro effettive capacità di gestirli. A un servo affida cinque talenti, a un secondo due e a un terzo un talento. I primi due servi, trafficando la somma ricevuta, raddoppiano l’importo. Il terzo servo, invece, si allontana dai primi due e va a nascondere il talento ricevuto, lasciandolo di fatto sterile.


IMPEGNO:

Starò attento a non sprecare il mio tempo riconoscendo che è nel tempo che mi perdo o investo.





© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma


05 marzo 2014

...e sarà Pasqua!


Con l'inizio della Quaresima esce sul nostro BLOG una nuova rubrica: "...e sarà Pasqua!".
Qui puoi trovare per ogni settimana qualche spunto di riflessione attraverso immagini e simboli che arricchiscono questo tempo favorevole.
Cosa dirti ancora? Buon cammino verso la Pasqua!



Con il Mercoledì delle Ceneri inizia il Tempo della Quaresima, a dare il nome a questo giorno è proprio il segno che viviamo nella liturgia e che forse oggi ci sembra un po’ strano. Ma cosa sono queste Ceneri? A cosa servono? Ma soprattutto, hanno ancora senso nel 2014?

“Sono segno di austerità” sentenzia chi ben conosce la liturgia ma noi di austerità abbiamo sentito parlare al telegiornale in merito alla crisi economica e non ce ne ha lasciato un’idea così bella.
Forse però c’è di più, forse non è solo un segno antico e sorpassato, triste e faticoso, forse può dire qualcosa anche a noi giovani dell’epoca digitale.

Per capire le Ceneri dobbiamo guardare alla meta del cammino quaresimale, la Pasqua: Gesù che ci libera dal male, dal peccato e dalla morte. Il male e la sofferenza fanno parte della vita di ciascuno di noi, alcune volte ce li andiamo a cercare, altre volte ci capitano, tutti ci portiamo dentro piccole o grandi sofferenze che ci spingono a cercare un sollievo, qualcuno che ci possa guarire. 

C’è un solo medico capace di guarire le ferite del nostro cuore e quello è Gesù che ci ha amati fino a donare la sua vita per ciascuno di noi. Come il medico, anche Gesù ci chiede di dirgli cosa ci fa soffrire, di riconoscere ciò che ci ha fatto male e di affidarci a Lui che vuole sanare quelle piaghe.

Nella vita abbiamo bisogno di segni con cui esprimiamo quello che abbiamo nel cuore, la cenere dell’inizio della Quaresima è un segno che diventa preghiera: “Gesù, il male che mi porto nel cuore mi brucia e non lascia in me che cenere, vieni a guarirmi, vieni a liberarmi, Tu che per me ti sei lasciato inchiodare a una croce, Tu che per me sei morto e risorto, Tu che mi doni la Vita e la gioia senza fine!”
 
don Matteo Castellina