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06 aprile 2017

#incontroTe

6 aprile 2017  -  Giovedì










La mia gioia è nel Signore
(Sal 103,34)




La giustizia proporzionale

Il grado di santità raggiunto dalla persona, tuttavia, in questo caso non potrà essere grande. Esiste anche una giustizia proporzionale, dove il grado di beatitudine celeste avrà pure una certa corrispondenza al grado di virtù raggiunto sulla terra.
Diversamente, Dio sarebbe ingiusto. La parabola narrata da Luca, sottolinea infatti questa proporzionalità: il servo che ha guadagnato cinque mine, acquista potere su cinque città, e quello che ne ha guadagnati dieci, riceve autorità su dieci città. Nella parabola viene condannato infine quel servo che ha restituito a Dio la stessa somma che aveva ricevuto all’inizio. Il Signore si attende almeno un investimento minimo, perché l’uomo si salvi. Il versetto chiave è il 28: “Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti”.


IMPEGNO:

Cercherò di essere più consapevole.





© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



04 aprile 2017

#incontroTe

4 aprile 2017  -  Martedì









I nostri occhi sono rivolti al Signore
(Sal 122,2)




"... il mio con interessi"

Dio non pretende necessariamente l’eroismo. Egli desidera che l’uomo gli risponda, e vorrebbe che ciascuno gli rispondesse al massimo delle proprie possibilità, per giungere alla santità più grande. Dall’altro lato, però, Dio lascia che ciascuno gli risponda secondo una generosità libera, accettando anche il minimo, qualora la persona decidesse di non dare di più. Ci viene così presentata l’esigenza di Dio che desidera il massimo da ciascuno, ma che ad ogni modo si accontenta anche della minima risposta che l’uomo gli voglia dare: “Avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse” (Mt 25,27).


IMPEGNO:

Combatterò ogni impulso egoista che c’è in me anche dando una minima risposta di generosità a Dio.







© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



10 marzo 2017

#incontroTe

10 marzo 2017  -  Venerdì







Siate santi, perché io sono santo
(Lv 11,44)




Un rapporto personale con Dio


I salmisti sono quelli che hanno dato del Tu a Dio. Il tu esprime un rapporto personale profondo. Quando un’amicizia si approfondisce, dare del tu a una persona significa dirle siamo amici. Per questo le nostre preghiere sono passate insensibilmente dal voi al tu. Non è questione di diminuire nell’amore o nel rispetto al Signore, ma di stabilire con Lui un rapporto più personale.
Quando Dio cessa di essere un tu a cui mi rivolgo e diventa un entità su cui disquisisco, tutto frana. Non si può vivisezionare il mistero di Dio attraverso categorie astratte. In Dio la persona è essenzialmente rapporto, relazione, è un totale ordinarsi all’altro. E così il Figlio vive il suo rapporto con il Padre.

IMPEGNO:

Starò attento alle mie relazioni con l’altro tenendo a bada ciò che mi impedisce di essere verace.





© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



09 marzo 2017

#incontroTe

9 marzo 2017  -  Giovedì






Guardate a lui e sarete raggianti,
non saranno confusi i vostri volti.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta
(Sal 33,6s)




Dio il mio "TU"


Un giorno hanno trovato Teresa di Lisieux in cella con le lacrime agli occhi e le hanno chiesto: “Perché piangi?”. Ha risposto: “Sto pensando che Dio è nostro Padre; è così bello!”.

È il momento dell’esperienza in cui una nozione astratta diventa consapevolezza di una realtà: siamo veramente figli, di stirpe divina, partecipi della natura di Dio (cf. 2Pt 1,4). Questa idea madre del cristianesimo spiega, sul versante divino, l’economia della salvezza e su quello umano delinea la morale cristiana. Il filosofo ebreo, M. Buber, dice che il rapporto religioso comincia nel preciso istante in cui Dio cessa di essere un “Lui” e diventa un “Tu”.


IMPEGNO:

Troverò maggiori momenti di preghiera spontanea per esercitare il “Tu” di Dio.





© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



04 settembre 2016

La segnaletica della settimana

XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno C)


Dal Vangelo secondo Luca (14,25-33)

In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro:
«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.
Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».


Per riflettere...
Alla fine dell'estate il Signore ci invita a fare due conti in tasca: "Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo".

Forse troppo esigente?
Bhe! Forse ci devo pensare... forse sono io a guardare le sue esigenze dalla prospettiva sbagliata, forse devo provare a partire dalla consapevolezza che tutto ciò che mi chiede è per il mio bene.

Voler essere discepolo di Gesù significa aver scelto e deciso di seguirlo; significa avere Lui come unico punto di riferimento "della" e "nella" nostra vita, non il primo di una lista ma il SOLO, l'UNICO, il TUTTO!

Oggi Madre Teresa di Calcutta che è proclamata "santa" ci dimostra che tutto questo è possibile: lo seguiamo perché lo amiamo e abbiamo fondato su di Lui, e solo su di Lui, il nostro progetto di vita.

05 settembre 2015

Briciole di vita

CAMPO ITINERANTE...
SUI PASSI DEI TESTIMONI DELLA FEDE


Dal 4 al 9 agosto a Roma si è accolta, da parte di alcuni giovani della parrocchia San Marco in Bari, la proposta estiva del CAMPO ITINERANTE che ha avuto come tema: "Sui passi dei testimoni della fede".
Partendo da una catechesi che è stata motivo per i giovani di fare un punto della situazione sulle "stagioni" della propria vita fino ad oggi, ci si è messi in cammino ritornando alle radici della propria fede e ponendo i propri piedi sulle orme tracciate dalla vita e dalla santità di antichi e nuovi testimoni della fede: Pietro, Paolo, don Alberione...
I giovani hanno poi riscoperto nel carisma proprio che ci appartiene come Pie Discepole del Divin Maestro quanto la via dell'arte e della Bellezza è una strada percorribile per ritrovare l'integrità e l'unità, "il Tutto nel frammento, l'Infinito nel finito... Dio nella storia dell'umanità" e nella propria
storia.


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"A Colui che può fare assai di più e immensamente al di là di quello che noi domandiamo o pensiamo, per la sua potenza operativa in noi, a Lui la gloria" (San Paolo).

Rileggendo questo passo rivivo le emozioni di questo campo, la preghiera personale e collettiva, l'amicizia, l'incontro con l'altro e l'Altro, la fatica ma anche tutta l'"acqua" bevuta per rigenerarci.
Grazie suor Cristina e a tutte le sorelle per averci dato questa possibilità e per l'AMORE VERO che donate. I vostri occhi, il vostro sorriso, il vostro accompagnarci saranno nel mio cuore per sempre!
Grazie a Te, Signore, per aver fatto incontrare le nostre strade!
Con affetto... Paola



Grazie!
Grazie a te suor Cristina per averci illuminato gli occhi e la mente con la vostra passione per Gesù... Grazie per averci sostenuto in questo cammino meraviglioso!
Un abbraccio... Adriana

 


Delle suore così simpatiche non le avevo mai viste! Grazie della vostra testimonianza (con le parole e con il cuore) e grazie per averci permesso di compiere un cammino nuovo e diverso!
Francesca



Infinitamente GRAZIE!
Grazie perché durante questi giorni ho sentito forte dentro di me la "parola-battito", grazie per averci accompagnato durante il nostro pellegrinaggio della vita, grazie per la vostra testimonianza viva, per i vostri occhi luminosi e innamorati, grazie per averci trasmesso la felicità vera!
Silvia



21 luglio 2015

Briciole di vita

TURIN FOR YOUNG 2015

In occasione dell'Ostensione della Sindone, nel week end 20-21 giugno 2015, un gruppo di giovani partiti da Roma insieme a sr M. Cristina pddm, hanno vissuto un pellegrinaggio a Torino con l'esperienza di una mini GMG organizzata dalla diocesi in occasione anche della visita di papa Francesco.


Introdotti da una catechesi e accompagnati dalla vita dei santi piemontesi, ripercorrendo simbolicamente le loro orme, i giovani hanno potuto vivere l'esperienza de L'Amore più grande sostando in preghiera davanti alla Sindone.
La domenica pomeriggio, poi, insieme a tutti i giovani  convenuti da ogni parte d'Italia e del mondo, si sono stretti attorno a papa Francesco per assaporare il respiro di essere una Chiesa giovane, una Chiesa in uscita, una Chiesa che non ha paura di andare controcorrente le logiche egoistiche che sembrano invadere questo mondo!

Il pellegrinaggio a Torino è stato per molti anche la conclusione di un cammino che ha visto i giovani partecipanti all'iniziativa impegnati nel percorso proposto loro dei "Pomeriggi di spiritualità" svolti durante l'anno, una domenica al mese, presso il nostro Centro Giovanile "Casa Pinuccia".

Ad un mese ecco alcune testimonianze di chi ha vissuto in prima persona questa esperienza "da Dio"...

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Per me Torino ha significato un insieme di conferme e di scoperte.
Molto di ciò che è stato detto nelle catechesi, dal Papa e anche dalla vita dei santi è andato a dare forza e continuità al mio percorso di conversione.
Quello che porterò sempre nel cuore sono le parole del Papa sul “vivere la vita castamente, coinvolti in progetti costruttivi” e sul “non andare in pensione presto”, che riprendono altre parole che difficilmente dimenticherò, quelle del beato Frassati: “Vivere, non vivacchiare”.
Cosa c’è di meglio che relazionarsi con integrità di cuore?
Cosa c’è di meglio che vivere coinvolti, cioè appassionati, in un progetto costruttivo?
In poche parole: Cosa c’è di meglio che vivere un “Amore più grande”?
Nulla può essere più appagante di una vita spesa per un progetto costruttivo alimentato da passione e serietà di intenti.
Questa prospettiva è stata un’iniezione di forza alla mia piccola fede, un’ennesima prova di non essere solo e in balia degli eventi.
C’è anche una certa paura eh, perché si dà tutto, anche le sicurezze attuali, ma confidando nel Signore questa può diventare senso di responsabilità e quindi ulteriore forza per proseguire verso questo “più”.
Claudio


Diverse volte ho letto di pellegrinaggi per l"Ostensione della Sindone", rifiutati perché trattenuta da cause di forza minore, ma comunque ostacolanti. Quotidianamente però il mio cuore chiedeva e cercava una soluzione per  partire, finché non è arrivato l'invito di Suor Cristina. Ultimo weekend possibile, una piccola GMG col Papa. Sacco a pelo, zaino in spalla e energia, tanta energia. Siam partiti. Persone nuove, sconosciute, ma che da lì a poco sarebbero diventati i compagni ideali per una nuova esperienza. Arrivata a Torino, ho staccato la spina da quella quotidianità che troppe volte mi risucchia in un vortice di pensieri e problemi, che mi allontanano da Chi nonostante tutto continua ad amarmi. Arrivata a Torino ho trovato la pace, la sicurezza, la bellezza che il mondo con la sua frenesia mi nasconde. Un cammino tra i Santi ci ha preparato e guidato verso il fine primo di questo pellegrinaggio, la Sacra Sindone. Non trovo le parole per raccontare ciò che ha vissuto il mio cuore, amore tanto amore per Chi mi ha donato la vita. Ognuno col suo bagaglio di emozioni, siam giunti a una notte di preghiera sotto le stelle, con tanti giovani che come me hanno trovato Dio e un senso alla propria vita. Una notte di preghiera in preparazione alla domenica col Papa. Piazza Vittorio, il 21 giugno era in festa, trionfante davanti a chi con parole di conforto e bontà ci dà la forza di sperare in un cambiamento. Giorni intensi, veri, forti. Giorni che rimarranno nel mio cuore insieme ai diecimila sguardi che con me hanno vissuto questa esperienza.
Elena


13 maggio 2015

Per te... giovane!

E' BELLO CON TE!
 
Hai già pensato come vivere le tue vacanze estive?
Noi ti proponiamo di farlo in modo alternativo! Ecco qualche suggerimento che fa per te... TI ASPETTIAMO: dillo anche ai tuoi amici, non mancate!!!
 
 

PER GIOVANISSIMI (14-19 anni)

 - Campo estivo a Mascalucia (CT) dal 4 al 9 Agosto

Sr. M. Vittoria Berloco - 333 2499771 - vittoria.b@pddm.it
 
 

PER GIOVANI (18-30 anni)


 - Esercizi spirituali a Centrale di Zugliano (VI) dal 19 al 24 Agosto
 Sr. M. Paola Gasperini - 333 1964930 -
paola.g@pddm.it

 - Campi itineranti a Roma "Sui passi dei testimoni della fede" per gruppi parrocchiali per giovani dai 16 ai 30 anni
Sr. M. Cristina Catapano - 348 9259518 -
cristina.c@pddm.it
 

31 ottobre 2014

La segnaletica della settimana

COMMEMORAZIONE DEI FEDELI DEFUNTI

Dal Vangelo secondo Matteo (5,1-12)


In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli». 


Per riflettere...
Per la commemorazione di tutti i fedeli defunti, la Chiesa propone tre possibilità di letture. Sembra strano, ma uno dei Vangeli è quello delle Beatitudini, letto anche nella solennità di Tutti i Santi. E qui la cosa si fa interessante... perché la liturgia ci suggersce un "filo rosso" tra questi due giorni.

C'è un ritornello, una parola-chiave che torna: beati! Beati, cioé felici, o benedetti, come traducono alcuni. Perché, agli occhi di Dio, non si è felici se non si è benedetti da Lui, e viceversa.
Beati! Beati proprio quelli che, agli occhi della gente, sono gli infelici, quelli che hanno perso tutto, quelli che sono indifesi davanti alla Storia. E' per loro, dice Gesù, la benedizione e la felicità vera, perché sono in sintonia con Dio stesso. 

Beati, cioé felici, fin d'ora. Per... una promessa, al futuro. Come dire: non c'è beatitudine, oggi, se non c'è speranza, e una speranza che poggia solidamente sulla roccia che è Dio stesso, che quello che dice mantiene. Sempre. Ed è quello che ci auguriamo per tutti i nostri cari ormai morti.

Queste beatitudini sono per i nostri fratelli e sorelle defunti, sono per i santi del cielo e sono anche per noi! Sono quella bussola di felicità che ciascuno di noi, lo sappia o no, cerca. La traccia per essere felici fin d'ora, condividendo la stessa vita, e la stessa felicità di Colui il quale è l'incarnazione stessa di ogni beatitudine: Gesù.

04 settembre 2014

Briciole di vita

Dal 20 al 24 agosto si è dato inizio alla stagione estiva dei Campi itineranti a Roma "Sui passi dei testimoni della fede".
Ecco alcune testimonianze dei giovani che hanno vissuto da protagonisti questa esperienza "da Dio"!




Siamo partiti in gruppi separati letteralmente e metaforicamente, amicizie e abitudini distanti, per non parlare delle età più diverse, ma siamo tornati come un tutt’uno, un grande arcobaleno di colori. Ci siamo messi in cammino per 5 giorni “Sui passi… dei testimoni della FEDE”, è stato questo il nome del campo itinerante che i giovani della nostra parrocchia hanno vissuto: un pellegrinaggio a Roma, nella caput mundi, forse uno dei modi più belli e affascinanti per poter cercare, ritrovare e rivivere la fede donataci dal Signore. Ripercorrendo le stesse strade dei Santi Pietro e Paolo e dei nuovi testimoni come Don Alberione ci siamo messi in gioco, ognuno con i propri dubbi e le proprie esperienze.
Le Pie Discepole del Divin Maestro ci hanno accompagnato ad ogni passo e in ogni luogo dandoci il segno più concreto di questo dono: anche grazie alla loro testimonianza costante abbiamo rinnovato la nostra fede in Gesù Cristo e riscoperto la gioia di essere figli di Dio. Ci siamo lasciati guidare spesso anche dalle parole di Papa Francesco che ha così aperto e chiuso il nostro pellegrinaggio, incontrandolo infine per la preghiera dell’Angelus: Tu sei il Cristo il Figlio del Dio Vivente, è questo l’ultimo messaggio che ci siamo portati a casa e che teniamo nel nostro cuore, insieme all’entusiasmo e al desiderio di essere anche noi, nella nostra realtà quotidiana, testimoni del dono fattoci da Dio.
Laura
 
 
 
La nostra vita è un continuo pellegrinaggio, un metaforico cammino che ci insegna a vivere.
Spesso siamo così presi dalla frenesia della vita che ci dimentichiamo di dare importanza alle piccole cose, alle persone che ci circondano e che compiono questo cammino con noi, siamo così distratti che facciamo scivolarci le persone addosso, senza il bisogno di capire se siamo noi il loro scoglio o se loro per noi possono essere fonte d'inesauribile ricchezza.
 
La Fede e la riflessione in tutto ciò insegnano che i grandi esempi della storia da imitare come Gesù, Pietro, Paolo, Don Alberione hanno lasciato un segno concreto del proprio passaggio in questa vita qui sulla terra, poiché donandosi al prossimo hanno creduto nella forza della Fede e di Dio.
Il Campo Itinerante compiuto a Roma presso la guida delle due simpatiche e amorevoli sorelle Suor Cristina e Suor Evelina, Pie Discepole del Divin Maestro, si è rivelato essere uno dei momenti più toccanti e di profonda condivisione per il nostro nucleo parrocchiale giovanile. Infatti, nonostante le varie personalità, differenze di cultura, età, formazione, questo cammino si è scoperto essere fonte di grande crescita per tutti noi, non solo come singoli, ma soprattutto come gruppo.
Per la prima volta molti di noi hanno visto Roma, mentre altri sono tornati lì con uno spirito diverso, lo spirito del pellegrino; nella città eterna che conserva importantissime testimonianze, la strada non è mai stata troppa, le preghiere corali, le riflessioni all'interno delle varie basiliche non solo ci hanno permesso di osservare la bellezza di quest'ultime ma hanno anche dato la possibilità di frugare ognuno dentro se stesso alla ricerca di qualcosa che magari avevamo perduto.
Insomma, questo pellegrinaggio è stato un continuo susseguirsi di emozioni molto forti accompagnato da canti e sorrisi che hanno riempito le nostre giornate di gioia vera, facendoci per un attimo dimenticare tutti i problemi, aprendoci così alla Luce che solo Lui sa dare.
Concludo infine, citando alcuni passi di una preghiera corale recitata al campo che mi ha piacevolmente colpita: “Signore insegnami la strada, l'attenzione alle piccole cose, al passo di chi cammina con me per non fare più lungo il mio […] insegnami la strada su cui si cammina insieme, nella semplicità di essere quello che si è [...]” ecco questa preghiera racchiude l'essenza di questo campo, di ciò che abbiamo vissuto e condiviso.
Un ringraziamento speciale va alle Pie Discepole che ci hanno accolto nella loro oasi cittadina, che nonostante si trovi nel pieno di Roma risulta essere un punto di pace e raccoglimento come pochi, infine ringrazio Padre Roberto per aver permesso noi di compiere questa esperienza davvero senza eguali e per ultimo ma non meno importante ringrazio Dio per avermi donato voi, miei compagni di pellegrinaggio con tutta la gioia e la ricchezza nel donarvi che avete dentro, stando sul mio Cammino, per compiere ancora tanti passi INSIEME!
Luisa
 
 
Proposta accettata senza pensarci due volte, poiché era la prima volta che potevo fare l’esperienza di un campo itinerante con varie tappe per Roma. Altre volte sono stato a Roma è visitato le stesse cose, ma dal punto di vista “turistico”. Ho avuto altre esperienze di “campo”, ma sono sempre aperto alle nuove esperienze e come abbiamo detto più volte durante il campo è bello “mettersi in gioco”, con cose nuove. E’ stato organizzato bene e mi ha dato la possibilità di confrontarmi con persone di un’ampia fascia di età diverse.
Ho avuto la possibilità di avere un dialogo personale con il Signore e di aver staccato per qualche giorno dalla vita quotidiana.
Il “seme” che è stato gettato e la “parola” che ha risuonato nei vari momenti durante il campo, sia la forza per un impegno personale durante tutto l’anno nelle attività della parrocchia.
Concludo ringraziando a Padre Roberto che ce l’ha proposto e alle Pie Discepole del Divin Maestro che ci hanno dato la possibilità di realizzarlo.
Matteo
 
 
Sono partita da casa senza nessuna aspettativa. Ho avuto la possibilità di "staccare la spina" in un momento particolare della mia vita e ho colto l'occasione. Ho deciso di lasciare tutti i pensieri negativi e i problemi a casa e godermi questi giorni. Ho avuto la fortuna di poter riflettere tanto e avvicinarmi sempre di più alla fede, ho visitato posti che sconoscevo, ho provato emozioni che non avevo mai provato e ho cercato di immaginare ciò che era successo molto tempo prima nei punti in cui mi trovavo.

I luoghi che mi hanno colpito di più sono stati: quello in cui è stato decapitato San Paolo e la Scala Santa, perché ho provato appunto a immedesimarmi in ciò che è stato vissuto da San Paolo percorrendo quella stradina prima della decapitazione e da Gesù prima di incontrare Ponzio Pilato. Inoltre ho avuto modo di confrontarmi con tante persone e ognuna di loro mi ha lasciato qualcosa dentro. Tutto questo mi ha arricchita tanto e dopo un'esperienza del genere non posso non ringraziare Padre Roberto e le Pie Discepole per la loro disponibilità, la loro gentilezza e l'opportunità che ci hanno dato. Concludo ringraziando tutti i pellegrini che hanno incrociato il mio cammino e riportando una bellissima frase di Suor Cristina: "La vita non è fatta di aspettative ma di sogni". Buon cammino a tutti! 
Alice
 

Io posso dire che questo campo oltre ad essere itinerante è stato molto piccante pieno di storia, pieno di riflessioni, ma soprattutto pieno di santità. Da questo campo mi porto dentro la testimonianza di San Pietro e San Paolo che dettero la vita per Dio…sono ritornato con la fede più rafforzata.
Grazie a Padre Roberto, grazie alle Pie Discepole ma grazie a Dio per ogni singolo momento.

Rosario

11 marzo 2014

Per te... giovane!

GIOVANNI PAOLO II: il papa dei giovani diventa SANTO!!!


Le Pie Discepole del Divin Maestro, in collaborazione con la Pastorale giovanile di Roma, organizzano un percorso in tre tappe per giovani dai 18 ai 35 anni:


 25 APRILE

Incontro sul tema «365 motivi per non avere paura»
con don MAURIZIO MIRILLI, direttore della Pastorale giovanile di Roma
Sede: Via Portuense, 739 - Roma

26 APRILE
Pellegrinaggio notturno verso il cuore “sveglio” di Roma «Luci nella notte»

27 APRILE
Celebrazione eucaristica e canonizzazione di Giovanni Paolo II
in piazza San Pietro con papa Francesco

Per iscrizioni e informazioni:
• sr. M.
Paola Gasperini - paola.g@pddm.it - 333 1964930
• sr. M.
Cristina Catapano - cristina.c@pddm.it - 348 9259518



VI ASPETTIAMO: NON MANCATE!!!
 
 

10 gennaio 2014

La segnaletica della settimana

BATTESIMO DEL SIGNORE (Anno A)

Dal Vangelo secondo Matteo (3,13-17)

In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.
Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.
Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

Per riflettere…
Gesù si presenta, mescolato alla folla, per farsi battezzare da Giovanni. Ma Giovanni… non ci sta!

L’obiezione che pone è molto sensata: se il battesimo che lui amministrava era una confessione pubblica dei peccati, per ottenerne il perdono, Gesù che peccati deve confessare, se non ne ha, poiché è il Messia? E allora, perché mai “Colui che non aveva conosciuto peccato” (cf 2 Cor 13,2) si mette sullo stesso piano dei peccatori e vuole compiere un atto che è strettamente ed esclusivamente penitenziale? Che senso ha?

Giovanni non ci sta: è una cosa che va contro il buon senso e contro la giustizia. Ma è proprio alla giustizia che si appella Gesù per far cambiare idea al Battista. Perché per gli Ebrei giustizia non è tanto il non trasgredire le leggi ma è, né più né meno, un altro nome della volontà di Dio e della santità. Gesù sta dicendo a Giovanni che compiere quel gesto, che sembra un controsenso, significa “adempiere ogni giustizia”, compiere la volontà di Dio in ogni dettaglio.

Perché occorre che Gesù sia battezzato, come fosse peccatore? Venuto a condividere in tutto la condizione umana, si fa carico del peccato immergendosi nel Giordano con i peccatori: così l’Agnello senza macchia di Dio, prende su di sé il peccato del mondo. E proprio per questo amore grande libero e gratuito, lo Spirito di Dio, che è amore, scende e resta su di Lui… perché si trova “a casa sua”... e il Padre lo riconosce e dichiara: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».
Lo stesso possa dire di te e di me il Signore, vedendo ci cercare con costanza, in ogni cosa, ciò che più gli piace!