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30 marzo 2018

#incontroTe

SETTIMO INCONTRO:
GESU’ E SUO PADRE

Dalla morte alla vita



La Parola



Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempiere la scrittura: "Ho sete". Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: "Tutto è compiuto!". E, chinato il capo, spirò.



Per riflettere…

Ho sempre saputo che mi prendi sul serio: il Tuo amore è fedele ed esigente. Quando mi sembra di aver conquistato qualcosa di grande mi provochi ad un gesto di fiducia ancora più radicale.

Tu dai tutto e mi chiedi di fare altrettanto, ma io conosco la mia povertà. So che hai un progetto d’amore per me, mi affascini ma fatico ancora a lasciare le mie sicurezze per Te.





Preghiera

Ti benediciamo e ti lodiamo Dio

perché, ancora una volta, riveli il tuo amore per noi

donandoci il tuo perdono.

Aiutaci a vivere con forza l’impegno

ad essere messaggeri di salvezza e di pace;

rendici disponibili a costruire ogni giorno

il tuo regno d’amore in mezzo ai fratelli. 




31 marzo 2017

#incontroTe

31 marzo 2017  -  Venerdì









Molte sono le sventure del giusto,
ma lo libera da tutte il Signore
(Sal 33,20)




Ciò che davvero gli serve

“A ciascuno secondo la sua capacità”. Questa espressione va compresa all’interno del messaggio generale del Nuovo Testamento. Infatti, con essa non si vuole dire che Dio ti dà un dono secondo la tua capacità personale, perché sappiamo bene che anche la capacità in se stessa è un dono di Dio, ossia è essa stessa un talento da sviluppare. Allora, la diversità di trattamento evidenziata da Matteo va intesa in questi termini: i doni che riceviamo da Dio sono diversi, perché è diverso il nostro modo di collocarci all’interno della Chiesa e nel disegno di salvezza. Ciascuno di noi ha un ruolo diverso e irripetibile, stabilito da Dio prima della nostra nascita, e secondo questo ruolo, noi abbiamo ricevuto dei doni corrispondenti. Sarà poi la nostra adesione che ci differenzierà davanti a Dio. Nulla di arbitrario nella distribuzione, pur diversa, dei doni di Dio: a ciascuno è dato ciò che davvero gli serve; e poiché ciascuno ha una missione diversa da realizzare in questo mondo, ne consegue che sono diversi anche i doni necessari a tale realizzazione.


IMPEGNO:

Mi domando con serietà quale sia la volontà di Dio in me.







© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



29 marzo 2017

#incontroTe

29 marzo 2017  -  Mercoledì









Ricordati, Signore, del tuo amore
(Sal 24,6)




L'investimento di Dio

Un talento è una somma da investimento, un capitale adatto a chi voglia fare l’imprenditore. Fuori dalla metafora: i doni di Dio non sono mai piccoli, hanno sempre uno spessore e una profondità sproporzionata, perché sono dati in previsione di un “investimento”. Il Dio di Gesù Cristo, non sembra disposto a darci dei doni “completi”; Egli ci offre piuttosto i loro “germi”, attendendo che noi li facciamo sviluppare. Il problema non è allora cosa ho ricevuto, se molto o poco, bensì fino a che punto io l’ho valorizzato.


IMPEGNO:

Rivedo il “sogno” della mia vita come un investimento, un progetto di Dio.






© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



04 settembre 2016

La segnaletica della settimana

XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno C)


Dal Vangelo secondo Luca (14,25-33)

In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro:
«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.
Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».


Per riflettere...
Alla fine dell'estate il Signore ci invita a fare due conti in tasca: "Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo".

Forse troppo esigente?
Bhe! Forse ci devo pensare... forse sono io a guardare le sue esigenze dalla prospettiva sbagliata, forse devo provare a partire dalla consapevolezza che tutto ciò che mi chiede è per il mio bene.

Voler essere discepolo di Gesù significa aver scelto e deciso di seguirlo; significa avere Lui come unico punto di riferimento "della" e "nella" nostra vita, non il primo di una lista ma il SOLO, l'UNICO, il TUTTO!

Oggi Madre Teresa di Calcutta che è proclamata "santa" ci dimostra che tutto questo è possibile: lo seguiamo perché lo amiamo e abbiamo fondato su di Lui, e solo su di Lui, il nostro progetto di vita.

30 luglio 2015

Musica!

L'ESTATE ADDOSSO - Jovanotti



L’Estate addosso... quale canzone migliore da offrirvi nel pieno della
nostra bella e calda “estate”?

Possiamo definirlo uno dei “tormentoni”  del  2015
considerando che  troviamo molteplici
condivisioni sui social, viene richiesta in radio, nei locali, l’ascoltiamo
nelle piazze, sulle spiagge, in piscina, ovunque…


Così Jovanotti in pochi mesi con il suo nuovo album ha conquistato
il  quarto disco di platino!


 




La canzone dell’estate di Lorenzo prende il titolo dal film che Muccino
sta girando e che sarà nelle sale per Indiana Production nel 2016. È raro che
una canzone esca prima del film, ma essendo nata così in anticipo i due artisti
hanno ben pensato che era opportuno lanciarla… e considerando i risultati
ottenuti possiamo dedurre che è stata una saggia decisione! Lorenzo ha
festeggiato il traguardo raccontando sui social network le emozioni che prova
quando sta per iniziare la canzone durante i suoi live: “Mi arriva uno
spostamento d'aria dal prato dello stadio, come il vento che si sente alla
fermata di certe metropolitane quando sta arrivando il treno, un'onda d'urto,
una bellissima onda d'urto e poi succede il delirio”
.

“Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene
e dove va”
(Gv 3,8). Chissà se Jovanotti ha mai pensato che sia proprio lo
Spirito del Signore ad essergli accanto prima di ogni incontro "faccia a
faccia" con il pubblico dopo avergli suggerito le parole, la musica, i tempi
giusti per quelli che poi vengono riconosciuti come "meriti umani" eh si,
perché spesso dimentichiamo quello che le Scritture ci dicono… ”Gratuitamente avete ricevuto gratuitamente date” (Mt 10,8).
Chissà quante volte abbiamo già
ascoltato questa canzone, magari letto e riletto il testo ma non tutti
purtroppo sappiamo quanto sia “attuale”… non solo perché è stata lanciata pochi
mesi fa e nata da un giovane e bravo artista, no, questa canzone rispecchia
quello che oggi viviamo ed ha una relazione intensa e profonda con la nuova
Enciclica di Papa Francesco: “Laudato si'”.
Certo, dopo un anno trascorso sui libri a studiare è più semplice
ascoltare buona musica in un caldo pomeriggio estivo piuttosto che leggere un’Enciclica!
Eppure, questo documento uscito quasi in contemporanea con la canzone di
Jovanotti (da cui abbiam le prove che non si sono copiati!) parla esattamente
delle stesse problematiche, certo, lette in chiave differente, ma, questa
insistenza sul “Creato” spero ci porti a riflettere su quanto noi oggi ci
sentiamo “custodi del Creato”.

“L'estate addosso un anno è già passato
la spiaggia si è ristretta ancora un metro
le mareggiate le code di balena
il cielo senza luna”

L’ “estate addosso” quest’anno la sentiamo in modo particolare dato il
caldo che sta invadendo la nostra penisola, i gradi sono aumentati e le
spiegazioni sembrano essere legate alle cause ambientali, il degrado ambientale
purtroppo è una conseguenza umana…

Il mare continua a "mangiare" le nostre spiagge, la luna si vede sempre
meno a causa delle nubi provocate dalle aziende, della foschia causata dalle
molteplici illuminazioni…


“le stelle se le guardi
non vogliono cadere
l'anello è sulla spiaggia
tra un mare di lattine
la protezione zero
spalmata sopra il cuore”

Il significato della canzone è un vero e proprio invito alla libertà, al
vivere saggiamente le giornate di riposo, al non lasciarsi vivere dal tempo
che scorre velocemente! È un invito a tornare a far prevalere quei valori che
proprio a partire dal Creato, con un pizzico di romanticismo umano, sono in
grado di farci sentire vivi mentre speriamo che una stella cada per esprimere
un desiderio, mentre ci si scambia un anello simbolo di fedeltà nelle spiagge
spesso sporche, mentre si cerca di preservare il cuore dalle ustioni estive
(quelle che hanno poco a che fare con le temperature!)


Difficile conciliare una canzone "estiva" di quelle che stimolano il
desiderio di ballare con un testo significativo, attuale e tanto importante
eppure Jovanotti ci è riuscito ed in un’intervista ha affermato:
Ho sentito il bisogno di propormi con una musica che tocchi il cuore e faccia ballare. Una musica adatta agli slanci, al sorriso…”

Come si è detto per il Papa in merito all’Enciclica, è necessario che
queste parole tocchino le corde dell’anima e dei sensi, dell’intelletto e
dell’istinto, muovendo la nostra società ad avere cura dell’ambiente “il mondo
è qualcosa di più che un problema di risolvere, è un mistero gaudioso che contempliamo nella letizia e nella lode”.

Papa Francesco nel suo appello afferma: “…sappiamo che le cose possono
cambiare, il Creatore non ci abbandona, non fa mai marcia indietro nel suo progetto di amore, non si pente di averci creato”
[Laudato si', n.13].

Jovanotti incontrando gli studenti dell’Università Federico II Napoli
dice: “Lo spirito con cui affrontate il mondo è quello che fa cambiare le cose”….



 
Per riflettere...

- E tu? Sei disposto nel tuo piccolo a custodire il Creato?

- Con quale spirito affronti il mondo?

- Ti senti "cor-responsabile" della mancata custodia del nostro Pianeta?


 

06 maggio 2015

Briciole di vita...

QUALE COLORE HA LA FELICITA'

Con il mese di Maggio si è conclusa l'ultima tappa dell'itinerario vocazionale per ragazze in 3 STEP durante l'anno.
Lasciamo allora la parola a chi ha accolto l'invito del Signore e ha partecipato a questa iniziativa...

 

Il dono più grande che potevo ricevere siete state voi. In questi 3 STEP ho avuto la conferma di quanto il Signore mi ama e vuole solo la mia felicità. Non poteva mettermi sul cammino delle persone migliori! Persone che mi incoraggiano a non mollare, di fare della mia Vita un Dono! Un Dono per me e per gli altri! Grazie di tutto e a presto...
Chiara



DONO: che parola e che significato grande per la mia vita!!! Attraverso l'incontro e il servizio in questi giorni ho sperimentato quanto di vero c'è nella frase: "C'è più gioia nel dare che nel ricevere"!! Donare e donarsi vuol dire davvero amare! Amare in maniera grande, fuori misura!!!!
Come diceva sr Cristina nella catechesi, se non fai incontro del Signore nella tua vita, se non lo lasci entrare potrai donare solo che un amore povero... ed oggi allora alla luce di tutto questo voglio davvero che il Signore entri e resti per sempre nella mia vita perché solo Lui può donare questo amore così grande e con Lui nel cuore possiamo donarci a nostra volta così tanto e con tanto amore!!
Grazie per l'esperienza condivisa e per tutti i doni che ho ricevuto in questi giorni!!!
Susanna



E' stato per me importante in questi giorni, interrogarmi sul significato della parola "dono", a maggior ragione in questo STEP dove ho sperimentato molto forte anche il servizio in senso pratico... e tutto questo... rapportato a Gesù ha acquistato una valenza particolare.
Ripercorrendo la mia storia mi sono resa conto di quanto spesso ho dato per scontato i doni che il Signore mi ha dato: la mia fede, la sensibilità cristiana, le persone messe accanto, ecc...! Quello che al termine di questa esperienza mi sono ripromessa di portare a casa è di non aver paura del Suo dono, ma al contrario di "aprirlo", accoglierlo dentro di me, anche se ora non comprendo in che modo potrò ridonarlo ma con la certezza che è amore puro che Lui mi dona perché ha a cuore la mia felicità e solo così sono certa che vivrò a pieno la mia vita in Lui!
Valentina

11 marzo 2014

La segnaletica della settimana

I DOMENICA DI QUARESIMA (Anno A)
 
Dal Vangelo secondo Matteo (4,1-11)
In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo.

Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”».
Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

Per riflettere...
"Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo" (Mt 4,1).
Questo "allora" pone in continuità questo episodio con quello precedente: il Battesimo. Gesù nel Battesimo viene riconosciuto da Dio come "il Figlio prediletto" (Mt 3,17).
In Gesù c'è Dio: non solo Gesù è come Dio ma Dio è come Gesù. Cioè: se vuoi vedere Dio guarda Gesù, a cosa ha fatto, a come ha vissuto, a cosa ha detto.
 
Nelle pagine di questa domenica vediamo Gesù in un momento cruciale della sua vita: l'incontro con il Maligno.
Ma se guardiamo bene notiamo che in fondo non c'è nulla di male nelle proposte del Maligno, anzi, si direbbero in piena linea con il compito affidatogli dal Padre. Solo la modalità varia e in funzione di una più pronta e valida efficacia. Perché non dargli ascolto?
 
In realtà ciò che viene insinuato è il dubbio sull'attendibilità dei piani di Dio che si è tentati di posporre ai nostri: insomma ci si sente in grado di insegnare a Dio il suo mestiere, convinti di saperla più lunga di lui. Ed ecco scattare decisa la reazione di Gesù: "Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio"; "Non metterai alla prova il Signore Dio tuo"; "Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto".
Prima e al di sopra di ogni considerazione umana c'è Dio, il cui disegno va abbracciato senza "se" e senza "ma", anche quando può risultare arduo e incomprensibile. Nulla deve smuovere dalla ferma convinzione che solo in ciò che egli propone è la sorgente della vita, perché Egli è Amore.

Oggi lasciamoci interpellare da questa pagina evangelica che ci chiama in causa personalmente e più frequentemente di quanto non sembri.
 
 

22 dicembre 2013

La segnaletica della settimana

IV DOMENICA DI AVVENTO (Anno A)

Dal Vangelo secondo Matteo (1,1824)

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio:
a lui sarà dato il nome di Emmanuele,
che significa Dio con noi. Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

Per riflettere…
Dio promette, e mantiene sempre e sue promesse, ma con i suoi tempi e alla maniera sua.

Secoli prima, in un momento difficile della storia del Popolo Eletto, Dio aveva promesso un Salvatore, un figlio da una madre vergine che sarebbe stato la certezza che Dio è con noi. Ecco che, in Maria, si compie questa promessa. È o non è l’Onnipotente?!?!?
Ha promesso, lo fa. Quando Lui decide che è il momento giusto, non prima, né dopo. Egli è il Dio fedele, e ci tiene davvero tanto ad essere conosciuto e  riconosciuto come tale.

Dio, però, per realizzare le sue promesse, non vuol fare tutto da solo: vuole aver bisogno del nostro aiuto. Resta vero, cioè, quello che ha scritto sant’Agostino: “Colui che ti ha creato senza di te, non ti salverà senza di te”. Ecco allora che entra in gioco, con Maria, Giuseppe.

Povero Giuseppe! Se proviamo a calarci nei suoi panni, non deve essere stato per nulla facile. Nel pieno dell’angoscia perché qualcuno – non si sa chi! - gli ha “soffiato” la ragazza, e la prova provata del tradimento è un bel pancione che cresce, riceve un messaggio incredibile: è chiamato ad essere ugualmente sposo di Maria. Più ancora, è chiamato a essere padre – e “dare il nome” a un bambino vuol dire esserne il padre a tutti gli effetti! – di un figlio non suo, di un bambino che è nientemeno che del Figlio di Dio!
Giuseppe si fida, obbedisce, entra con coraggio in un’avventura più grande di lui. Ed è lui, “Figlio di Davide” a inserire il Figlio dell’Altissimo nella genealogia reale, che compie la promessa fatta da Dio. Il suo è molto meno secondario di quanto possa sembrare.

Forse a te Dio non chiederà imprese straordinarie, ma sicuramente ti chiederà, anzi ti sta già chiedendo, di aiutarlo a realizzare le Sue promesse e i suoi sogni. Ti fidi? Ti butti?

21 maggio 2013

I volti della FEDE...

Fede è.... consegnarsi nelle Sue mani X SEMPRE!!!



Quest’anno, molta gente ha avuto l’occasione di poter vivere a pieno la 50° Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, partecipando domenica 21 aprile 2013 alla Celebrazione eucaristica, durante la quale si è svolto il rito della professione perpetua di sr M. Cristina Catapano.

Tale momento è stato preceduto da una Settimana di preghiera e di riflessione sul tema delle vocazioni, con diversi incontri per tutti i gruppi della comunità parrocchiale (le giovani coppie, i ministri straordinari della Comunione, i catechisti, i diversi gruppi di preghiera ecc.) e per i giovani dell’intera diocesi.
Progetta con Dio … abita il futuro, titolo della Giornata di preghiera per le vocazioni, è anche il messaggio di speranza e fiducia che durante la Settimana di animazione abbiamo voluto lasciare a quanti hanno partecipato alle diverse iniziative. È stato bello raccontare la fedeltà di Dio, quella che ci permette di sognare e progettare con Lui. Ed è possibile al punto di dire SI... PER SEMPRE! Vivendo in pienezza la propria vocazione, il progetto d’amore che Dio ha per ciascuno di noi.
Abbiamo toccato con mano come la gente ha bisogno di Dio, ha bisogno di speranza, ha bisogno che qualcuno annunci loro la buona notizia del Vangelo, ha bisogno della nostra testimonianza gioiosa e concreta.
Gli incontri sono stati accolti con gioia ed entusiasmo da tutti, dai più grandi ai più piccoli lasciando un sentimento di felice speranza nel futuro.

E’ sgorgato un GRAZIE per il dono di tutte le vocazioni, per la vocazione di Sr. M. Cristina,  per don Franco, per don Francesco che ci hanno accolto e sostenuto con premura e per tutti coloro che faticano ogni giorno per essere fedeli per sempre.
Ma un GRAZIE particolare va fatto a tutti quei giovani che con passione hanno lavorato con noi e che ci hanno chiesto di non lasciarli soli nel cammino di scoperta del progetto di Dio sulla loro vita.