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30 marzo 2017

#incontroTe

30 marzo 2017  -  Giovedì









Chi crede ha la vita eterna
(Gv 6,47)




La differente risposta a Dio



Da ciascuno si attende poi i risultati dell’investimento. In questo modo, l’evangelista Luca vuole porre l’accento sul fatto che Dio non penalizza mai nessuno nel distribuire i suoi doni. Infatti, nella visione lucana, la stessa somma ricevuta ugualmente da tutti, viene investita e maggiorata in maniere diverse da ciascuno: c’è chi a partire da una mina ne guadagna cinque, c’è chi, investendo la medesima somma, ne guadagna dieci. In altre parole: anche nell’ipotesi che Dio desse a tutti gli stessi doni, rimarrebbe la verità di fondo che non siamo comunque uguali davanti a Dio, perché la diversità delle nostre risposte alla sua grazia, e le diverse gradazioni di generosità verso di Lui, ci differenziano inevitabilmente gli uni dagli altri l’ungo l’arco della nostra vita.


IMPEGNO:

Ubbidirò agli impulsi di bene suggeriti dalla Grazia di Dio.






© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



20 marzo 2017

#incontroTe

20 marzo 2017  -  Lunedì







Manda, Signore, la tua verità
e la tua luce
(Sal 42,3)




Il talento è creativo solo se messo in circolo (cf. Mt 25,14-30)

La parabola dei talenti è molto cara allo spirito del capitalismo. Bisogna darsi da fare, il capitale va raddoppiato, se non lo raddoppi, sei mandato all’inferno, quindi bisogna davvero impegnarsi nella vita, le doti che hai devono fruttare e più hai più devi rendere, devi raddoppiare ciò che hai: questa è l’interpretazione usuale. Che però dice esattamente il contrario di quel che dice il testo.


IMPEGNO:

“Raddoppierò” il bene che c’è in me nella semplice quotidianità.





© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



14 marzo 2017

#incontroTe

14 marzo 2017  -  Martedì







Imparate da me che sono mite e umile di cuore.
(Mt 11,29)




Impegnarsi nella storia con Cristo

Nel Nuovo Testamento Gesù appare come una persona che cammina e cammina molto. Sulla sue strada incontra la Samaritana (cf. Gv 4,1-42). Guarisce un cieco che mendicava al bordo di una di quelle strade impolverate della Palestina (cf. Lc 18,35). Nella parabola, anche il buon Samaritano non devia dal cammino della misericordia (cf. Lc 10,29-37). A Tommaso che gli domanda dove va e come è possibile andare verso il Padre, Gesù risponde: “Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non attraverso di me” (Gv 14,6).


IMPEGNO:

Farò un passo di avvicinamento verso chi normalmente evito.





© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



12 marzo 2017

#incontroTe

12 marzo 2017  -  II Domenica di Quaresima






Manda la tua verità e la tua luce;
siano esse a guidarmi al tuo monte santo,
e alle tue dimore
(Sal 42,3)




Trasfigurati



Il filosofo Gabriel Marcel, con un pensiero molto vicino al Vangelo, afferma che si passa dall’esserci all’essere nella sua pienezza, quando si comincia a “essere con”. Questo concetto filosofico tradotto in termini concreti, vuol dire che viviamo pienamente solo se viviamo per qualcuno. Ci si può illudere qualche volta che un tu umano dia alla vita tutto il suo senso, che basti questo rapporto a dare la felicità vera, a esaurire il bisogno di rapporto d’amore che c’è nel cuore dell’uomo (e gli innamorati hanno questa illusione). Ma ben presto ci si accorge che l’aspirazione del cuore è troppo profonda, troppo grande perché un tu umano possa esaurirne le potenzialità. Dietro ad ogni tu umano, se il rapporto è vissuto autenticamente, ci dev’essere il Tu divino. La fede è uno scavalcare il tu umano per raggiungere direttamente l’oggetto più profondo del rapporto.
“Signore, ci hai fatti per te e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te” (S.Agostino, Le Confessioni, I,1,1).


IMPEGNO:

Oggi sarà un vero “Giorno del Signore” di riposo e di ristoro in Lui e con Lui.





© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



10 marzo 2017

#incontroTe

10 marzo 2017  -  Venerdì







Siate santi, perché io sono santo
(Lv 11,44)




Un rapporto personale con Dio


I salmisti sono quelli che hanno dato del Tu a Dio. Il tu esprime un rapporto personale profondo. Quando un’amicizia si approfondisce, dare del tu a una persona significa dirle siamo amici. Per questo le nostre preghiere sono passate insensibilmente dal voi al tu. Non è questione di diminuire nell’amore o nel rispetto al Signore, ma di stabilire con Lui un rapporto più personale.
Quando Dio cessa di essere un tu a cui mi rivolgo e diventa un entità su cui disquisisco, tutto frana. Non si può vivisezionare il mistero di Dio attraverso categorie astratte. In Dio la persona è essenzialmente rapporto, relazione, è un totale ordinarsi all’altro. E così il Figlio vive il suo rapporto con il Padre.

IMPEGNO:

Starò attento alle mie relazioni con l’altro tenendo a bada ciò che mi impedisce di essere verace.





© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



13 agosto 2016

La segnaletica della settimana

XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno C)


Dal Vangelo secondo Luca (12,49-53)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!
Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».


Per riflettere...
Questo di Gesù, oggi, può apparire un discorso duro.
Naturalmente, quando parla di odio, non lo intende nel significato che gli diamo noi, ossia un perverso sentimento contro qualcuno, ma il totale distacco da sé per fare posto all'Amore.


L'odio o distacco totale è mettersi in totale disaccordo con quello che in noi sono negligenze e vizi, per fare posto alla verità.
Tornando alle parole di Gesù è chiaro il suo ammonimento di capire i segni del nostro tempo, per saper discernere e trovare le vie della verità.

Ci sono tanti segni buoni, ancora oggi, da cogliere e seguire.
Anche Papa Francesco, continua ad esortarci: "E' vero che oggi sono in molti, che sentono il fascino di tanti idoli che si mettono al posto di Dio: il denaro, il successo, il potere, il piacere. Questi sono solo idoli passeggeri... espedienti che danno solo compensazioni passeggere".


Sì, caro amico: non è la libertà che ci rende veri, ma è la verità che ci rende liberi!



27 febbraio 2016

La segnaletica della settimana

III DOMENICA DI QUARESIMA (Anno C)


Dal Vangelo secondo Luca (13,1-9)

In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».
Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».



LA PAROLA SI FA PREGHIERA

Signore Gesù,
la mia vita assomiglia spesso al fico sterile,
non porta frutti buoni,
le mie azioni e scelte servono solo a farmi ottenere quello che voglio,
quello che fa comodo a me.
Donami, Signore, la tua grazia,

rendimi assetato della tua parola,
circondami di persone che mi indichino il cammino giusto,
cosicché possa anch'io comprendere
che solo convertendo a te il mio cuore
a mia vita inizierà a portare frutti di pace, di giustizia e di verità.
Amen!

(don Matteo Castellina)

06 ottobre 2015

Face... to face

Oggi è facile "fare amicizia", è facile avere molti amici con molte persone e ambienti, ma questo è ben diverso da un sincero incontro…
Valeria

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Ciao Valeria,

lo sai che hai proprio ragione?! Avere amici non significa automaticamente avere degli incontri sinceri.

L’incontro sincero avviene quando due persone si donano “la vita” senza riserve; quando ti senti accolta e ascoltata, senza nessun giudizio. Oggi il valore dell’amicizia è cambiato. Spesso ci rifacciamo alle amicizie di Facebook e magari a contare quante sono.
Tu sai bene quanto è importante il contatto e l’incontro personale con la persona che scegli di avere come amica. Ti rimando a questa confessione del papa: “L'amicizia è accompagnare la vita dell'altro da un presupposto tacito. In genere, le vere amicizie non devono essere esplicitate, succedono, e poi è come se si coltivassero”.

Tu continua a metterci il cuore e coltiva le tue amicizie, con verità!

Ciao!
don Tony
 
 

12 dicembre 2014

La segnaletica della settimana

III DOMENICA DI AVVENTO (Anno B)

Dal Vangelo secondo Giovanni (1,6-8.19-28)
 

Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa».
Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo».
Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando. 
 


Per riflettere...
Abbiamo sentito una voce che grida nel deserto... con la sua stessa vita.
Siamo accorsi anche noi a capire che cosa stia succedendo, attratti da una radicalità che sconcerta e affascina allo stesso tempo.
Ora questa voce ci viene presentata per nome. Giovanni, colui che non è la luce, ma deve rendere testimonianza alla luce.

Dove sta la forza di Giovanni? Nel non aver paura della verità!  Per questo è tanto convincente: è coerente e sa perfettamente chi è e quale sia il suo posto nel progetto di Dio. Anche davanti ai successi (più o meno apparenti, più o meno temporanei) non si fa illusioni e non si "monta la testa".

Anche ora, che il Signore Gesù è apparso nella Storia, Giovanni continua ad essere per noi quella lampada accesa e quel dito che indica il Messia, e ci indica il modo più corretto per mettersi davanti al Cristo: stare al proprio posto, e accettare di essere semplicemente un segno perché altri possano incontrare il Signore che viene, che sta "in mezzo a voi" e voi "non lo conoscete". E che gioia sarà, giorno per giorno, imparare a conoscerlo, a riconoscerlo!
Un passo ancora in questo cammino di Avvento che ci porta a cercare e trovare il Signore che è venuto, che viene ancora, e che verrà.

20 maggio 2014

Per te... giovane!

Hai già pensato come vivere le tue vacanze estive? Noi ti proponiamo di farlo in modo alternativo! Ecco qualche suggerimento che fa per te... TI ASPETTIAMO: dillo anche ai tuoi amici, non mancate!!!
 

 
PER GIOVANISSIMI
(14-19 anni)

- Campo estivo a Massannunziata (CT) dal 4 al 9 Agosto
Sr. M. Vittoria Berloco - 333 2499771 - vittoria.b@pddm.it

Sr. M. Regina Muscat - 347 4135471 - regina.m@pddm.it





PER GIOVANI (18-30 anni)

- Esercizi spirituali a Camaldoli (AR) dal 24 al 29 Agosto
Sr. Myriam Manca - 349 1021048 -
miriam.m@pddm.it

Sr. M. Paola Mancini - 339 1482233 - paola.m@pddm.it


 - Itinerario vocazionale ad Alba (CN) dal 16 al 21 Agosto
Sr. M. Paola Gasperini - 333 1964930 -
paola.g@pddm.it

Sr. M. Lucia Filosa - 340 5154936 - lucia.f@pddm.it


 - Campi itineranti a Roma "Sui passi dei testimoni della fede" (per gruppi parrocchiali per giovani dai 16 ai 30 anni)
Sr. M. Cristina Catapano - 348 9259518 -
cristina.c@pddm.it

Sr. M. Rosa Ricci - 339 7790578 - rosa.r@pddm.it
 
 

16 maggio 2014

Briciole di vita...


APRITI ALLA VERITA’ E PORTERAI LA VITA!

 
È stato questo il tema della Settimana vocazionale a Ceglie Messapica (Br), vissuta da noi juniores Pie Discepole del Divin Maestro, insieme alla nostra formatrice e ad una sorella della comunità di Bari. Consapevoli  di essere CHIAMATE, noi per prime, ad aprirci alla Verità e poi MANDATE a portare a tutti  la gioia e la bellezza di una Vita vissuta nella Verità, stiamo camminando durante questo anno per crescere nella nostra IDENTITA’ e  MISSIONE.



Alcune di noi hanno vissuto questa  settimana dietro le quinte, accompagnando con  la preghiera e l’offerta della loro quotidianità le sorelle che, nelle parrocchie, nelle scuole o per le vie del paese - tra uno spostamento e l’altro- incontravano bambini, giovani, adulti, genitori e famiglie.

Nelle scuole, oltre ai giovani cegliesi, abbiamo incontrato anche studenti che venivano dai paesi vicini.

Durante tutta la settimana abbiamo sperimentato la gioia di percorrere un tratto di strada insieme a tanti nuovi amici.

Ogni incontro è stato un passo ulteriore verso la conoscenza della Verità.  Infatti, nel condividere le nostre riflessioni ed esperienze di vita abbiamo sperimentato quanto sia vero che cresciamo nella conoscenza della verità di noi stessi attraverso la relazione con i nostri compagni di viaggio, per arrivare alla conoscenza di quella Verità che ci rende profondamente liberi da noi stessi, dalle nostre paure e dal nostro egoismo  e capaci di AMORE VERO, quell’amore ormai libero da ogni forma di interesse personale.

E per tutti coloro le cui vite si sono incrociate con le nostre, la nostra preghiera: Signore Gesù, tu che hai detto di te: “Io sono la Via e la Verità e la Vita”, donaci il Tuo Spirito, perché ci guidi alla Verità tutta intera, alla Verità che ci rende liberi di accogliere la Vita, per vivere una vita PIENA DI SENSO, una vita colma di GIOIA!

29 marzo 2014

La segnaletica della settimana

IV DOMENICA DI QUARESIMA (Anno A)

Dal Vangelo secondo Giovanni (9,1-41)


In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo».
Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, me lo ha spalmato sugli occhi e mi ha detto: “Va’ a Sìloe e làvati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dov’è costui?». Rispose: «Non lo so».
Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l’età, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l’età: chiedetelo a lui!».
Allora chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore». Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l’ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quell’uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.
Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui. Gesù allora disse: «È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi». Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: «Siamo ciechi anche noi?». Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: “Noi vediamo”, il vostro peccato rimane». 


Per riflettere...
Possiamo "rallegrarci" in Quaresima? Se sì, perché?
Quasta domanda, apparentemente scontata, ci porta al cuore di questa IV domenica, che la tradizione ha chiamato, non a caso, "laetare", cioé "Rallegrati!".
Sì, dice il Signore, rallègrati, perché sta per compiersi il mistero pasquale, e si avvicina il giorno della Pasqua, il giorno in cui si compiono i progetti di Dio.

Gesù, questa domenica, si presenta come la luce del mondo, la luce vera. E dà subito un "saggio" di quello che vuol dire. La luce fa vedere, ma anche acceca. Gesù dà luce a chi lo accoglie (senza neanche avergli chiesto nulla!), ma la sua luce rende ciechi coloro che credono di vedere, perché presumono di avere la verità in tasca. E non hanno capito che Lui, e Lui solo è la Verità...

La luce di Cristo, che ci è stata donata nel battesimo, è segno di contraddizione, e chiede di prendere posizione. Però, quanta gioia offre a quanti l'accolgono! E quanta vita!
Allora, sì, possiamo rallegrarci, perché la Pasqua è vicina!

03 gennaio 2014

La segnaletica della settimana


II DOMENICA DI NATALE

Dal Vangelo secondo Giovanni (1,1-18)

In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l'hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito,
che è Dio ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.

Per riflettere…
All’alba del tempo, prima di tutto, c’era la Parola.
Questa Parola era anche Luce, amore, bellezza. Insomma, era Dio.
Una Parola che, per parlare a noi (che, invero, siamo un po’ duri d’orecchio…), mette in opera un progetto incredibile: imparare la nostra lingua, e partendo dalla base, facendosi piccolo bambino che… non sa parlare!

E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”: Dio che tanto ci ama, per poterci guardare negli occhi, scende al nostro livello! Si è messo alla pari con noi perché chiunque sceglie di accoglierlo possa diventare figlio di Dio, come Lui si è fatto uomo come noi. Perché noi possiamo stare per sempre con Lui, il Signore è venuta ad abitare in mezzo a noi. Noi con Lui, e Lui con noi! Per sempre!

Detta così, sembra una enormità, una cosa assurda e incredibile. Eppure è così! Questa è la nostra fede. Non è una cosa grandissima?
E proprio perché è una notizia meravigliosa e…incredibile, la Chiesa, nella sua saggezza, proclama ancora una volta questo passo del Vangelo.

L’Incarnazione è un mistero di contraddizione. Ma se noi siamo spesso confusi, Dio entra nella nostra confusione per darci qualcosa di grande: la speranza! Possiamo ancora sentirci inutili, soli, senza scopo se Dio, l’Eterno e l’Immenso, Colui che “i cieli e i cieli dei cieli non possono contenere”, venne ad abitare in mezzo a noi, fa casa su un puntino minuscolo dell’universo? Se Lui ci ama così, allora di cosa possiamo avere paura?

22 ottobre 2013

FACE... to face

Mi confesso credente, ma non praticante. Mi piace ascoltare volentieri papa Francesco, soprattutto quando parla di misericordia, di perdono... Sento forti in me ogni volta le sue parole.
Dalla mia fanciullezza fino ad oggi, all’età di 30 anni ormai passati, c’è sempre stato in me però un punto interrogativo a cui ancora non sono riuscito a dare una piena risposta: se il peccato è in senso proprio una colpa di cui si è personalmente responsabili, che cosa abbiamo a che fare con il peccato di Adamo ed Eva? In che senso allora Dio è amore e misericordia?

 
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 Quando pensiamo al peccato di origine pensiamo ad una colpa che ha riguardato da sempre l’uomo ed è scaturita da una cattiva decisione contraria all’ordine stabilito da Dio. Questa scelta ha toccato radicalmente tutto il genere umano che, grazie alla tenerezza e misericordia di Dio che si sono pienamente manifestate in Gesù Cristo, è stato comunque salvato dal male. L’uomo ha dubitato di Dio, della sua bontà, è stato capace di dire di sì al male e questa accondiscendenza ha portato infiniti effetti negativi sull’uomo.

L’uomo in realtà è ciò che sceglie. L'uomo diventa ciò che sceglie.
La vicenda di Adamo ed Eva è più attuale di quanto non si pensi. E’ un invito all’uomo di tutti i tempi a prendere coscienza del bene e del male, a rendersi conto della propria libertà e a scegliere secondo la coscienza, quel “sacrario” in cui ogni uomo e ogni donna (anche non credenti!) possono ascoltare la voce della Verità.

don Vito


 
 

11 luglio 2013

TG6... SPECIAL EDITION

Eccoci pronti per una nuova intervista del nostro "TG6" ovvero "Tu Gesù sei...". Nella quotidianità della nostra vita ognuno fa esperienza di una Presenza... e in un modo o in un altro è chiamato a dare una risposta: "Chi è per te Gesù?"... è Lui stesso che provoca la domanda quando, rivolgendosi ai discepoli, dice: "E voi chi dite che io sia?". La nostra non è la risposta della "gente" ma una risposta personale...

Il programma è a cura della nostra amica PEPE'!

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Quando cammini per strada o passi sulle bacheche di Facebook spesso e volentieri trovi riferimenti a Papa Francesco... sì, è proprio vero: questo Papa ci offre diversi spunti di riflessione soprattutto in questo tempo come non mai.

E' da qui che nasce la nuova intervista, che fa un salto di regione e dal Lazio raggiunge la Toscana, luogo dove incontriamo Anna Cira, una giovane conosciuta ad un campo nazionale di Azione Cattolica qualche anno fa e che grazie ai media e soprattutto ai social network utilizzati con i giusti criteri, è divenuta un punto di riferimento per scambi di opinioni, suggerimenti, proposte che pian piano hanno trasformato una conoscenza in amicizia.

Oggi Papa Francesco ha detto "Giovani andate controcorrente ed evitate questi valori "avariati" senza perdere la speranza!" cosa ne pensi?

 
Lunga vita al Papa!!!! Soprattutto gli auguro un lungo pontificato: ogni volta che lo sento parlare, è come linfa che dà vita!

Ogni tanto, come molti, mi interrogo sul mio modo di essere cristiana e talvolta mi sento non adeguata a questa società per cui è bello rinfrescare la mente ed il cuore con le Sue parole: è come un soffio incoraggiante e mi conferma che andare controcorrente è da veri coraggiosi, non è una cosa impossibile anche se indubbiamente non è facile.

Facciamo prima a prendere le scorciatoie, ma ci rendiamo conto poi, che, non sempre le strade più corte portano alla vera felicità.

I valori che mi sono stati insegnati, nei quali credo fermamente, sono valori ai quali tanti prima di me hanno dedicato un'intera vita rimettendoci a volte la stessa, perchè hanno il sapore e l'odore della Verità.

 

Cosa pensi che abbia voluto dire con 'pensieri avariati'?

Quando parla di "pensieri avariati" credo si riferisca al modo di pensare sbagliato, o pensieri senza fondamenta, nel senso che oggi molti seguono il gregge, la società insegna a pensare solo a se stessi ed a vivere in modo egoistico, mentre il Papa spesso ripete di attuare la misericordia nei confronti di tutti e di non lasciarci rubare la speranza, credo si riferisca proprio a questi "pensieri avariati, cioè sbagliati"... come il cibo avariato, ha detto, fanno male anche i pensieri avariati fanno solo del male! Credo siano quegli stessi valori che purtroppo oggi la società ha annacquato per facilitare la vita, perchè si sa, oggi viviamo in un mondo del "tutto e subito" e pochi sono educati al sacrificio (sacri-ficio, cioè rendere sacro ciò che si fa!)

 

Come ti sembra il suo modo di approcciarsi a noi giovani?

Credo che questo Papa abbia un carisma bellissimo: sa arrivare diritto al cuore di ognuno, per noi giovani è sicuramente importante, una guida ed un esempio concreto! E' un piacere ascoltarlo ed indubbiamente le sue parole arrivano e restano...

 

E tu? Credi di avere il coraggio e la grinta giusta per andare controcorrente? O ti lasci trasportare dalla massa?

Non è facile in questi casi nè essere maestri, nè dire io sicuramente farò o sarò con certezza: siamo tutti sotto lo stesso cielo, la società trascina, e con molto fascino, talvolta è difficile resistere (ho scritto difficile, e non impossibile!), il Papa ci esorta ad avere coraggio anche di andare controcorrente, il coraggio di distinguerci in tutto.... io,  molto umilmente chiedo aiuto e una mano a Colui che tutto può, perchè Lui solo conosce ogni nostro limite, se saremo uniti a Lui, ce la possiamo fare, siamo ottimisti!