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24 marzo 2018

Per te... giovane!


La Settimana Santa è la “strada” che ci conduce alla Pasqua.
“Mettiamoci anche noi decisamente su questa strada… Sarà l’amore a guidarci e a darci forza! (Papa Francesco)
TI ASPETTIAMO!!!


02 aprile 2017

#incontroTe

2 aprile 2017  -  V Domenica di Quaresima









La tua Parola mi fa vivere
(Sal 118,50b)




Lazzaro vieni fuori!

E Gesù dà il solenne annuncio, non solo riguardo la sorte di Lazzaro, ma di tutti noi: l’annuncio che dà senso alla vita, che sappiamo tutti non ha grande durata sulla terra, per la sua stessa fragile natura. Un annuncio che è il grande Evento della Pasqua, quando Gesù stesso, Figlio di Dio, per toglierci dal castigo della morte senza domani, dopo il peccato originale, mettendosi nei nostri panni di creature, come Figlio dell’uomo subisce la passione e, per dare piena conferma della sua morte, non solo si fa crocifiggere, ma permette che un soldato gli apra il costato con la lancia. Verrà poi sepolto. Ma il terzo giorno fa dono a tutta l’umanità di una vita che ha recuperato la ragione per cui era stata donata, ossia l’eternità con il Padre: la Sua resurrezione, che diviene la nostra resurrezione!


IMPEGNO:

Mi chiedo, nella meditazione, su cosa la mia vita necessita di più di una “resurrezione”.







© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



01 marzo 2016

Per te... giovane!

VIENI A VIVERE IL TRIDUO PASQUALE CON NOI



La Santa Pasqua si avvicina…
ti invitiamo a vivere i giorni del Triduo
del crocifisso, del sepolto e del risorto
con la comunità delle Pie Discepole del Divin Maestro, presso il Centro giovanile in Via Portuense a Roma.
 
La proposta è rivolta ai giovani dai 18 ai 35 anni.
 
 
Per info e adesioni:
 
sr. M.Paola Gasperini - paola.gasperini@piediscepole.it TEL. 333 1964930
sr. Annamaria Passiatore - annamaria.passiatore@piediscepole.it TEL. 348 7429790

18 febbraio 2016

Musica!

NO HERO - Elisa





Non poteva esserci testo migliore per
lasciarci introdurre al meglio in questo tempo di Quaresima… Bè ci immergiamo
nel profondo di questo tempo, nella bellezza sconosciuta di questo tempo che
all’apparenza sembra triste e lo facciamo in compagnia di Elisa, per
comprendere che questo è il tempo giusto per mettersi in gioco, per capire
meglio “Chi è questo Gesù?” “Cosa ha
fatto?” “Noi, cosa dobbiamo fare?”.


Canzone
in inglese ed artista italiana ci presentano un testo che offre la possibilità
di guardarsi dentro e con il ritmo incalzante siamo invitati a tirar fuori il
meglio di noi stessi! È un brano “vissuto”, lo si comprende dalla sua
profondità, dal modo in cui Elisa ce lo trasmette…


 

 















È
il periodo giusto per ascoltare questa canzone, è il periodo giusto per
guardarsi dentro e comprendere quanto siamo capaci di farci prossimi, in che
modo?




“Non posso saltare sui palazzi, 


non sono un eroe 




ma l’amore può fare miracoli”.






Eh
si, l’Amore può fare miracoli, per questo credo che il tempo quaresimale sia il
migliore per ascoltare e riflettere su questa canzone… Chi ci ha amati per
primi è stato Colui che è stato in grado di dare la propria Vita per te
, per
me, per coloro che sono lontani, per chi non crede… per “noi”!




Cosa
non è capace di fare l’Amore? L’Amore può fare miracoli… e mentre l’uomo moriva
intrappolato nel proprio peccato, Dio cosa ha fatto??? Ci ha offerto Gesù…




“Non dire che è finita 


alla ricerca di giorni migliori 




oh non dire che finita, 




non ci sono perdenti”.






Niente
perdenti… qui c’è solo Vittoria, la Vittoria sul peccato, la Vittoria sulla
morte… non ci sono giorni migliori se proiettiamo la nostra Vita nel Mistero
Pasquale… “c’è chi i miracoli li ha fatti per Amore” e l’Amore è l’unico che
può fare miracoli
… altrimenti io oggi non sarei qui a scrivere, tu non saresti
qui a leggere, noi, non saremmo qui ad ascoltare Elisa…!




Più che una
canzone sembra sia un Inno… Un inno all’Amore che vince la sofferenza, un inno
d’Amore per poter fare felici chi amiamo, un inno… di Risurrezione, alla quale
dovremmo volgere lo sguardo ogni qual volta “moriamo un po’ dentro…” perché è
importante guardare oltre il dolore, oltre la sofferenza, oltre il buio che ci
sorprende nei giorni più tristi… è importante sognare e “non lasciarsi rubare
la speranza”
(cit. Papa Francesco) di giorni migliori, di persone migliori, di
un mondo migliore… che può essere tale solo se noi per primi abbiamo il
coraggio di “guardarci dentro” e pensare che “la Vita vince sulla morte”
altrimenti non avremmo Risurrezione, non avremmo Pasqua, non saremmo qui…




Elisa dice: “Avere il coraggio di inseguire i sogni e
continuare a farlo, a 40 come a 20 anni, è un atto di ribellione e di fede. Ho
scritto questo pezzo per la mia migliore amica, ma era rivolto anche a me. E a
tutti quelli che hanno preso più di qualche botta, ma che vogliono continuare a
sognare e cercare la loro strada.
 Perché
anche quando ci cammini dentro, devi continuare a trovarla per ogni passo in
avanti che fai”.




“No Hero” ma “Sono”… e la
Quaresima è solo un modo per riscoprire che “l’Amore Vero… può fare miracoli”!


 





 
Per riflettere...



- E tu... credi che l'Amore può fare miracoli?


- Prova a confrontare il tuo cammino quaresimale con questa canzone: trovi affinità?


- Cosa pensi del testo proposto da Elisa? Ti ci ritrovi?




 

09 maggio 2015

La segnaletica della settimana

VI DOMENICA DI PASQUA (Anno B)

Dal Vangelo secondo Giovanni (15,9-17)


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri»


Per riflettere...
Gesù, questa settimana ci propone un amore... a catena. Andata e ritorno.

1) Come il Padre ha amato me: per prima cosa c'è il Padre, Dio, che ama il Figlio. non si può prescindere da questo amore.
2) anche io ho amato voi: dal Figlio, l'amore per... noi! 
3) Rimanete nel mio amore: e qui si tratta di stare, rimanere, dimorare... l'abbiamo visto la settimana scorsa, ma, si sa, repetita iuvant! E per rimanere nel Suo amore occorre fare una cosa semplicissima: seguire, ascoltare quello che Lui ci comanda. Cosa? Amare! perché se non ami, come fai a restare in Dio, che è amore?
4) Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri: E la catena arriva a... tutti! Amandoci gli uni gli altri, a vicenda, come (= nello stesso modo) in cui Lui ci ha amati. Come? Fino a dare la vita. Per i fratelli.

Abbiamo una settimana per "digerire" questo Vangelo, per lasciarcene sconvolgere e... infiammare delle Sua gioia, quella di chi ama perché sente di essere amato. 
  

25 aprile 2015

La segnaletica della settimana

IV DOMENICA DI PASQUA (Anno B)

 Dal Vangelo secondo Giovanni (10,11-18)

In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.
Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».


Per riflettere...
C'è un pastore il cui compito non è semplicemente quello di custodire il gregge, difenderlo dai lupi e... guadagnarci qualcosa da vivere.
C'è un pastore che dà la vita per le pecore. E' il buon pastore. E' il bel pastore.

Come le pecore vere conoscono la voce del loro pastore e seguono solo lui, e senza di lui sono perdute (le pecore sono famose, tra l'altro, per avere un pessimo senso dell'orientamento... non per nulla camminano in gregge!), così anche noi, quando la voce del Maestro Pastore ci raggiunge, non possiamo fare a meno di seguirlo. E se ci allontaniamo... sono dolori!

Gesù è IL buon Pastore, ed è IL bel Pastore, l'unico che riempie di bellezza la nostra vita. Perché la riempie di senso, la riempie di luce, anche quando ci troviamo a passare per la valle oscura  del dubbio, della sofferenza, della prova. Lui non ci lascia: è venuto per dare la vita, la sua vita, per te e per me. Ed è per questo che vale la pena "giocarsi la vita" per Lui, con Lui. Lasciarci portare da Lui, che è Bellezza, per scoprire che, in ogni vocazione, è proprio vero: "è bello con Te!".

11 aprile 2015

La segnaletica della settimana

II DOMENICA ID PASQUA o della Divina Misericordia (Anno B)

Dal Vangelo secondo Giovanni (20,19-31)


La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome. 


 Per riflettere...
Nel giorno di Pasqua i discepoli sono letteralmente tappati in casa per paura. Eppure sapevano che Gesù è risorto! Era apparso a Maria di Magdala, Pietro e il discepolo amato avevano trovato la tomba vuota, avevano visto e creduto. Eppure... eppure non basta.
La paura è più forte della fede, delle volte. La paura è più forte della fede fino a quandonon avviene un incontro! Era questo che mancava.

Gesù risorto si presenta, entra nelle chiusure e porta la gioia con la sua sola presenza. E porta la pace, quella pace che il mondo non può dare perché non ce l'ha. Avrà pure delle tregue, ma non la pace. E' Lui che passa attraverso le porte chiuse, per aprirle dall'interno. Anzi, perché sian le nostre stesse mani ad aprirle al mondo intero, per portare ovunque la gioia e la pace che è Lui stesso.

"Pace a voi!": queste parole sono oggi per te e per me. Sono luce  e calore per un nuovo inizio, per andare là dove Lui, il Maestro, ci chiama ad annunciare la Vita, la Misericordia, la bella notizia che la vita e l'amore non hanno fine!
Allora... pace a te!

30 maggio 2014

La segnaletica della settinama

SOLENNITA' DELL'ASCENSIONE DEL SIGNORE (Anno A)

Dal Vangelo secondo Matteo (28,16-20)


In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». 



Per riflettere...
Gesù ascende al cielo: ora sì, ci ha lasciati. Non possiamo più vederlo camminare fra noi, non possiamo più ascoltare "dal vivo" la sua voce, toccarlo... si apre per i suoi discepoli, e per i discepoli di sempre (e quindi anche per noi!) il tempo della fede.

Ma fede non è credere a qualcosa o qualcuno che resta "misterioso", o che è troppo assurdo per non essere vero: fede è fiducia! Ed è, per noi, la certa fiducia che, se non vediamo e non sentiamo Gesù, Egli è presente, è con noi. Quella che ci chiede (e ci dona) Gesù è la fiducia che, sì, è propro vero: " io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo". E se è vero, come è vero, che il Padre ha messo nelle Sue mani tutto il potere possibile e immaginabile, per sempre... ma allora, di che cosa possiamo avere paura?!?!?!

Gesù va al Padre, non per lasciarci soli ma per portarci con sè. E per stare per sempre con noi, in modo nuovo, che ci chiede la fatica quotidiana della fede. Tutto sta qui: ci fidiamo di Lui, o no? Questa è la fede che fa la differenza. Ed è questa la fede che ci fa comprendere che non siamo mai soli: Lui è con noi fino a quando noi non saremo con Lui, per sempre!

23 maggio 2014

La segnaletica della settimana

VI DOMENICA DI PASQUA (Anno A)
 
Dal Vangelo secondo Giovanni (14,15-21)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».


Per riflettere...
Questa settimana è all'insegna dell'amore.
Dell'amore del Padre, presente nel Figlio.
Dell'amore del Figlio, che diventa consolazione, anzi, IL Consolatore.
Dell'Amore stesso, quello Spirito che è Spirito della Verità, ed è Consolazione, ed è con noi e non ci lascia soli. E' come la mano della mamma, che non ci lasci, e sentendo il calore della quale il bambino sa di essere al sicuro.

Ma... l'amore chiama amore. O, come dice una canzone di Fiorella Mannoia: "L'amore con l'amore si paga"... E se l'amore di Dio è libero, gratuito, e si riversa su tutti coloro che ne accolgono il dono (e per questo che "il mondo", cioé coloro che non vogliono riconoscere Dio come loro Signore, non può ricevere lo Spirito Santo) è anche vero che c'è un modo infallibile, per Gesù, per sapere se lo amiamo, cioé se siamo in questo amore o no: se osserviamo i suoi comandamenti, se quindi viviamo come dovremmo e come abbiamo promesso di vivere.
E quanti saranno questi comandamenti?!!?! Appena uno: amare Dio e amare gli altri... amarci gli uni gli altri come Lui, il Signore, ci ha amati. Perché solo chi ama mostra davvero che ha Dio, che è Amore, dentro di lui!

Il cammino è lungo, e non sempre è facile. Allora... in marcia!!!!!!

17 maggio 2014

La segnaletica della settimana

V DOMENICA DI PASQUA (Anno A)

Dal Vangelo secondo Giovanni, (14,1-12)


Gesù Maestro, Via e Verità e Vita 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere.
Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre». 


Per riflettere...
Gesù tenta di rassicurare i suoi che, sì, deve lasciarli presto, ma questa separazione non è per sempre, mentre per sempre sarà lo stare con Lui nella casa del Padre. E Tommaso: "Sì, va bene, ma se non sappiamo dov'è questa casa, come possiamo sapere dove raggiungerti?!".

Un malinteso dà la possibilità a Gesù di dire: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me». Non si va al Padre per altra strada se non per mezzo di Gesù. Come non c'è altra porta all'ovile di Dio se non Gesù (vd. Vangelo di domenica scorsa).
Gesù non è una via, ma LA Via.
Non dice una verità,  e neanche la verità, ma è Lui stesso, in sè, la Verità fatta carne.
Non dà semplicemente la vita (anche!), ma è Lui stesso La  Vita, la vita eterna.
In tre parole, un mondo! E ce n'è da rimanere sconcertati.

Gesù dice un'enormità... non fosse Lui, lo si prenderebbe per matto. Ma... c'è la prova dei fatti. E c'è la fiducia, che Lui chiede a ciascuno di noi, che desideriamo essere suoi discepoli.
Forse non facile da capire solo con la testa, ma facilissimo da capire se si usa anche il cuore.

E' bello sapere che, se ci sentiamo smarriti perché non sappiamo dove andare, qual è la nostra strada, possiamo rivolgerci a Qualcuno... e quel Qualcuno ci porta dritti a Dio, perché Lui è nel Padre e il Padre e in Lui... Chi trova Gesù, trova il Padre!

16 maggio 2014

FACE... to face

Qualche giorno prima di Pasqua ho scoperto di avere una malattia genetica, progressiva e incurabile: la fibrosi cistica. Questo vuol dire per me che non avrò più una vita, non posso più programmare di fare qualcosa domani o fra una settimana perchè non ho un domani per me!
Non ci posso credere che in quei giorni che mi preparavo a celebrare la resurrezione del Signore, per me l’ultima parola è stata invece la morte e non la vita. Ma dov’è Dio? Dov’è il buon Dio?
 
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Comprendo il tuo malessere, soprattutto all’indomani di questa notizia che toglie il sonno, che non riesce a farti guardare più in là. E poi questo “buon” Dio…
Ti dico col cuore in mano che nel buio è sempre possibile cercare e trovare una luce.
La luce non è la soluzione del problema, ma aiuta a viverlo dando un senso, impedendoci di sprofondare completamente nella paura e nella notte.
Anche per il “buon” Dio il sole si spense quel Venerdì santo di 2000 anni fa. Nell’ora più luminosa del giorno il cielo si oscurò e si ammutolì perché non si spegnesse in te il sole della speranza e della fiducia.
Oggi, con grande fiducia, rimetti la tua vita nelle mani del Creatore, vivila secondo per secondo alla grande e …non smettere di sperare!
Ti abbraccio forte.
 
don Vito Piccinonna

15 maggio 2014

Briciole di vita...

Quest’anno alcune ragazze provenienti da diverse parti d'Italia hanno condiviso con noi il triduo pasquale vivendo il II STEP dell’Itinerario di fede per ragazze che aveva come tema “Un cuore che si dona”.
Le giornate sono state ritmate da momenti di lectio, condivisione della Parola e preghiera comunitaria.
Ecco una delle diverse testimonianze che ci sono giunte:
 
Tanti cuori si sono donati in questi giorni , dalle mie compagne d'avventura alle due nostre fantastiche "coach": Suor M.Paola e Suor M.Cristina che con la loro semplicità mi hanno fatto riscoprire la presenza di Gesù. 

In quest'ultimo periodo ho sentito che qualcosa era cambiato, era diverso, tutto era un po' triste. Grazie a questi momenti vissuti in preghiera sia comunitaria ma soprattutto in solitudine ho riscoperto Dio. E ho scoperto che non era Lui ad essersi allontanato da me , ma ero io che mi ero allontanata da Lui inconsapevolmente. E ciò mi aveva portato ad una visione della vita e dei rapporti con gli altri sterili e tristi.
Dio non ci giudica mai , è sempre disposto a perdonarci. Dio ci ama così tanto da far sedere con Lui a tavola nella Sua ultima cena anche colui che lo tradirà . E io mi sono chiesta: come è possibile questo? quale persona riuscirebbe ad amare un suo nemico ? E poi grazie alla lettura del Vangelo tutto mi è sembrato più chiaro  la parola che mi è saltata in mente era AMORE!
Solo grazie all'amore si riesce ad affrontare tutti gli ostacoli della vita! L'amore che Gesù prova per noi è talmente grande che arriva al punto di sacrificare la propria vita per tutti noi. Questo è davvero puro amore. Lui ci ama così come siamo, con le nostre incertezze, la nostra piccolezza, le nostre fragilità. Fantastico! Lui ci lascia liberi di comportarci come vogliamo. Possiamo stargli vicino o , come degli estranei possiamo far finta di niente e chiudergli il cuore in faccia. Ma Lui è sempre disposto a stare lì, vicino a quel cuore indurito , e ci aspetta. Amore puro. Nonostante tutto Lui c'è. Lui c'è sempre. Quanto è grande l'amore di Dio. Noi non possiamo neanche immaginarlo.
Pregare in questo giorni con questa nuova consapevolezza mi ha fatto vivere la Pasqua in un modo alternativo ma bellissimo. il silenzio , la meditazione e la lettura della parola di Dio sono state davvero un toccasana!!! Giovedì, Venerdì e Sabato Santo non li ho mai vissuti così intensamente. Grazie alle Pie Discepole e alla loro meravigliosa luce negli occhi , mi sentivo davvero come se mi dovessi preparare al modo migliore per una delle feste più belle: la Risurrezione di Gesù !!!
In questo nuovo clima , totalmente diverso e inaspettato sono riuscita a vedere le cose in un'altra prospettiva: non ci sono solo gli uomini ma c'è Dio :ovunque. Non sarai mai potuta arrivare a questa consapevolezza senza Suor Cristina, Suor Paola, Letizia, Rosa, Elisa, Sara, Donatella, Maristella e... Suor Grazia!!! Questo step è stato fondamentale. Mi ha fatto aprire gli occhi, ma soprattutto il cuore !!!
La frase che mi è rimasta impressa e che racchiude tutto ciò che devo imparare è: "l'amore non tiene conto del male ricevuto" . Imparare  a trovare il bello in ogni cosa . Spero di aver donato anche io un po' del mio cuore ...e che Dio possa continuamente "ammorbidire " il mio cuore. GRAZIE!!! 
 
Emanuela – Taranto
 

12 maggio 2014

La segnaletica della settimana

IV DOMENICA DI PASQUA (anno A)

Dal Vangelo secondo Giovanni (10,1-10)

In quel tempo, Gesù disse:
«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza». 


Per riflettere...
Vangelo densissimo, come d'altronde ogni pagina di Giovanni.
Ma qual è la buona notizia per noi,per la nostra vita? Forse, semplicemente, che c'è un luogo sicuro che è "casa nostra" che che tante volte non riconosciamo neanche, e un Pastore bello e buono che ci conosce e ci chiama per nome e vuole portarci al sicuro. Avviene per noi come le pecore, che non hanno il senso dell'olfatto, ma hanno un buon udito: riconosciamo il vero pastore, quello che ha cura di noi fino a dare la sua stessa vita per ciacuno di noi, non tanto dal "fiutarlo" (come se fosse nostra abilità riconoscerlo e distinguerlo dal ladri) ma dal sentirne la voce, per esperienza e per amore. Non tanto il nostro verso di lui, ma il suo verso di noi!!!!!
E questo Pastore è talmente grande che si fa addirittura porta e luogo sicuro da ladri, i falsi pastori che non vengono se non per i propri interessi...
Allora... buon cammino, seguendo la voce del Bel Pastore!

03 maggio 2014

La segnaletica della settimana

III DOMENICA DI PASQUA (Anno A)

Dal Vangelo secondo Luca (24,13-25)
 
Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.
Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro.
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane. 


Per riflettere...
 Una cosa curiosa del Vangelo (arcinoto) dei discepoli di Emmaus è in quel "Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero", nell'atto di benedire e spezzare il pane. La cosa curiosa è che questi discepoli avevano avuto modo di vedere Gesù, ascoltarlo, sentirne l'insegnamento, e anche il rimprovero... niente. e invece è in un segno apparentemente insignificante (la benedizione e lo spezzare del pane) che i loro occhi si approno e lo riconoscono.

Ancora: è solo dopo aver riconosciuto il Risorto nello spezzare il pane che i discepoli riconoscono che il loro cuore aveva riconosciuto il Maestro, anche se con la testa non ci erano ancora arrivati. La parola del Maestro fa ardere il cuore in modo strano, ma bello, e prepara a riconoscerlo nel Pane spezzato e dato.

Proprio da questo pane e dalla fiamma della Parola del Maestro che nasce la missione, quella stessa missione che papa Francesco tante volte ci raccomanda... che non vuol dire necessariamente andare in capo al mondo, ma tornare nei nostri luoghi di vita (e da dove, spesso, vogliamo fuggire, con le scuse più ridicole) e raccontare, semplicemente, come anche a noi, oggiil Signore si mostri, e come anche noi possiamo riconoscerlo negli stessi segni: una Parola che infiamma e un pane spezzato.

26 aprile 2014

La segnaletica della settimana

II DOMENICA DI PASQUA o della Divina Misericordia

Dal Vangelo secondo Giovanni (20,19-31)

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome. 


Per riflettere...
«Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi»
Il Signore Gesù si presenta una prima, poi (quasi "costretto" a un fuori programma dall'assenza di uno dei discepoli, e dai suoi dubbi) una seconda volta. Per far cosa? Semplicemente per vincere la paura e trasformare questi uomini impauriti in testimoni del Risorto, portatori di una Bella Notizia che avrebbe sconvolto il mondo per Duemila e passa anni. 


Pace a voi!: è il saluto ebraico, ma qui è anche il primo dono del Signore Risorto. La Pace! Quello che il nostro cuore desidera, e che sola scioglie la paura. Pace che, per la Bibbia, è anche la pienezza dei doni di Dio, e la presenza di Dio stesso in mezzo al Suo popolo.
 «Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi»: Questa pace non ci è data perché la teniamo per noi, ma perché anche altri possano averne parte. Siamo mandati nel mondo per portare l'annuncio che il nome di Dio è Amore, e il suo cognome è Misericordia, e come Gesù è immagine, annuncio e strumento della misericordia di Dio, così, allo stesso modo, dobbiamo esserlo noi. Donando la vita per amore, come ha fatto Lui.

Fosse dipeso da Pietro e compagni, sarebbero rimasti tranquillamente sbarrati dentro al Cenacolo, ad aspettare che ci si dimenticasse di loro! No, da soli proprio non si può...
 Ma viene Gesù, passando attraverso le porte chiuse dalla paura e dalla vergogna, e sta in mezzo a loro! E viene lo Spirito Santo, IL Dono per eccellenza del Risorto ("Ricevete lo Spirito Santo..."), che dona la pace e la capacità di annuncio perché anzitutto pacifica ("A chi rimetterete i peccati saranno rimessi"). E se il Risorto è in mezzo a noi, e se lo Spirito è stato effuso su di noi, nel battesimo... di che cosa possiamo aver paura?
  

20 aprile 2014

Pasqua!







L’angelo disse alle donne: «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: “È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete”. Ecco, io ve l’ho detto». (Mt 28,5-7)

“Non temete” e “andate in Galilea”.
La Galilea è il luogo della prima chiamata, dove tutto era iniziato! Tornare là, tornare al luogo della prima chiamata. Sulla riva del lago Gesù era passato, mentre i pescatori stavano sistemando le reti. Li aveva chiamati, e loro avevano lasciato tutto e lo avevano seguito.
Ritornare in Galilea vuol dire rileggere tutto a partire dalla croce e dalla vittoria; senza paura, “non temete”. Rileggere tutto – la predicazione, i miracoli, la nuova comunità, gli entusiasmi e le defezioni, fino al tradimento – rileggere tutto a partire dalla fine, che è un nuovo inizio, da questo supremo atto d’amore.
Anche per ognuno di noi c’è una “Galilea” all’origine del cammino con Gesù. “Andare in Galilea” significa qualcosa di bello, significa per noi riscoprire il nostro Battesimo come sorgente viva, attingere energia nuova alla radice della nostra fede e della nostra esperienza cristiana.
(papa Francesco, omelia della Veglia Pasquale 2014)

Con queste parole, vi (ci) auguriamo, di cuore....
BUONA PASQUA!  

02 aprile 2014

...e sarà Pasqua!

Con il tempo di Quaresima esce sul nostro BLOG la rubrica che prende nome: "...e sarà Pasqua!".
Qui puoi trovare per ogni settimana qualche spunto di riflessione attraverso immagini e simboli che arricchiscono questo tempo favorevole.
In questa quinta puntata andiamo alla ricerca del significato della LUCE...



 
Chi da bambino, non ha avuto paura del buio? (Faremo forse difficoltà ad ammetterlo ma anche da grandi un po’ di disagio lo proviamo). Nulla di strano, è del tutto naturale trovarsi male al buio: non possiamo distinguere ciò che ci sta intorno, non possiamo vedere cosa sia potenzialmente pericoloso, siamo indifesi e vulnerabili, oltretutto il buio evoca in noi il pensiero della morte perché senza luce non ci può nemmeno essere la vita.
 
Qualche volta, durante la benedizione delle famiglie, capita di entrare in alcune case buie i cui abitanti hanno un’aria piuttosto triste e malinconica, basterebbe aprire le finestre e lasciare entrare la luce del sole e si sentirebbero subito meglio.

A tutti può capitare nella vita di affrontare un periodo buio, un periodo in cui le preoccupazioni per la salute, per il lavoro, per la famiglia, non ci permettono di vedere con chiarezza il nostro futuro e così ci sentiamo come in quelle case dove la luce del giorno non entra e tutto appare tetro. Le luci artificiali delle soddisfazioni di questo mondo non bastano a rialzarci e a rincuorarci, abbiamo bisogno della luce del giorno, della luce del sole.
 
Gesù è la nostra luce, più splendente e brillante della luce del sole, illumina e
scalda la nostra vita, disperde le tenebre dell’ansia, delle preoccupazioni, delle paure, ci riempie della sua gioia, della sua pace, del suo coraggio.
Apriamo, dunque, le porte del nostro cuore con un atto di fede, dicendo “Credo, Signore!” e lasciamo così entrare nella nostra vita l’amore di Dio.
 
Il buio che ci attanaglia è l’incertezza del domani, è il non sapere se domani starò bene o se soffrirò, se ciò che ora mi spaventa avrà la meglio su di me, mi potrà schiacciare. Quando invece abbiamo Dio con noi, quando scegliamo di compiere la sua volontà sappiamo che possiamo stare tranquilli perché nessuna sofferenza, nessun problema, nessuna difficoltà ci potrà mai vincere perché Cristo ha già vinto il dolore e la morte con la propria morte e risurrezione.
Con il Battesimo il Signore mi ha già reso partecipe della sua Pasqua, ha già illuminato la mia vita con la sua luce vittoriosa, quindi più nulla mi deve fare paura perché io vivo già da ora la vita eterna.
 
In questo cammino di Quaresima chiediamo allo Spirito Santo di infondere in noi il coraggio per aprirgli la nostra vita perché la possa illuminare con la luce della Pasqua e che ci insegni a vivere da quello che già siamo: risorti!
 
 
don Matteo Castellina