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31 marzo 2017

#incontroTe

31 marzo 2017  -  Venerdì









Molte sono le sventure del giusto,
ma lo libera da tutte il Signore
(Sal 33,20)




Ciò che davvero gli serve

“A ciascuno secondo la sua capacità”. Questa espressione va compresa all’interno del messaggio generale del Nuovo Testamento. Infatti, con essa non si vuole dire che Dio ti dà un dono secondo la tua capacità personale, perché sappiamo bene che anche la capacità in se stessa è un dono di Dio, ossia è essa stessa un talento da sviluppare. Allora, la diversità di trattamento evidenziata da Matteo va intesa in questi termini: i doni che riceviamo da Dio sono diversi, perché è diverso il nostro modo di collocarci all’interno della Chiesa e nel disegno di salvezza. Ciascuno di noi ha un ruolo diverso e irripetibile, stabilito da Dio prima della nostra nascita, e secondo questo ruolo, noi abbiamo ricevuto dei doni corrispondenti. Sarà poi la nostra adesione che ci differenzierà davanti a Dio. Nulla di arbitrario nella distribuzione, pur diversa, dei doni di Dio: a ciascuno è dato ciò che davvero gli serve; e poiché ciascuno ha una missione diversa da realizzare in questo mondo, ne consegue che sono diversi anche i doni necessari a tale realizzazione.


IMPEGNO:

Mi domando con serietà quale sia la volontà di Dio in me.







© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



29 marzo 2017

#incontroTe

29 marzo 2017  -  Mercoledì









Ricordati, Signore, del tuo amore
(Sal 24,6)




L'investimento di Dio

Un talento è una somma da investimento, un capitale adatto a chi voglia fare l’imprenditore. Fuori dalla metafora: i doni di Dio non sono mai piccoli, hanno sempre uno spessore e una profondità sproporzionata, perché sono dati in previsione di un “investimento”. Il Dio di Gesù Cristo, non sembra disposto a darci dei doni “completi”; Egli ci offre piuttosto i loro “germi”, attendendo che noi li facciamo sviluppare. Il problema non è allora cosa ho ricevuto, se molto o poco, bensì fino a che punto io l’ho valorizzato.


IMPEGNO:

Rivedo il “sogno” della mia vita come un investimento, un progetto di Dio.






© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



18 febbraio 2016

Musica!

NO HERO - Elisa





Non poteva esserci testo migliore per
lasciarci introdurre al meglio in questo tempo di Quaresima… Bè ci immergiamo
nel profondo di questo tempo, nella bellezza sconosciuta di questo tempo che
all’apparenza sembra triste e lo facciamo in compagnia di Elisa, per
comprendere che questo è il tempo giusto per mettersi in gioco, per capire
meglio “Chi è questo Gesù?” “Cosa ha
fatto?” “Noi, cosa dobbiamo fare?”.


Canzone
in inglese ed artista italiana ci presentano un testo che offre la possibilità
di guardarsi dentro e con il ritmo incalzante siamo invitati a tirar fuori il
meglio di noi stessi! È un brano “vissuto”, lo si comprende dalla sua
profondità, dal modo in cui Elisa ce lo trasmette…


 

 















È
il periodo giusto per ascoltare questa canzone, è il periodo giusto per
guardarsi dentro e comprendere quanto siamo capaci di farci prossimi, in che
modo?




“Non posso saltare sui palazzi, 


non sono un eroe 




ma l’amore può fare miracoli”.






Eh
si, l’Amore può fare miracoli, per questo credo che il tempo quaresimale sia il
migliore per ascoltare e riflettere su questa canzone… Chi ci ha amati per
primi è stato Colui che è stato in grado di dare la propria Vita per te
, per
me, per coloro che sono lontani, per chi non crede… per “noi”!




Cosa
non è capace di fare l’Amore? L’Amore può fare miracoli… e mentre l’uomo moriva
intrappolato nel proprio peccato, Dio cosa ha fatto??? Ci ha offerto Gesù…




“Non dire che è finita 


alla ricerca di giorni migliori 




oh non dire che finita, 




non ci sono perdenti”.






Niente
perdenti… qui c’è solo Vittoria, la Vittoria sul peccato, la Vittoria sulla
morte… non ci sono giorni migliori se proiettiamo la nostra Vita nel Mistero
Pasquale… “c’è chi i miracoli li ha fatti per Amore” e l’Amore è l’unico che
può fare miracoli
… altrimenti io oggi non sarei qui a scrivere, tu non saresti
qui a leggere, noi, non saremmo qui ad ascoltare Elisa…!




Più che una
canzone sembra sia un Inno… Un inno all’Amore che vince la sofferenza, un inno
d’Amore per poter fare felici chi amiamo, un inno… di Risurrezione, alla quale
dovremmo volgere lo sguardo ogni qual volta “moriamo un po’ dentro…” perché è
importante guardare oltre il dolore, oltre la sofferenza, oltre il buio che ci
sorprende nei giorni più tristi… è importante sognare e “non lasciarsi rubare
la speranza”
(cit. Papa Francesco) di giorni migliori, di persone migliori, di
un mondo migliore… che può essere tale solo se noi per primi abbiamo il
coraggio di “guardarci dentro” e pensare che “la Vita vince sulla morte”
altrimenti non avremmo Risurrezione, non avremmo Pasqua, non saremmo qui…




Elisa dice: “Avere il coraggio di inseguire i sogni e
continuare a farlo, a 40 come a 20 anni, è un atto di ribellione e di fede. Ho
scritto questo pezzo per la mia migliore amica, ma era rivolto anche a me. E a
tutti quelli che hanno preso più di qualche botta, ma che vogliono continuare a
sognare e cercare la loro strada.
 Perché
anche quando ci cammini dentro, devi continuare a trovarla per ogni passo in
avanti che fai”.




“No Hero” ma “Sono”… e la
Quaresima è solo un modo per riscoprire che “l’Amore Vero… può fare miracoli”!


 





 
Per riflettere...



- E tu... credi che l'Amore può fare miracoli?


- Prova a confrontare il tuo cammino quaresimale con questa canzone: trovi affinità?


- Cosa pensi del testo proposto da Elisa? Ti ci ritrovi?




 

29 novembre 2015

La segnaletica della settimana

I DOMENICA DI AVVENTO (Anno C)


Dal Vangelo secondo Luca (10,17-30)



In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria.
Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina.
State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».



Per riflettere...
E ricomincia un nuovo tempo di Avvento...
Il tempo ci porta sempre verso la novità, perché è qualcosa che ancora non c'è stato: «
Ci saranno segni nel sole, nella luna, nelle stelle...». Il Vangelo ci prende per mano, ci porta fuori dalla porta di casa, a guardare in alto, a percepire il cosmo pulsare attorno a noi, a sentirci parte di un'immensa vita. Ma quale vita?
Abbiamo tutti nella memoria la notte di Parigi... Quale dunque questo mondo? Un mondo che patisce, soffre.

Ogni giorno c'è un mondo che muore, ogni giorno c'è però un mondo che nasce perchè neppure la violenza è eterna, neppure il terrore; il regno di Dio viene. Giorno per giorno, continuamente, adesso, Dio viene. Anche se non lo vedi, anche se non ti accorgi di lui, è in cammino su tutte le strade.
Sulla porta della sua casa lo psicoterapeuta Jung fece scrivere: «Chiamato o non chiamato, Dio verrà».
Noi pensiamo che la presenza del Signore si sia rarefatta, che siano altri i regni emergenti: i califfati, l'Isis, l'economia, il mercato, l'idolo del denaro, il profitto. Invece no: questo mondo contiene Lui! Che viene, che è qui, che cresce dentro.

Alzatevi, guardate in alto e lontano, perché la vostra liberazione è vicina. Uomini e donne in piedi, a testa alta, occhi alti e liberi: così vede i discepoli il Vangelo. Gente dalla vita verticale e dallo sguardo profondo, perchè Dio viene, vicino e caldo come il respiro, forte come il cuore, bello come il sogno più bello.    

09 ottobre 2015

La segnaletica della settimana

XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno B)

Dal Vangelo secondo Marco (10,17-30)


In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà».



Per riflettere...
E’ bello essere giovani! Ma forse anche per te può succedere che nel pieno dello star bene ti assale, come a quel giovane, una voglia di oltre… Un giorno ti alzi e ti domandi dove stai andando, che cosa fare della tua vita, chi potrà riempire il tuo cuore. Potrai mai realizzare questi quattro sogni che hai dentro? Che futuro hai davanti?

Era così quel giovane che un giorno incontrò Gesù. Lo stava sicuramente pedinando da tempo: aveva sentito le sue parole, aveva notato i suoi occhi, aveva capito che lì c’era qualcosa che non lo lasciava indifferente:
Ma tu, Gesù, come fai a essere così felice? Hai una ricetta per la felicità? Il tuo segreto dove sta? “Maestro buono, che cosa devo fare…?”...come spendere la vita perché sia piena? Come posso raggiungere una vita davvero felice?
Quel “cosa fare” rivela la ricerca di dare un senso all’esistenza e decidendo cosa fare, l’uomo rivela chi vuole essere!

Gesù non resta indifferente a tale domanda e risponde non con un occhiata di sfuggita, ma lo inquadra nel suo sguardo intenso, continuato, ammirato, commosso che sfocia in un verbo straordinario: “lo amò”, decise di spendere per lui tutta la sua affettività e lo accoglie nel suo Amore, nei suoi sogni. Sì, noi facciamo parte dei sogni di Dio!
Ed è per questo che punta in alto, perché aveva capito ciò che quel giovane portava di bello e di grande in sé, sparandogli quella raffica di verbi che è tra le più belle e decisive di ogni vita: “Va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri… e vieni, seguimi!”.

Gesù ha un sogno grande sulla nostra vita e chiede di condividerlo con lui: VIENI, SEGUIMI… mettiti in gioco! Ci invita a vivere una stagione nuova della nostra vita, la STAGIONE DELLA FEDE… sì, perché la FEDE non è questione di nozioni ma una relazione di cuore… è quella di chi passa da un Dio credibile ad un Dio affidabile.

E tu, lo sai che “la vita è dono di Dio. Come vuoi usarla? (don Giacomo Alberione).
 
 
 

03 ottobre 2015

La segnaletica della settimana

XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno B)

Dal Vangelo secondo Marco (10,2-16)

 In quel tempo, alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla».
Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».
Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.


Per riflettere...
Tutto comincia con un sogno: quello di Dio, che ha pensato, voluto, desiderato uomo e donna uniti, per sempre, in un amore che fosse specchio e immagine del Suo stesso amore. Ci ha pensato il peccato a mandare in frantumi questo specchio.
Ma Dio può arrendersi davanti alle nostre durezze e alle nostre fragilità? Certo che no!!!! Continua a pensare, volere, desiderare, sognare la coppia umana, uomo e donna uniti per l'eternità in un amore grande e capace di portare vita nuova. In tutti i modi possibili, perché l'amore - lo sappiamo per esperienza - è per sua stessa natura creativo, esplosivo di bellezza e di bene. Come Dio, appunto.

Tutto questo non è facile da comprendere. Non lo è oggi, non lo era ai tempi di Gesù. Di fronte alle difficoltà siamo portati a lasciar perdere e cercare così la "pace". Mosè aveva permesso il divorzio (solo all'uomo, eh!). Gesù è radicale:  «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio». Perché ne va di mezzo lo stesso sogno di Dio!
 Parole bellissime... e dure da "mandar giù", tanto volte. Eppure, se è un sogno di Dio, Lui non avrà interesse a darci tutti i mezzi, tutti gli aiuti per renderlo realtà? Certo, non è facile ma... con lo Spirito Santo ce la possiamo fare!

Per una bella coincidenza, proprio questa settimana inizia il sinodo dei vescovi dedicato alla famiglia. Insieme, come Popolo di Dio, accompagniamo i nostri vescovi con la preghiera perché siano illuminati nel comprendere sempre meglio cosa il Signore vuole suggerirci.

22 agosto 2015

La segnaletica della settimana

XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno B)

Dal Vangelo secondo Giovanni (6,60-69)


In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?».
Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono».
Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».
Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui.
Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».



Per riflettere...
Ed eccoci arrivati davanti ad un racconto che mette in scena il resoconto di una cri­si drammatica. Dopo il lungo discorso sul pane dal cie­lo e sulla sua carne come cibo, Gesù vede profilarsi l'ombra del fallimento: molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui. E lo motivano chiaramente: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?».
Gesù si sente incompreso: lui parla di cose grandi, ma gli altri non capiscono.

Vale così per tutte le cose. Se tu rimani nella superficie, le cose sono solo cose e la vita diventa solo un susseguirsi di giorni, tra fatiche e gioie. Se tu rimani fuori, se tu vivi all'esterno, la tua vita non ha senso: ci sei, sei qui perché ti hanno fatto nascere e visto che ci sei, tanto vale la pena di vivere... ma in che modo?

Invece se tu entri dentro, scopri che non è così: tu ci sei per un motivo preciso, la Vita stessa ti vuole. Tu hai qualcosa da vivere, da compiere una strada e da realizzare un sogno... il Sogno di Dio per la tua vita.

«Volete andarvene anche voi?». Non siamo chiamati a lasciare, ma a vivere con maggiore coerenza la nostra vita, operando scelte precise, concrete, cristiane fino in fondo per non essere più solo spettatori passivi della vita, ma per viverla in pienezza: VIVERE NON VIVACCHIARE! (P. Frassati).

Ogni scelta, se fatta nella libertà, è un atto d'amore... e Amare è rimanere!
«Signore, da chi andremo?». Chiediamo a Pietro di rispondere anche per noi, ben sapendo che lontani da Lui siamo esuli e pellegrini: «Tu hai parole di vita eterna»... Tu solo hai parole che donano la vita piena, che danno senso alla monotonia delle nostre giornate. Pa­role che danno vita, la danno ad ogni parte di me. Danno vi­ta al cuore, allargano e purifi­cano il cuore, ne sciolgono la durezza.
Signore, Tu solo... l'unico in cui rimanere! 



10 luglio 2015

La segnaletica della settimana

XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno B)

Dal Vangelo secondo Marco (6,7-13)


In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche.
E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro».
Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano. 


Per riflettere...
Gesù è stato rifiutato dai suoi stessi compaesani (cf domenica scorsa). E che fa? Invece di scoraggiarsi o infuriarsi sceglie di... moltiplicare gli annunziatori del Vangelo! E' così che nasce la missione: non nel tempo favorevole, ma in quello ostile. Quando tutto sembra remar contro a Gesù.
Al rifiuto, Gesù risponde moltiplicando l'amore, condividendo la sua missione con i suoi discepoli.

Li manda avanti, a due a due, nella estrema povertà, senza altra sicurezza che la forza di Dio e un annuncio esigente, quello della conversione. Con il potere sul male stesso, per portare il bene, anticipo del Regno di Dio.

Gesù oggi manda anche  te e me, ad annunciare la Bella Notizia che il male è vinto per sempre, perché è stato vinto da Gesù sulla croce. Anche noi siamo oggi mandati da Lui a portare il bene, ovunque, anche e soprattutto nelle situazioni più difficili, fra l'indifferenza generale, forse anche nella povertà dei mezzi, ma fidandoci solo di Colui che ci ha chiamati alla vita vera nel battesimo e che ci ha mandati con il sacramento della Cresima. Cambierà la forma, il modo di questo annuncio: chi lo proclama da dietro alla grata di un monastero, chi stando a fianco dei poveri, chi formando una famiglia che voglia essere realizzazione in miniatura del disegno di pace e bene che Dio ha per l'umanità. Oggi è il tempo di mettersi in cammino.

09 febbraio 2015

Per te… giovane!


Conosci già qual è il Sogno di Dio sulla tua vita?



Allora vienilo a scoprire con noi!!!
TI ASPETTIAMO all'itinerario vocazionale per ragazze dai 18 ai 30 anni… Non mancare!

INCONTRO: 31 ottobre - 2 novembre 2014

ASCOLTO: 13-15 febbraio 2015

DONO: 1-3 giugno 2015

C'è Qualcuno che desidera parlare al tuo cuore e rivelare il Suo Sogno d'Amore!!!


SEDE: Centro giovanile Pie Discepole del Divin Maestro - ROMA

Info: sr M. Cristina Catapano - cristina.catapano@piediscepole.it - 3489259518

27 febbraio 2014

Musica!

ECCO CHE - Elisa


L'anima vola è il titolo del nuovo album di Elisa e già da qui possiamo capire come e quanto questa cantante ci voglia dimostrare che la musica italiana è ancora capace di 'toccare' quella profondità che identifica i cantautori, senza rinunciare alla contemporaneità musicale.
 
Il testo di "Ecco che" è firmato da Giuliano Sangiorgi dei Negroamaro e si ispira alla storia di un ragazzo (protagonista del film l'Ultima ruota del carro di Giovanni Veronesi) che vive un sogno: quello di liberarsi dalla mediocrità scoprendo che la vera ricchezza è avere un Amore ricambiato.
E' una canzone che ritrae l'immagine di un uomo comune che nella sua semplicità spesso diventa ingenuo!






"Distratto passeggi dentro il mondo. Tu non vivi fino in fondo e speri che il tempo passi accanto rubando da te un solo respiro". Inizia così la canzone che descrive esattamente l'esistenza di molte persone, soprattutto giovani che, presi dalla freneticità della vita quotidiana non si gustano i 'dettagli' della propria esistenza, quei dettagli semplici che danno gusto e sapore alla vita!
 

"Ecco che, tutto sembra possibile se ti lasci un po' andare ad un mondo che ride, tu ridi di lui, senti che pace che ti viene da ridere se ti lasci guardare da un mondo che vive trovando negli occhi un senso di pace". Tutto sembra possibile....o tutto 'é' possibile? Eh già, proviamo a rileggere il testo senza musica, sembra proprio una lettera che il Signore scrive ad ognuno di noi, perchè a Lui tutto "è" possibile...
 
Siamo passeggeri distratti di un'esistenza che sentiamo 'nostra' nel senso più errato del termine e non viviamo fino in fondo finché non diamo un 'nome' al senso del nostro vivere! Siamo sempre troppo presi dalle nostre cose che non ci accorgiamo della Sua costante Presenza che vive 'in' noi!

Quello di cui l'uomo ha bisogno è ciò di cui ha sempre avuto bisogno: Amore.
Ma se Dio è Amore.... 2+2=4 allora  l'uomo ha ed ha sempre avuto bisogno di 'questo' Amore che non è altro che la vera ricchezza della vita... Ricchezza che
consiste nell'amare e nel sentirsi amati, SEMPRE!


 
Per riflettere...


- Che posto occupa Dio nella tua quotidianità? Ti è mai capitato di vivere in quell'ombra capace di lasciarti 'fuori' solo per comodità? Ma hai mai fatto caso al fatto che comunque il Signore ti fosse accanto?

- Ti sei mai fermato/a a pensare che anche se le cose vanno male, Lui ci è accanto... e noi non lo vogliamo vedere, ci parla e noi non lo vogliamo sentire, ci tiene per mano e noi crediamo di camminare da soli...?

- Quanto sei attento/a ai piccoli dettagli, a quelle piccolezze che danno sapore alla tua giornata? Come guardi il mondo? Con che occhi guardi la tua vita? Sei capace di sorridere anche dinanzi ai disastri che 'capita' di commettere?

- Hai mai pensato che alla base della tua esistenza ci sia Amore? Che anche tu sei nato da un patto d'Amore? Che l'Amore è vero solo quando ti fa sentire libero?



18 giugno 2013

FACE...to face


La prof d’italiano ci ha detto: “Smettete di sognare: non ne vale la pena, perdete solo tempo, vivete con i piedi per terra, perchè con una generazione senza futuro e senza valori come la vostra, solo vivendo razionalmente riuscirete a concludere qualcosa... Non date retta a certe persone come preti e suore che vi spingono ad osare, a puntare in alto... Se volate e poi cadete giù non ci sarà mai nessuno che vi prenderà perchè nel mondo ognuno vuole fare le scarpe all’altro; esistono solo raccomandazioni e raccomandati: rassegnatevi!”... E io mi domando: da che parte stare?

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Se è vero che i piedi bisogna tenerli per terra la testa non può fare la stessa fine.

Non ti preoccupare di quanti nella vita ti invitano a mettere da parte i sogni magari richiamandoti a concretezza. I sogni di cui ci innamoriamo, quelli veri, sono quelli che  vogliamo tradurre con coraggio e determinazione in concretezza. Non ci stiamo mica drogando sognando. Sappiamo molto bene anche che la vita non obbedisce solo a criteri di razionalità. Come ci sarebbe spazio per l’amore, per la vita, per il gratuito? Ci sono  “leggi” che sfuggono alla razionalità sebbene siamo invitati ad usare sempre questo cervello nel migliore dei modi per mettere a frutto i talenti ricevuti.

Un vecchio adagio dice “Ad astra per aspera”. Se vuoi arrivare alle stelle devi attraversare vie scomode. La facilità non è mai sinonimo di felicità.

Coraggio! Sempre avanti!

Ti abbraccio

don Vito