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19 agosto 2015

Ciak!

Guardare un film attiva non di rado una serie di domande, introspezioni, revisioni interiori.
La trama, i personaggi, la sceneggiatura, ma anche la fotografia, la musica, le parole di un FILM contribuiscono ad aprire delle finestre nella nostra interiorità.

Per la rubrica: CIAK! ci lasciamo guidare dalla lettura di un altro film... buona visione!!!
 
 
 
 







Kung fu Panda    

Regia di Mark Osborne - USA 2008

 

 
Il Panda Po, maldestro e un po’ ingenuo, lavora in un piccolo ristorante a gestione familiare ed è un grande fan delle arti marziali. Nella meraviglia e nella preoccupazione generali, Po viene designato da un’antica profezia come il Guerriero Dragone che deve proteggere il villaggio dal leopardo Tai Lung. Entra così in contatto con i leggendari campioni di Kung Fu e viene preparato dal Maestro Shifu, il loro guru.


 



Vi è nel film l’idea che il caso non esiste e che i fatti e le situazioni della vita ricevono il significato e il senso che noi gli attribuiamo. Il percorso nella propria interiorità inizia proprio quando, pur accettando il mistero, sappiamo dare un significato a ciò che viviamo. Cosa ne pensi? Quali sono le maggiori difficoltà che ostacolano la ricerca interiore?


Il messaggio misterioso che viene consegnato a Po è in realtà uno specchio: cioè l’invito a guardarsi dentro e a ritrovare in sé la fiducia per affrontare la grande sfida della sua vita. C’è qualche situazione o persona che funge da specchio e ti aiuta a guardarti dentro e a recuperare fiducia in te stesso? In che modo lo fa?

 

 

10 giugno 2015

Ciak!


La trama, i personaggi, la sceneggiatura, ma anche la fotografia, la musica, le parole di un FILM contribuiscono ad aprire delle finestre nella nostra interiorità.

Guardare un film attiva non di rado una serie di domande, introspezioni, revisioni interiori...

Per la nostra rubrica : Ciak! ci lasciamo guidare dalla lettura di un nuovo film... buona visione!!!





Ogni cosa è illuminata 
 
Regia di Liev Schreiber - USA 2005
 
Il giovane Jonathan è un ebreo nato e vissuto negli Stati Uniti, di origine ucraina. Egli fa della memoria, del desiderio di ricordare uno stile di vita. Di fronte agli eventi, tristi o meno tristi della sua esistenza, cerca e raccoglie elementi significativi della storia e li ripone in una busta trasparente. Questo gesto, apparentemente sterile, simile a quella dei poliziotti o agli scienziati, diventa denso di valore quando Jonathan fa “parlare” questi oggetti e li lega tra loro, ricreando legami nella sua famiglia e col suo passato. Inizia così un viaggio, una “rigida ricerca”, in Ucraina per trovare il piccolo e sperduto villaggio, Trachimbrod, in cui visse suo nonno. Nel suo cammino lo affiancheranno una guida locale e suo nipote Alex, che funge da interprete. Alla fine del viaggio Jonathan scopre, grazie ad un'anziana signora che conosceva suo nonno, che il villaggio che sta cercando non esiste più. Tutto ciò che rimane del luogo è custodito rispettosamente da questa donna in scatole di cartone.

 
“Ogni cosa è illuminata dalla luce del passato; tanto più buio rimane il passato, tanto più siamo privi di un riflesso di luce nell'incognito del presente”: questo il messaggio del film. L’invito a vivere la memoria non come attività “nostalgica” e fine a se stessa, ma come quel processo che aiuta ad intrecciare emozioni e pensieri e a dare risposta alle domande che ci portiamo dentro, ma che ci apre anche continuamente nuovi interrogativi. Ti perdi spesso nei ricordi? Come intende Jonathan la memoria? E tu come la vivi?

Il gesto di collezionare è importante, ma poi bisogna cercare dei fili, dei collegamenti che tengono insieme oggetti, persone e situazioni: questo significa recuperare la propria storia, in un continuo sforzo di guardarsi dentro e incontrare le altre persone che arricchiscono il proprio percorso. La storia personale non è mai definita una volta per tutte, ma va sempre riscritta nella ricerca interiore. Quali sono i momenti che ti danno modo di ripensare alla tua storia? Con quali “pezzi da collezione” faresti il collage della tua storia?

 

27 maggio 2015

Ciak!


Guardare un film attiva non di rado una serie di domande, introspezioni, revisioni interiori...
La trama, i personaggi, la sceneggiatura, ma anche la fotografia, la musica, le parole contribuiscono ad aprire delle finestre nella nostra interiorità.
A seconda del tempo che stiamo vivendo e della nostra disponibilità a lasciarci interrogare, al di là del genere di film e della trama, il film può stimolare l’attenzione verso il proprio mondo interiore e dare avvio alla ricerca di sé.
 
Nasce, allora, sul nostro BLOG una nuova rubrica che porta come titolo: Ciak!
A tutti... buona visione!!!





Se mi lasci ti cancello
Regia di Michel Gondry – Usa 2004
Joel è malinconico e sognatore, si interroga molto e, profondamente triste, cerca un’altra persona che acquieti la sua ricerca di senso e lo aiuti a “tirarsi su”. Incontra Clementine è una ragazza attiva e carismatica. Joel e Clementine pian piano si innamorano fortemente. Un giorno però, la ragazza, stanca della sua relazione ormai in fase di declino, decide, mediante un esperimento scientifico, di farsi asportare dalla mente la parte relativa alla storia con Joel. Il giovane, una volta venuto a conoscenza di questo fatto, sceglie di fare altrettanto ma durante il procedimento cambia idea e qualcosa va storto…
 
Clementine dice a Joel: “Troppi uomini pensano che io sia un’idea, che possa completargli o che possa riuscire a ridargli la vita. Ma io sono solamente una ragazza incasinata che cerca la sua pace mentale. Non farmi carico della tua”. Cosa ne pensi di questo? Cosa significa ricerca assieme il senso? Come si può amare, senza sostituirsi all’altro e senza invadere totalmente la sua interiorità?
Nella ricerca interiore spesso è molto difficile fare i conti con alcuni ricordi, ma è ciò che fa crescere e che stimola ulteriormente la riflessione. Da dove nasce il desiderio di cancellare parti della propria storia dalla memoria? Qual è l’aspetto più difficile da accettare quando non riusciamo a dare senso ad alcune parti della nostra storia? Perché l’esperimento scientifico alla fine non riesce? Cosa significa secondo te?