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30 marzo 2017

#incontroTe

30 marzo 2017  -  Giovedì









Chi crede ha la vita eterna
(Gv 6,47)




La differente risposta a Dio



Da ciascuno si attende poi i risultati dell’investimento. In questo modo, l’evangelista Luca vuole porre l’accento sul fatto che Dio non penalizza mai nessuno nel distribuire i suoi doni. Infatti, nella visione lucana, la stessa somma ricevuta ugualmente da tutti, viene investita e maggiorata in maniere diverse da ciascuno: c’è chi a partire da una mina ne guadagna cinque, c’è chi, investendo la medesima somma, ne guadagna dieci. In altre parole: anche nell’ipotesi che Dio desse a tutti gli stessi doni, rimarrebbe la verità di fondo che non siamo comunque uguali davanti a Dio, perché la diversità delle nostre risposte alla sua grazia, e le diverse gradazioni di generosità verso di Lui, ci differenziano inevitabilmente gli uni dagli altri l’ungo l’arco della nostra vita.


IMPEGNO:

Ubbidirò agli impulsi di bene suggeriti dalla Grazia di Dio.






© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



26 settembre 2014

La segnaletica della settimana

XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno A)

Dal Vangelo secondo Matteo (21,28-32)


In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».


Per riflettere...
Il Vangelo che ci fa da segnaletica per questa settimana è tanto breve quanto duro.
Gesù se la prende (tanto per cambiare!) con quelli che dicono di voler fare la volontà di Dio ma poi non muovono un dito. Quelli, cioè, che sono tutti "casa e chiesa" ma che poi non cercano veramente quello che desidera il Signore. Sono simili, dice, a quel figlio che, al comando del padre, dicono subito di sì ma poi fanno tutt'altro.
E c'è anche il figlio disobbediente, che rifiuta di obbedire al Padre ma che poi ci ripensa e fa quanto gli viene chiesto.
Ora, non pensiamo che la cosa sia così "pacifica": se a noi può sembrare semplicemente una "scortesia" o un atto di arroganza, quello del figlio che dice di no al padre, per un ebreo del tempo di Gesù era una cosa gravissima, perché ai genitori si doveva (e, in verità, si deve!) rispetto assoluto e obbedienza altrettanto assoluta.

A Dio non interessa essere onorato e rispettato a parole, ma con i fatti, e nel cuore.
Per capire meglio questo, ecco cosa raccontava don Oreste Benzi, sacerdote riminese che ha fatto del riscatto dei poveri (e soprattutto delle prostitute) una missione.
Una notte incontra una prostituta di nome Mary. Le chiede se desidera una Bibbia e un rosario.
"Le si è illuminato il volto con un bel sorriso: Yes, father! Le ho dato la bibbia e il rosario.
"Mary, scegli un salmo". Ha scelto il salmo 23: Il Signore è il mio Pastore...
"Mary, leggi"
"No, padre, io qui non posso leggere la Parola di Dio, mi sento sporca. Leggi tu."
Ho cominciato a leggere lentamente. Mary è uscita dal cerchio formato insieme agli altri ragazzi. Ha cominciato a piangere. Anche l'altra ragazza si è unita a lei. Siamo andati via in silenzio. Io mi sono detto: "Don Oreste, le prostitute ti precederanno nel regno dei cieli. Loro si sentono sporche, e tu?". 
   
Non ci sono scorciatoie... ma c'è una speranza, sempre e per tutti, anche per chi sente di essere sporco, lontano dal Signore.