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31 marzo 2018
24 marzo 2018
Per te... giovane!
Il 24 marzo 2018 alle ore 18:00 le Pie Discepole del
Divin Maestro in Roma invitano tutti a celebrare i primi vespri della domenica
delle Palme presso la chiesa di N.S. Gesù Cristo Divin Maestro.
Ricorderemo in
quella occasione la venerabile Madre M. Scolastica Rivata, prima madre delle
Pie Discepole del Divin Maestro, nel 31° anniversario della morte.
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Settimana santa
Per te... giovane!
La Settimana Santa è la “strada” che ci
conduce alla Pasqua.
“Mettiamoci anche noi decisamente su questa strada… Sarà l’amore a guidarci e a darci forza!”
(Papa Francesco)
TI ASPETTIAMO!!!
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09 febbraio 2018
Per te... giovane!
UN INVITO PER TE...
PRIMA PROFESSIONE RELIGIOSA
Ringraziamo il Signore per il dono delle vita e della vocazione di Pierenza Mellone che domani 10 febbraio, nel giorno in cui la nostra Famiglia Religiosa compie i suoi 94 anni di vita, pronuncerà il suo SI'...
Vi aspettiamo per condividere con noi questa immensa gioia!
PRIMA PROFESSIONE RELIGIOSA
Ringraziamo il Signore per il dono delle vita e della vocazione di Pierenza Mellone che domani 10 febbraio, nel giorno in cui la nostra Famiglia Religiosa compie i suoi 94 anni di vita, pronuncerà il suo SI'...
Vi aspettiamo per condividere con noi questa immensa gioia!
09 dicembre 2017
Per te... giovane!
ESERCIZI SPIRITUALI E CAPODANNO SPECIALE
Ecco un'opportunità da non perdere!
Dal 27 al 31 dicembre 2017 vieni a vivere a Roma un tempo
di preghiera, ascolto e fraternità insieme ad altri ragazzi e ragazze di età
compresa fra i 18 e i 33 anni. Gli esercizi spirituali saranno guidati da
don Domenico Soliman ssp e dall'equipe PDDM.
E, se lo desideri, puoi fermarti a partecipare con la
nostra Comunità alla "Notte di luce", un Capodanno davvero speciale per
vivere nella festa, nella preghiera e nel rendimento di grazie il passaggio fra
il 2017 e il 2018.
È possibile prenotarsi entro il 20 dicembre 2017.
Contattaci e saremo liete di darti altre informazioni.
Ti aspettiamo!
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26 ottobre 2017
Per te... giovane!
UN INVITO PER TE!
1° appuntamento di un percorso vocazionale per ragazze dai 18 ai 33 anni che desiderano:
- mettersi in ascolto della Sua voce
- mettersi in gioco per Dio e per i fratelli e le sorelle!
L'incontro prevede tempo di preghiera personale e comunitaria, ascolto della Parola di Dio, accompagnamento personale, momenti di fraternità.
Sei interessata e vorresti saperne di più? Contattaci! Non perdere tempo!
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10 giugno 2017
Per te... giovane!

ALZATI E VA', NON TEMERE!
Iniziative estive per giovani
Ecco il depliant con le iniziative che la pastorale giovanile e vocazionale PDDM propone per l'estate 2017!
Ti aspettiamo... Non mancare!
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09 aprile 2017
#incontroTe
9 aprile 2017 - Domenica delle Palme
Si lasciò umiliare
e non aprì la sua bocca
(Is 53,7a)
Gli amici della croce
Come amico della Croce vivrò la benevolenza verso chi non riesco a capire.
Si lasciò umiliare
e non aprì la sua bocca
(Is 53,7a)
Gli amici della croce
Dio coglie nell’uomo, anche quando mostra il suo aspetto peggiore, la sua
potenzialità. Dio guarda l’uomo in quanto capacità di costruzione; in ogni uomo
c’è una potenzialità che Dio guarda con occhio di padre. Addirittura sulla
croce, Dio, con la sua benevolenza, ha colto la potenzialità di salvezza. Dio
si rallegra per il bene che possiamo compiere e inizia una storia di salvezza
di fronte al nostro male. Il nostro male può diventare, per la sua benevolenza,
un luogo di incontro con la sua misericordia. Cristo non è venuto nel mondo per
condannare il mondo ma per salvarlo.
La benevolenza, allora, è un’attitudine che cerca
l’occasione nei fatti, per poter sviluppare la gratitudine verso Dio. Amare non
vuol dire capire. La croce non si capisce, la si vive. La benevolenza è
un’attitudine per cui io colgo sempre l’aspetto positivo, perché credo
nell’amore di Dio.
IMPEGNO:
Come amico della Croce vivrò la benevolenza verso chi non riesco a capire.
© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma
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08 aprile 2017
#incontroTe
8 aprile 2017 - Sabato
Ha fatto dei due un popolo solo
(Ef 2,14)
La Fedeltà
Sarò schietto nello smascherare a me stesso i miei tradimenti e la mia infedeltà.
Ha fatto dei due un popolo solo
(Ef 2,14)
La Fedeltà
La
parola “fedeltà” ha una sua ambiguità, di fatto è usata sia nel greco che in
italiano con la stessa radice della parola fede. Dobbiamo prima chiarire se per
fedeltà intendiamo l’avere fede o essere fedele. Nel nostro caso, ci troviamo
di fronte all’essere fedeli. Cos’è la fedeltà? Innanzitutto è un frutto, si
arriva alla fedeltà secondo la logica dello Spirito Santo in noi. Qual è il suo
contrario? Infedeltà, tradimento, adulterio.
IMPEGNO:
Sarò schietto nello smascherare a me stesso i miei tradimenti e la mia infedeltà.
© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma
07 aprile 2017
#incontroTe
7 aprile 2017 - Venerdì
Ti amo, Signore,
mia forza
(Sal 17,2b)
Nulla andrà perduto
Pregherò per la fede di chi so essere lontano da Dio.
Ti amo, Signore,
mia forza
(Sal 17,2b)
Nulla andrà perduto
I beni
di Dio, anche quando vengono usati male da colui che li riceve, e in tal modo
sciupati, vengono ridistribuiti nel Corpo Mistico. Questo avviene per ogni
cosa, come per esempio la preghiera: può succedere infatti che si preghi per la
conversione di qualcuno che magari non si converte mai, perché non lo vuole.
Queste preghiere il Signore le applica a coloro che si aprono per ricevere il
frutto di grazia, qualora il loro destinatario le rifiutasse. E questa logica
va estesa a ogni evento di grazia che si realizza nel mondo. Nel Corpo Mistico
di Cristo non si perde mai niente. Il dono di grazia rifiutato da uno rimbalza,
e va a finire altrove, accolto da qualcun altro.
IMPEGNO:
Pregherò per la fede di chi so essere lontano da Dio.
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06 aprile 2017
#incontroTe
6 aprile 2017 - Giovedì
La mia gioia è nel Signore
(Sal 103,34)
La giustizia proporzionale
Cercherò di essere più consapevole.
La mia gioia è nel Signore
(Sal 103,34)
La giustizia proporzionale
Il grado di santità raggiunto dalla persona, tuttavia, in questo caso
non potrà essere grande. Esiste anche una giustizia proporzionale, dove il
grado di beatitudine celeste avrà pure una certa corrispondenza al grado di
virtù raggiunto sulla terra.
Diversamente, Dio sarebbe ingiusto. La parabola narrata da Luca, sottolinea infatti questa proporzionalità: il servo che ha guadagnato cinque mine, acquista potere su cinque città, e quello che ne ha guadagnati dieci, riceve autorità su dieci città. Nella parabola viene condannato infine quel servo che ha restituito a Dio la stessa somma che aveva ricevuto all’inizio. Il Signore si attende almeno un investimento minimo, perché l’uomo si salvi. Il versetto chiave è il 28: “Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti”.
Diversamente, Dio sarebbe ingiusto. La parabola narrata da Luca, sottolinea infatti questa proporzionalità: il servo che ha guadagnato cinque mine, acquista potere su cinque città, e quello che ne ha guadagnati dieci, riceve autorità su dieci città. Nella parabola viene condannato infine quel servo che ha restituito a Dio la stessa somma che aveva ricevuto all’inizio. Il Signore si attende almeno un investimento minimo, perché l’uomo si salvi. Il versetto chiave è il 28: “Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti”.
IMPEGNO:
Cercherò di essere più consapevole.
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05 aprile 2017
#incontroTe
5 aprile 2017 - Mercoledì
Cristo ci ha liberati
perché restassimo liberi
(Gal 5,1)
Anche col rischio minore
Rifletto sulla Misericordia di Dio fuggendo ogni disperazione.
Cristo ci ha liberati
perché restassimo liberi
(Gal 5,1)
Anche col rischio minore
La
figura dei banchieri veicola questo preciso messaggio: non si deve pensare che
Dio, avendoci elargito i suoi doni, assuma poi un atteggiamento di tipo aut
aut, ossia: “O sviluppi al massimo i miei doni o sei perduto!”. Questa
interpretazione del giudizio di Dio è evidentemente falsa, perché il v. 27
intende in modo ben diverso l’atteggiamento con cui Dio si pone dinanzi a noi,
dopo averci elargito i suoi doni. Certo, il Signore vorrebbe che questi doni venissero
sviluppati al massimo, ma se questo non fosse possibile per nostra pigrizia, il
Signore accoglierebbe ugualmente quello che in tal caso gli daremmo, anche se
si trattasse dell’investimento meno pericoloso e meno rischioso, come è quello
di affidare la somma ai banchieri.
IMPEGNO:
Rifletto sulla Misericordia di Dio fuggendo ogni disperazione.
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Quaresima
04 aprile 2017
#incontroTe
4 aprile 2017 - Martedì
I nostri occhi sono rivolti al Signore
(Sal 122,2)
"... il mio con interessi"
Combatterò ogni impulso egoista che c’è in me anche dando una minima risposta di generosità a Dio.
I nostri occhi sono rivolti al Signore
(Sal 122,2)
"... il mio con interessi"
Dio
non pretende necessariamente l’eroismo. Egli desidera che l’uomo gli risponda,
e vorrebbe che ciascuno gli rispondesse al massimo delle proprie possibilità,
per giungere alla santità più grande. Dall’altro lato, però, Dio lascia che
ciascuno gli risponda secondo una generosità libera, accettando anche il minimo,
qualora la persona decidesse di non dare di più. Ci viene così presentata
l’esigenza di Dio che desidera il massimo da ciascuno, ma che ad ogni modo si
accontenta anche della minima risposta che l’uomo gli voglia dare: “Avresti
dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato
il mio con l’interesse” (Mt 25,27).
IMPEGNO:
Combatterò ogni impulso egoista che c’è in me anche dando una minima risposta di generosità a Dio.
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03 aprile 2017
#incontroTe
3 aprile 2017 - Lunedì
Alla tua luce vediamo la luce
(Sal 35,10)
Le paure che paralizzano
La ricerca di “gloria personale” mi chiude a Dio e ai suoi doni. Sarò umile.
Alla tua luce vediamo la luce
(Sal 35,10)
Le paure che paralizzano
Infatti
avere ricevuto da Dio dei doni, significa essere chiamati a servire gli altri
in proporzione a quello che abbiamo ricevuto. Qui, come è accaduto al servo
della parabola, possono subentrare una serie di paralisi che hanno come unica
radice la paura: la paura di essere giudicati, di essere fraintesi, la paura di
quello che si dirà intorno a noi, la paura che il nostro servizio non sia
accettato, o sia inteso come una imposizione di noi stessi, come una ricerca di
gloria personale. Queste paure paralizzano e portano la persona a sotterrare i
doni di Dio, che invece ci sono stati dati per l’utilità comune, e che devono
essere messi a servizio della Chiesa con grande serenità, con grande distacco
interiore, e con quella povertà di spirito che apre la porta delle beatitudini:
“Beati i poveri in spirito” (Mt 5,3). Soltanto chi è povero di spirito riesce a
mettere a servizio della Chiesa i suoi carismi senza turbarsi e senza turbare.
IMPEGNO:
La ricerca di “gloria personale” mi chiude a Dio e ai suoi doni. Sarò umile.
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02 aprile 2017
#incontroTe
2 aprile 2017 - V Domenica di Quaresima
La tua Parola mi fa vivere
(Sal 118,50b)
Lazzaro vieni fuori!
Mi chiedo, nella meditazione, su cosa la mia vita necessita di più di una “resurrezione”.
La tua Parola mi fa vivere
(Sal 118,50b)
Lazzaro vieni fuori!
E Gesù
dà il solenne annuncio, non solo riguardo la sorte di Lazzaro, ma di tutti noi:
l’annuncio che dà senso alla vita, che sappiamo tutti non ha grande durata
sulla terra, per la sua stessa fragile natura. Un annuncio che è il grande
Evento della Pasqua, quando Gesù stesso, Figlio di Dio, per toglierci dal
castigo della morte senza domani, dopo il peccato originale, mettendosi nei
nostri panni di creature, come Figlio dell’uomo subisce la passione e, per dare
piena conferma della sua morte, non solo si fa crocifiggere, ma permette che un
soldato gli apra il costato con la lancia. Verrà poi sepolto. Ma il terzo
giorno fa dono a tutta l’umanità di una vita che ha recuperato la ragione per
cui era stata donata, ossia l’eternità con il Padre: la Sua resurrezione, che
diviene la nostra resurrezione!
IMPEGNO:
Mi chiedo, nella meditazione, su cosa la mia vita necessita di più di una “resurrezione”.
© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma
01 aprile 2017
#incontroTe
1 aprile 2017 - Sabato
Dio ha tanto amato il mondo
da dare il suo Figlio unigenito
(Gv 3,16)
Le cause del non sviluppo
Bandisco la comodità della pigrizia per divenire coraggioso.
Dio ha tanto amato il mondo
da dare il suo Figlio unigenito
(Gv 3,16)
Le cause del non sviluppo
C’è
intanto una motivazione, circa l’inattività di colui che ha ricevuto un
talento. Si tratta di una frase posta sulle labbra stesse del servo fannullone,
e perciò altamente attendibile, in quanto affermata direttamente dal
personaggio in questione: “Per paura andai a nascondere il tuo talento
sotterra; ecco qui il tuo”. Questo versetto chiave è di grande importanza nel
quadro dell’insegnamento generale della parabola, perché ci indica la causa che
certe volte ci potrebbe ostacolare nello sviluppo pieno di tutti i doni che Dio
ci ha dato: la paura.
IMPEGNO:
Bandisco la comodità della pigrizia per divenire coraggioso.
© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma
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