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26 ottobre 2017

Per te... giovane!

UN INVITO PER TE!


1° appuntamento di un percorso vocazionale per ragazze dai 18 ai 33 anni che desiderano:
- cercare il Signore
- mettersi in ascolto della Sua voce
- scoprire il "filo d'oro" della propria vita e...
- mettersi in gioco per Dio e per i fratelli e le sorelle!


L'incontro prevede tempo di preghiera personale e comunitaria, ascolto della Parola di Dio, accompagnamento personale, momenti di fraternità.


Sei interessata e vorresti saperne di più? Contattaci! Non perdere tempo!

10 giugno 2017

Per te... giovane!



ALZATI E VA', NON TEMERE!

Iniziative estive per giovani           



Ecco il depliant con le iniziative che la pastorale giovanile e vocazionale PDDM propone per l'estate 2017!


Se vuoi saperne di più o ti piacerebbe essere dei nostri, contattaci!

Ti aspettiamo... Non mancare!

03 marzo 2017

#incontroTe

3 marzo 2017  -  Venerdì







Signore, sciogli le mie catene inique
(Is 58,6)




La fiducia ben riposta (cf. Mt 25,14-30)

La differenza di atteggiamento rispetto ai primi due servi è nettissima. I primi due si mostrano attivi, pieni di iniziativa, capaci e volenterosi di rispondere alla fiducia concessa. Rischiano in proprio, portando dentro di sé un’immagine generosa e fiduciosa del padrone, il quale li lascia del tutto liberi di muoversi. In tal modo crescono e raddoppiano quanto loro affidato. È la loro piena realizzazione delle loro possibilità esistenziali e il padrone desidera condividere con loro la sua sovrabbondante e gioiosa soddisfazione per la sua fiducia ben riposta, al di là dei pur lusinghieri risultati sul campo.


IMPEGNO:

Cercherò di far spazio a chi incontro donando fiducia.





© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



22 ottobre 2016

La segnaletica della settimana

XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno C)


Dal Vangelo secondo Luca (18,9-14)

In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri:
«Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano.
Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”.
Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”.
Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».

Per riflettere...

Domenica scorsa speravo per tutti noi “che le grandi anime dei nostri tempi potessero vedere il nostro atteggiamento orante e fiducioso in Dio, il nostro annunziare con la vita la Parola di Dio e nono solo innamorarsi e stimare Cristo…ma essere ciò che siamo noi… Fratelli in Cristo e Figli nel Figlio.” Speravo per noi tutti conversione e coerenza allo stile di Gesù.


Il Vangelo di questa domenica sembra sottolineare che la coerenza, l’obbedienza non deve essere moralistica, Non deve essere osservanza scrupolosa e pedissequa di norme, codici, precetti e tradizioni. La giustificazione che si può ritenere di possedere “avendo fatto tutto ciò che ci è chiesto e anche qualcosa in più”, seguendo una rigida osservanza, ci fa correre il rischio del Fariseo della parabola inventata da Gesù. Ci fa perdere la meta finale della fede, ci fa smarrire il mistero di Cristo, che Paolo nella lettera agli efesini - letta in settimana - diceva risiedere nell’ “essere chiamati a condividere la stessa eredità, formare lo stesso corpo, partecipi della stessa promessa”. Ci fa perdere di vista l’obbiettivo comunitario della fede. Tutto ciò che facciamo deve aiutarci a vivere prossimi a chi ci sta accanto. Non a farcene prendere le distanze, perché “Non sono come gli altri uomini”.


Noi siamo fratelli e sorelle in Cristo. Condividiamo la stessa realtà umana, fatta di miseria e nobiltà. Fatta di tentativi di comunione e rovinose cadute nell’egoismo. Da soli non riusciremo a salvarci. Non riusciamo a dare un orientamento risorgente alla nostra vita. Saremo sempre stretti dalla convinzione che “io posso bastare a me stesso, se seguo alcune semplici regole”.


CI è chiesta coerenza alla nostra natura limitata e tendente a cedere all’autorealizzazione, secondo il motto “Chi fa da sé fa per tre”.  Ci è chiesta coerenza al nostro essere fratelli e sorelle zoppicanti. Ci è chiesta coerenza alla misericordia di Dio, che giustifica non chi si ritiene giusto, ma chi si riscopre incapace di fare da solo. Giustifica chi si riconosce nell’errore e non cerca giustificazioni, accetta il proprio limite colpevole e si affida al Padre che “rialza”.


Gesù si dichiara dalla parte di chi è in grado di riconoscere il proprio limite e fidarsi della misericordia del Padre per ripartire. Questa è la coerenza a cui siamo chiamati per costruire la nostra fraternità ed essere provocanti, attraenti per gli uomini come noi. Manifestiamo al mondo non già il nostro non perfetti ma essere perdonati.

(Commento a cura di don Giordy)


31 agosto 2016

Briciole di vita

Noi che... GMGamo!


Ad un mese dalla chiusura dell'indimenticabile GMG di Cracovia abbiamo voluto raccogliere alcune testimonianze per far memoria di quanto il Signore ha operato nella nostra vita e riportalo al cuore.
Grazie ai nostri amici che hanno voluto condividere con noi la loro esperienza di vita...



Dire qualcosa di questa esperienza in Polonia, di questa 31esima GMG?
Ebbene, ora che le ore di pullman sono terminate e il sonno abbondantemente recuperato, cosa rimane?


Oltre l'accoglienza paradisiaca delle famiglie della Repubblica Ceca, oltre i sorrisi dei bambini, oltre le parole sussurrate, custodite e affidate. Cosa rimane oltre la preghiera di ogni polacco che ti chiedeva di cantare sempre e comunque "Volare", oltre al russare de...lle notti in palestra, oltre gli improbabili balli d'animazione improvvisati alle fermate dei tram. Cosa rimane oltre le lacrime di chi si dice un arrivederci che ha l'amaro retrogusto dell'addio, oltre le gambe doloranti, la pioggia che ti battezza per sempre giovane.
Ecco credo che rimangano le
domande. Domande antiche e nuove.
Domande di senso. Domande d'Amore.
Fabio, mi ami?
Mi ami al di sopra di tutto e di tutti? Senza se e senza ma.
Pronto ad un amore folle? Folle perché totale, folle perché spesso inconcepibile e sempre inspiegabile.
Sei pronto a mollare tutto. Ma soprattutto a mollare il tuo benedetto orgoglio?
Ti fidi, Fabio? Sei pronto?
Non lo so Signore, ma ci voglio provare.
Come prima, più di prima!
Ti valga, buon Dio, come la più sincera delle mie promesse.


Fabio




È passato un mese. Già? Solo? Non si sa...
È già passato un mese, ma mi sembra di essere ancora lì, tra tutti quei sorrisi e quegli abbracci.
È passato solo un mese, ma quest'esperienza ha già cambiato così tanto nella mia vita.
È passato un mese ed io continuo a ringraziare per quello che ho potuto vivere in tredici giorni così intensi, e credo che non smetterò mai di farlo.
Mi mancano quei giorni, mi mancano le persone con cui li ho condivisi, come non avrei mai creduto
...possibile che mi potessero mancare. E, anche grazie a questa mancanza, la GMG continua nella mia vita.

Chiara




I sorrisi, le fatiche, gli incontri, le parole ed i gesti inaspettati! Ancora una volta quest'esperienza è entrata con la sua solita energia nella mente e nel cuore come un ritmo di voci e cori di cui non si riesce a far a meno. La scoperta di una terra fantastica, la Polonia. Patria di tanto dolore trasformato saggiamente in un ricordo indelebile.
Da Auschwitz a Czestochowa, da Istebna a Cracovia. Un milione di sguardi e sorrisi travolgenti! La gmg non delude mai! Son grata per quest'esperienza e per essermi messa in cammino nonostante le difficoltà! GRAZIE!

Alessia




Per anni ho sentito tantissime cattiverie e maldicenze su polacchi e Polonia, così tante che "un po' un po'" ci credevo.

Nelle due settimane trascorse li, siamo stati accolti come figli, siamo stati amati, siamo stati adottati, si sono presi letteralmente cura di noi, ci hanno sostenuto e aiutato. Ho abbandonato così ogni pregiudizio che avevo, e ho capito che le "povere" persone che criticavano e giudicavano lo facevano per cattiveria, per interesse personale e soprattutto per "ignoranza" e forse anche gelosia. Gesù é amore, pace, NON simbolo di cattiveria e pregiudizi, eppure certa gente crede di essere davvero cristiana...
Io in Polonia ho lasciato tanto, una "seconda famiglia", tante emozioni, insomma un piccolo grande pezzo del mio cuore... Ma la vera e propria GMG inizia proprio ora!


Corrado




09 luglio 2016

La segnaletica della settimana

XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno C)



Dal Vangelo secondo Luca (10,25-37)
In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».



Per riflettere...
La vita è ricerca, una sete grande di felicità, amore, pace…
Tale ricerca avviene sempre in situazioni di vita e di relazioni concrete; è innanzitutto la «ricerca di noi stessi».
 La nostra vita è come la metafora del passaggio delle stagioni: ci si accorge di avere un nome e un’identità propria e per questo si scelgono gli studi da compiere, il lavoro per il mio domani… per divenire un certo tipo di uomo, di donna.

«Come realizzarmi?». È la domanda posta a Gesù in questa domenica: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?»… come spendere la vita perché sia piena? Come posso raggiungere una vita davvero felice?
Chi è veramente in ricerca è impegnato a scoprire indizi di qualcosa di nuovo che metta luce sul suo cammino; non può vedere la realtà, le relazioni, la propria vita con uno sguardo abitudinario.

Occorre allora spostare lo sguardo, il proprio punto di vista, allinearlo a quello dell’Altro: «Va’ e anche tu fa’ così»
... mettiti in gioco! Gesù ci invita a vivere una stagione nuova della nostra vita, la STAGIONE DELLA FEDE sì, perché la FEDE non solo questione di nozioni ma una relazione di cuore… è quella di chi passa da un Dio credibile ad un Dio affidabile.





21 giugno 2016

Per te... giovane!

KEEP FAITH AND LIVE THE SUMMER


21 giugno... Inizia l'estate!
Chi l'ha detto che in estate la FEDE va in vacanza?

Dopo il successo riscontrato lo scorso anno anche quest'estate riparte la 2ND EDITION dell'iniziativa KEEP FAITH AND LIVE THE SUMMER.

Pensata dalla Pastorale giovanile delle Pie Discepole del Divin Maestro, l’idea è nata per invitare i giovani a dedicare un po’ di tempo al Signore anche nel tempo di vacanza estiva.
Ogni domenica, dunque, gli appartenenti al gruppo (al quale ci si può sempre registrare inviando un sms al numero 3489259518, indicando nome e cognome) ricevono un messaggio sul commento del Vangelo della domenica.

Dai, invita i tuoi amici e vivi con loro un'estate "da Dio"!

01 marzo 2016

Per te... giovane!

VIENI A VIVERE IL TRIDUO PASQUALE CON NOI



La Santa Pasqua si avvicina…
ti invitiamo a vivere i giorni del Triduo
del crocifisso, del sepolto e del risorto
con la comunità delle Pie Discepole del Divin Maestro, presso il Centro giovanile in Via Portuense a Roma.
 
La proposta è rivolta ai giovani dai 18 ai 35 anni.
 
 
Per info e adesioni:
 
sr. M.Paola Gasperini - paola.gasperini@piediscepole.it TEL. 333 1964930
sr. Annamaria Passiatore - annamaria.passiatore@piediscepole.it TEL. 348 7429790

06 febbraio 2016

Briciole di vita

"..proporre gli Esercizi Spirituali significa invitare ad un’esperienza di Dio, del suo amore, della sua bellezza. Chi vive gli Esercizi in modo autentico sperimenta l’attrazione, il fascino di Dio, e ritorna rinnovato, trasfigurato alla vita ordinaria, al ministero, alle relazioni quotidiane, portando con sé il profumo di Cristo. Gli uomini e le donne di oggi hanno bisogno di incontrare Dio, di conoscerlo e non 'per sentito dire' ". È così che Papa Francesco ha esortato a fare esperienza degli esercizi spirituali.

Io ho avuto l'occasione di parteciparci dal 27 al 30 dicembre dalle Pie Discepole a Roma. Ho avuto l'opportunità, in silenzio, di contemplare il volto dell'amore, quel volto misericordioso di un Dio che si fa uomo in mezzo alla sua gente, un Dio che ci parla, che ci ascolta, che ci consola e che non ci lascia mai da soli. L'idea di fare silenzio per tre giorni mi spaventava, ero sicura di non riuscirci ed immaginavo già i miei monologhi, eppure il silenzio è l'elemento essenziale che permette forti momenti di preghiera, meditazione e introspezione. È stato un silenzio così naturale che mi manca, in quei tre giorni ho avuto l'opportunità di stare davvero a contatto col Signore, distaccandomi da tutte quelle cose inutili che riempivano le mie giornate (social network, messaggi e telefonate) e ho avuto modo di riempirmi dell'amore di Dio, questo Dio che ci ama e che ci invita a scendere da quel "sicomoro" per incontrarlo e sentirci dire "Scendi subito perché oggi devo fermarmi a casa tua" (Lc 19 1-10). Questo Dio che compie miracoli visibili (guarisce il paralitico), ma guarisce paralisi ancora più radicali come quella del peccato (Mt 9).
Colpita da questo Dio la cui parola è davvero efficace e se ascoltata e vissuta fa esplodere in noi qualcosa di straordinario, è per questo che la chiesa ci invita a conformare la nostra vita al Vangelo.


Inoltre ho avuto l'opportunità di pregare l'Angelus col Santo Padre in piazza San Pietro, di partecipare alla celebrazione eucaristica ogni giorno, di condividere ciò che abbiamo sperimentato durante i momenti di silenzio e anche di giocare con i ragazzi, il sacerdote e le suore che hanno condiviso questa esperienza con me!

Terminati gli esercizi spirituali sono ritornata a casa colma dell'amore del Signore, ma è proprio a casa che arriva il rendiconto finale, il saper attuare nella vita ordinaria ciò che ho maturato......ma con Lui tutto è possibile!

 Alice (CATANIA)

24 dicembre 2015

Natale del Signore

«Quando venne la pienezza del tempo Dio mandò il suo Figlio»
(Gal 4,4)
 
 
Gesù di Nazareth con la sua parola, con i suoi gesti e con tutta la sua persona rivela la misericordia di Dio. Abbiamo sempre bisogno di contemplare il mistero della misericordia… Misericordia è la via che unisce Dio e l’uomo perché apre il cuore alla speranza di essere amati per sempre nonostante il limite del nostro peccato. Lasciamoci sorprendere da Dio; Lui non si stanca di spalancare la porta del suo cuore per ripetere che ci ama e vuole condividere con noi la sua vita!

Papa Francesco
 
 




 
 
 







 

 

 

 

 



       
            
 

11 dicembre 2015

La segnaletica della settimana

III DOMENICA DI AVVENTO (Anno C) GAUDETE


Dal Vangelo secondo Luca (3,10-18)

In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».
Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».
Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.



Per riflettere...
«Che cosa dobbiamo fare?»: è la domanda che sorge nel nostro cuore quando ci guardiamo dentro, quando lasciamo che il silenzio evidenzi, smascheri la nostra sete di felicità e di bene...
Una domanda del genere è sempre difficile farsela, soprattutto farsela ad alta voce davanti agli altri come avviene in questo brano del Vangelo di Luca.

Giovanni risponde in maniera dolce e sorprendente: consigli spiccioli, all'apparenza banali, ben diversi dai proclami che ci aspetteremmo, dalle scelte radicali che dovrebbe proferire: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto... Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato... Non maltrattate...».
La risposta di Giovanni tocca dimensioni importanti della nostra vita quotidiana.
- La dimensione relazionale: si può vivere circondati da tante persone, ma ritrovarsi soli perché con nessuno si ha il coraggio di condividere quello che si ha.
- La dimensione politica: essere capaci di vivere la politica come la più alta forma di Carità, come dicevano Giorgio La Pira e Paolo VI.
- La dimensione sociale: avere il coraggio di amare e rispettare chi, accanto a noi, non ha le nostre stesse idee... avere il coraggio di osare la pace e l'amore ed il rispetto dell'altro.

«Che cosa dobbiamo fare?». Una cosa (già difficile) è farsi la domanda, un'altra è essere capaci di ascoltare la risposta, viverla, com-prenderla, e com-prenderla in presenza di altri.
Il tempo di Avvento è una grande opportunità per guardare nella nostra vita e nella nostra storia per ritrovare noi stessi - forse anche rischiando di perderci - per scoprire che ad attendere non siamo noi, ma è Dio che ci attende, e nell'attesa non smette di chiedersi: «Che cosa devo fare per farti capire che ti amo, amo la vita che ho creato?».

05 settembre 2015

Briciole di vita

CAMPO ITINERANTE...
SUI PASSI DEI TESTIMONI DELLA FEDE


Dal 4 al 9 agosto a Roma si è accolta, da parte di alcuni giovani della parrocchia San Marco in Bari, la proposta estiva del CAMPO ITINERANTE che ha avuto come tema: "Sui passi dei testimoni della fede".
Partendo da una catechesi che è stata motivo per i giovani di fare un punto della situazione sulle "stagioni" della propria vita fino ad oggi, ci si è messi in cammino ritornando alle radici della propria fede e ponendo i propri piedi sulle orme tracciate dalla vita e dalla santità di antichi e nuovi testimoni della fede: Pietro, Paolo, don Alberione...
I giovani hanno poi riscoperto nel carisma proprio che ci appartiene come Pie Discepole del Divin Maestro quanto la via dell'arte e della Bellezza è una strada percorribile per ritrovare l'integrità e l'unità, "il Tutto nel frammento, l'Infinito nel finito... Dio nella storia dell'umanità" e nella propria
storia.


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"A Colui che può fare assai di più e immensamente al di là di quello che noi domandiamo o pensiamo, per la sua potenza operativa in noi, a Lui la gloria" (San Paolo).

Rileggendo questo passo rivivo le emozioni di questo campo, la preghiera personale e collettiva, l'amicizia, l'incontro con l'altro e l'Altro, la fatica ma anche tutta l'"acqua" bevuta per rigenerarci.
Grazie suor Cristina e a tutte le sorelle per averci dato questa possibilità e per l'AMORE VERO che donate. I vostri occhi, il vostro sorriso, il vostro accompagnarci saranno nel mio cuore per sempre!
Grazie a Te, Signore, per aver fatto incontrare le nostre strade!
Con affetto... Paola



Grazie!
Grazie a te suor Cristina per averci illuminato gli occhi e la mente con la vostra passione per Gesù... Grazie per averci sostenuto in questo cammino meraviglioso!
Un abbraccio... Adriana

 


Delle suore così simpatiche non le avevo mai viste! Grazie della vostra testimonianza (con le parole e con il cuore) e grazie per averci permesso di compiere un cammino nuovo e diverso!
Francesca



Infinitamente GRAZIE!
Grazie perché durante questi giorni ho sentito forte dentro di me la "parola-battito", grazie per averci accompagnato durante il nostro pellegrinaggio della vita, grazie per la vostra testimonianza viva, per i vostri occhi luminosi e innamorati, grazie per averci trasmesso la felicità vera!
Silvia



02 agosto 2015

Per te... giovane!

Chi l'ha detto che in estate la FEDE va in vacanza?

Anche nel mese di AGOSTO resta attivo su WhatsApp un gruppo che ogni domenica dedicherà agli iscritti un momento di riflessione sul Vangelo del giorno: «KEEP FAITH AND LIVE THE SUMMER», ovvero «Mantieni la fede e vivi l'estate.
 
Pensata dalla Pastorale giovanile delle Pie Discepole del Divin Maestro, l’idea è nata per invitare i giovani a dedicare un po’ di tempo al Signore anche nel tempo di vacanza estiva. Ogni domenica, dunque, gli appartenenti al gruppo (al quale ci si può sempre registrare inviando un sms al numero 3489259518, indicando nome e cognome) ricevono un messaggio sul commento del Vangelo della domenica.

Dai, non perdere questa iniziativa... Manda subito il tuo sms e sintonizzati con KEEP FAITH AND LIVE THE SUMMER!

01 agosto 2015

La segnaletica della settimana

XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno B)

Dal Vangelo secondo Giovanni (6,24-35)



In quel tempo, quando la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo».
Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».
Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».
Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».
 


Per riflettere...

Domenica scorsa abbiamo letto il racconto della moltiplicazione dei pani. Oggi il Vangelo ci presenta un brano dell’evangelista Giovanni che non racconta l'istituzione dell'Eucaristia, ma più degli altri ne approfondisce il senso.
Nel Vangelo di domenica scorsa Gesù distribuiva il pane, oggi si distribuisce come pane, come un pane che si distrugge per dare vita: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».

L'uomo nasce affamato: il bambino ha fame di sua madre che lo nutre di latte, di carezze e di affetto. Da giovane continua ad aver fame di amore e di essere amato… E quando ha raggiunto tutto questo e dovrebbe sentirsi appagato, a quel punto ti accorgi che c'è una fame più grande, fame di felicità e di pace per te e per gli altri, fame di vita più grande, più intensa, fame di cielo, fame di Dio!

Gesù è il pane. Il pane lo mangi ogni giorno. Ogni giorno hai fame e ogni giorno lo mangi. E lui viene da te sempre perché sa che ogni giorno ne hai bisogno. Non dice: «Ancora? Ma tu non cambi mai! Adesso basta! Ma tu chiedi sempre!». Dice: «Tu ne hai bisogno, io vengo; io sono qui per te; io mi offro a te».
L'amore è questo, nient'altro: «Io sono qui per te. Io sono qui per aiutarti, amarti, darti una mano, guarirti, nutrirti, servirti, coccolarti, abbracciarti».

E la folla capisce e insieme a noi dice: «Signore, dacci sempre questo pane». La domanda diventa supplica, comando, desiderio vero: «Vieni, Signore: abbiamo bisogno di te... Dacci il pane del tuo amore».




 
 
 


28 luglio 2015

Per te... giovane!

E' BELLO CON TE!
 
Nel mese di AGOSTO partono le nostre iniziative estive aperte ai giovani.
E tu hai già pensato come vivere le tue vacanze?
Noi ti proponiamo di farlo in modo alternativo! Ecco qualche suggerimento che fa per te... TI ASPETTIAMO: dillo anche ai tuoi amici, non mancate!!!
 
 

PER GIOVANISSIMI (14-19 anni)

 - Campo estivo a Mascalucia (CT) dal 4 al 9 Agosto

Sr. M. Vittoria Berloco - 333 2499771 - vittoria.berloco@piediscepole.it
 
 

PER GIOVANI (18-30 anni)


 - Esercizi spirituali a Centrale di Zugliano (VI) dal 19 al 24 Agosto
 Sr. M. Paola Gasperini - 333 1964930 -
paola.gasperini@piediscepole.it

 - Campi itineranti a Roma "Sui passi dei testimoni della fede" per gruppi parrocchiali per giovani dai 16 ai 30 anni
Sr. M. Cristina Catapano - 348 9259518 -
cristina.catapano@piediscepole.it
 

25 luglio 2015

La segnaletica della settimana

XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno B)

Dal Vangelo secondo Giovanni (6,1-15)



In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».
Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.
Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano.
E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.
 


Per riflettere...
Il miracolo del pane  è un evento che si è impresso in modo inde­lebile nei discepoli. Esso racconta qual­cosa di molto più grande e bello che non la semplice moltiplica­zione di cinque pani e due pesci.
Il Vangelo neppure par­la di moltiplicazione ma di di­stribuzione, di un pane che non finisce. E mentre lo di­stribuivano il pane non veni­va a mancare, e mentre pas­sava di mano in mano restava in ogni mano.

Cinquemila uomini sul monte, nel luogo dove Dio è più vicino, hanno fame, fame di Dio. A Gesù nessuno chiede nulla, è lui che per primo si accorge e si preoccupa: «Dove potre­mo comprare il pane per lo­ro?». Alla sua generosità corrispon­de quella di un ragazzo: anche a lui nessu­no gli chiede nulla, ma lui mette tutto a disposizione. Invece di pensare: «Che cosa sono cinque pani per cinquemila persone? Sono meno di niente, inutile sprecarli. E la mia fame?», dà tutto quello che ha, senza pensare se sia molto o se sia poco. È tutto!
Questo è il primo e vero miracolo: il miracolo della CONDIVISIONE!


Modello del discepolo oggi è un ragazzo senza nome e senza vol­to, che dona ciò che ha per vivere, che con la sua generosità innesca la spirale della condivisione, vero miracolo.
Per una misteriosa regola di­vina, quando il mio pane di­venta il nostro pane accade il miracolo. La fame finisce non quando mangi a sazietà, ma quando condividi fosse pure il poco che hai.
Noi non siamo i padroni delle cose; tutto quello che incon­triamo non è nostro, è vita che viene in dono da Altrove e va oltre noi. Chiede cura, co­me per il pane del miracolo, perfino nelle sue briciole: niente deve andare perduto.
Impariamo ad accogliere e a benedire: gli uomini, il pane, Dio, la bellezza, la vita, e poi a condividere. Questo sarà fonte di felicità.

21 luglio 2015

Briciole di vita

TURIN FOR YOUNG 2015

In occasione dell'Ostensione della Sindone, nel week end 20-21 giugno 2015, un gruppo di giovani partiti da Roma insieme a sr M. Cristina pddm, hanno vissuto un pellegrinaggio a Torino con l'esperienza di una mini GMG organizzata dalla diocesi in occasione anche della visita di papa Francesco.


Introdotti da una catechesi e accompagnati dalla vita dei santi piemontesi, ripercorrendo simbolicamente le loro orme, i giovani hanno potuto vivere l'esperienza de L'Amore più grande sostando in preghiera davanti alla Sindone.
La domenica pomeriggio, poi, insieme a tutti i giovani  convenuti da ogni parte d'Italia e del mondo, si sono stretti attorno a papa Francesco per assaporare il respiro di essere una Chiesa giovane, una Chiesa in uscita, una Chiesa che non ha paura di andare controcorrente le logiche egoistiche che sembrano invadere questo mondo!

Il pellegrinaggio a Torino è stato per molti anche la conclusione di un cammino che ha visto i giovani partecipanti all'iniziativa impegnati nel percorso proposto loro dei "Pomeriggi di spiritualità" svolti durante l'anno, una domenica al mese, presso il nostro Centro Giovanile "Casa Pinuccia".

Ad un mese ecco alcune testimonianze di chi ha vissuto in prima persona questa esperienza "da Dio"...

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Per me Torino ha significato un insieme di conferme e di scoperte.
Molto di ciò che è stato detto nelle catechesi, dal Papa e anche dalla vita dei santi è andato a dare forza e continuità al mio percorso di conversione.
Quello che porterò sempre nel cuore sono le parole del Papa sul “vivere la vita castamente, coinvolti in progetti costruttivi” e sul “non andare in pensione presto”, che riprendono altre parole che difficilmente dimenticherò, quelle del beato Frassati: “Vivere, non vivacchiare”.
Cosa c’è di meglio che relazionarsi con integrità di cuore?
Cosa c’è di meglio che vivere coinvolti, cioè appassionati, in un progetto costruttivo?
In poche parole: Cosa c’è di meglio che vivere un “Amore più grande”?
Nulla può essere più appagante di una vita spesa per un progetto costruttivo alimentato da passione e serietà di intenti.
Questa prospettiva è stata un’iniezione di forza alla mia piccola fede, un’ennesima prova di non essere solo e in balia degli eventi.
C’è anche una certa paura eh, perché si dà tutto, anche le sicurezze attuali, ma confidando nel Signore questa può diventare senso di responsabilità e quindi ulteriore forza per proseguire verso questo “più”.
Claudio


Diverse volte ho letto di pellegrinaggi per l"Ostensione della Sindone", rifiutati perché trattenuta da cause di forza minore, ma comunque ostacolanti. Quotidianamente però il mio cuore chiedeva e cercava una soluzione per  partire, finché non è arrivato l'invito di Suor Cristina. Ultimo weekend possibile, una piccola GMG col Papa. Sacco a pelo, zaino in spalla e energia, tanta energia. Siam partiti. Persone nuove, sconosciute, ma che da lì a poco sarebbero diventati i compagni ideali per una nuova esperienza. Arrivata a Torino, ho staccato la spina da quella quotidianità che troppe volte mi risucchia in un vortice di pensieri e problemi, che mi allontanano da Chi nonostante tutto continua ad amarmi. Arrivata a Torino ho trovato la pace, la sicurezza, la bellezza che il mondo con la sua frenesia mi nasconde. Un cammino tra i Santi ci ha preparato e guidato verso il fine primo di questo pellegrinaggio, la Sacra Sindone. Non trovo le parole per raccontare ciò che ha vissuto il mio cuore, amore tanto amore per Chi mi ha donato la vita. Ognuno col suo bagaglio di emozioni, siam giunti a una notte di preghiera sotto le stelle, con tanti giovani che come me hanno trovato Dio e un senso alla propria vita. Una notte di preghiera in preparazione alla domenica col Papa. Piazza Vittorio, il 21 giugno era in festa, trionfante davanti a chi con parole di conforto e bontà ci dà la forza di sperare in un cambiamento. Giorni intensi, veri, forti. Giorni che rimarranno nel mio cuore insieme ai diecimila sguardi che con me hanno vissuto questa esperienza.
Elena


18 luglio 2015

Per te... giovane!

Chi l'ha detto che in estate la FEDE va in vacanza?

Dal mese di luglio è attivo su WhatsApp un gruppo che ogni domenica dedicherà agli iscritti un momento di riflessione sul Vangelo del giorno.
Il nome dell’iniziativa: «Keep faith and live the summer», ovvero «Mantieni la fede e vivi l'estate», prende spunto da «Keep Calm», slogan molto popolare e diffuso tra il popolo del Web.

 
Pensata dalla Pastorale giovanile delle Pie Discepole del Divin Maestro, l’idea è nata per invitare i giovani a dedicare un po’ di tempo al Signore anche nel tempo di vacanza estiva. Ogni domenica, dunque, gli appartenenti al gruppo (al quale ci si può sempre registrare inviando un sms al numero 3489259518, indicando nome e cognome) ricevono un messaggio sul commento del Vangelo della domenica.

Dai, non perdere questa iniziativa... Manda subito il tuo sms e sintonizzati con KEEP FAITH AND LIVE THE SUMMER!