Il grado di santità raggiunto dalla persona, tuttavia, in questo caso
non potrà essere grande. Esiste anche una giustizia proporzionale, dove il
grado di beatitudine celeste avrà pure una certa corrispondenza al grado di
virtù raggiunto sulla terra. Diversamente, Dio sarebbe ingiusto. La parabola
narrata da Luca, sottolinea infatti questa proporzionalità: il servo che ha
guadagnato cinque mine, acquista potere su cinque città, e quello che ne ha
guadagnati dieci, riceve autorità su dieci città. Nella parabola viene
condannato infine quel servo che ha restituito a Dio la stessa somma che aveva
ricevuto all’inizio. Il Signore si attende almeno un investimento minimo, perché
l’uomo si salvi. Il versetto chiave è il 28: “Toglietegli dunque il talento, e
datelo a chi ha i dieci talenti”.
E Gesù
dà il solenne annuncio, non solo riguardo la sorte di Lazzaro, ma di tutti noi:
l’annuncio che dà senso alla vita, che sappiamo tutti non ha grande durata
sulla terra, per la sua stessa fragile natura. Un annuncio che è il grande
Evento della Pasqua, quando Gesù stesso, Figlio di Dio, per toglierci dal
castigo della morte senza domani, dopo il peccato originale, mettendosi nei
nostri panni di creature, come Figlio dell’uomo subisce la passione e, per dare
piena conferma della sua morte, non solo si fa crocifiggere, ma permette che un
soldato gli apra il costato con la lancia. Verrà poi sepolto. Ma il terzo
giorno fa dono a tutta l’umanità di una vita che ha recuperato la ragione per
cui era stata donata, ossia l’eternità con il Padre: la Sua resurrezione, che
diviene la nostra resurrezione!
IMPEGNO:
Mi
chiedo, nella meditazione, su cosa la mia vita necessita di più di una
“resurrezione”.
A 8 giorni dal terremoto che ha scosso il centro Italia, ci raccoglieremo in preghiera per: - sostenere spiritualmente i terremotati - suffragio delle vittime del terremoto - invocare la misericordia di Dio L'incontro è promosso dalle Pie Discepole del Divin Maestro delle comunità di via Portuense in Roma, e si terrà nella chiesa "Gesù Divin Maestro". Siete tutti invitati a pregare con noi!
In quel tempo, i Giudei si misero a mormorare contro Gesù perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?».
Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna. Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Per riflettere... Siamo noi a cercare Dio o e lui a cercare noi? Ancora prima che noi cominciamo a cercarlo consapevolmente, egli ci attira a sé, come un innamorato. Non si diventa cristiani se non per questa attrazione. Ognuno di noi potrebbe dire: Io sono cristiano per attrazione; mi attira un Dio buono come il pane, umile come il pane... E il pane naturalmente ci richiama al «mangiare». Il verbo che segna questa domenica è appunto «mangiare». Una parola così semplice, quotidiana, che indica cento cose, ma la prima è vivere... una parola vitale. Mangiare è questione di vita o di morte. E Dio è così: una questione di fondo; ne va della tua vita!
«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Gesù non è solo vicino a noi, come un amico carissimo, ma va oltre ogni nostra comprensione, divenendo carne della nostra carne. Un dono che ha dell'incredibile. Eppure se riflettiamo un momento, anche nel linguaggio di chi vuole bene totalmente, come la mamma nei confronti del figlio, l'amore esprime ciò che l'Eucaristia realizza: «Ti mangerei!», ossia ti farei parte della mia vita. Un amore completo, questo, non superficiale, ma che si fa una cosa sola con l'amato. Questo è Dio per noi: amore vero e totale!Egli entra a far parte della nostra vita, proprio come un pezzo di pane per il corpo.
Domandiamoci allora: Noi di che cosa ci nutriamo? Di che cosa alimentiamo cuore e pensieri? Stiamo mangiando generosità, bellezza, profondità? O stiamo nutrendoci di superficialità, miopie, egoismi? Se ci nutriamo di Dio, se ci nutriamo di Vangelo, di Eucaristia, l'Eucaristia darà forma al nostro pensare, al sentire, all'amare... perché l'uomo diventa ciò che lo abita.
Mangiare la carne e il sangue di Cristo, non si riduce però al rito della Messa. Il corpo di Cristo non sta solo sull'altare. Dio si è vestito d'umanità, al punto che l'umanità intera è la carne di Dio. Infatti, dice un altro passo del Vangelo: quello che avete fatto a uno di questi l'avete fatto a me. Continuiamo il nostro cammino alla ricerca e alla scoperta del volto del discepolo. Ecco chi è il discepolo, colui che desidera imitare il proprio Maestro. Fatevi imitatori, diventate pane, diventate dono, diventate servizio, diventate cura, diventate gratuità, diventate disinteresse... Ed è il senso di tutta la storia: portare cielo sulla terra, Dio nell'uomo, vita immensa in questa vita piccola.
L’Estate addosso... quale canzone migliore da offrirvi nel pieno della
nostra bella e calda “estate”?
Possiamo definirlo uno dei “tormentoni” del2015
considerando chetroviamo molteplici
condivisioni sui social, viene richiesta in radio, nei locali, l’ascoltiamo
nelle piazze, sulle spiagge, in piscina, ovunque…
Così Jovanotti in pochi mesi con il suo nuovo album ha conquistato
ilquarto disco di platino!
La canzone dell’estate di Lorenzo prende il titolo dal film che Muccino
sta girando e che sarà nelle sale per Indiana Production nel 2016. È raro che
una canzone esca prima del film, ma essendo nata così in anticipo i due artisti
hanno ben pensato che era opportuno lanciarla… e considerando i risultati
ottenuti possiamo dedurre che è stata una saggia decisione! Lorenzo ha
festeggiato il traguardo raccontando sui social network le emozioni che prova
quando sta per iniziare la canzone durante i suoi live: “Mi arriva uno
spostamento d'aria dal prato dello stadio, come il vento che si sente alla
fermata di certe metropolitane quando sta arrivando il treno, un'onda d'urto,
una bellissima onda d'urto e poi succede il delirio”. “Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene
e dove va” (Gv 3,8). Chissà se Jovanotti ha mai pensato che sia proprio lo
Spirito del Signore ad essergli accanto prima di ogni incontro "faccia a
faccia" con il pubblico dopo avergli suggerito le parole, la musica, i tempi
giusti per quelli che poi vengono riconosciuti come "meriti umani" eh si,
perché spesso dimentichiamo quello che le Scritture ci dicono… ”Gratuitamente avete ricevuto gratuitamente date” (Mt 10,8).
Chissà quante volte abbiamo già
ascoltato questa canzone, magari letto e riletto il testo ma non tutti
purtroppo sappiamo quanto sia “attuale”… non solo perché è stata lanciata pochi
mesi fa e nata da un giovane e bravo artista, no, questa canzone rispecchia
quello che oggi viviamo ed ha una relazione intensa e profonda con la nuova
Enciclica di Papa Francesco: “Laudato si'”.
Certo, dopo un anno trascorso sui libri a studiare è più semplice
ascoltare buona musica in un caldo pomeriggio estivo piuttosto che leggere un’Enciclica!
Eppure, questo documento uscito quasi in contemporanea con la canzone di
Jovanotti (da cui abbiam le prove che non si sono copiati!) parla esattamente
delle stesse problematiche, certo, lette in chiave differente, ma, questa
insistenza sul “Creato” spero ci porti a riflettere su quanto noi oggi ci
sentiamo “custodi del Creato”.
“L'estate addosso un anno è già passato la spiaggia si è ristretta ancora un metro le mareggiate le code di balena il cielo senza luna”
L’ “estate addosso” quest’anno la sentiamo in modo particolare dato il
caldo che sta invadendo la nostra penisola, i gradi sono aumentati e le
spiegazioni sembrano essere legate alle cause ambientali, il degrado ambientale
purtroppo è una conseguenza umana… Il mare continua a "mangiare" le nostre spiagge, la luna si vede sempre
meno a causa delle nubi provocate dalle aziende, della foschia causata dalle
molteplici illuminazioni…
“le stelle se le guardi non vogliono cadere l'anello è sulla spiaggia tra un mare di lattine la protezione zero spalmata sopra il cuore”
Il significato della canzone è un vero e proprio invito alla libertà, al
vivere saggiamente le giornate di riposo, al non lasciarsi vivere dal tempo
che scorre velocemente! È un invito a tornare a far prevalere quei valori che
proprio a partire dal Creato, con un pizzico di romanticismo umano, sono in
grado di farci sentire vivi mentre speriamo che una stella cada per esprimere
un desiderio, mentre ci si scambia un anello simbolo di fedeltà nelle spiagge
spesso sporche, mentre si cerca di preservare il cuore dalle ustioni estive
(quelle che hanno poco a che fare con le temperature!) Difficile conciliare una canzone "estiva" di quelle che stimolano il
desiderio di ballare con un testo significativo, attuale e tanto importante
eppure Jovanotti ci è riuscito ed in un’intervista ha affermato: “Ho sentito il bisogno di propormi con una musica che tocchi il cuore e faccia ballare. Una musica adatta agli slanci, al sorriso…” Come si è detto per il Papa in merito all’Enciclica, è necessario che
queste parole tocchino le corde dell’anima e dei sensi, dell’intelletto e
dell’istinto, muovendo la nostra società ad avere cura dell’ambiente “il mondo
è qualcosa di più che un problema di risolvere, è un mistero gaudioso che contempliamo nella letizia e nella lode”. Papa Francesco nel suo appello afferma: “…sappiamo che le cose possono
cambiare, il Creatore non ci abbandona, non fa mai marcia indietro nel suo progetto di amore, non si pente di averci creato” [Laudato si', n.13]. Jovanotti incontrando gli studenti dell’Università Federico II Napoli
dice: “Lo spirito con cui affrontate il mondo è quello che fa cambiare le cose”….
Per riflettere...
- E tu? Sei disposto nel tuo piccolo a custodire il Creato?
- Con quale spirito affronti il mondo?
- Ti senti "cor-responsabile" della mancata custodia del nostro Pianeta?