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09 marzo 2018

#incontroTe

QUARTO INCONTRO:

GESU’ E MARIA

Ci è data una Madre



La Parola

Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli? Poi stendendo la mano verso i suoi discepoli disse: “Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli; perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella, madre”.


Per riflettere…

Tra la folla che segue Gesù come poteva non esservi sua Madre? Cosa avrà fatto Maria per seguire Gesù! Come avrebbe voluto rialzarlo da terra, aiutarlo a portare la croce… Quando siamo oppressi dalla stanchezza o quando ci assale la tristezza o la noia, oppure quando sperimentiamo la fragilità del nostro corpo e i limiti della nostra esistenza, non dimentichiamoci del Signore, perché il Signore certamente non si dimentica di noi ponendo accanto a noi Maria, sua Madre.



Preghiera



In te mi rifugio, Signore,

che io non resti confuso in eterno.



Liberami, difendimi per la tua giustizia,

porgimi ascolto e salvami.



Sii per me rupe di difesa, baluardo inaccessibile,

poiché tu sei mio rifugio e mia fortezza.



Sei tu, Signore, la mia speranza,

la mia fiducia fin dalla giovinezza.



Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno,

dal seno di mia madre tu sei il mio sostegno.



Della tua lode è piena la mia bocca,

della tua gloria, tutto il giorno.



Non mi respingere nel tempo della prova,

non abbandonarmi quando declinano le mie forze.




19 marzo 2017

#incontroTe

19 marzo 2017  -  III Domenica di Quaresima







Ha sete di te, Signore, l’anima mia
(Sal 62,2)




Come la samaritana presso il pozzo di Sicar


Anche la persona umana si realizza nel rapporto nell’apertura. Questo è lontano da certe definizioni di persona troppo filosofiche. Il vivere per conto proprio (subsistere in se) è l’essere diviso dagli altri. Se ci rifacciamo al modello divino la persona è essenzialmente un protendersi verso il fratello, un fargli compagnia lungo la strada della vita, proprio quello che Dio fa con ciascuno di noi.

Due poli che non si distinguono: relativi a noi proprio perché agganciati al Signore nella contemplazione e nella lode.
Esse ad è un atteggiamento fondamentale della carità: stare accanto per servire. È un’illusione tragica quella della persona che crede di costruire se stessa chiudendosi nel proprio egoismo. Raul Follerau ha detto: “Nessuno ha il diritto di essere felice da solo”. Ma si potrebbe dire anche di più: “Nessuno riesce a essere felice da solo”. Se ci chiudiamo in noi stessi intristiamo, non costruiamo la felicità. La felicità si costruisce nel rapporto. È aprendoci all’altro, ai suoi bisogni che realizziamo noi stessi e diventiamo felici.


IMPEGNO:

Farò di tutto per portare Gioia a qualcuno.





© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma