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09 marzo 2018

#incontroTe

QUARTO INCONTRO:

GESU’ E MARIA

Ci è data una Madre



La Parola

Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli? Poi stendendo la mano verso i suoi discepoli disse: “Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli; perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella, madre”.


Per riflettere…

Tra la folla che segue Gesù come poteva non esservi sua Madre? Cosa avrà fatto Maria per seguire Gesù! Come avrebbe voluto rialzarlo da terra, aiutarlo a portare la croce… Quando siamo oppressi dalla stanchezza o quando ci assale la tristezza o la noia, oppure quando sperimentiamo la fragilità del nostro corpo e i limiti della nostra esistenza, non dimentichiamoci del Signore, perché il Signore certamente non si dimentica di noi ponendo accanto a noi Maria, sua Madre.



Preghiera



In te mi rifugio, Signore,

che io non resti confuso in eterno.



Liberami, difendimi per la tua giustizia,

porgimi ascolto e salvami.



Sii per me rupe di difesa, baluardo inaccessibile,

poiché tu sei mio rifugio e mia fortezza.



Sei tu, Signore, la mia speranza,

la mia fiducia fin dalla giovinezza.



Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno,

dal seno di mia madre tu sei il mio sostegno.



Della tua lode è piena la mia bocca,

della tua gloria, tutto il giorno.



Non mi respingere nel tempo della prova,

non abbandonarmi quando declinano le mie forze.




25 marzo 2017

#incontroTe

25 marzo 2017  -  Annunciazione del Signore








Tu mi conosci fino in fondo
(Sal 138,14)




L'anima mia magnifica il Signore


Nella visione cristiana delle cose, non c’è nessuno che possieda veramente qualcosa. Anche per noi battezzati questo concetto entra spesso con difficoltà nella nostra mentalità. Il segnale sicuro di un atteggiamento padronale nei confronti della vita è costituito dal fatto che al mattino ci alziamo e diamo per scontato che ciò che abbiamo, a partire dal respiro, ci sia dovuto; non ci meravigliamo del fatto che respiriamo, ci muoviamo, abbiamo la percezione del mondo, l’intelligenza, la vita che palpita in noi. Dio vuole smascherare proprio questo inganno, dicendoci che tutto quello che abbiamo è un suo dono, e che il vero proprietario è Lui.
Questo cambiamento di prospettiva ci consente di guardare alla nostra vita con occhi di meraviglia e di gioia, perché siamo oggetto di un Amore generoso, che elargisce doni senza limiti. Maria di Nazareth ne è un esempio sublime, sa di non possedere nulla e si lascia trasformare dalla Grazia.



IMPEGNO:

La generosità passa anche in un atto di perdono.






© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



17 gennaio 2016

La segnaletica della settimana

II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno C)


Dal Vangelo secondo Giovanni (2,1-12)

In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.
Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono.
Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».
Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.



LA PAROLA SI FA PREGHIERA

Senza di te, Signore Gesù,
la nostra vita è come una festa di nozze senza vino: una noia!
Tu, Signore, sei venuto a trasformare la nostra vita incolore, inodore, insapore,

come l'acqua, in vino buono, gustoso, profumato, colorato.
Affinché questo avvenga, però, dobbiamo fare come ci ha indicato tua Madre Maria, che è anche Madre nostra: "Qualsiasi cosa vi dica, fatela".
Il problema è qui, non sempre, anzi quasi mai, siamo disposti a fare qualcosa senza conoscerne prima il motivo, il procedimento, lo scopo, non siamo disposti a fidarci completamente.

Così continuiamo con la nostra vita noiosa,
continuiamo a cercare in questo mondo vino che ci allieti
ma è vino cattivo, che lascia un sapore amaro.
Vogliamo imparare a fidarci di te,

a compiere la tua volontà,
nella certezza che qualsiasi cosa tu ci chieda è per il nostro bene,
per la nostra gioia.
Vogliamo fidarci di te e lasciarci trasformare in vino buono

così tutta la nostra vita sarà una vera festa,
come mai l'avevamo sperimentata prima.
Amen!

(don Matteo Castellina)

18 dicembre 2015

La segnaletica della settimana

IV DOMENICA DI AVVENTO (Anno C)


Dal Vangelo secondo Luca (1,39-45)

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».



Per riflettere...
Siamo ormai arrivati agli ultimi giorni prima del Natale e la liturgia ci propone questo stupendo incontro tra due donne: Maria ed Elisabetta.

Due donne raggiunte in modo speciale e unico da Dio, si ritrovano insieme nella normalità della loro vita. Non sono nel Tempio, ma in casa, e fanno quello che è normale per due parenti che si ritrovano a farsi visita: il saluto, l'accoglienza in casa e il dialogo. Da lontano un passante distratto non vedrebbe nulla di insolito che possa attirare la sua attenzione e stupirlo. Ma l'evangelista Luca ci fa avvicinare e ci fa ascoltare il dialogo tra Maria ed Elisabetta: si stanno reciprocamente comunicando l'esperienza di Dio.

E noi siamo capaci di riconoscere Dio nella nostra vita e saper raccontare questa gioia a quanti incontriamo nel nostro cammino?
Che questo Natale sia davvero il racconto dell'esperienza di Dio nella nostra vita... il vero annuncio, la Buona Novella!

19 dicembre 2014

La segnaletica della settimana

IV DOMENICA DI AVVENTO (Anno B)

Dal Vangelo secondo Luca (1,26-38)
 
In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.


Per riflettere...
In un angolo sperduto di questo pianeta, in una casa anonima, ad una ragazza normalissima che, in capo a un anno, si sarebbe sposata, viene fatto l'annuncio che avrebbe sconvolto l'intera storia dell'umanità.
Lontano dai riflettori del mondo. In un sussurro, senza effetti speciali, Dio chiede a Maria di diventare la madre del Messia, di Colui che il popolo eletto aspettava da secoli, che era stato intravisto da lontano dai profeti.

L'annuncio che avrebbe cambiato definitivamente e per sempre la storia umana avviene di nascosto, senza che nessuno, tranne una giovane donna prossima al matrimonio, possa saperne. 
Altri lo sapranno, ma dopo, e in un modo così incredibile che il povero Giuseppe andrà in crisi di coscienza (e ci vorrà un altro annunzio silenzioso, in un sogno).
Altri, tanti altri, verranno coinvolti. Anche tu ed io. Ma questo dopo.
L'annuncio dell'Angelo a Maria avviene nel segreto, nel nascondimento più "insensato", ma è così che Dio ama agire.

Dio viene nel silenzio e nel segreto anche oggi, nella vita di tutti i giorni. Negli episodi più o meno apparentemente insignificanti. Negli incontri lontani dalle telecamere, e senza che nessuno ne dia l'annuncio in mondovisione. Dio viene oggi nella tua vita, e chiede anche a te, come ha chiesto quel giorno a Maria, di prendere posto nella tua vita, di dargli spazio per fare casa con te. Maria gli ha aperto, e la sua vita si è aperta alla Storia. Tu cosa farai?

06 dicembre 2013

La segnaletica della settimana

SOLENNITÀ DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE DI MARIA

Dal Vangelo secondo Luca (1,26-38)

In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».

A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.
Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».

Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l'angelo si allontanò da lei.

Per riflettere…
In un tempo come un altro, in uno sperduto villaggio di una sperduta provincia dell’Impero, una ragazza qualunque, fidanzata a un falegname, riceve il saluto più sconvolgente della storia dell’umanità: “Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te!”. E quel saluto- che i cristiani ripetono più volte al giorno- ha cambiato tutto: la storia di Maria, che aveva ben altri progetti e desideri che quello di diventare la madre del Messia, e la Storia dell’umanità.

Maria si è lasciata interpellare da Dio, e si è fidata totalmente di quel Dio che si è voluto affidare proprio a lei. Da sempre il Signore l’aveva accarezzata col desiderio, e l’aveva preparata per questa missione inaudita, e quando giunge la pienezza del tempo, viene… “in punta di ala” a chiederle il permesso. E Maria accetta.

Oggi guardiamo a Maria, umanissima creatura come noi che, per un dono speciale di Dio, fin dal primo istante è immacolata, senza macchia, e piena di grazia. Questo ce la può far sentire lontana… ma lo è molto di meno se pensiamo che anche noi, con il battesimo, siamo stati resi immacolati e che anche lei, che pure è rimasta senza macchia, ha avuto difficoltà e tentazioni. Maria non ha sempre capito tutto, e ha avuto paura delle “sorprese di Dio”, ma si è fidata. E si è totalmente affidata a quel Dio che si è affidato a lei al punto di voler diventare bambino nel suo grembo.

Anche a noi il Signore chiede, come a Maria, di aprirgli la porta della nostra esistenza e di lasciarci sconvolgere da Lui. E, strano a dirsi, Lui si affida anche a noi, e chiede a ciascuno di noi si affidarsi a Lui. È permettergli di fare in noi cose grandi. Non è facile, i rischi sono tanti, ma rende felici!

17 gennaio 2013

La segnaletica della settimana

II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno C)

Dal Vangelo secondo Giovanni  (2,1-12)

In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.
Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono.
Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».
Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.


Per riflettere...
«Qualsiasi cosa vi dica, fatela»
Nell'imbarazzo generale, quando la festa minaccia di guastarsi, risuona questo invito, quasi sussurrato all'orecchio dei servi. La voce della Madre di Gesù.
 «Qualsiasi cosa»: Maria, che ben sa quanto possano essere umanamente prive di senso le condizioni chieste dal Signore, e chiede di fidarsi lo stesso. Anche se sembra folle, perché solo la fede, cioé la fiducia in Lui permette che si compiano miracoli. Anche far diventare vino - e il vino migliore - circa 600 litri d'acqua!
Anche ottenere, con un primo "segno", l'anticipo dell' "ora" di Gesù, una prima manifestazione del Verbo fatto uomo.

Nel vino buono Gesù dona il primo assaggio della nuova alleanza, che si sarebbe compiuta più tardi, nel suo sangue.

In fondo è tutta questione di fiducia e confidenza, sembra indicarci la Madre: la confidenza di chi sa di essere amato, la fiducia di chi conose (e per questo ri-conosce) la bontà di Dio, e sa accettare le Sue condizionianche quando chiede di fare passi che non capiamo.

Buona domenica a tutti!  

07 dicembre 2012

Bella... per grazia!

Maria serva del Signore, olio si tela di Sieger KoederSanta Maria...
se per un attimo osiamo toglierti l'aureola,
è perché vogliamo vedere quanto sei bella
a capo scoperto.
Se spegniamo i riflettori puntati su di te,

è perché ci sembra di misurare meglio l'onnipotenza di Dio,
che dietro le ombre della tua carne
ha nascosto le sorgenti della luce.

Sappiamo bene che sei stata destinata

a navigazioni di alto mare.
Ma se ti costringiamo
a veleggiare sotto costa...
è perché, vedendoti così vicina alle spiagge
del nostro scoraggiamento,
ci possa afferrare la coscienza
di essere chiamati pure noi ad avventurarci, come te,
negli oceani della libertà.

Santa Maria, donna feriale,

aiutaci a comprendere che il capitolo più fecondo della teologia...
è quello che ti colloca all'interno della casa di Nazaret,
dove tra pentole e telai, tra lacrime e preghiere,
tra gomitoli di lana e rotoli della Scrittura,
hai sperimentato, in tutto lo spessore della tua naturale femminilità,
gioie senza malizia,
amarezze senza disperazioni,
partenze senza ritorni.
Santa Maria, donna feriale,

liberaci dalle nostalgie dell'epopea,
e insegnaci a considerare la vita quotidiana
come il cantiere dove si costruisce la storia della salvezza.
...
E torna a camminare discretamente con noi, 

o creatura straordinaria innamorata di normalità, 
che prima di essere incoronata Regina del cielo 
hai ingoiato la polvere della nostra povera terra.
(don Tonino Bello)

Buona festa dell'Immacolata a tutti!

17 dicembre 2011

La segnaletica della settimana

IV DOMENICA DI AVVENTO (Anno B)

Dal Vangelo secondo Luca (1,26-38)
 
In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

PER RIFLETTERE…

«Avvenga per me secondo la tua parola».
«Avvenga» è l’ultima parola-chiave per l’Avvento di quest’anno: parla di desiderio e speranza. All’annuncio dell’angelo, Maria risponde, a nome degli uomini e donne di tutti i tempi: «Avvenga». Cioè: sì, lo voglio!

Per bocca dell’angelo, Dio ha espresso il suo desiderio: diventare uno di noi. Egli bussa alla porta del mondo con un desiderio e una semplice ragazza di periferia gli apre la porta... con un desiderio! 
Maria si è «sintonizzata» su questo desiderio e l’ha fatto suo con tutta se stessa. Quando il desiderio di Dio incontra il nostro desiderio, succedono sempre cose grandi, e questo vale anche per te e per me.

Anche oggi Dio cerca uno spazio per potersi «incarnare», e lo chiede proprio a te! Non ti chiederà certo di farsi bambino come ha fatto 2000 anni fa, ma di venire in te, nella tua persona e nella tua vita per poter ragiungere,attraverso te, le persone che ti circondano. Lo senti che sta bussando?
«Egli non bussa alla porta per intimarci lo sfratto, ma per riempire di luce la nostra solitudine. Non entra in casa per metterci le manette, ma per restituirci il gusto della vera libertà» (don Tonino Bello).
Come avverrà questo? Chiedilo al Signore e poi, se vuoi un consiglio… accetta la sua proposta! Non te ne pentirai!

Buona preparazione al Natale!

07 dicembre 2011

Maria Immacolata, la «piena di grazia»

«Quando giunse il momento in cui Dio aveva deciso di manifestarci la Sua incarnazione, Egli dovette preventivamente suscitare, nel mondo, una virtù capace di attrarLo fino a noi. Aveva bisogno di una madre. Che cosa fece, allora? Creò la Vergine Maria, e cioè fece sorgere sulla terra una purezza così intensa da potere, in seno a tanta trasparenza, concentrarsi fino ad apparirvi bambino» (Pierre Teillard de Chardin).

E Dio pensò Maria, Colei che all’annuncio dell’angelo è rivelata come "piena di grazia" da sempre e per sempre.
Per amor tuo, per venirti incontro facendosi uguale a te, Dio pensò Maria come dono per l'umanità!
Che cosa bella!

Buona festa dell’Immacolata!

08 dicembre 2010

Come Maria...

"...la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra" (Lc 1,35)

Maria ci insegna che l'ombra della vita è solo quella della Mano di Dio proteso verso di noi nel semplice gesto di una carezza... BUONA FESTA!!!