Visualizzazione post con etichetta silenzio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta silenzio. Mostra tutti i post

24 dicembre 2016

Musica!

Avvento, un periodo d'attesa...ma "attesa" di cosa? Si attendono i regali? I cenoni? Le gite?...o si potrebbe aspirare ad attendere qualcos'altro? Magari qualcosa che potrebbe renderci più felici di un semplice regalo terreno o potrebbe saziarci di più rispetto ad un abbondante cenone di Natale o di Capodanno... Ci sentiamo ripetere sempre, a tutte le età e in tutti gli ambienti frequentati (scuola, parrocchia, oratorio...) che si attende la nascita di Gesù...ma...se Gesù è nato 2000 anni fa e oltre, perché attendiamo di ricelebrare annualmente questa festa?  L'atmosfera che si crea nelle nostre città in questo periodo è certo irrinunciabile e unica ma lungi dal volerla far diventare una semplice tattica commerciale, il cosiddetto Spirito del Natale vorremmo sentirlo dentro, con trepidazione, con curiosità...pensiamoci bene assieme allora...ogni anno ci viene data la possibilità di scrutarci dentro e far nascere qualcosa in noi e abbiamo tutto il periodo dell'Avvento per farla germogliare bene...che cosa nascerà?! E chi può saperlo?! Cristo dona ad ognuno un regalo speciale che lo accompagnerà per tutta la vita se curato e tenuto con riserbo nella propria anima. C'è qualcuno a cui donerà più pazienza, magari a qualcun altro più coraggio...una cosa è certa, ogni anno un nuovo dono nascerà!
La canzone dell'attore, regista, commediografo... (...quanti titoli!) e cantante Giorgio Gaber potrebbe aiutarci alla preparazione interiore per questo Avvento.  Il brano "L'attesa" fa parte dell'album Anni affollati edito nel 1981, un  album pieno di domande sulla vita, sui principi, sulla fede... tratti di amarezza e disillusione si colgono qua e là nelle sue parole ma una fondamentale certezza per l'arrivo di risposte viene celata tra le righe della canzone.  
L'Attesa
(Giorgio Gaber) - 1981/1982
No non muovetevi
c’e un'aria stranamente tesa                                             
per far nascere qualcosa in noi è necessario mettere a tacere tutte le "parole" e
e un gran bisogno di silenzio                                            
le "macchinazioni mentali" del nostro cervello e rimanere disponibili e aperti al
siamo come in attesa                                                         
bene che cerca di farsi spazio in noi
No non parlatemi
bisognerebbe ritrovare                                                      
spesso si ha paura del silenzio e della solitudine ma delle volte, questi, sono
le giuste solitudini                                                              
tratti essenziali per ritrovare sé stessi
stare in silenzio ad ascoltare
L'attesa è una suspance elementare                                   fin quando il dono tanto atteso non si rivelerà, prevarrà in noi un senso di
è un antico idioma che non sai decifrare                        
mistero e qualche volta vacilleremo anche, chiedendoci se esiste e arriverà
un'irrequietezza misteriosa e anonima                                
veramente quel regalo...
è una curiosità dell'anima
E l'uomo in quelle ore
guarda fisso il suo tempo
un tempo immune
da avventure o da speciale sgomento
No non muovetevi
c’e un'aria stranamente tesa
e un gran bisogno di silenzio
siamo come in attesa
Perché da sempre l'attesa                                                     Quando si attende qualcosa con trepidazione, lo si fa perchè ci aspettiamo
è il destino di chi osserva il mondo                                     
qualcosa di migliore della nostra solita vita…
con la curiosa sensazione di aver toccato il fondo                                                                                                                                               
Senza sapere
se sarà il momento
della sua fine
o di un neo rinascimento                                                        
potrà nascere una nuova parte di noi
Non disturbatemi
sono attirato da un brusio
che non riesco a penetrare
non è ancora mio
Perché in fondo anche il mondo nascente è un pò artista
predicatore e mercante e pensatore e automobilista
il nuovo qualunquista guarda anche lui il presente                         
chiunque può azzardare ipotesi sui doni più adatti a sé stesso ma alla
un pò stupito di non aver capito niente
                                             fine solo Dio ci saprà sorprendere
 L'attesa è il risultato il retroscena                                                      piene di oggetti materiali, le nostre "case" attendono di essere
di questa nostra vita troppo piena                                                     
riempite non di suppellettili ma di grazie, qualità, sentimenti, valori...
è un andar via di cose dove al loro posto
c’è rimasto il vuoto
Un senso quieto e religioso
in cui ti viene da pensare
e lo confesso c'ho pensato anch'io
al gusto della morte o dell'oblio
No non muovetevi
c'è un’aria stranamente tesa
e un gran bisogno di silenzio
siamo tutti in attesa

06 febbraio 2016

Briciole di vita

"..proporre gli Esercizi Spirituali significa invitare ad un’esperienza di Dio, del suo amore, della sua bellezza. Chi vive gli Esercizi in modo autentico sperimenta l’attrazione, il fascino di Dio, e ritorna rinnovato, trasfigurato alla vita ordinaria, al ministero, alle relazioni quotidiane, portando con sé il profumo di Cristo. Gli uomini e le donne di oggi hanno bisogno di incontrare Dio, di conoscerlo e non 'per sentito dire' ". È così che Papa Francesco ha esortato a fare esperienza degli esercizi spirituali.

Io ho avuto l'occasione di parteciparci dal 27 al 30 dicembre dalle Pie Discepole a Roma. Ho avuto l'opportunità, in silenzio, di contemplare il volto dell'amore, quel volto misericordioso di un Dio che si fa uomo in mezzo alla sua gente, un Dio che ci parla, che ci ascolta, che ci consola e che non ci lascia mai da soli. L'idea di fare silenzio per tre giorni mi spaventava, ero sicura di non riuscirci ed immaginavo già i miei monologhi, eppure il silenzio è l'elemento essenziale che permette forti momenti di preghiera, meditazione e introspezione. È stato un silenzio così naturale che mi manca, in quei tre giorni ho avuto l'opportunità di stare davvero a contatto col Signore, distaccandomi da tutte quelle cose inutili che riempivano le mie giornate (social network, messaggi e telefonate) e ho avuto modo di riempirmi dell'amore di Dio, questo Dio che ci ama e che ci invita a scendere da quel "sicomoro" per incontrarlo e sentirci dire "Scendi subito perché oggi devo fermarmi a casa tua" (Lc 19 1-10). Questo Dio che compie miracoli visibili (guarisce il paralitico), ma guarisce paralisi ancora più radicali come quella del peccato (Mt 9).
Colpita da questo Dio la cui parola è davvero efficace e se ascoltata e vissuta fa esplodere in noi qualcosa di straordinario, è per questo che la chiesa ci invita a conformare la nostra vita al Vangelo.


Inoltre ho avuto l'opportunità di pregare l'Angelus col Santo Padre in piazza San Pietro, di partecipare alla celebrazione eucaristica ogni giorno, di condividere ciò che abbiamo sperimentato durante i momenti di silenzio e anche di giocare con i ragazzi, il sacerdote e le suore che hanno condiviso questa esperienza con me!

Terminati gli esercizi spirituali sono ritornata a casa colma dell'amore del Signore, ma è proprio a casa che arriva il rendiconto finale, il saper attuare nella vita ordinaria ciò che ho maturato......ma con Lui tutto è possibile!

 Alice (CATANIA)

05 settembre 2015

La segnaletica della settimana

XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno B)

Dal Vangelo secondo Marco (7,31-37)


In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli.
Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.
E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».



Per riflettere...
Se dovessimo dare un titolo al Vangelo di oggi potremmo usare questo: «LA RELAZIONE RITROVATA».
Il testo del Vangelo di questa domenica parla proprio di noi... parla di me perché la mia vita altro non è che percorrere la stessa avventura del sordomuto della Decàpoli: ognuno in fondo è un uomo che non sa parlare e un uomo che non sa ascoltare.
Quante sordità ci abitano nella vita, create dal dubbio e dalla paura o spesso anche dalla indifferenza?

Ma il Signore non rimane indifferente davanti ai nostri silenzi e alle nostre solitudini: «Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: Apriti!».
Questi gesti compiuti sul sordomuto è ciò che il Signore continua a fare con me: mi tocca in ogni gioia e in ogni fatica, mi tocca in ogni fratello che mi viene incontro, nel piccolo e nel povero, nell'anziano solo che nessuno ascolta... mi tocca e mi restituisce il dono di ascoltare e parlare correttamente con parole che sanno toccare il cuore. E la relazione è ritrovata!

Il Vangelo di questa domenica ci fa anzitutto capire come in Gesù l'uomo possa sempre ritrovare se stesso e ancor di più «il miracolo del sordomuto... racconta soprattutto il miracolo di un Dio infinitamente aperto e che vuole ogni uomo a sua immagine e somiglianza (A. Anzani Colombo), capace di ascolto e di dialogo vero».

  

19 dicembre 2014

La segnaletica della settimana

IV DOMENICA DI AVVENTO (Anno B)

Dal Vangelo secondo Luca (1,26-38)
 
In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.


Per riflettere...
In un angolo sperduto di questo pianeta, in una casa anonima, ad una ragazza normalissima che, in capo a un anno, si sarebbe sposata, viene fatto l'annuncio che avrebbe sconvolto l'intera storia dell'umanità.
Lontano dai riflettori del mondo. In un sussurro, senza effetti speciali, Dio chiede a Maria di diventare la madre del Messia, di Colui che il popolo eletto aspettava da secoli, che era stato intravisto da lontano dai profeti.

L'annuncio che avrebbe cambiato definitivamente e per sempre la storia umana avviene di nascosto, senza che nessuno, tranne una giovane donna prossima al matrimonio, possa saperne. 
Altri lo sapranno, ma dopo, e in un modo così incredibile che il povero Giuseppe andrà in crisi di coscienza (e ci vorrà un altro annunzio silenzioso, in un sogno).
Altri, tanti altri, verranno coinvolti. Anche tu ed io. Ma questo dopo.
L'annuncio dell'Angelo a Maria avviene nel segreto, nel nascondimento più "insensato", ma è così che Dio ama agire.

Dio viene nel silenzio e nel segreto anche oggi, nella vita di tutti i giorni. Negli episodi più o meno apparentemente insignificanti. Negli incontri lontani dalle telecamere, e senza che nessuno ne dia l'annuncio in mondovisione. Dio viene oggi nella tua vita, e chiede anche a te, come ha chiesto quel giorno a Maria, di prendere posto nella tua vita, di dargli spazio per fare casa con te. Maria gli ha aperto, e la sua vita si è aperta alla Storia. Tu cosa farai?

15 maggio 2014

Briciole di vita...

Quest’anno alcune ragazze provenienti da diverse parti d'Italia hanno condiviso con noi il triduo pasquale vivendo il II STEP dell’Itinerario di fede per ragazze che aveva come tema “Un cuore che si dona”.
Le giornate sono state ritmate da momenti di lectio, condivisione della Parola e preghiera comunitaria.
Ecco una delle diverse testimonianze che ci sono giunte:
 
Tanti cuori si sono donati in questi giorni , dalle mie compagne d'avventura alle due nostre fantastiche "coach": Suor M.Paola e Suor M.Cristina che con la loro semplicità mi hanno fatto riscoprire la presenza di Gesù. 

In quest'ultimo periodo ho sentito che qualcosa era cambiato, era diverso, tutto era un po' triste. Grazie a questi momenti vissuti in preghiera sia comunitaria ma soprattutto in solitudine ho riscoperto Dio. E ho scoperto che non era Lui ad essersi allontanato da me , ma ero io che mi ero allontanata da Lui inconsapevolmente. E ciò mi aveva portato ad una visione della vita e dei rapporti con gli altri sterili e tristi.
Dio non ci giudica mai , è sempre disposto a perdonarci. Dio ci ama così tanto da far sedere con Lui a tavola nella Sua ultima cena anche colui che lo tradirà . E io mi sono chiesta: come è possibile questo? quale persona riuscirebbe ad amare un suo nemico ? E poi grazie alla lettura del Vangelo tutto mi è sembrato più chiaro  la parola che mi è saltata in mente era AMORE!
Solo grazie all'amore si riesce ad affrontare tutti gli ostacoli della vita! L'amore che Gesù prova per noi è talmente grande che arriva al punto di sacrificare la propria vita per tutti noi. Questo è davvero puro amore. Lui ci ama così come siamo, con le nostre incertezze, la nostra piccolezza, le nostre fragilità. Fantastico! Lui ci lascia liberi di comportarci come vogliamo. Possiamo stargli vicino o , come degli estranei possiamo far finta di niente e chiudergli il cuore in faccia. Ma Lui è sempre disposto a stare lì, vicino a quel cuore indurito , e ci aspetta. Amore puro. Nonostante tutto Lui c'è. Lui c'è sempre. Quanto è grande l'amore di Dio. Noi non possiamo neanche immaginarlo.
Pregare in questo giorni con questa nuova consapevolezza mi ha fatto vivere la Pasqua in un modo alternativo ma bellissimo. il silenzio , la meditazione e la lettura della parola di Dio sono state davvero un toccasana!!! Giovedì, Venerdì e Sabato Santo non li ho mai vissuti così intensamente. Grazie alle Pie Discepole e alla loro meravigliosa luce negli occhi , mi sentivo davvero come se mi dovessi preparare al modo migliore per una delle feste più belle: la Risurrezione di Gesù !!!
In questo nuovo clima , totalmente diverso e inaspettato sono riuscita a vedere le cose in un'altra prospettiva: non ci sono solo gli uomini ma c'è Dio :ovunque. Non sarai mai potuta arrivare a questa consapevolezza senza Suor Cristina, Suor Paola, Letizia, Rosa, Elisa, Sara, Donatella, Maristella e... Suor Grazia!!! Questo step è stato fondamentale. Mi ha fatto aprire gli occhi, ma soprattutto il cuore !!!
La frase che mi è rimasta impressa e che racchiude tutto ciò che devo imparare è: "l'amore non tiene conto del male ricevuto" . Imparare  a trovare il bello in ogni cosa . Spero di aver donato anche io un po' del mio cuore ...e che Dio possa continuamente "ammorbidire " il mio cuore. GRAZIE!!! 
 
Emanuela – Taranto
 

21 luglio 2013

La segnaletica della settimana

XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno C)

Dal Vangelo secondo Luca (10,38-42)


In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.
Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.
Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».
Per riflettere...

Due sorelle, due modi diversi di stare vicino al Signore.
Marta, da brava padrona di casa, desidera dare il servizio migliore possibile, fare in modo che un ospite così importante si trovi a suo agio. Maria, invece, si siede ai piedi di Gesù per ascoltarlo. Andando oltre ogni convenzione sociale: non era visto bene che le donne potessero farsi discepole di un rabbì  ebreo.

Il Vangelo non dice che Marta ami Gesù meno di sua sorella, né che Maria sia una sfaccendata tutta presa solo da preghiera, preghiera e preghiera. Gesù non rimprovera dolcemente Marta perché non lo ama, ma perché è troppo presa dalle cose da fare e così dimentica che, in casa sua, c'è qualcosa di più importante, che chiede e merita attenzione.

In fondo, quello che distingue Marta e Maria non è l'amore al Maestro. E', piuttosto, ciò su cui hanno fermato la propria attenzione: Marta, presa dalle molte cose da fare, ha dimenticato il motivo del suo lavoro e così... si affanna. Maria ha colto nel segno, ha scelto di ascoltare.

Una domanda che posiamo farci noi questa settimana è: dove riposa il mio cuore? Da che cosa è preso? Da Gesù è dalle tante (spesso troppe) cose da fare?
Il Signore ci conceda questa grazia: di non dimenticare mai che cosa muove anche le nostre azioni più belle e più caritatevoli. E di stare sempre, con il cuore, ai suoi piedi, per ascoltarlo e amarlo.

22 febbraio 2013

La segnaletica della settimana

II DOMENICA DI QUARESIMA (Anno C)

Dal Vangelo secondo Luca (9,28-36)



In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elìa, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme.
Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.
Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Egli non sapeva quello che diceva.
Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!».
Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.

  
Per riflettere...
Questa domenica siamo portati sul monte della Trasfigurazione, con Pietro, Giacomo e Giovanni. Cosa deve essere stato, per i tre discepoli prediletti di Gesù, vedere il loro Maestro che, pregando, cambia d'aspetto! La bellezza e lo sconcerto...

Dal Tabor al Calvario il passo è breve, molto più breve di quello che sembra. Per Gesù questo è molto chiaro: parlando con Mosè ed Elia del suo esodo, da compiersi a Gerusalemme, Egli vede la sua missione con la stessa chiarezza con la quale i discepoli vedono Lui cambiare d'aspetto. 

Gesù ha già annunciato una prima volta la sua prossima Passione; ora, pregando sul monte, accetta dalle mani del Padre questa missione, ed ecco che, ancora una volta, il Padre interviene. Nella nube, si sente una voce: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!». Anche se non capite. Anche se vorreste fare di testa vostra. Anche se la strada che vi indica è in salita e per nulla gloriosa e comoda (almeno in apparenza). Badare bene: quello del Padre è un comando, non un consiglio! E, stavolta, non è per Gesù, ma direttamente per noi, suoi discepoli!
 
In questa Quaresima, la consegna del Padre è anche per noi. Dio ci lascia la scelta tra il fidarci di Lui, pur nella paura e nella difficoltà di accetta la via della sofferenza come via dell'amore, o "fare di testa nostra". Alla luce del Tabor, tutto può sembrare semplice, lo è un po' meno nella notte del Getsemani (dove il sonno della tristezza vince l'amore), ancor meno nel silenzio del Calvario.

03 febbraio 2013

Briciole di vita

Mi chiamo Magda, ho 24 anni e vengo dalla Polonia. Al pellegrinaggio di Taizè ho partecipato per sei volte. Questi incontri mi lasciano indimenticabili esperienze. Anche questa volta il pellegrinaggio è stato particolare. Il Signore ha riempito il mio cuore con la gioia e la pace, mi ha fortificata perché io non mi arrenda nonostante le difficoltà e le tribolazioni, che mi sono successe ultimamente. In modo particolare vorrei ringraziare il Signore che mi ha insegnato la vera preghiera, la preghiera semplice e fiduciosa. Molte volte nella preghiera mi ritornavano pensieri di fiducia verso Dio: solo allora possiamo ritrovare la libertà interiore e la vera felicità. Mi sono resa conto che la cosa più importante nella mia vita spirituale è affidare tutto a Dio, raccontare tutto a Lui, che è al di sopra di tutto, sopra ogni mio problema, ogni mia insicurezza, perché Lui mi guida e se, a volte, non capisco le sue vie, fidandomi di Lui posso rimanere nella pace e nella felicità
 A questo incontro ero venuta con la particolare intenzione di cercare la risposta alla domanda “cosa devo fare nella mia vita?”, scoprire la mia strada, il mio compito nella vita…ho sentito dentro di me di dire sempre a Dio “si” fidandomi che la volontà di Dio è la cosa migliore per me. Confido che il Signore mi continuerà a guidare in questo. Nella preghiera di Taizé ho potuto imparare a rimanere nel silenzio che è cosi difficile in questo mondo, per poter ascoltare il Signore e trovare le risposte alle mie domande. Ho potuto conoscere tanta gente delle varie parti del mondo, che vivendo nelle varie condizioni e nella diversità delle culture hanno gli stessi miei desideri e difficoltà, i problemi, la ricerca. Questa per me è stata un’esperienza forte.
Non si può non ricordare l’ incontro che c’ è stato il 21 dicembre con il Santo Padre Benedetto XVI, quando abbiamo pregato in piazza San Pietro: ho sentito la gratitudine, perché posso essere un membro della Chiesa, e nella Chiesa mi sono sentita bene e sicura!
Sono molto contenta di aver potuto partecipare a questo incontro, spero che questo porterà molti frutti nel mio cuore e nei cuori dei giovani, frutti di pace e di gioia. So e voglio ringraziare per tutto questo!
Sia lodato il Signore!                                             
                                                               Maddalena dalla Polonia.


 


My name is Magda, I’m 24 and I come from Poland. It was my sixth Taizé pilgrimage. These meetings are always unforgettable experiences for me and this was a special one, too. The Lord has filled my heart with joy and peace, he has given me strength not to give up in difficulties and sufferings - like those I have had in the last period. In particular I want to say thanks to the Lord that has taught me the true prayer: simple and trustful. During the meeting many times, while praying, thoughts of confidence in God came into my mind and consequently I felt inner freedom and real happiness. I realized that the most important thing for my spiritual life is to entrust everything to God, to tell Him everything because He is above anything, any problem, uncertainty and He leads me, so, if I sometimes do not understand His ways, trusting in him I can experience peace and joy. I came to this meeting with a question: “What will I do in my life?” and I wanted to find the answer, find out my way, my mission in life… I felt I always want to say “yes” to God, because I believe that his will is the best thing for me. I am confident that the Lord will always be my guide in this. During Taizè prayer I learnt how to stay in silence, that is so difficult nowadays in this world, to listen to the Lord and to find the answers to my questions. I could meet many people from all over the world, of different cultures and living in different circumstances but with the same desires, difficulties and problems than I have and in search of their ways as I am. I have had a very strong and deep experience in Rome. I cannot forget the Vigil prayer with the Pope in St Peter’s Square on the 21st December. I felt grateful because I can be a member of the Church and that makes me feel well and confident!
I’m very happy I could participate to this meeting and I hope it will bring many fruits in my heart as well as in the heart of all those young people: fruits of peace and joy. I want to say thank you for all this.
Blessed be The Lord   

                                                                        

Magda from Poland





16 gennaio 2013

Briciole di vita

... ancora dal meeting di Taizé!


È stata la nostra prima esperienza di meeting a livello europeo, ed è stata affascinante e coinvolgente. La possibilità di conoscere persone provenienti da altre nazioni, con esperienze e realtà molto diverse, ci ha fatto comprendere al contrario la nostra unità nella fede in Cristo. I momenti di preghiera, specialmente quello con il Papa, sono stati significativi e preziosi: era impressionante vedere tanta gente che pregava e cantava con sentimento, e le pause di silenzio erano dense di significato. Anche i momenti di condivisione ci hanno aiutato ad entrare nello spirito di questi incontri. E' stata un'esperienza indimenticabile e molto significativa, e sicuramente non mancheranno le occasioni di parteciparvi di nuovo, accrescendo così la nostra fede e comprendendo sempre di più la bellezza del Vangelo.

Francesca ed Eleonora (Italia-Modena)

It was our first European meeting and it was awesome! We met young people from other countries, with very different life experiences, and rather than diversity and divisions we felt the unity that comes from our common faith in Christ. The moments of prayer were very precious and important: we were impressed by all those people praying and singing with all their heart and by that deep and meaningful silence! The moment we liked best was the prayer Vigil with the Pope, in St Peter’s square. The time spent in small groups for sharing also helped us to understand the spirit of Taizé meeting. It was a very important and unforgettable experience for us. We hope we can participate again in the future, so that our faith can grow and we can know more and more the beauty of the Gospel.

 Francesca and Eleonora from Italy




Viviamo la vita sempre di corsa e non c’è tempo per fermarsi! E’ necessario il silenzio! Non so gli altri, ma io ne sento il bisogno. La preghiera di Taizé si potrebbe paragonare a una Adorazione: con il tempo per fermarsi, per riflettere, tempo per stare con se stessi e con Dio. Sono contenta di aver partecipato per la seconda volta a un incontro di Taizè e sono contenta che sia stato a Roma, città tra le più antiche e più belle del mondo. Sono grata alle suore Pie Discepole del Divin Maestro per la calorosa accoglienza e per il loro cuore aperto. Ho visto negli occhi delle suore Gesù ed è stato molto bello!
Maria Bogdziewicz dalla Bielorusia


We live life in a hurry and we do not have time to stop. Silence is necessary, though. I do not know if other people feel the same, but I need time for silence. I can compare Taizé prayer to Eucharistic Adoration, when you have time to stop and reflect, time to stay with yourself and with God. This was my second Taizé meeting and I’m very happy it was in Rome, one of the most historic and beautiful cities in the world. I’m grateful to the Sisters Disciples of the Divine Master for their warm welcome and for their openness of heart. I could see in their eyes Jesus and it was amazing!

            Maria Bogdziewicz from Belarus