26 settembre 2014

La segnaletica della settimana

XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno A)

Dal Vangelo secondo Matteo (21,28-32)


In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».


Per riflettere...
Il Vangelo che ci fa da segnaletica per questa settimana è tanto breve quanto duro.
Gesù se la prende (tanto per cambiare!) con quelli che dicono di voler fare la volontà di Dio ma poi non muovono un dito. Quelli, cioè, che sono tutti "casa e chiesa" ma che poi non cercano veramente quello che desidera il Signore. Sono simili, dice, a quel figlio che, al comando del padre, dicono subito di sì ma poi fanno tutt'altro.
E c'è anche il figlio disobbediente, che rifiuta di obbedire al Padre ma che poi ci ripensa e fa quanto gli viene chiesto.
Ora, non pensiamo che la cosa sia così "pacifica": se a noi può sembrare semplicemente una "scortesia" o un atto di arroganza, quello del figlio che dice di no al padre, per un ebreo del tempo di Gesù era una cosa gravissima, perché ai genitori si doveva (e, in verità, si deve!) rispetto assoluto e obbedienza altrettanto assoluta.

A Dio non interessa essere onorato e rispettato a parole, ma con i fatti, e nel cuore.
Per capire meglio questo, ecco cosa raccontava don Oreste Benzi, sacerdote riminese che ha fatto del riscatto dei poveri (e soprattutto delle prostitute) una missione.
Una notte incontra una prostituta di nome Mary. Le chiede se desidera una Bibbia e un rosario.
"Le si è illuminato il volto con un bel sorriso: Yes, father! Le ho dato la bibbia e il rosario.
"Mary, scegli un salmo". Ha scelto il salmo 23: Il Signore è il mio Pastore...
"Mary, leggi"
"No, padre, io qui non posso leggere la Parola di Dio, mi sento sporca. Leggi tu."
Ho cominciato a leggere lentamente. Mary è uscita dal cerchio formato insieme agli altri ragazzi. Ha cominciato a piangere. Anche l'altra ragazza si è unita a lei. Siamo andati via in silenzio. Io mi sono detto: "Don Oreste, le prostitute ti precederanno nel regno dei cieli. Loro si sentono sporche, e tu?". 
   
Non ci sono scorciatoie... ma c'è una speranza, sempre e per tutti, anche per chi sente di essere sporco, lontano dal Signore.

04 settembre 2014

Briciole di vita

Dal 20 al 24 agosto si è dato inizio alla stagione estiva dei Campi itineranti a Roma "Sui passi dei testimoni della fede".
Ecco alcune testimonianze dei giovani che hanno vissuto da protagonisti questa esperienza "da Dio"!




Siamo partiti in gruppi separati letteralmente e metaforicamente, amicizie e abitudini distanti, per non parlare delle età più diverse, ma siamo tornati come un tutt’uno, un grande arcobaleno di colori. Ci siamo messi in cammino per 5 giorni “Sui passi… dei testimoni della FEDE”, è stato questo il nome del campo itinerante che i giovani della nostra parrocchia hanno vissuto: un pellegrinaggio a Roma, nella caput mundi, forse uno dei modi più belli e affascinanti per poter cercare, ritrovare e rivivere la fede donataci dal Signore. Ripercorrendo le stesse strade dei Santi Pietro e Paolo e dei nuovi testimoni come Don Alberione ci siamo messi in gioco, ognuno con i propri dubbi e le proprie esperienze.
Le Pie Discepole del Divin Maestro ci hanno accompagnato ad ogni passo e in ogni luogo dandoci il segno più concreto di questo dono: anche grazie alla loro testimonianza costante abbiamo rinnovato la nostra fede in Gesù Cristo e riscoperto la gioia di essere figli di Dio. Ci siamo lasciati guidare spesso anche dalle parole di Papa Francesco che ha così aperto e chiuso il nostro pellegrinaggio, incontrandolo infine per la preghiera dell’Angelus: Tu sei il Cristo il Figlio del Dio Vivente, è questo l’ultimo messaggio che ci siamo portati a casa e che teniamo nel nostro cuore, insieme all’entusiasmo e al desiderio di essere anche noi, nella nostra realtà quotidiana, testimoni del dono fattoci da Dio.
Laura
 
 
 
La nostra vita è un continuo pellegrinaggio, un metaforico cammino che ci insegna a vivere.
Spesso siamo così presi dalla frenesia della vita che ci dimentichiamo di dare importanza alle piccole cose, alle persone che ci circondano e che compiono questo cammino con noi, siamo così distratti che facciamo scivolarci le persone addosso, senza il bisogno di capire se siamo noi il loro scoglio o se loro per noi possono essere fonte d'inesauribile ricchezza.
 
La Fede e la riflessione in tutto ciò insegnano che i grandi esempi della storia da imitare come Gesù, Pietro, Paolo, Don Alberione hanno lasciato un segno concreto del proprio passaggio in questa vita qui sulla terra, poiché donandosi al prossimo hanno creduto nella forza della Fede e di Dio.
Il Campo Itinerante compiuto a Roma presso la guida delle due simpatiche e amorevoli sorelle Suor Cristina e Suor Evelina, Pie Discepole del Divin Maestro, si è rivelato essere uno dei momenti più toccanti e di profonda condivisione per il nostro nucleo parrocchiale giovanile. Infatti, nonostante le varie personalità, differenze di cultura, età, formazione, questo cammino si è scoperto essere fonte di grande crescita per tutti noi, non solo come singoli, ma soprattutto come gruppo.
Per la prima volta molti di noi hanno visto Roma, mentre altri sono tornati lì con uno spirito diverso, lo spirito del pellegrino; nella città eterna che conserva importantissime testimonianze, la strada non è mai stata troppa, le preghiere corali, le riflessioni all'interno delle varie basiliche non solo ci hanno permesso di osservare la bellezza di quest'ultime ma hanno anche dato la possibilità di frugare ognuno dentro se stesso alla ricerca di qualcosa che magari avevamo perduto.
Insomma, questo pellegrinaggio è stato un continuo susseguirsi di emozioni molto forti accompagnato da canti e sorrisi che hanno riempito le nostre giornate di gioia vera, facendoci per un attimo dimenticare tutti i problemi, aprendoci così alla Luce che solo Lui sa dare.
Concludo infine, citando alcuni passi di una preghiera corale recitata al campo che mi ha piacevolmente colpita: “Signore insegnami la strada, l'attenzione alle piccole cose, al passo di chi cammina con me per non fare più lungo il mio […] insegnami la strada su cui si cammina insieme, nella semplicità di essere quello che si è [...]” ecco questa preghiera racchiude l'essenza di questo campo, di ciò che abbiamo vissuto e condiviso.
Un ringraziamento speciale va alle Pie Discepole che ci hanno accolto nella loro oasi cittadina, che nonostante si trovi nel pieno di Roma risulta essere un punto di pace e raccoglimento come pochi, infine ringrazio Padre Roberto per aver permesso noi di compiere questa esperienza davvero senza eguali e per ultimo ma non meno importante ringrazio Dio per avermi donato voi, miei compagni di pellegrinaggio con tutta la gioia e la ricchezza nel donarvi che avete dentro, stando sul mio Cammino, per compiere ancora tanti passi INSIEME!
Luisa
 
 
Proposta accettata senza pensarci due volte, poiché era la prima volta che potevo fare l’esperienza di un campo itinerante con varie tappe per Roma. Altre volte sono stato a Roma è visitato le stesse cose, ma dal punto di vista “turistico”. Ho avuto altre esperienze di “campo”, ma sono sempre aperto alle nuove esperienze e come abbiamo detto più volte durante il campo è bello “mettersi in gioco”, con cose nuove. E’ stato organizzato bene e mi ha dato la possibilità di confrontarmi con persone di un’ampia fascia di età diverse.
Ho avuto la possibilità di avere un dialogo personale con il Signore e di aver staccato per qualche giorno dalla vita quotidiana.
Il “seme” che è stato gettato e la “parola” che ha risuonato nei vari momenti durante il campo, sia la forza per un impegno personale durante tutto l’anno nelle attività della parrocchia.
Concludo ringraziando a Padre Roberto che ce l’ha proposto e alle Pie Discepole del Divin Maestro che ci hanno dato la possibilità di realizzarlo.
Matteo
 
 
Sono partita da casa senza nessuna aspettativa. Ho avuto la possibilità di "staccare la spina" in un momento particolare della mia vita e ho colto l'occasione. Ho deciso di lasciare tutti i pensieri negativi e i problemi a casa e godermi questi giorni. Ho avuto la fortuna di poter riflettere tanto e avvicinarmi sempre di più alla fede, ho visitato posti che sconoscevo, ho provato emozioni che non avevo mai provato e ho cercato di immaginare ciò che era successo molto tempo prima nei punti in cui mi trovavo.

I luoghi che mi hanno colpito di più sono stati: quello in cui è stato decapitato San Paolo e la Scala Santa, perché ho provato appunto a immedesimarmi in ciò che è stato vissuto da San Paolo percorrendo quella stradina prima della decapitazione e da Gesù prima di incontrare Ponzio Pilato. Inoltre ho avuto modo di confrontarmi con tante persone e ognuna di loro mi ha lasciato qualcosa dentro. Tutto questo mi ha arricchita tanto e dopo un'esperienza del genere non posso non ringraziare Padre Roberto e le Pie Discepole per la loro disponibilità, la loro gentilezza e l'opportunità che ci hanno dato. Concludo ringraziando tutti i pellegrini che hanno incrociato il mio cammino e riportando una bellissima frase di Suor Cristina: "La vita non è fatta di aspettative ma di sogni". Buon cammino a tutti! 
Alice
 

Io posso dire che questo campo oltre ad essere itinerante è stato molto piccante pieno di storia, pieno di riflessioni, ma soprattutto pieno di santità. Da questo campo mi porto dentro la testimonianza di San Pietro e San Paolo che dettero la vita per Dio…sono ritornato con la fede più rafforzata.
Grazie a Padre Roberto, grazie alle Pie Discepole ma grazie a Dio per ogni singolo momento.

Rosario

03 settembre 2014

TG6... SPECIAL EDITION

Sono ormai mesi che le coste mediterranee della nostra Terra sono toccate da fratelli e sorelle in cerca di "salvezza"!
In questa edizione speciale del nostro TG6 raccontiamo l'esperienza diretta di alcuni giovani che si sono messi al servizio con gesti vivi di carità e fratellanza.

L'intervista è a cura del nostro amico e inviato speciale Christian... e un grazie anche a Ylenia che ci trasmette la sua testimonianza!


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A quasi due mesi dal primo sbarco, ricordiamo i primi momenti in cui avete dato il vostro primo contributo da volontari...

 


Un messaggio: "Ragazzi noi stiamo all'abfo a dare una mano chi ci raggiunge?". E' iniziato così! Una prima parte della serata abbiamo sistemato i viveri che tanta gente buona aveva deciso di donare, poi è iniziato il vero viaggio. Abbiamo prestato aiuto in una delle strutture: la palestra Ricciardi. Bambini, donne, uomini... tutti con lo sguardo perso , ma pieno di gratitudine verso un Dio che li aveva tratti in salvo... il mio viaggio è iniziato incrociando lo sguardo di una bambina, Stella... Paura, ansia, timore... tutto svanito in cinque minuti. Quando metti le mani in pasta, quando fai qualcosa con il cuore non puoi fermarti davanti a nulla.



Se potessi tornare indietro, rifaresti tutto? Quali sono state le tue sensazioni in quei giorni di accoglienza e quali sono ancora oggi?

Tutto? Si dal primo all'ultimo istante vissuto con loro. gli abbracci, gli sguardi, aprire le porte della mia casa, le porte della mia famiglia. Rinunciare a qualcosa pur di stare con loro... tutto... Ho prestato e continuo a prestare il mio servizio al baby club, una struttura dove sono accolti i fratelli minorenni… Avevo paura. Paura di incrociare i loro occhi, invece ne sono rimasta stregata tanto da avere lo sguardo fisso nel loro. Avevo paura di parlare con loro, perché l’inglese non era il mio forte, invece adesso parlo con loro al telefono anche con qualche parola nella loro lingua… Ho trovato amici, ho trovato soprattutto fratelli, fratelli che non perderò mai… non è la distanza reale quella importante, ma la vicinanza del cuore!


Se ti chiedessi ora di completare la frase: "Tu Gesù sei (TG6)..." come mi risponderesti?

Sei come quelle mani intrecciate, quel bianco e quel nero che insieme formano i colori della felicità; sei come il volto stanco di tanti volontari che con amore passano intere giornate con questi fratelli, sei il volto impaurito di questi fratelli che cercano conforto e pace, cercano la vita! Sei nella parole di un mio fratello che mi ha detto: forse il mio Dio e il tuo Dio volevano che ci incontrassimo! Sei quel cuore, pienissimo di amore che ormai ha preso la forma dell’Africa!