26 aprile 2013

La segnaletica della settimana

V DOMENICA DI PASQUA (Anno C)

Dal Vangelo secondo Giovanni (13,31-35)

Quando Giuda fu uscito [dal cenacolo], Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito.
Figlioli, ancora per poco sono con voi. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.
Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».


Per riflettere...
Nel discorso di Gesù ci sono due parole-chiave che ci possono aiutare a capire e dalle quali lasciarci interrogare: gloria e amore.

Gloria: Quale gloria abbiamo in mente noi, e quale gloria ha in mente Gesù? Gloria fa pensare immediatamente alla grandezza. Dio Padre, il Re potente creatore e Signore dell'Universo che glorificherà il Figlio. Sì, nel tradimento di uno dei discepoli (l'accenno a Giuda non è casuale...). E poi sulla croce, vista non come semplice sofferenza - e quale gloria ci sarebbe in questo? - ma come segno estremo d'amore.

Da qui possiamo capire il comandamento nuovo che Gesù ci ha lasciato. Amarci gli uni gli altri. Ma non nel senso banale del "volemose bbene", ma come Lui ha amato noi: fino ad essere pronti al dono della vita, come e perché Lui, il nostro Maestro e Signore, ha fatto. E' un amore che passa anche per l'indifferenza, l'incomprensione, il non essere ricambiati, come per Gesù. E', insomma un amore senza ritorno.
In questo sta la gloria di Gesù, e la nostra gloria.

Attenzione, però: amarci gli uni gli altri come Lui ci ha amati non è un qualcosa di eroico proposto a pochi eletti supereroi/santi, ma è, per Gesù, la norma!!!!! E' essere o non essere suoi discepoli.
Impossibile umanamente, ma con l'aiuto di Dio nulla è impossibile. Basta crederci e... rimboccarci le maniche. Perché è una cosa che si impara passo passo tenendo il passo di Gesù che (questo è certo) no lascia nessuno indietro!

Buona domenica e buon cammino a tutti!       

20 aprile 2013

La segnaletica della settimana

IV DOMENICA DI PASQUA (Anno C)

Dal Vangelo secondo Giovanni (10,27-30)


In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.
Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano.
Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».



Per riflettere...
 Che notizia consolante, ci viene data questa domenica!
Tante volte ci sentiamo persi, smarriti, disorientati. E ci verrebbe da urlare: "Ma c'è qualcuno che ha cura di me? C'è qualcuno che sa dove sono?". Una voce risponde: "Io!". Stupore! è la voce di Gesù.

Gesù, il Bel Pastore è Colui che non ci lascia perdere, anzi, è venuto a dare la Sua vita, la vita eterna. E figuriamoci se lascia che si perda anche uno solo di noi, che gli siamo costati così cari!

Niente paura, allora: siamo in buone mani. 
Le mani di Cristo, ferite per amore. Le mani de Padre, Dio, che è più grande di tutti: di ogni chiusura, persecuzione, difficoltà, perfino di ogni peccato (anche se a questo, tante volte, non ci vogliamo credere nemmeno noi...).
E se siamo in mani così invinite, e così sicure, che vogliamo di più dalla vita?  

15 aprile 2013

Per sempre!


Accompagnamo con la preghiera e con l'affetto sr. M. Cristina Catapano, che domenica 21 Aprile dirà il suo sì per sempre al Bel Maestro e Pastore che l'ha chiamata ad essere Sua discepola.
L'appuntamento è alle ore 19,00 presso la parrocchia "S. Famiglia" in Taranto, comunità della quale è originaria.
La professione perpetua di sr. M. Cristina sarà celebrata nella IV domenica di Pasqua, dedicata a Gesù Buon Pastore, e in occasione della 50a Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni,che quest'anno ha per tema: "Progetta con Dio... abita il futuro!".

Questo lieto evento è preparato da una settimana molto intensa di incontri, preghiera, catechesi, ecc. (per scaricare il programma clicca qui).
La veglia di preghiera con i giovani in preparazione della professione perpetua sarà venerdì 19 Aprile ore 19,30, sempre  nella parrocchia "S. Famiglia".

Sarà bello... Vuoi esserci anche tu? Se verri, sarai il benvenuto.





 

12 aprile 2013

La segnaletica della settimana

III DOMENICA DI PASQUA (Anno C)

Dal Vangelo secondo Giovanni (21,1-19)


In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.
Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».


Per riflettere...
   «È il Signore!»
Risuona la constatazione stupefatta ma certa del discepolo, il solo che riconosce Gesù. E c'è qualcosa di strano: i discepoli che sono andati a pescare sono sette, e tutti hanno visto quella strana figura in lontananza, tutti ne hanno sentito la voce, tutti hanno visto quello che è successo ad ascoltare il consiglio di gettare la rete dalla parte destra della barca... eppure solo uno riconosce il Risorto in quell'uomo sulla riva.

Un solo discepolo riconosce il Signore: è il discepolo che Gesù amava. Non "il discepolo che amava di più Gesù", come spesso intendiamo, ma "il discepolo che Gesù amava". Cioé quello che, più di ogni altro, si è sentito amato da Gesù, che ha visto fino a che punto sia arrivato l'amore del Signore ("Li amò fino alla fine") ed era stato vicino a Lui sul Calvario.

Perché solo lui riconosce il Signore? Forse perché solo chi si sente amato sa riconoscere l'Amore; solo chi si è sentito toccare dall'amore di Cristo è in grado di riconoscerlo, di riconoscerne i segni, e per questo può, senza sbagliare, indicarne la presenza agli altri: è il Signore!
L'amore chiama amore, ed è per questo che Pietro, all'annuncio del discepolo amato, si butta in mare; è per questo che gli altri discepoli sanno che quell'uomo è il Signore risorto.

Chiediamo al Signore questo dono: di sentirci (come realmente siamo) discepoli amati, e di sapere riconoscere nei fatti di tutti i giorni, anche negli avvenimenti senza apparente spiegazione, il Risorto all'opera nelle pieghe della storia. Per poter indicare agli altri, come sentinelle del mattino, «È il Signore!».

05 aprile 2013

La segnaletica della settimana



II DOMENICA DI PASQUA o “della Divina Misericordia”

Dal Vangelo secondo Giovanni (20,19-32)

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Per riflettere…
Nonostante Maria di Magdala abbia visto il Signore risorto, nonostante Pietro e Giovanni abbiano trovato la tomba aperta e il sepolcro vuoto, e che il discepolo amato da Gesù “vide e credette”… i discepoli stanno chiusi sprangati in casa.

Hanno paura. E la paura chiude: per prudenza, per difesa, per timore…
Con il loro modo di fare i discepoli è come se dicessero: “ma Gesù, sarà davvero risorto? Se è vero, beato lui; ma a noi, cosa cambia?”.

E allora è il Maestro e Signore a fare il primo passo.
Entra a porte chiuse: non butta all’aria tutto, rispetta le nostre chiusure e… ci passa attraverso.
Sta in mezzo: in piedi, come risorto; in mezzo, fra i suoi, vicino.
“Pace a voi!”: il saluto normale in Oriente, sulla bocca del Risorto diventa un dono, anzi il dono. Perché in quella pace c’è tutto, ma proprio tutto!
Mostra le ferite che ha ricevuto sulla croce: è proprio Lui, non è un’allucinazione! Ed è il segno di fino a che punto ci ha amati.
Dona lo Spirito e una missione: è lo Spirito che rende capaci di portare a tutti la misericordia di Dio! Ed è per questo che Gesù dona ai discepoli proprio lo Spirito Santo.

Oggi la liturgia porta anche noi nel Cenacolo... e il Signore risorto dona anche a te e a me, come ai discepoli sbarrati per la paura, i suoi doni: la pace, la gioia, lo Spirito Santo, la missione di portare la misericordia al mondo intero.
La Sua presenza ci liberi dalle nostre paure, e ci apra alla gioia!