02 marzo 2018

#incontroTe

TERZO INCONTRO:
GESU’ E SIMONE

Essere discepoli





La Parola


Mentre lo conducevano via, presero un certo Simone di Cirène che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù.


Per riflettere…

“Non pensavo di incontrarti sulla mia strada, Gesù. Credevo che la mia strada tutto sommato sarebbe stata più facile, più tranquilla... ma vederti così ridotto... la mia reazione è stata quella di girare l’angolo, di passare oltre con indifferenza... Ma i tuoi occhi mi hanno guardato... hai guardato proprio me! Allora ho capito che dovevo decidere: o seguirti, o acconsentire tacitamente alla tua esecuzione. O portare la croce con te, oppure insieme agli altri inchiodarti. O essere tuo discepolo, o essere tuo assassino!”.

Preghiera

Signore, troppe volte abbiamo scelto il più facile, il più comodo,
non ci siamo lasciati interpellare dalle tue richieste,
non siamo riusciti a portare la croce con te.
Fa’ che la sappiamo accettare come unico strumento di salvezza.


23 febbraio 2018

#incontroTe

SECONDO INCONTRO:
GESU’ E PILATO

L'innocente condannato





La Parola


Pilato, riuniti i sommi sacerdoti, le autorità e il popolo, disse: “Mi avete portato quest’uomo come sobillatore del popolo; ecco l’ho esaminato davanti a voi , ma non ho trovato in lui nessuna colpa di quelle di cui lo accusate; e neanche Erode, infatti ce l’ha rimandato.

Ecco, egli non ha fatto nulla che meriti la morte. Perciò dopo averlo severamente castigato, lo rilascerò. Ma essi si misero a gridare tutti insieme: “A morte costui! Dacci libero Barabba!”

Questi era stato messo in carcere per una sommossa scoppiata in città per omicidio. Pilato parlò di nuovo loro, volendo rilasciare Gesù. Ma essi urlavano: “Crocifiggilo, crocifiggilo!” Ed egli, per la terza volta, disse loro: “Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato nulla in Lui che meriti la morte. Lo castigherò severamente e poi lo rilascerò”. Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso; e le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta fosse eseguita. Rilasciò colui che era astato messo in carcere per sommossa e omicidio e che essi richiedevano, e abbandonò Gesù alla loro volontà.



Per riflettere…

“Vedi Gesù, tu devi capirmi... per me tu non hai nessuna colpa, ma se mi metto dalla tua parte, mi comprometto troppo. Rischierei di perdere il mio potere, il mio prestigio, agli occhi di questa gente, se cominciassi a credere alle tue parole e prendessi le tue difese... Io voglio avere la coscienza pulita”.



Preghiera

Signore, troppe volte non abbiamo voluto perdere il prestigio:

aiutaci a togliere le nostre maschere

e ad assumere il tuo stile di dono,

che accoglie e non condanna.







16 febbraio 2018

#incontroTe


PRIMO INCONTRO:
GESU’ E I DISCEPOLI CHE DORMONO

Tra superficialità e indifferenza





La Parola

Intanto Gesù arrivò con i discepoli in un luogo detto Getsemani. Egli disse: "Restate qui mentre io vado là a pregare". Poi incominciò ad essere triste e angosciato. Allora disse ai tre discepoli: "Una tristezza mortale mi opprime. Fermatevi qui e restate svegli con me". Andò un po' più avanti, si gettò con la faccia a terra e si mise a pregare. Poi tornò indietro verso i discepoli, ma trovò che dormivano.



Per riflettere…

La preghiera di Gesù nell'orto del Getsemani è l'inizio della sua passione. Qui una grande tristezza lo opprimerà fino a procurarGli un sudore di sangue; chiederà al Padre di allontanare da Lui questa prova, ma poi dirà "la tua volontà sia fatta". Gesù invita i discepoli a stargli vicino, a "vegliare con Lui". Ma è un impegno troppo grave per loro e s'addormentano.

Mi domando come si possa dormire mentre una persona che conosci sta soffrendo: eppure accade spesso. Quanta superficialità nel non voler notare i sentimenti delle persone che vivono con noi. Siamo come sordi che non vogliono ascoltare. Se notiamo un amico in difficoltà facciamo finta di niente. Quanta indifferenza nel nostro cuore che è cieco e non vuole amare se non se stesso e le proprie comodità. Gesù ci dice "state svegli e pregate perché la volontà è pronta, ma la debolezza è grande".



Preghiera

Preghiamo insieme: ”Liberaci o Signore”.



Dalla indifferenza e dalla superficialità...

Dalla freddezza del cuore e dei sentimenti...

Dalla poca voglia di pregare...

Dalla fretta e dalla comodità cercata e voluta...

Da tutti gli egoismi e dai facili guadagni...




14 febbraio 2018

#incontroTe

QUARESIMA 2018



La Quaresima è innanzitutto la possibilità di un incontro: “Ritornate a me con tutto il cuore” (Gioele 2,12).

Con il nuovo percorso #incontroTe a cura della Pastorale giovanile delle Pie Discepole del Divin Maestro, lungo i 7 venerdì di Quaresima ci metteremo in cammino con Gesù meditando la sua via verso la Croce attraverso gli incontri con i personaggi che hanno seguito da vicino gli ultimi momenti della sua vita.

Una Parola, un suggerimento per investire la vita, una preghiera da fare tuoi e condividere con gli amici.

Buon cammino... al ritmo del Suo passo per fare della vita un dono!

09 febbraio 2018

Per te... giovane!

UN INVITO PER TE...
PRIMA PROFESSIONE RELIGIOSA


Ringraziamo il Signore per il dono delle vita e della vocazione di Pierenza Mellone che domani 10 febbraio, nel giorno in cui la nostra Famiglia Religiosa compie i suoi 94 anni di vita, pronuncerà il suo SI'...



Vi aspettiamo per condividere con noi questa immensa gioia!

09 dicembre 2017

Per te... giovane!


ESERCIZI SPIRITUALI E CAPODANNO SPECIALE
Ecco un'opportunità da non perdere!

Dal 27 al 31 dicembre 2017 vieni a vivere a Roma un tempo di preghiera, ascolto e fraternità insieme ad altri ragazzi e ragazze di età compresa fra i 18 e i 33 anni. Gli esercizi spirituali saranno guidati da don Domenico Soliman ssp e dall'equipe PDDM.




E, se lo desideri, puoi fermarti a partecipare con la nostra Comunità alla "Notte di luce", un Capodanno davvero speciale per vivere nella festa, nella preghiera e nel rendimento di grazie il passaggio fra il 2017 e il 2018.


È possibile prenotarsi entro il 20 dicembre 2017.


Contattaci e saremo liete di darti altre informazioni.

Ti aspettiamo!

26 ottobre 2017

Per te... giovane!

UN INVITO PER TE!


1° appuntamento di un percorso vocazionale per ragazze dai 18 ai 33 anni che desiderano:
- cercare il Signore
- mettersi in ascolto della Sua voce
- scoprire il "filo d'oro" della propria vita e...
- mettersi in gioco per Dio e per i fratelli e le sorelle!


L'incontro prevede tempo di preghiera personale e comunitaria, ascolto della Parola di Dio, accompagnamento personale, momenti di fraternità.


Sei interessata e vorresti saperne di più? Contattaci! Non perdere tempo!

10 giugno 2017

Per te... giovane!



ALZATI E VA', NON TEMERE!

Iniziative estive per giovani           



Ecco il depliant con le iniziative che la pastorale giovanile e vocazionale PDDM propone per l'estate 2017!


Se vuoi saperne di più o ti piacerebbe essere dei nostri, contattaci!

Ti aspettiamo... Non mancare!

09 aprile 2017

#incontroTe

9 aprile 2017  -  Domenica delle Palme









Si lasciò umiliare
e non aprì la sua bocca
(Is 53,7a)




Gli amici della croce

Dio coglie nell’uomo, anche quando mostra il suo aspetto peggiore, la sua potenzialità. Dio guarda l’uomo in quanto capacità di costruzione; in ogni uomo c’è una potenzialità che Dio guarda con occhio di padre. Addirittura sulla croce, Dio, con la sua benevolenza, ha colto la potenzialità di salvezza. Dio si rallegra per il bene che possiamo compiere e inizia una storia di salvezza di fronte al nostro male. Il nostro male può diventare, per la sua benevolenza, un luogo di incontro con la sua misericordia. Cristo non è venuto nel mondo per condannare il mondo ma per salvarlo.
La benevolenza, allora, è un’attitudine che cerca l’occasione nei fatti, per poter sviluppare la gratitudine verso Dio. Amare non vuol dire capire. La croce non si capisce, la si vive. La benevolenza è un’attitudine per cui io colgo sempre l’aspetto positivo, perché credo nell’amore di Dio.


IMPEGNO:

Come amico della Croce vivrò la benevolenza verso chi non riesco a capire.







© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



08 aprile 2017

#incontroTe

8 aprile 2017  -  Sabato









Ha fatto dei due un popolo solo
(Ef 2,14)




La Fedeltà


La parola “fedeltà” ha una sua ambiguità, di fatto è usata sia nel greco che in italiano con la stessa radice della parola fede. Dobbiamo prima chiarire se per fedeltà intendiamo l’avere fede o essere fedele. Nel nostro caso, ci troviamo di fronte all’essere fedeli. Cos’è la fedeltà? Innanzitutto è un frutto, si arriva alla fedeltà secondo la logica dello Spirito Santo in noi. Qual è il suo contrario? Infedeltà, tradimento, adulterio.


IMPEGNO:

Sarò schietto nello smascherare a me stesso i miei tradimenti e la mia infedeltà.







© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



07 aprile 2017

#incontroTe

7 aprile 2017  -  Venerdì









Ti amo, Signore,
mia forza
(Sal 17,2b)




Nulla andrà perduto

I beni di Dio, anche quando vengono usati male da colui che li riceve, e in tal modo sciupati, vengono ridistribuiti nel Corpo Mistico. Questo avviene per ogni cosa, come per esempio la preghiera: può succedere infatti che si preghi per la conversione di qualcuno che magari non si converte mai, perché non lo vuole. Queste preghiere il Signore le applica a coloro che si aprono per ricevere il frutto di grazia, qualora il loro destinatario le rifiutasse. E questa logica va estesa a ogni evento di grazia che si realizza nel mondo. Nel Corpo Mistico di Cristo non si perde mai niente. Il dono di grazia rifiutato da uno rimbalza, e va a finire altrove, accolto da qualcun altro.


IMPEGNO:

Pregherò per la fede di chi so essere lontano da Dio.







© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



06 aprile 2017

#incontroTe

6 aprile 2017  -  Giovedì










La mia gioia è nel Signore
(Sal 103,34)




La giustizia proporzionale

Il grado di santità raggiunto dalla persona, tuttavia, in questo caso non potrà essere grande. Esiste anche una giustizia proporzionale, dove il grado di beatitudine celeste avrà pure una certa corrispondenza al grado di virtù raggiunto sulla terra.
Diversamente, Dio sarebbe ingiusto. La parabola narrata da Luca, sottolinea infatti questa proporzionalità: il servo che ha guadagnato cinque mine, acquista potere su cinque città, e quello che ne ha guadagnati dieci, riceve autorità su dieci città. Nella parabola viene condannato infine quel servo che ha restituito a Dio la stessa somma che aveva ricevuto all’inizio. Il Signore si attende almeno un investimento minimo, perché l’uomo si salvi. Il versetto chiave è il 28: “Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti”.


IMPEGNO:

Cercherò di essere più consapevole.





© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



05 aprile 2017

#incontroTe

5 aprile 2017  -  Mercoledì









Cristo ci ha liberati
perché restassimo liberi
(Gal 5,1)




Anche col rischio minore

La figura dei banchieri veicola questo preciso messaggio: non si deve pensare che Dio, avendoci elargito i suoi doni, assuma poi un atteggiamento di tipo aut aut, ossia: “O sviluppi al massimo i miei doni o sei perduto!”. Questa interpretazione del giudizio di Dio è evidentemente falsa, perché il v. 27 intende in modo ben diverso l’atteggiamento con cui Dio si pone dinanzi a noi, dopo averci elargito i suoi doni. Certo, il Signore vorrebbe che questi doni venissero sviluppati al massimo, ma se questo non fosse possibile per nostra pigrizia, il Signore accoglierebbe ugualmente quello che in tal caso gli daremmo, anche se si trattasse dell’investimento meno pericoloso e meno rischioso, come è quello di affidare la somma ai banchieri.

IMPEGNO:

Rifletto sulla Misericordia di Dio fuggendo ogni disperazione.







© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma