31 marzo 2017

#incontroTe

31 marzo 2017  -  Venerdì









Molte sono le sventure del giusto,
ma lo libera da tutte il Signore
(Sal 33,20)




Ciò che davvero gli serve

“A ciascuno secondo la sua capacità”. Questa espressione va compresa all’interno del messaggio generale del Nuovo Testamento. Infatti, con essa non si vuole dire che Dio ti dà un dono secondo la tua capacità personale, perché sappiamo bene che anche la capacità in se stessa è un dono di Dio, ossia è essa stessa un talento da sviluppare. Allora, la diversità di trattamento evidenziata da Matteo va intesa in questi termini: i doni che riceviamo da Dio sono diversi, perché è diverso il nostro modo di collocarci all’interno della Chiesa e nel disegno di salvezza. Ciascuno di noi ha un ruolo diverso e irripetibile, stabilito da Dio prima della nostra nascita, e secondo questo ruolo, noi abbiamo ricevuto dei doni corrispondenti. Sarà poi la nostra adesione che ci differenzierà davanti a Dio. Nulla di arbitrario nella distribuzione, pur diversa, dei doni di Dio: a ciascuno è dato ciò che davvero gli serve; e poiché ciascuno ha una missione diversa da realizzare in questo mondo, ne consegue che sono diversi anche i doni necessari a tale realizzazione.


IMPEGNO:

Mi domando con serietà quale sia la volontà di Dio in me.







© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



30 marzo 2017

#incontroTe

30 marzo 2017  -  Giovedì









Chi crede ha la vita eterna
(Gv 6,47)




La differente risposta a Dio



Da ciascuno si attende poi i risultati dell’investimento. In questo modo, l’evangelista Luca vuole porre l’accento sul fatto che Dio non penalizza mai nessuno nel distribuire i suoi doni. Infatti, nella visione lucana, la stessa somma ricevuta ugualmente da tutti, viene investita e maggiorata in maniere diverse da ciascuno: c’è chi a partire da una mina ne guadagna cinque, c’è chi, investendo la medesima somma, ne guadagna dieci. In altre parole: anche nell’ipotesi che Dio desse a tutti gli stessi doni, rimarrebbe la verità di fondo che non siamo comunque uguali davanti a Dio, perché la diversità delle nostre risposte alla sua grazia, e le diverse gradazioni di generosità verso di Lui, ci differenziano inevitabilmente gli uni dagli altri l’ungo l’arco della nostra vita.


IMPEGNO:

Ubbidirò agli impulsi di bene suggeriti dalla Grazia di Dio.






© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



29 marzo 2017

#incontroTe

29 marzo 2017  -  Mercoledì









Ricordati, Signore, del tuo amore
(Sal 24,6)




L'investimento di Dio

Un talento è una somma da investimento, un capitale adatto a chi voglia fare l’imprenditore. Fuori dalla metafora: i doni di Dio non sono mai piccoli, hanno sempre uno spessore e una profondità sproporzionata, perché sono dati in previsione di un “investimento”. Il Dio di Gesù Cristo, non sembra disposto a darci dei doni “completi”; Egli ci offre piuttosto i loro “germi”, attendendo che noi li facciamo sviluppare. Il problema non è allora cosa ho ricevuto, se molto o poco, bensì fino a che punto io l’ho valorizzato.


IMPEGNO:

Rivedo il “sogno” della mia vita come un investimento, un progetto di Dio.






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28 marzo 2017

#incontroTe

28 marzo 2017  -  Martedì









Rendimi la gioia di essere salvato
(Sal 50,14a)




Il valore di ogni talento (cf. Mt 25,14-30)

Dinanzi alla semplice lettura di questo versetto già citato, la prima reazione istintiva, osservando la diversità di criteri con cui Dio distribuisce le sue ricchezze, è quella di pensare: “Poverino, questo servo ha ricevuto un solo talento, mentre gli altri sono stati gratificati più di lui”. Questa medesima osservazione, la facciamo spesso anche nella vita, confrontando e giudicando dal nostro punto di vista il modo con cui Dio distribuisce le sue ricchezze agli uomini. Prima di dire che il servo di un solo talento abbia ricevuto poco, dobbiamo chiederci quanto valga un talento e quale sia stato il suo potere di acquisto nel primo secolo.


IMPEGNO:


Analizzo e purifico il mio modo di giudicare.







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