28 marzo 2017

#incontroTe

28 marzo 2017  -  Martedì









Rendimi la gioia di essere salvato
(Sal 50,14a)




Il valore di ogni talento (cf. Mt 25,14-30)

Dinanzi alla semplice lettura di questo versetto già citato, la prima reazione istintiva, osservando la diversità di criteri con cui Dio distribuisce le sue ricchezze, è quella di pensare: “Poverino, questo servo ha ricevuto un solo talento, mentre gli altri sono stati gratificati più di lui”. Questa medesima osservazione, la facciamo spesso anche nella vita, confrontando e giudicando dal nostro punto di vista il modo con cui Dio distribuisce le sue ricchezze agli uomini. Prima di dire che il servo di un solo talento abbia ricevuto poco, dobbiamo chiederci quanto valga un talento e quale sia stato il suo potere di acquisto nel primo secolo.


IMPEGNO:


Analizzo e purifico il mio modo di giudicare.







© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



27 marzo 2017

#incontroTe

27 marzo 2017  -  Lunedì







O Dio, vieni a salvarmi;
Signore, vieni presto in mio aiuto
(Sal 69,2)




Doni diversi per un unico fine

Dio elargisce i suoi beni, e ciascuno di noi, quando vive con la coscienza illuminata dalla fede, si sente come un servo che deve amministrare dei beni non suoi. Talvolta, quando comprendiamo che quello che abbiamo ci è stato donato, cominciamo a guardare intorno a noi, chiedendoci che cosa Dio abbia dato agli altri. Vogliamo così dedurre quanto Dio ci ami, a partire dal confronto dei doni che Egli ha elargito a noi e agli altri. In questo processo di confronto cominciamo a cadere in una serie di errori, che vengono alla luce a una lettura attenta del testo matteano (cf. Mt 25,14-30).


IMPEGNO:

Mi confronterò con chi sta peggio di me, è nella malattia, nel disagio, nei limiti.






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26 marzo 2017

#incontroTe

26 marzo 2017  -  IV Domenica di Quaresima







È in te la sorgente della vita,
nella tua luce vediamo la luce
(Sal 35,10)




Ora ci vedo!

Nella parabola dei talenti (cf. Mt 25,14-30) si dice che, dopo la consegna dei beni, il padrone parte. In realtà il cristiano davanti al mondo e davanti alla vita si trova così: è come se Dio gli avesse consegnato delle cose e poi fosse uscito di scena. L’impressione che abbiamo, guardando la vita senza il filtro della fede, è che Dio sia partito per un viaggio e che non sia qui con noi, oppure che sia uno spettatore distaccato del dramma che si svolge nel mondo. Il v. 14 descrive proprio questa impressione con un’immagine narrativa: “Un uomo che partendo per un viaggio”. Al v. 15 si descrive la modalità della distribuzione dei beni: “A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità, e partì”. Questo versetto suscita nel lettore alcune perplessità: perché Dio non dà a tutti gli stessi doni? Alcuni sono arricchiti di più e altri meno? Bisogna parteggiare allora per il servo che ha ricevuto un solo talento, visto che rispetto agli altri è stato penalizzato? Chi si sentirà di biasimarlo per avere sotterrato un dono così poco generoso? Si tratta però di perplessità legittime soltanto da una lettura superficiale del racconto.


IMPEGNO:

Metto un freno ai lamenti che semino nelle giornate spesso frutto di pura invidia.






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25 marzo 2017

#incontroTe

25 marzo 2017  -  Annunciazione del Signore








Tu mi conosci fino in fondo
(Sal 138,14)




L'anima mia magnifica il Signore


Nella visione cristiana delle cose, non c’è nessuno che possieda veramente qualcosa. Anche per noi battezzati questo concetto entra spesso con difficoltà nella nostra mentalità. Il segnale sicuro di un atteggiamento padronale nei confronti della vita è costituito dal fatto che al mattino ci alziamo e diamo per scontato che ciò che abbiamo, a partire dal respiro, ci sia dovuto; non ci meravigliamo del fatto che respiriamo, ci muoviamo, abbiamo la percezione del mondo, l’intelligenza, la vita che palpita in noi. Dio vuole smascherare proprio questo inganno, dicendoci che tutto quello che abbiamo è un suo dono, e che il vero proprietario è Lui.
Questo cambiamento di prospettiva ci consente di guardare alla nostra vita con occhi di meraviglia e di gioia, perché siamo oggetto di un Amore generoso, che elargisce doni senza limiti. Maria di Nazareth ne è un esempio sublime, sa di non possedere nulla e si lascia trasformare dalla Grazia.



IMPEGNO:

La generosità passa anche in un atto di perdono.






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