19 marzo 2017

#incontroTe

19 marzo 2017  -  III Domenica di Quaresima







Ha sete di te, Signore, l’anima mia
(Sal 62,2)




Come la samaritana presso il pozzo di Sicar


Anche la persona umana si realizza nel rapporto nell’apertura. Questo è lontano da certe definizioni di persona troppo filosofiche. Il vivere per conto proprio (subsistere in se) è l’essere diviso dagli altri. Se ci rifacciamo al modello divino la persona è essenzialmente un protendersi verso il fratello, un fargli compagnia lungo la strada della vita, proprio quello che Dio fa con ciascuno di noi.

Due poli che non si distinguono: relativi a noi proprio perché agganciati al Signore nella contemplazione e nella lode.
Esse ad è un atteggiamento fondamentale della carità: stare accanto per servire. È un’illusione tragica quella della persona che crede di costruire se stessa chiudendosi nel proprio egoismo. Raul Follerau ha detto: “Nessuno ha il diritto di essere felice da solo”. Ma si potrebbe dire anche di più: “Nessuno riesce a essere felice da solo”. Se ci chiudiamo in noi stessi intristiamo, non costruiamo la felicità. La felicità si costruisce nel rapporto. È aprendoci all’altro, ai suoi bisogni che realizziamo noi stessi e diventiamo felici.


IMPEGNO:

Farò di tutto per portare Gioia a qualcuno.





© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



18 marzo 2017

#incontroTe

18 marzo 2017  -  Sabato







Hai mutato il mio lamento in danza
(Sal 29,12)




"Stare presso il Padre"


Stare accanto dice un rapporto di servizio e richiama istintivamente a quello che la persona è in Dio. La lunga riflessione tomista, accettata anche dalle scuole posteriori, è arrivata a questa definizione. La persona in Dio è “to pros ti”, tradotta in italiano: stare presso qualcuno.
La persona in Dio è rapporto. Il Figlio è tale perché è in rapporto col Padre e il Padre è Padre perché è in rapporto col Figlio, per cui l’essenza della persona sta in questo arco che congiunge due persone.


IMPEGNO:

Entrerò in una Chiesa per stare un po’ di tempo “presso il Padre”.





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17 marzo 2017

#incontroTe

17 marzo 2017  -  Venerdì







Mi hai rivestito delle vesti di salvezza
(Is 61,10)




Assistere!

L’amore a Dio separato dall’amore ai fratelli è inautentico. E un amore ai fratelli separato dall’amore a Dio manca di linfa vitale, diventa pura filantropia. Il verbo “assistere” – usato comunemente per indicare un’attenzione particolare a persona o cosa – incarna pienamente la richiesta di corrispondenza d’amore della prima lettera di Giovanni. Infatti “adsistere”: ad dice un rapporto profondo. Stare accanto a Dio e accanto ai fratelli. Stare accanto è la forma più elementare e più bella di carità che potremmo anche tradurre “impegnarsi nella storia con Cristo”.


IMPEGNO:

Scelgo di mettere al centro della mia giornata una attenzione particolare alle persone che incontrerò.





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16 marzo 2017

#incontroTe

16 marzo 2017  -  Giovedì







Beati gli invitati alla mensa del Signore
(dalla liturgia)




Un cuore che arde

Un cammino quello intrapreso che porta a una meta già prefissata: Gerusalemme. La via della croce non è una devozione facoltativa, è l’itinerario che bisogna percorrere per partecipare, al seguito di Gesù, al mistero del suo amore salvifico. È infine nel cammino verso Emmaus che Gesù rivela il senso della sua missione (cf. Lc 24,13-35). “Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?” (Lc 24,32).


IMPEGNO:

Verifico le mie passioni cercando di ordinarle in Dio.





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