14 marzo 2017

#incontroTe

14 marzo 2017  -  Martedì







Imparate da me che sono mite e umile di cuore.
(Mt 11,29)




Impegnarsi nella storia con Cristo

Nel Nuovo Testamento Gesù appare come una persona che cammina e cammina molto. Sulla sue strada incontra la Samaritana (cf. Gv 4,1-42). Guarisce un cieco che mendicava al bordo di una di quelle strade impolverate della Palestina (cf. Lc 18,35). Nella parabola, anche il buon Samaritano non devia dal cammino della misericordia (cf. Lc 10,29-37). A Tommaso che gli domanda dove va e come è possibile andare verso il Padre, Gesù risponde: “Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non attraverso di me” (Gv 14,6).


IMPEGNO:

Farò un passo di avvicinamento verso chi normalmente evito.





© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



13 marzo 2017

#incontroTe

13 marzo 2017  -  Lunedì







Guarda, rispondimi, Signore mio Dio
(Sal 12,4)




Lui solo ci basta!

All’infuori di Dio, non c’è nulla che possa contenere il cuore dell’uomo. In realtà, nella vita umana si moltiplicano senza fine i rapporti. Non c’è rapporto umano che sia veramente totalizzante, esauriente. Solo Dio può consumare tutta la capacità di rapporto della nostra vita. Lui solo ci basta. È quanto ha voluto significare già l’Antico Testamento affermando che bisogna amare Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze (cf. Dt 6,5). Dio deve diventare, non solo il primo, ma l’unico.


IMPEGNO:

Unisco il mio amore verso Dio in un gesto concreto di amore al prossimo.





© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



12 marzo 2017

#incontroTe

12 marzo 2017  -  II Domenica di Quaresima






Manda la tua verità e la tua luce;
siano esse a guidarmi al tuo monte santo,
e alle tue dimore
(Sal 42,3)




Trasfigurati



Il filosofo Gabriel Marcel, con un pensiero molto vicino al Vangelo, afferma che si passa dall’esserci all’essere nella sua pienezza, quando si comincia a “essere con”. Questo concetto filosofico tradotto in termini concreti, vuol dire che viviamo pienamente solo se viviamo per qualcuno. Ci si può illudere qualche volta che un tu umano dia alla vita tutto il suo senso, che basti questo rapporto a dare la felicità vera, a esaurire il bisogno di rapporto d’amore che c’è nel cuore dell’uomo (e gli innamorati hanno questa illusione). Ma ben presto ci si accorge che l’aspirazione del cuore è troppo profonda, troppo grande perché un tu umano possa esaurirne le potenzialità. Dietro ad ogni tu umano, se il rapporto è vissuto autenticamente, ci dev’essere il Tu divino. La fede è uno scavalcare il tu umano per raggiungere direttamente l’oggetto più profondo del rapporto.
“Signore, ci hai fatti per te e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te” (S.Agostino, Le Confessioni, I,1,1).


IMPEGNO:

Oggi sarà un vero “Giorno del Signore” di riposo e di ristoro in Lui e con Lui.





© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



11 marzo 2017

#incontroTe

11 marzo 2017  -  Sabato







Siate misericordiosi,
com’è misericordioso il Padre vostro
(Lc 6,36)




Vivere per qualcuno

Diventando figlio nel Figlio, ciascuno di noi può entrare nel rapporto particolarissimo che il Figlio ha con il Padre e questo diventa anche la misura del mio rapporto con Lui. Siamo al centro del rapporto religioso perché già a livello umano sentiamo di vivere pienamente soltanto se viviamo per qualcuno.


IMPEGNO:

Metterò a fuoco il teme della generosità nella mia giornata.





© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma