13 marzo 2017

#incontroTe

13 marzo 2017  -  Lunedì







Guarda, rispondimi, Signore mio Dio
(Sal 12,4)




Lui solo ci basta!

All’infuori di Dio, non c’è nulla che possa contenere il cuore dell’uomo. In realtà, nella vita umana si moltiplicano senza fine i rapporti. Non c’è rapporto umano che sia veramente totalizzante, esauriente. Solo Dio può consumare tutta la capacità di rapporto della nostra vita. Lui solo ci basta. È quanto ha voluto significare già l’Antico Testamento affermando che bisogna amare Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze (cf. Dt 6,5). Dio deve diventare, non solo il primo, ma l’unico.


IMPEGNO:

Unisco il mio amore verso Dio in un gesto concreto di amore al prossimo.





© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



12 marzo 2017

#incontroTe

12 marzo 2017  -  II Domenica di Quaresima






Manda la tua verità e la tua luce;
siano esse a guidarmi al tuo monte santo,
e alle tue dimore
(Sal 42,3)




Trasfigurati



Il filosofo Gabriel Marcel, con un pensiero molto vicino al Vangelo, afferma che si passa dall’esserci all’essere nella sua pienezza, quando si comincia a “essere con”. Questo concetto filosofico tradotto in termini concreti, vuol dire che viviamo pienamente solo se viviamo per qualcuno. Ci si può illudere qualche volta che un tu umano dia alla vita tutto il suo senso, che basti questo rapporto a dare la felicità vera, a esaurire il bisogno di rapporto d’amore che c’è nel cuore dell’uomo (e gli innamorati hanno questa illusione). Ma ben presto ci si accorge che l’aspirazione del cuore è troppo profonda, troppo grande perché un tu umano possa esaurirne le potenzialità. Dietro ad ogni tu umano, se il rapporto è vissuto autenticamente, ci dev’essere il Tu divino. La fede è uno scavalcare il tu umano per raggiungere direttamente l’oggetto più profondo del rapporto.
“Signore, ci hai fatti per te e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te” (S.Agostino, Le Confessioni, I,1,1).


IMPEGNO:

Oggi sarà un vero “Giorno del Signore” di riposo e di ristoro in Lui e con Lui.





© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



11 marzo 2017

#incontroTe

11 marzo 2017  -  Sabato







Siate misericordiosi,
com’è misericordioso il Padre vostro
(Lc 6,36)




Vivere per qualcuno

Diventando figlio nel Figlio, ciascuno di noi può entrare nel rapporto particolarissimo che il Figlio ha con il Padre e questo diventa anche la misura del mio rapporto con Lui. Siamo al centro del rapporto religioso perché già a livello umano sentiamo di vivere pienamente soltanto se viviamo per qualcuno.


IMPEGNO:

Metterò a fuoco il teme della generosità nella mia giornata.





© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



10 marzo 2017

#incontroTe

10 marzo 2017  -  Venerdì







Siate santi, perché io sono santo
(Lv 11,44)




Un rapporto personale con Dio


I salmisti sono quelli che hanno dato del Tu a Dio. Il tu esprime un rapporto personale profondo. Quando un’amicizia si approfondisce, dare del tu a una persona significa dirle siamo amici. Per questo le nostre preghiere sono passate insensibilmente dal voi al tu. Non è questione di diminuire nell’amore o nel rispetto al Signore, ma di stabilire con Lui un rapporto più personale.
Quando Dio cessa di essere un tu a cui mi rivolgo e diventa un entità su cui disquisisco, tutto frana. Non si può vivisezionare il mistero di Dio attraverso categorie astratte. In Dio la persona è essenzialmente rapporto, relazione, è un totale ordinarsi all’altro. E così il Figlio vive il suo rapporto con il Padre.

IMPEGNO:

Starò attento alle mie relazioni con l’altro tenendo a bada ciò che mi impedisce di essere verace.





© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma