05 marzo 2017

#incontroTe

5 marzo 2017  -  I Domenica di Quaresima







Siamo saldi nella prova:
nostra forza è l’amore di Cristo
(Dalla Liturgia)




Il coraggio della felicità 



La gratuità con cui Dio ci ama, è l’aspetto più seducente dell’amore divino e giustifica le famose parole di Geremia: “Tu mi hai sedotto, o Signore e io mi sono lasciato sedurre” (Ger 20,7).


L’Apostolo Paolo confida ai Galati di essere stato chiamato per nome dalla grazia di Dio, usa un verbo assai forte: sono stato sedotto dall’amore proveniente da Dio e aggiunge subito: “non ci ho visto più” (Gal 1,16), sono stato pervaso da quella presenza straordinaria di Dio.
La scoperta di questo amore è veramente entusiasmante, seducente, capace di spezzare tutti i legami, è una divina sorpresa. Non è affatto una cosa normale che Dio, l’Altissimo, cominci per primo ad amare una creatura. La sorpresa aumenta quando Gesù ci dice che questo amore è paterno perché in cielo c’è un Padre. Siamo troppo abituati a questa affermazione per coglierne ancora il carattere sbalorditivo.


IMPEGNO:


Presterò maggiormente ascolto a quanto mi indica la mia coscienza.





© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



04 marzo 2017

#incontroTe

4 marzo 2017  -  Sabato







Per le tue piaghe noi siamo stati guariti.
(Is 53,5c)




Non c'è timore nell'Amore (cf. Mt 25,14-30)


Gesù con questa parabola desidera portarci fuori dalla logica paranoide e paritaria del tanto-quanto per entrare nella prospettiva della fiducia e dell’amore senza calcoli e senza paure. Non c’è timore nell’amore. Nell’amore si può rischiare perché nell’amore c’è la fiducia del perdono. E forse anche per questo c’è molto meno rischio di sbagliare. Dov’è creatività e amore, lì c’è Dio.
Far fruttificare i doni ricevuti, portare frutto, ci immette nella corrente di quell’amore trinitario che fonda la crescita di ogni persona e la costruzione di una comunità cristiana. L’atteggiamento del servo che ha sotterrato il talento per timore del suo padrone. Penso ad una possibile paralisi istituzionale, quando non si osa rischiare più; a una diffusa inerzia spirituale giustificata da paure, resistenze, contrasti a livello personale e comunitario, o motivata dai condizionamenti socio-psicologici con i quali ci imbattiamo nel nostro quotidiano.


IMPEGNO:

Oggi affronto le mie paure combattendo l’inerzia spirituale.





© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma




03 marzo 2017

#incontroTe

3 marzo 2017  -  Venerdì







Signore, sciogli le mie catene inique
(Is 58,6)




La fiducia ben riposta (cf. Mt 25,14-30)

La differenza di atteggiamento rispetto ai primi due servi è nettissima. I primi due si mostrano attivi, pieni di iniziativa, capaci e volenterosi di rispondere alla fiducia concessa. Rischiano in proprio, portando dentro di sé un’immagine generosa e fiduciosa del padrone, il quale li lascia del tutto liberi di muoversi. In tal modo crescono e raddoppiano quanto loro affidato. È la loro piena realizzazione delle loro possibilità esistenziali e il padrone desidera condividere con loro la sua sovrabbondante e gioiosa soddisfazione per la sua fiducia ben riposta, al di là dei pur lusinghieri risultati sul campo.


IMPEGNO:

Cercherò di far spazio a chi incontro donando fiducia.





© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



02 marzo 2017

#incontroTe

2 marzo 2017  -  Giovedì






Se moriamo con lui,
vivremo anche con lui
(2Tm 2,11)




Un cuore duro (cf. Mt 25,14-30)

Matteo indugia sull’atteggiamento del terzo servo, l’unico dei tre che esplicita il suo pensiero davvero poco generoso sul padrone. Ne emerge un’immagine, tutta del servo, fatta di durezza, di prevaricazione, di mancanza di misericordia. Un’immagine tanto mostruosa che egli se ne lascia impaurire per tutto il tempo dell’assenza del padrone, lasciandosi trascinare in un comportamento passivo,privo di iniziativa, irresponsabile. In buca, rinunciando a vivere.


IMPEGNO:



In quali situazioni e con quali persone ho il cuore duro?





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