06 marzo 2016

La segnaletica della settimana

IV DOMENICA DI QUARESIMA (Anno C)


Dal Vangelo secondo Luca (13,1-9)


In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre.
Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.
Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».



LA PAROLA SI FA PREGHIERA

Ci è stato insegnato che i nostri peccati offendono Dio e così ci siamo fatti l'idea che sia un permaloso di prima categoria che per un nonnulla si offende e deve essere trattato coi massimi riguardi per non farlo arrabbiare...
Ma Dio non è così! Abbiamo capito male: dicendo che Dio è offeso dal nostro peccato significa che ne rimane ferito, addolorato, perché il suo unico desiderio è di averci con sé.
Il padre della parabola permette ai figli di dirgli quello che vogliono, non è permaloso, non resta indignato dalla richiesta del figlio minore o dallo sfogo del maggiore, non li rimprovera, non li accusa. Va incontro ad entrambi, dimostra loro il suo amore, li invita a rientrare in casa, alla comunione con lui. Sa che l'unico rimedio al peccato è la misericordia, l'unica cosa che vince il male è l'amore.
Questo è Dio! Non lasciamo, dunque, che il male, l'egoismo, la superbia e l'orgoglio continuino a tenerci lontani da casa, lontani da quell'abbraccio misericordioso e pieno d'amore del Padre.
Signore Gesù, donaci il tuo Santo Spirito che ci faccia tornare in noi stessi, ci faccia prendere coscienza del nostro peccato e di quanto male ci stiamo, ci dia la forza di rialzarci e avviarci verso la casa del Padre, verso la sua misericordia senza limiti.

Amen!

(don Matteo Castellina)

01 marzo 2016

Per te... giovane!

VIENI A VIVERE IL TRIDUO PASQUALE CON NOI



La Santa Pasqua si avvicina…
ti invitiamo a vivere i giorni del Triduo
del crocifisso, del sepolto e del risorto
con la comunità delle Pie Discepole del Divin Maestro, presso il Centro giovanile in Via Portuense a Roma.
 
La proposta è rivolta ai giovani dai 18 ai 35 anni.
 
 
Per info e adesioni:
 
sr. M.Paola Gasperini - paola.gasperini@piediscepole.it TEL. 333 1964930
sr. Annamaria Passiatore - annamaria.passiatore@piediscepole.it TEL. 348 7429790

27 febbraio 2016

La segnaletica della settimana

III DOMENICA DI QUARESIMA (Anno C)


Dal Vangelo secondo Luca (13,1-9)

In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».
Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».



LA PAROLA SI FA PREGHIERA

Signore Gesù,
la mia vita assomiglia spesso al fico sterile,
non porta frutti buoni,
le mie azioni e scelte servono solo a farmi ottenere quello che voglio,
quello che fa comodo a me.
Donami, Signore, la tua grazia,

rendimi assetato della tua parola,
circondami di persone che mi indichino il cammino giusto,
cosicché possa anch'io comprendere
che solo convertendo a te il mio cuore
a mia vita inizierà a portare frutti di pace, di giustizia e di verità.
Amen!

(don Matteo Castellina)

25 febbraio 2016

Per te... giovane!

Per la Domenica delle Palme vieni con noi per vivere il giubileo dei giovani con Papa Francesco... TI ASPETTIAMO!
 
 
 

 Ecco le parole di Papa Francesco ai giovani:

"E tu, caro giovane, cara giovane, hai mai sentito posare su di te questo sguardo d’amore infinito, che al di là di tutti i tuoi peccati, limiti, fallimenti, continua a fidarsi di te e guardare la tua esistenza...
con speranza? Sei consapevole del valore che hai al cospetto di un Dio che per amore ti ha dato tutto?
So quanto è cara a tutti voi la croce delle GMG – dono di san Giovanni Paolo II – che fin dal 1984 accompagna tutti i vostri Incontri mondiali. Quanti cambiamenti, quante conversioni vere e proprie sono scaturite nella vita di tanti giovani dall’incontro con questa croce spoglia! Forse vi siete posti la domanda: da dove viene questa forza straordinaria della croce? Ecco dunque la risposta: la croce è il segno più eloquente della misericordia di Dio! Essa ci attesta che la misura dell’amore di Dio nei confronti dell’umanità è amare senza misura! Nella croce possiamo toccare la misericordia di Dio e lasciarci toccare dalla sua stessa misericordia!"
 
 
INFO:
sr M. Paola Gasperini - 3331964930
sr Annamaria Passiatore - 3487429790