18 febbraio 2016

Musica!

NO HERO - Elisa





Non poteva esserci testo migliore per
lasciarci introdurre al meglio in questo tempo di Quaresima… Bè ci immergiamo
nel profondo di questo tempo, nella bellezza sconosciuta di questo tempo che
all’apparenza sembra triste e lo facciamo in compagnia di Elisa, per
comprendere che questo è il tempo giusto per mettersi in gioco, per capire
meglio “Chi è questo Gesù?” “Cosa ha
fatto?” “Noi, cosa dobbiamo fare?”.


Canzone
in inglese ed artista italiana ci presentano un testo che offre la possibilità
di guardarsi dentro e con il ritmo incalzante siamo invitati a tirar fuori il
meglio di noi stessi! È un brano “vissuto”, lo si comprende dalla sua
profondità, dal modo in cui Elisa ce lo trasmette…


 

 















È
il periodo giusto per ascoltare questa canzone, è il periodo giusto per
guardarsi dentro e comprendere quanto siamo capaci di farci prossimi, in che
modo?




“Non posso saltare sui palazzi, 


non sono un eroe 




ma l’amore può fare miracoli”.






Eh
si, l’Amore può fare miracoli, per questo credo che il tempo quaresimale sia il
migliore per ascoltare e riflettere su questa canzone… Chi ci ha amati per
primi è stato Colui che è stato in grado di dare la propria Vita per te
, per
me, per coloro che sono lontani, per chi non crede… per “noi”!




Cosa
non è capace di fare l’Amore? L’Amore può fare miracoli… e mentre l’uomo moriva
intrappolato nel proprio peccato, Dio cosa ha fatto??? Ci ha offerto Gesù…




“Non dire che è finita 


alla ricerca di giorni migliori 




oh non dire che finita, 




non ci sono perdenti”.






Niente
perdenti… qui c’è solo Vittoria, la Vittoria sul peccato, la Vittoria sulla
morte… non ci sono giorni migliori se proiettiamo la nostra Vita nel Mistero
Pasquale… “c’è chi i miracoli li ha fatti per Amore” e l’Amore è l’unico che
può fare miracoli
… altrimenti io oggi non sarei qui a scrivere, tu non saresti
qui a leggere, noi, non saremmo qui ad ascoltare Elisa…!




Più che una
canzone sembra sia un Inno… Un inno all’Amore che vince la sofferenza, un inno
d’Amore per poter fare felici chi amiamo, un inno… di Risurrezione, alla quale
dovremmo volgere lo sguardo ogni qual volta “moriamo un po’ dentro…” perché è
importante guardare oltre il dolore, oltre la sofferenza, oltre il buio che ci
sorprende nei giorni più tristi… è importante sognare e “non lasciarsi rubare
la speranza”
(cit. Papa Francesco) di giorni migliori, di persone migliori, di
un mondo migliore… che può essere tale solo se noi per primi abbiamo il
coraggio di “guardarci dentro” e pensare che “la Vita vince sulla morte”
altrimenti non avremmo Risurrezione, non avremmo Pasqua, non saremmo qui…




Elisa dice: “Avere il coraggio di inseguire i sogni e
continuare a farlo, a 40 come a 20 anni, è un atto di ribellione e di fede. Ho
scritto questo pezzo per la mia migliore amica, ma era rivolto anche a me. E a
tutti quelli che hanno preso più di qualche botta, ma che vogliono continuare a
sognare e cercare la loro strada.
 Perché
anche quando ci cammini dentro, devi continuare a trovarla per ogni passo in
avanti che fai”.




“No Hero” ma “Sono”… e la
Quaresima è solo un modo per riscoprire che “l’Amore Vero… può fare miracoli”!


 





 
Per riflettere...



- E tu... credi che l'Amore può fare miracoli?


- Prova a confrontare il tuo cammino quaresimale con questa canzone: trovi affinità?


- Cosa pensi del testo proposto da Elisa? Ti ci ritrovi?




 

14 febbraio 2016

La segnaletica della settimana

I DOMENICA DI QUARESIMA (Anno C)


Dal Vangelo secondo Luca (4,1-13)


In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”».
Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.



LA PAROLA SI FA PREGHIERA

Signore Gesù,
hai affrontato anche tu la tentazione
per essere veramente uomo
ma anche per indicarci la via,
per metterci in guardia dai tranelli del maligno.
Il diavolo cerca ogni giorno di dividerci dal Padre,

dalla relazione con lui,
ha tentato anche te
ma tu hai riportato ogni volta il tuo sguardo sull'amore del Padre
che è più importante del soddisfacimento dei bisogni e delle pulsioni,
è più prezioso di ogni potere umano,
dona più gioia che compiere i propri progetti.
Ogni giorno, Signore Gesù,

anche noi dobbiamo affrontare tante tentazioni
e spesso ci lasciamo ingannare,
donaci il tuo Spirito d'Amore
che ci riporti ogni volta a volgere lo sguardo al Padre,
certi della sua misericordia
e sicuri che solo nella sua volontà e nel suo amore
troviamo la nostra gioia.
Amen!

(don Matteo Castellina)

07 febbraio 2016

La segnaletica della settimana

IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno C)


Dal Vangelo secondo Luca (5,1-11)

In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.



LA PAROLA SI FA PREGHIERA

Nella vita tanti sono quelli che mi criticano,
pochi sono quelli che mi stimano,
pochissimi quelli che si fidano di me.
Tu, Signore Gesù, conosci bene le mie debolezze,

i miei difetti, i miei peccati, eppure mi vuoi con te,
mi vuoi coinvolgere nel tuo progetto di salvezza,
vuoi farmi testimone della tua grazia.
Come Simon Pietro anche io resto meravigliato che tu voglia proprio me,

cerco anche di dissuaderti,
di ricordarti i tanti errori che ho commessi,
tutta la mia inadeguatezza.
Ma tu, Signore, non demordi,
vedi oltre il mio peccato, oltre le mie debolezze e i miei difetti,
vedi le mie potenzialità, la mia capacità di amare e di donare,
caratteristiche che spesso sono a me sconosciute.
Donami, Signore, il tuo Santo Spirito che mi trasformi nel profondo,

che faccia emergere tutto il bene che c'è nel mio cuore,
spesso così piccolo e freddo,
affinché impari ad amare come tu vuoi,
come tu ami me.
Amen!

(don Matteo Castellina)

06 febbraio 2016

Briciole di vita

"..proporre gli Esercizi Spirituali significa invitare ad un’esperienza di Dio, del suo amore, della sua bellezza. Chi vive gli Esercizi in modo autentico sperimenta l’attrazione, il fascino di Dio, e ritorna rinnovato, trasfigurato alla vita ordinaria, al ministero, alle relazioni quotidiane, portando con sé il profumo di Cristo. Gli uomini e le donne di oggi hanno bisogno di incontrare Dio, di conoscerlo e non 'per sentito dire' ". È così che Papa Francesco ha esortato a fare esperienza degli esercizi spirituali.

Io ho avuto l'occasione di parteciparci dal 27 al 30 dicembre dalle Pie Discepole a Roma. Ho avuto l'opportunità, in silenzio, di contemplare il volto dell'amore, quel volto misericordioso di un Dio che si fa uomo in mezzo alla sua gente, un Dio che ci parla, che ci ascolta, che ci consola e che non ci lascia mai da soli. L'idea di fare silenzio per tre giorni mi spaventava, ero sicura di non riuscirci ed immaginavo già i miei monologhi, eppure il silenzio è l'elemento essenziale che permette forti momenti di preghiera, meditazione e introspezione. È stato un silenzio così naturale che mi manca, in quei tre giorni ho avuto l'opportunità di stare davvero a contatto col Signore, distaccandomi da tutte quelle cose inutili che riempivano le mie giornate (social network, messaggi e telefonate) e ho avuto modo di riempirmi dell'amore di Dio, questo Dio che ci ama e che ci invita a scendere da quel "sicomoro" per incontrarlo e sentirci dire "Scendi subito perché oggi devo fermarmi a casa tua" (Lc 19 1-10). Questo Dio che compie miracoli visibili (guarisce il paralitico), ma guarisce paralisi ancora più radicali come quella del peccato (Mt 9).
Colpita da questo Dio la cui parola è davvero efficace e se ascoltata e vissuta fa esplodere in noi qualcosa di straordinario, è per questo che la chiesa ci invita a conformare la nostra vita al Vangelo.


Inoltre ho avuto l'opportunità di pregare l'Angelus col Santo Padre in piazza San Pietro, di partecipare alla celebrazione eucaristica ogni giorno, di condividere ciò che abbiamo sperimentato durante i momenti di silenzio e anche di giocare con i ragazzi, il sacerdote e le suore che hanno condiviso questa esperienza con me!

Terminati gli esercizi spirituali sono ritornata a casa colma dell'amore del Signore, ma è proprio a casa che arriva il rendiconto finale, il saper attuare nella vita ordinaria ciò che ho maturato......ma con Lui tutto è possibile!

 Alice (CATANIA)