30 settembre 2015

Per te... giovane!

Un nuovo anno riparte con lo sguardo fisso su Gesù, Volto della misericordia del Padre e cammino sicuro per ritrovare il nostro vero volto e la pienezza dell'Amore.


Il Tuo volto io cerco... Ecco il titolo del prossimo itinerario vocazionale per ragazze dai 18 ai 30 anni.
Ti aspettiamo... non mancare!


30 ottobre - 1 novembre 2015
5 - 7 febbraio 2016
23 - 25 aprile 2016

 
 
 
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Sede: Centro giovanile - Pie Discepole - ROMA
Info: sr M. Paola Gasperini
         paola.gasperinipiediscepole.it - 3331964930
         sr M. Provvidenza Raimondo
         provvidenza.raimondopiediscepole.it - 3347238048




26 settembre 2015

La segnaletica della settimana

XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno B)

Dal Vangelo secondo Marco (9,38-43.45.47-48)
 
In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi.
Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.
Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue».



Per riflettere...
L’intervento un po’ forte di Giovanni, che “blocca” un tale che compie miracoli nel nome di Gesù pur non essendo fra gli apostoli, provoca una reazione decisa da parte del Maestro.
A ben guardare, Giovanni non ha fatto nulla di eccezionale: quell’uomo non era fra i discepoli, non seguiva il Signore come loro… come si permette di compiere miracoli con la forza di Cristo?

Ecco allora che il Maestro stesso deve rimettere le cose in chiaro:
1) nessuno può pensare di avere un’esclusiva su Gesù. Tantomeno i discepoli…
2) per quanto possa sembrare strano, non sono le “grandi cose” a svelare il cuore, ma le piccole, quotidiane, semplici come dare un bicchiere d’acqua;
3) tutto ciò che porta al bene, è di Dio. Detto così, è un’ovvietà, ma proviamo a pensare quanto costa, alle volte, ammettere che anche quelli che non la pensano come noi, e che magari credono in un altro dio, possano essere davvero buoni, vicini al Padre e capaci di vera carità…

Poche linee, date da Gesù ai discepoli, ma che sono segnali per la strada dei discepoli di tutti i tempi. Anche per te e per me, in cammino dietro al Maestro!
 
 


24 settembre 2015

FACE... to face



Con l'autunno appena iniziato riparte nel nostro blog a cura di don Tony, assistente nazionale per il settore Giovani di AC, la rubrica "FACE... to face" ovvero "faccia a faccia".

Qui liberamente puoi esprimere i tuoi pensieri, i tuoi dubbi, le domande che porti nel cuore: qui il protagonista sei tu!



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Tra gli amici spesso mi si accusa di essere un prete solo perché ogni tanto non nascondo le mie opinioni su alcuni argomenti o sulla politica. Vorrei far capire ai miei amici che tutto questo fa parte anche della loro vita e che essere cristiano non vuol dire far parte di una casta, di un clero ecc... Non si è cristiani perché si va regolarmente agli incontri in parrocchia o alla messa: uno è cristiano tutto il giorno, nelle sue scelte.
 
Marco
 


 

Caro Marco,

ciao! Io sono don Tony e vivo il mio ministero come assistente nazionale per il settore giovani di Ac. Provo a dire qualcosa rispetto alla tua riflessione che mi sembra davvero interessante.


Per molto tempo, tutti noi, purtroppo abbiamo vissuto la nostra fede come qualcosa che riguardava solo le funzioni religiose come la messa, le feste patronali, i gruppi nelle parrocchie ecc. ecc., tutto si risolveva nello stare dentro le mura della parrocchia. Questo modo di stare chiusi nei cortili “parrocchiali” ha fatto felici molte persone perché, in questo modo, noi (cristiani) eravamo tranquilli tra le nostre mura, con il nostro linguaggio, con i nostri canti e non davamo fastidio a nessuno.

 
Ora che qualcuno come te inizia a dire qualcosa e a portare il Vangelo nella vita di ogni giorno, risulta strano e ti becchi qualche insulto, ma continua pure a parlare del Vangelo attraverso la tua vita, con il tuo modo di essere giovane e con le scelte che fai e …. Fidati!

 
(ah, ci sono preti anche molto simpatici in giro, perciò non te la prendere molto se ti chiamano “prete”, potrebbe essere un complimento qualche volta).

Ciao!
 
don Tony
 
 
 
 

20 settembre 2015

La segnaletica della settimana

XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno B)

Dal Vangelo secondo Marco (9,30-37)



In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.
Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti».
E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».



Per riflettere...
«Di che cosa stavate discutendo per la strada? Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande». E' evidente: gli apostoli ci assomigliano! Chi è il più buono, il più capace, il migliore tra noi?
E' l'istinto primordiale del potere, del prestigio, dell'onnipotenza del proprio "io" che dilaga da sempre ogni aspetto della vita: famiglia, scuola, lavoro...

I discepoli stanno zitti, sono troppo concentrati nello stabilire i propri ruoli, nell'ottenere benefici... troppo impegnati su loro stessi per accorgersi del Signore.
Ma tale ottusità non esaurisce la pazienza del Maestro e nonostante il loro silenzio egli parla loro nuovamente: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti».

Gesù indica la via giusta per chi vuole essere grande: il più grande è chi non si serve dell'altro ma lo serve!
SERVIRE: un verbo che fa paura perché porta con sé sforzo e sacrificio. La nostra gioia, invece, sta nel comandare, nel possedere, nell'essere i migliori anche a scapito degli altri e per questo li si utilizza e strumentalizza per i propri fini.
E poi, servire tutti, senza limiti di razza o etnia, senza esclusioni, senza preferenze, perché «chi non vive per servire, non serve per vivere» (papa Francesco): parole mai pensate...

Servire: un verbo che o ti conquista o lo cancelli per paura che possa cancellare lo stile della tua vita!

Ti prego, Signore,
insegnami ad andare con te:
insegnami la reverenza e la fiducia,
il pentimento e l'amore,
il timore e il desiderio.
Insegnami a cercarti
e a perseverare nella ricerca
fino a quando ti trovi.
Amen! (R. Guardini).