06 aprile 2012

Venerdì santo

Uno spunto di riflessione e preghiera per questo giorno grande e terribile.
Questa volta ci aiuta un Padre della Chiesa d'Oriente, san Gregorio Nazianzeno.


Saremo partecipi della Pasqua, presentemente ancora in figura, ma fra non molto ne godremo di una più trasparente e più vera, quando il Verbo festeggerà con noi la nuova Pasqua nel regno del Padre.
Offriamo ogni giorno a Dio noi stessi e tutte le nostre attività.
Con le nostre sofferenze imitiamo le sofferenze, cioè la passione di Cristo. Siamo pronti a patire con Cristo e per Cristo. 
Se sei Simone di Cirene, prendi la croce e segui Cristo.
Se sei il ladro e se sarai appeso alla croce, se cioè sarai punito, fai come il buon ladrone e riconosci onestamente Dio, che ti aspettava alla prova. Egli fu annoverato tra i malfattori per te e per il tuo peccato, e tu diventa giusto per lui.
Se sei Giuseppe d'Arimatèa, richiedi il corpo a colui che lo ha crocifisso, assumi cioè quel corpo e rendi tua propria, così  l'espiazione del mondo.
Se sei Nicodemo, il notturno adoratore di Dio, seppellisci il suo corpo e ungilo con gli unguenti di rito, cioè circondalo del tuo culto e della tua adorazione.
E se tu sei una delle Marie, spargi al mattino le tue lacrime. Fa’ di vedere per prima la pietra rovesciata, vai incontro agli angeli, anzi allo stesso Gesù.
Ecco che cosa significa rendersi partecipi della Pasqua di Cristo.

(San Gregorio di Nazianzo, Discorso 45,23-24)

05 aprile 2012

Giovedì santo

Pane e vino, acqua e asciugatoio

"Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavarvi i piedigli uni gli altri".

L'invito del Signore è che ci laviamo i piedi gli uni gli altri all'interno della nostra comunità, dela nostra Chiesa, della nostra congregazione religiosa, perché noi, questa faccenda del catino della brocca e dell'asciugatoio, la interpretiamo forse come se questi fossero gli arnesi da esportare fuori...
Non è che al centro c'è il pane, il vino e l'acqua che poi diventano il Corpo e il Sangue di Gesù mentre fuori dell'assemblea, all'ingresso, ci sono la brocca, il catino e l'asciugatoio, come se fossero strumenti di esportazione! Come se volesse significare che, dopo che noi abbiamo celebrato le nostre liturgie, come frutto prendiamo questi strumenti di servizio e andiamo fuori a lavare.
No! Brocca, catino e asciugatoio vanno messi al centro dell'assemblea, sono gli strumenti che dobbiamo adoperare qui all'interno della nostra assemblea...

Solo quando hanno asciugato le caviglie dei fratelli, le nostre mani potranno fare miracoli sui polpacci degli altri senza graffiarli, e solo quando sono stati lavati da una mano amica i nostri calcagni potranno muoversi alla ricerca degli ultimi senza stancarsi.
 (don Tonino Bello, "Fotografie del futuro")
 
Buon Giovedì santo!

31 marzo 2012

Domenica delle Palme

"Osanna! Benedetto Colui che viene nel nome del Signore!"

 
Con la domenica delle Palme entriamo in quella che i nostri fratelli ortodossi chiamano (e a ragione) "la grande Settimana".
E' come l'anteprima di quello che vivremo durante la Settimana santa, come se fosse il  magnifico portale d'ingresso di un castello o di una cattedrale.

Ormai la Pasqua è vicinissima... se ne sente già il profumo nell'aria. Il nostro augurio è che tu possa vivere questi giorni nella gioia e nella pace, seguendo il Maestro nel Cenacolo, sul Golgota... per ritrovarlo risorto in un giardino!

Buona domenica delle Palme!
E buona Settimana santa!

Musica!

Salve, croce, unica speranza!
 
“La Passione di nostro Signore secondo Marco", che viene letta quest'anno durante la Messa della domenica delle Palme, ci permette di entrare nel grande mistero della morte sulla croce di Gesù, in tutta la sua drammaticità. Egli è stato rifiutato, tradito, abbandonato e condannato per la nostra salvezza!



La durezza della scena del racconto della morte di Gesù è stata musicata dal celebre pianista e compositore Franz Liszt ne “La via Crucis”, composta fra il 1878 e il 1879 a Roma e terminata poi a Budapest.
Così scriveva riferendosi alla Via Crucis del Venerdì santo al Colosseo: “È facile comprendere che la più solenne e più toccante devozione avveniva il Venerdì Santo al Colosseo, proprio nel luogo in cui i martiri avevano versato il loro sangue. […] Io sarei felice in ogni caso, se un giorno la mia musica potesse essere suonata lì, anche se sarebbe insufficiente ad esprimere la profondissima emozione che mi sopraffece quando, una volta lì, in quella processione, mi inginocchiai e ripetei alcune volte queste parole: O! Crux Ave! Spes unica!” (Franz Liszt)