16 marzo 2012

Musica!

"Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in Lui non vada perduto ma abbia la vita eterna"

L'amore di Dio è tanto grande da suscitare gioia e speranza: il Suo è un gesto folle; è il gesto di chi, per amore, fa il primo passo... senza calcoli! Nel vero aore i conti non tornano mai...
Dio ama donando tutto se stesso, senza mezze misure, andando incontro all'uomo per riportarlo alla luce.
La gioia e l'energia che si scatena per questa bella notizia si esprime bene nella Polacca op. 53 di F. Chopin.
Sembra un inno alla felicità, a quel germe che Dio mette dentro il cuore per spingerci verso di Lui.
"In realtà, è Gesù che cercate quando sognate la felicità; è Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate; è Lui la bellezza che tanto vi attrae; è Lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso; è Lui che vi spinge a deporre le maschere che rendono falsa la vita; è Lui che vi legge nel cuore le decisioni più vere che altri vorrebbero soffocare" (Giovanni Paolo II)
 

08 marzo 2012

La segnaletica della settimana

III DOMENICA DI QUARESIMA (anno B)

Dal Vangelo secondo Giovanni (2,13-25)
 

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.
Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull’uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo.

PER RIFLETTERE...
«Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere».
Ai suoi connazionali, costernati per la sua reazione un po’… forte nel tempio, Gesù non esita a dichiararsi vero e definitivo tempio, che distrutto tornerà nel suo splendore. Ovviamente tutti – e i discepoli non fanno eccezione…- non ci avranno capito nulla. 

In questo noi siamo avvantaggiati: sappiamo come andrà a finire la storia! Lui, vero e definitivo luogo della presenza di Dio, sarà spezzato, umiliato, ucciso nel modo più crudele, ma poi risorgerà.

Gesù, tempio vero di Dio… ma anche tu ed io siamo vero tempio di Dio! Dal Battesimo siamo corpo di Cristo, e Lui vive in modo misterioso ma reale in ognuno di noi e in tutti noi: in Lui siamo abitati da Dio. È una cosa grande! Diventa normale, allora, “scacciare” dal tempio della nostra mente e del nostro cuore tutto ciò che con la Sua presenza ci fa “a cazzotti”.
E succederà allora una cosa meravigliosa: «Il Cristo solo vive, pensa, opera, ama, vuole, prega, soffre, muore e risuscita in noi» (b. Giacomo Alberione). E questa è semplicemente la santità.

03 marzo 2012

La segnaletica della settimana

II DOMENICA DI QUARESIMA (anno B)

Dal Vangelo secondo Marco (9,2-10)

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli.
Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro.
Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.


PER RIFLETTERE...
Una voce in una nube proclama: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!».
Ascoltatelo! E' un comando.

Dio, in pochissime parole, dice ai discepoli (e a noi, oggi) cose importantissime:
- Questi: Gesù, quello che all'apparenza sembra un uomo come un altro, magari bravo a parlare (e si dice pure che faccia miracoli...). Proprio Gesù di Nazaret.
- è il Figlio mio: e se è Figlio di Dio, è Dio pure lui...
l’amato: Dio ama questo Figlio come se stesso. E Dio, per salvare noi, non risparmierà ciò che gli è più caro... appunto, il Figlio amato! Pensa quanto sei prezioso agli occhi di Dio!!!!!
- ascoltatelo!: perché la voce del Figlio amato è la voce del Padre. Ascoltando (= seguendo) quello che Lui dice e fa, si arriva alla vera felicità, che è l'Amore vero. Lui è il vero Maestro, da ascoltare, seguire e imitare.

Nella luce della Trasfigurazione, credere a queste parole sembra facile... lo è un po' meno nel buio del Calvario. Facciamone tesoro, conservandole nel cuore: ci sarà utile, primo o poi.
 

24 febbraio 2012

La segnaletica della settimana

I domenica di Quaresima (anno B)

Dal Vangelo secondo Marco (1,12-15)

Gesù nel deserto, olio su tela di Briton Riviere (1840-1920).
In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».

PER RIFLETTERE...
Un vento, quello dello Spirito, sospinge Gesù nel deserto.
Il deserto è il luogo della prova,dove tutto quello che è essenziale manca: l'acqua, il cibo, la sicurezza, altri esseri umani con cui condividere la vita. Ed è qui, nel terreno arido, che Gesù resta.
40 giorni: per la Bibbia questo numero indica il tempo di una vita intera...
Tentato da Satana. In tutto, e in ogni modo. E ha vinto da uomo!

Se Lui, il Signore, ha sperimentato come uomo, per tutta la vita, ogni tipo di tentazione, è anche in grado di capire le nostre difficoltà, le nostre paure, le nostre sofferenze: ci è passato prima di noi! Non è già questa una gran consolazione?
A maggior ragione, possiamo rivolgerci a Lui ed essere certi che ci capirà e non tarderà a "farsi vivo", anche se non sempre come ci aspetteremmo o come vorremmo noi. E con Lui vinceremo ogni prova e ogni tentazione.

Allora, avanti! Con fiducia!