16a Giornata Mondiale della Vita Consacrata (2 Febbraio 2012)
Da alcuni anni la Chiesa dedica la giornata del 2 Febbraio, festa liturgica della Presentazione al Tempio del Signore Gesù, alla preghiera e alla riflessione sulla Vita Consacrata.
I consacrati non sono "supereroi", né "poveracci" che non sanno che fare della loro vita: siamo persone normali, come tutti. Solo che siamo chiamati da Dio ad essere segno (in modo tutto particolare e forse un po' "folle") del Suo amore per ogni creatura, assomigliando il più possibile, in tutte le dimensioni della nostra vita, a Gesù, Colui nel quale l'Amore di Dio ha preso carne. Questo è davvero un grande dono che Lui ha fatto... prima di tutto a noi!
Ecco un passaggio della lettera che i Vescovi italiani hanno indirizzato quest'anno a tutti i consacrati.
"Cari consacrati/e,
Nella misura in cui testimoniate la bellezza dell’amore di Dio, che segue l’uomo con infinita benevolenza e misericordia, voi spandete quel “buon profumo divino” che può richiamare l’umanità alla sua vocazione fondamentale: la comunione con Dio. Nella vostra esistenza trasfigurata dalla bellezza della sua santità, siete chiamati ad anticipare la comunità “senza macchie e senza rughe”, “il cielo nuovo e la terra nuova” che ogni uomo desidera (cfr Ap 21,1)."
(P.S. il testo completo lo trovi QUI)
02 febbraio 2012
Seguendo Lui...
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27 gennaio 2012
La segnaletica della settimana
IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (anno B)
Dal Vangelo secondo Marco (1,21-28)
In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.
PER RIFLETTERE...
Tutta l'attenzione, questa settimana, è sulla Parola di Gesù.
La parola di Gesù stupisce e sconvolge: è una parola “fuori dall’ordinario”.
La parola di Gesù ha “autorità”: non è come quella di tanti "maestri di vita" che, magari, dicono anche cose bellissime...e basta!
La parola di Gesù fa uscire allo scoperto il male, anche quello nascosto sotto il velo dell’osservanza della Legge (di sabato, durante la preghiera comunitaria…).
La parola di Gesù libera chi l’ascolta. Anche se la liberazione non è sempre indolore… anzi! Ma che crea, libera, dona gioia vera e pace!
L’augurio per questa settimana è di poter incontrare questa Parola potente, che riscalda il cuore e illumina la mente; che libera dal male, anche il più ostinato e nascosto; che restituisce la vita e la pace.
Dal Vangelo secondo Marco (1,21-28)
In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.
PER RIFLETTERE...
Tutta l'attenzione, questa settimana, è sulla Parola di Gesù.
La parola di Gesù stupisce e sconvolge: è una parola “fuori dall’ordinario”.
La parola di Gesù ha “autorità”: non è come quella di tanti "maestri di vita" che, magari, dicono anche cose bellissime...e basta!
La parola di Gesù fa uscire allo scoperto il male, anche quello nascosto sotto il velo dell’osservanza della Legge (di sabato, durante la preghiera comunitaria…).
La parola di Gesù libera chi l’ascolta. Anche se la liberazione non è sempre indolore… anzi! Ma che crea, libera, dona gioia vera e pace!
L’augurio per questa settimana è di poter incontrare questa Parola potente, che riscalda il cuore e illumina la mente; che libera dal male, anche il più ostinato e nascosto; che restituisce la vita e la pace.
20 gennaio 2012
La segnaletica della settimana
III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno B)
Dal Vangelo secondo Marco (1,14-20)
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.
PER RIFLETTERE
«Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo»
Gesù è stato battezzato nel Giordano, ha passato un tempo di silenzio e prova nel deserto, poi... aspetta. E quando arriva il "momento giusto", Lui comincia la sua missione.
Comincia a predicare, però, non dal centro (Gerusalemme), dove ci sono un sacco di persone religiose e soprattutto c'è il Tempio e come, forse, sarebbe stato più “normale”. Comincia dalla periferia, dove si trova di tutto e di più: pagani, gente che in sinagoga non ci mette piede perché svolge lavori considerati “poco raccomandabili” (pescatori, pastori, esattori delle tasse…), e, soprattutto, i poveri!
Gesù, in Galilea, ci va di proposito. Comincia da qui, e qui cerca i primi discepoli.
Il Signore è fedele a se stesso e non cambia strategia molto facilmente: egli passa ancora nelle periferie, nei posti più normali e anonimi dove nessuno si aspetterebbe di trovare Dio… Gesù passa anche nella tua vita, quando meno te l’aspetti. La senti la Sua voce che ti chiama a credere in Lui e a seguirlo?
Dal Vangelo secondo Marco (1,14-20)
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.
PER RIFLETTERE
«Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo»
Gesù è stato battezzato nel Giordano, ha passato un tempo di silenzio e prova nel deserto, poi... aspetta. E quando arriva il "momento giusto", Lui comincia la sua missione.
Comincia a predicare, però, non dal centro (Gerusalemme), dove ci sono un sacco di persone religiose e soprattutto c'è il Tempio e come, forse, sarebbe stato più “normale”. Comincia dalla periferia, dove si trova di tutto e di più: pagani, gente che in sinagoga non ci mette piede perché svolge lavori considerati “poco raccomandabili” (pescatori, pastori, esattori delle tasse…), e, soprattutto, i poveri!
Gesù, in Galilea, ci va di proposito. Comincia da qui, e qui cerca i primi discepoli.
Il Signore è fedele a se stesso e non cambia strategia molto facilmente: egli passa ancora nelle periferie, nei posti più normali e anonimi dove nessuno si aspetterebbe di trovare Dio… Gesù passa anche nella tua vita, quando meno te l’aspetti. La senti la Sua voce che ti chiama a credere in Lui e a seguirlo?
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13 gennaio 2012
La segnaletica della settimana
II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (anno B)
Dal Vangelo secondo Giovanni (1,35-42)
In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.
Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.
PER RIFLETTERE…
Ci sono incontri che cambiano la vita. Ai due discepoli che il Battista ha, discretamente, indirizzato da Gesù è capitato proprio questo.
Cominciano a seguirlo di nascosto, lo pedinano. Ma Gesù non è uno sprovveduto: si accorge che “quei due” stanno seguendo proprio lui, e li fa venire allo scoperto.
«Che cosa cercate?»
Come dire: «che cosa vi aspettate da me?». È una domanda che costringe a scavare dentro di sé e che oggi Gesù rivolge anche a te. Che cosa cerchi? E' una domanda che chiede il coraggio di essere onesti con se stessi.
Andrea e Giovanni rispondono alla domanda di Gesù… con un’altra domanda. «Maestro, dove dimori?» Forse nemmeno loro sanno cosa stanno cercando in Lui; o forse hanno grandi aspettative su di Lui e, in fondo al cuore, sentono che stanno cercando bene… e vogliono stare con Lui.
L'incontro con Gesù cambia la vita per davvero: "quel giorno rimasero con lui", ma poi corrono a dire ad altri quello che hanno trovato. Vogliono che anche altri dimorino con Lui! La luce è contagiosa: si propaga da cuore a cuore.
L’augurio che ci facciamo questa settimana è di fare anche noi questo incontro che stravolge e dà senso nuovo alla vita… incontrare il Maestro e mettersi sulle sue tracce. Perché dimorare con Lui è l’avventura più straordinaria che si possa immaginare: la vita cambia, davvero!
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