22 marzo 2011

Per te... giovane!

BEATIFICAZIONE DI GIOVANNI PAOLO II


E’ Gesù che cercate
quando sognate la felicità
è Lui che suscita in voi il desiderio
di fare della vostra vita qualcosa di grande,
la volontà di seguire un ideale,
il rifiuto di lasciarvi inghiottire dalla mediocrità,
il coraggio di impegnarvi
con umiltà e perseveranza
per migliorare voi stessi e la società,
rendendola più umana e fraterna. …
Dicendo «sì» a Cristo, voi dite «sì» ad ogni
vostro più nobile ideale.
Io prego perché Egli regni nei vostri cuori e
nell’umanità del nuovo secolo e millennio.
Non abbiate paura di affidarvi a Lui.
Egli vi guiderà, vi darà la forza di seguirlo
ogni giorno e in ogni situazione.
(Giovanni  Paolo II)

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PROGRAMMA
Venerdì 29 Aprile
pomeriggio arrivi
             Ore 19,00 Celebrazione dei Vespri
             Ore 19,30 Cena - conoscenza
                           Insieme per ricordare GPII

Sabato 30 Aprile

             Ore 8,00  Preghiera del mattino
             Ore 9,30  Pellegrinaggio alle  4 Basiliche
                                        (pranzo al sacco)
             Ore 20,00 Veglia al Circo Massimo
                                        (cena al sacco)

Domenica 1 maggio

            Ore 10,00 Celebrazione Eucaristica e 
                                Beatificazione Giovanni Paolo II
                           Segue la venerazione delle spoglie del Beato
                                        (pranzo al sacco)
                                                     Partenze 

La segnaletica della settimana

II DOMENICA DI QUARESIMA  (Anno A)

Dal Vangelo secondo Matteo (17,1-9)


In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».
All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».

PER RIFLETTERE...
Gesù ha fatto splendida la vita, non solo il suo volto e le sue vesti, non solo il futuro o i desideri, ma la vita qui e adesso, la vita di tutti, la vita segreta di ogni creatura. Ha messo un frammento di luce in ogni cosa, ha dato splendore agli incontri e bellezza alle vite...
L'intera esistenza altro non è che la gioia e la fatica di liberare tutta la luce sepolta in noi!

Se di questa domenica potessimo portare una parola in noi, allora sia questa: IL SIGNORE HA FATTO RISPLENDERE LA VITA! Ripetiamola come un'eco di speranza e di bontà dentro a un mondo che brancola nel buio dell'odio, della violenza, della guerra.
Oggi ci viene consegnata un ulteriore beatitudine da vivere: beati coloro che hanno il coraggio di essere ingenuamente luminosi nello sguardo, nel giudizio, nel sorriso... forse questo è il primo semeche possiamo gettare, a partire da noi, per un mondo di pace!

15 marzo 2011

La segnaletica della settimana

I DOMENICA DI QUARESIMA  (Anno A)

Dal Vangelo secondo Matteo (4,1-11)


In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”».
Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.


PER RIFLETTERE...
È tempo di gettare le maschere! Quelle di carnevale, certo, ma molto di più quelle che non riusciamo a toglierci nella vita reale.
Mercoledì scorso, con il sacro rito delle Ceneri, abbiamo dato inizio al tempo che ci prepara alla solennità della Pasqua. La Quaresima, abitualmente, fa un po' pensare a cose molto tristi, lugubri, a piccoli sacrifici inutili da fare, a offrire forse del nostro superfluo a chi davvero muore di fame...

Forse dobbiamo avere un approccio un po' diverso alla Quaresima.
La Quaresima ci invita a collocarci nel deserto dove occorre farsi innanzitutto cercatori dell'Essenziale... deserto per ascoltarci, fermarci, felici di ritrovarci, di saperci amati all'interno dei nostri limiti, per incontrare non qualcosa ma Qualcuno e stringere alleanza con Lui.

Buon cammino di Quaresima, allora! Buon pellegrinaggio nel deserto interiore alla ricerca dell'Essenziale, il solo che dà gusto alla vita e a una vita innamorata!

06 marzo 2011

La segnaletica della settimana

IX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO  (Anno A)

Dal Vangelo secondo Matteo (7,21-27)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.
In quel giorno molti mi diranno: Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi? Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.
Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».


PER RIFLETTERE...
Noi, gente di Chiesa, praticanti e osservatori dei precetti oggi non possiamo non sentirci smarriti e confusi di fronte alla voce di Gesù che dice: «Non vi ho mai conosciuti».
Forse qualcuno può prendere coraggio e incalzare nella risposta osando ancora una parola: «Come Signore? Noi siamo quelli che parlano di Te, siamo quelli che ti celebrano nelle belle liturgie... come fai a dire che non ci conosci?».

Ma cerchiamo di capire piuttosto qual è il vero significato di quel verbo che oggi ci porta tanto smarrimento: CONOSCERE.
Nella Bibbia è un termine esplosivo: conosce chi ha innestato la propria vita in quella dell'altro.
Dio mi riconoscerà solo se le mie saranno l'eco delle Sue parole, se prolungherò i Suoi gesti, se farò le Sue scelte... solo se si troveranno in me semi di comunione e pane condiviso, un piccolo riflesso del Suo Amore, un frammento in cui Lui possa specchiarsi!

Dio non ama lo sfarzo delle grandi cattedrali, gli abbellimenti delle solenni liturgie, ma Egli ama la normalità di un'esistenza che cerca di credere nell'Amore e di metterlo in pratica nelle piccole cose di ogni giorno.
Solo così, quotidianamente, potremo costruire la casa della nostra vita sulla roccia del Suo Amore e non temere le tempeste della vita.