22 marzo 2011

La segnaletica della settimana

II DOMENICA DI QUARESIMA  (Anno A)

Dal Vangelo secondo Matteo (17,1-9)


In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».
All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».

PER RIFLETTERE...
Gesù ha fatto splendida la vita, non solo il suo volto e le sue vesti, non solo il futuro o i desideri, ma la vita qui e adesso, la vita di tutti, la vita segreta di ogni creatura. Ha messo un frammento di luce in ogni cosa, ha dato splendore agli incontri e bellezza alle vite...
L'intera esistenza altro non è che la gioia e la fatica di liberare tutta la luce sepolta in noi!

Se di questa domenica potessimo portare una parola in noi, allora sia questa: IL SIGNORE HA FATTO RISPLENDERE LA VITA! Ripetiamola come un'eco di speranza e di bontà dentro a un mondo che brancola nel buio dell'odio, della violenza, della guerra.
Oggi ci viene consegnata un ulteriore beatitudine da vivere: beati coloro che hanno il coraggio di essere ingenuamente luminosi nello sguardo, nel giudizio, nel sorriso... forse questo è il primo semeche possiamo gettare, a partire da noi, per un mondo di pace!

15 marzo 2011

La segnaletica della settimana

I DOMENICA DI QUARESIMA  (Anno A)

Dal Vangelo secondo Matteo (4,1-11)


In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”».
Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.


PER RIFLETTERE...
È tempo di gettare le maschere! Quelle di carnevale, certo, ma molto di più quelle che non riusciamo a toglierci nella vita reale.
Mercoledì scorso, con il sacro rito delle Ceneri, abbiamo dato inizio al tempo che ci prepara alla solennità della Pasqua. La Quaresima, abitualmente, fa un po' pensare a cose molto tristi, lugubri, a piccoli sacrifici inutili da fare, a offrire forse del nostro superfluo a chi davvero muore di fame...

Forse dobbiamo avere un approccio un po' diverso alla Quaresima.
La Quaresima ci invita a collocarci nel deserto dove occorre farsi innanzitutto cercatori dell'Essenziale... deserto per ascoltarci, fermarci, felici di ritrovarci, di saperci amati all'interno dei nostri limiti, per incontrare non qualcosa ma Qualcuno e stringere alleanza con Lui.

Buon cammino di Quaresima, allora! Buon pellegrinaggio nel deserto interiore alla ricerca dell'Essenziale, il solo che dà gusto alla vita e a una vita innamorata!

06 marzo 2011

La segnaletica della settimana

IX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO  (Anno A)

Dal Vangelo secondo Matteo (7,21-27)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.
In quel giorno molti mi diranno: Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi? Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.
Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».


PER RIFLETTERE...
Noi, gente di Chiesa, praticanti e osservatori dei precetti oggi non possiamo non sentirci smarriti e confusi di fronte alla voce di Gesù che dice: «Non vi ho mai conosciuti».
Forse qualcuno può prendere coraggio e incalzare nella risposta osando ancora una parola: «Come Signore? Noi siamo quelli che parlano di Te, siamo quelli che ti celebrano nelle belle liturgie... come fai a dire che non ci conosci?».

Ma cerchiamo di capire piuttosto qual è il vero significato di quel verbo che oggi ci porta tanto smarrimento: CONOSCERE.
Nella Bibbia è un termine esplosivo: conosce chi ha innestato la propria vita in quella dell'altro.
Dio mi riconoscerà solo se le mie saranno l'eco delle Sue parole, se prolungherò i Suoi gesti, se farò le Sue scelte... solo se si troveranno in me semi di comunione e pane condiviso, un piccolo riflesso del Suo Amore, un frammento in cui Lui possa specchiarsi!

Dio non ama lo sfarzo delle grandi cattedrali, gli abbellimenti delle solenni liturgie, ma Egli ama la normalità di un'esistenza che cerca di credere nell'Amore e di metterlo in pratica nelle piccole cose di ogni giorno.
Solo così, quotidianamente, potremo costruire la casa della nostra vita sulla roccia del Suo Amore e non temere le tempeste della vita.

27 febbraio 2011

La segnaletica della settimana

VIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO  (Anno A)

Dal Vangelo secondo Matteo (6,24-34)

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.
Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?
E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?
Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.
Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.
Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».

PER RIFLETTERE…
Gesù rilancia la sua sfida per un altro modo di essere uomini: «Non preoccupatevi delle cose, c’è dell'altro che vale di più»... c’è un Essenziale a cui aspirare! Occuparsi meno delle cose e di più della vita vera, che è fatta di relazioni, consapevolezza, libertà, amore... Meno cose e più cuore!

Gesù osserva la vita e la vede fatta di fiducia e di Dio: «Guardate gli uccelli del cielo... Osservate i gigli del campo: se l'uccello avesse paura perché domani può arrivare il falco o il cacciatore, non canterebbe più, non sarebbe più una nota di libertà nell'azzurro. Se il giglio temesse la tempesta che domani può arrivare, o ricordasse il temporale di ieri, non fiorirebbe più».E ancora a noi dice: «Vuoi volare alto, come un uccello, vuoi fiorire nella vita come un giglio? Spalanca i tuoi occhi verso la vita! Ecco, vedranno in tutto ciò che esiste un punto verginale e fiducioso che è la presenza di Dio. Allora: non affannatevi… quell’affanno che toglie il respiro, per cui non c'è tempo per chi si ama, per contemplare un fiore, una musica, la primavera».

L’uomo è chiamato a desiderare di più e meglio, per cercare ciò che fa volare e ciò che fa fiorire.
Da dove partire? Innanzitutto occorre instaurare un rapporto fiducioso e libero con se stessi, con il corpo, con il denaro, con gli altri, con le più piccole creature e con Dio.
Solo così capiremo sino in fondo che cercare il regno di Dio significa occuparsi della vita interiore, delle relazioni, del cuore… Meno cose e più cuore! E troveremo libertà e volo.