01 gennaio 2011

Buon anno 2011

Alle porte del nuovo anno facciamo gingere a tutti i nostri Auguri attraverso le parole che ci offre la liturgia:

Ti benedica il Signore
e ti custodisca.
Il Signore faccia risplendere per te il suo volto
e ti faccia grazia.
Il Signore rivolga a te il suo volto
e ti conceda pace.


SANTO ANNO 2011!!!

25 dicembre 2010

Santo Natale...

Il suo Verbo si fece carne perchè - vagito, sospiro, singhiozzo - potesse sussurrarci o gridarci con voce e affetto umani le parole del suo Amore per noi... perchè potesse pronunciare il nome di ciascuno e a tutti dire con potenza ricreatrice la Parola che consola, rallegra, guarisce, illumina, perdona.

E' il Natale del Signore, ma oggi è anche il nostro Natale...

AUGURI!

19 dicembre 2010

La segnaletica della settimana

IV DOMENICA DI AVVENTO  (Anno A)

Dal Vangelo secondo Matteo (1,18-24)

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Però, mentre stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa “Dio con noi”.
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

PER RIFLETTERE...
Nel Vangelo di Luca l'annuncio è por­tato a Maria, se­condo il Vangelo di Matteo l'angelo parla a Giuseppe. Se sovrapponiamo i due Vangeli, scopriamo non u- na contraddizione ma una dilatazione: l'annuncio è fatto alla coppia, è rivolto allo sposo e alla sposa in­sieme, al giusto e alla ver­gine innamorati. Dentro ogni coppia Dio è all'ope­ra... nella casa, nelle relazioni, Dio ti sfiora e ti toc­ca!

Dio ci parla prima di tutto attraverso i volti delle persone che ci ha messo accanto, ci guarda prima di tutto con lo sguardo delle persone che vivono accanto a noi; ci benedice ponendoci accanto persone di luce, e talvolta ci benedice ponendoci accanto persone che hanno bisogno di noi.

Dio manda angeli in ogni casa e questi angeli sono le persone affidate al nostro Amore. Dio vive per il nostro Amore: sta a noi aiutarlo a incarnarsi in queste case, in questi incontri!

12 dicembre 2010

La segnaletica della settimana

III DOMENICA DI AVVENTO  (Anno A)

Dal Vangelo secondo Matteo (11,2-11)

In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”.
In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».

PER RIFLETTERE...
Un Vangelo pieno di domande quello di oggi, così come la nostra vita!
«Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Il profeta, bocca di Dio, diventa ora bocca dei poveri e di tutti i loro dubbi; l'uomo si fa domanda e affronta la più radicale tentazione: credere alle proprie certezze o chiedere risposta all'Altro?

Oggi ringraziamo il Battista per questa sua fede che conosce il dubbio, ma che genera cercatori di Verità; che si fa ascolto e apre il presente alla novità di Dio.

Gesù capisce il dramma di Giovanni e dà una risposta che crea gioia e lascia libertà. Non parla di sè, ma di segni. Egli ci insegna che la fede non è fatta di parole ma vive di incarnazioni, di segni, di un discorso incarnato in comportamenti concreti.
Credere allora sarà semplicemente vivere!