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28 maggio 2014

Briciole di vita

Sono passate alcune settimane dalla missione vocazionale a Ceglie Messapica (BR), della quale vi abbiamo raccontato in precendenza, ma... ogni occasione è buona per ri-cor-dare (= dare di nuovo al cuore!) questa bella esperienza con le parole di una giovane che abbiamo conosciuto in parrocchia... Grazie, Angela!





Come è solito fare ogni domenica alla fine della Santa Messa, anche lo scorso 4 maggio, don Gianni, ha dato degli avvisi all’intera comunità parrocchiale. Ho subito pensato che questa volta rispetto alle altre, l’invito fosse rivolto agli altri sacerdoti o alle suore della nostra comunità poichè ci apprestavamo a vivere la cosiddetta “settimana vocazionale” con le Pie Discepole del Divin Maestro. Ho, evidentemente, sottovalutato la cosa...
E’ stato proprio il giorno successivo, durante la lezione settimanale di catechismo con i ragazzi che mi sono resa conto di quanto ogni giorno, in ciascuna situazione e grazie alle persone che incrociamo lungo il percorso della nostra vita, siamo tutti continuamente vocati/chiamati dal Signore.

Incontro cittadino con adolescenti e giovani
Siamo tutti, chi più chi meno, desiderosi di capire e di essere guidati e, ognuno in qualsiasi momento può essere folgorato dal Signore come Saulo sulla via di Damasco.
L’incontro con i ragazzi del catechismo, come gli altri successivi con gli educatori e con i giovani, non hanno mai perso di vista questo punto di partenza fondamentale che è la chiamata dell’Apostolo delle Genti.
Si è così sviluppata, tra incontri di catechesi e dibattito e momenti di preghiera e adorazione, l’intera settimana che ha visto la partecipazione di tutte le comunità parrocchiali di Ceglie.
Evento conclusivo della settimana è stata una veglia di preghiera.

E’ stato bello far proprio in particolare un invito che ci è stato da loro rivolto: siamo tutti chiamati a ringraziare e a lodare Dio sempre e in ogni momento, anche se ancora non riusciamo a comprendere perfettamente la nostra vocazione e quale strada dobbiamo percorrere. Bisogna ringraziare e lodare per le persone che Lui ha messo e sta mettendo nel nostro cammino, anche per quelle che non avremmo mai voluto incontrare, prestando loro attenzione e ascolto perché anche attraverso queste Egli può parlarci. E’ necessario essere grati per i timori, le incertezze e i dubbi che proviamo, come è normale per la nostra natura umana e, infine, dobbiamo ringraziare e lodare Dio per la fiducia che ha in noi. Il Signore vuole le nostre vite realizzate, ognuno nel proprio disegno.


20 maggio 2014

Per te... giovane!

Hai già pensato come vivere le tue vacanze estive? Noi ti proponiamo di farlo in modo alternativo! Ecco qualche suggerimento che fa per te... TI ASPETTIAMO: dillo anche ai tuoi amici, non mancate!!!
 

 
PER GIOVANISSIMI
(14-19 anni)

- Campo estivo a Massannunziata (CT) dal 4 al 9 Agosto
Sr. M. Vittoria Berloco - 333 2499771 - vittoria.b@pddm.it

Sr. M. Regina Muscat - 347 4135471 - regina.m@pddm.it





PER GIOVANI (18-30 anni)

- Esercizi spirituali a Camaldoli (AR) dal 24 al 29 Agosto
Sr. Myriam Manca - 349 1021048 -
miriam.m@pddm.it

Sr. M. Paola Mancini - 339 1482233 - paola.m@pddm.it


 - Itinerario vocazionale ad Alba (CN) dal 16 al 21 Agosto
Sr. M. Paola Gasperini - 333 1964930 -
paola.g@pddm.it

Sr. M. Lucia Filosa - 340 5154936 - lucia.f@pddm.it


 - Campi itineranti a Roma "Sui passi dei testimoni della fede" (per gruppi parrocchiali per giovani dai 16 ai 30 anni)
Sr. M. Cristina Catapano - 348 9259518 -
cristina.c@pddm.it

Sr. M. Rosa Ricci - 339 7790578 - rosa.r@pddm.it
 
 

12 maggio 2014

La segnaletica della settimana

IV DOMENICA DI PASQUA (anno A)

Dal Vangelo secondo Giovanni (10,1-10)

In quel tempo, Gesù disse:
«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza». 


Per riflettere...
Vangelo densissimo, come d'altronde ogni pagina di Giovanni.
Ma qual è la buona notizia per noi,per la nostra vita? Forse, semplicemente, che c'è un luogo sicuro che è "casa nostra" che che tante volte non riconosciamo neanche, e un Pastore bello e buono che ci conosce e ci chiama per nome e vuole portarci al sicuro. Avviene per noi come le pecore, che non hanno il senso dell'olfatto, ma hanno un buon udito: riconosciamo il vero pastore, quello che ha cura di noi fino a dare la sua stessa vita per ciacuno di noi, non tanto dal "fiutarlo" (come se fosse nostra abilità riconoscerlo e distinguerlo dal ladri) ma dal sentirne la voce, per esperienza e per amore. Non tanto il nostro verso di lui, ma il suo verso di noi!!!!!
E questo Pastore è talmente grande che si fa addirittura porta e luogo sicuro da ladri, i falsi pastori che non vengono se non per i propri interessi...
Allora... buon cammino, seguendo la voce del Bel Pastore!

24 gennaio 2014

La segnaletica della settimana

III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno A)

Dal Vangelo secondo Matteo (4,12-23)
Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta».
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.
Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.

Per riflettere…
Gesù va a stabilirsi in Galilea. Non a Gerusalemme, la città santa, centro del mondo giudaico, dove c’è il Tempio, e dove c’è il potere politico e religioso, e la ricchezza… ma nella Galilea, terra dove erano più i pagani che gli ebrei, terra di scambi commerciali, ma di poca ricchezza. Gesù sceglie di andare proprio lì: in periferia.
Lui, che è la luce del mondo va proprio dove sembrerebbe più improbabile cercare la luce di Dio. Non per un accomodante “volemose bbene” ma per cominciare a predicare, senza mezzi termini: «Cambiate testa e cambiate vita, perché le promesse di Dio si stanno compiendo: il regno dei cieli è vicino».

Gesù, però, non vuole essere un “solitario”: vede, sceglie, chiama dei discepoli. Non spiega nulla di quello che avrebbero fatto. Dice semplicemente: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». E… lo seguono.

Se Cristo facesse lo stesso con noi, quante domande gli faremmo… “Cosa vuol dire: pescatori di uomini? e che, gli uomini si pescano? Seguirti dove? perché?”. Forse sono le stesse domande che si sono fatti Pietro e soci, ma lo hanno seguito! Hanno dato fiducia a questo Maestro, e sono diventati suoi compagni nell’annunciare la conversione e il Regno di Dio. Oggi, proprio oggi, il Signore Gesù rivolge anche a te e a me questo invito: “Venite dietro a me”. Non forza nessuno, ma aspetta una risposta. Che solo tu ed io possiamo dare.

22 dicembre 2013

La segnaletica della settimana

IV DOMENICA DI AVVENTO (Anno A)

Dal Vangelo secondo Matteo (1,1824)

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio:
a lui sarà dato il nome di Emmanuele,
che significa Dio con noi. Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

Per riflettere…
Dio promette, e mantiene sempre e sue promesse, ma con i suoi tempi e alla maniera sua.

Secoli prima, in un momento difficile della storia del Popolo Eletto, Dio aveva promesso un Salvatore, un figlio da una madre vergine che sarebbe stato la certezza che Dio è con noi. Ecco che, in Maria, si compie questa promessa. È o non è l’Onnipotente?!?!?
Ha promesso, lo fa. Quando Lui decide che è il momento giusto, non prima, né dopo. Egli è il Dio fedele, e ci tiene davvero tanto ad essere conosciuto e  riconosciuto come tale.

Dio, però, per realizzare le sue promesse, non vuol fare tutto da solo: vuole aver bisogno del nostro aiuto. Resta vero, cioè, quello che ha scritto sant’Agostino: “Colui che ti ha creato senza di te, non ti salverà senza di te”. Ecco allora che entra in gioco, con Maria, Giuseppe.

Povero Giuseppe! Se proviamo a calarci nei suoi panni, non deve essere stato per nulla facile. Nel pieno dell’angoscia perché qualcuno – non si sa chi! - gli ha “soffiato” la ragazza, e la prova provata del tradimento è un bel pancione che cresce, riceve un messaggio incredibile: è chiamato ad essere ugualmente sposo di Maria. Più ancora, è chiamato a essere padre – e “dare il nome” a un bambino vuol dire esserne il padre a tutti gli effetti! – di un figlio non suo, di un bambino che è nientemeno che del Figlio di Dio!
Giuseppe si fida, obbedisce, entra con coraggio in un’avventura più grande di lui. Ed è lui, “Figlio di Davide” a inserire il Figlio dell’Altissimo nella genealogia reale, che compie la promessa fatta da Dio. Il suo è molto meno secondario di quanto possa sembrare.

Forse a te Dio non chiederà imprese straordinarie, ma sicuramente ti chiederà, anzi ti sta già chiedendo, di aiutarlo a realizzare le Sue promesse e i suoi sogni. Ti fidi? Ti butti?

06 dicembre 2013

La segnaletica della settimana

SOLENNITÀ DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE DI MARIA

Dal Vangelo secondo Luca (1,26-38)

In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».

A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.
Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».

Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l'angelo si allontanò da lei.

Per riflettere…
In un tempo come un altro, in uno sperduto villaggio di una sperduta provincia dell’Impero, una ragazza qualunque, fidanzata a un falegname, riceve il saluto più sconvolgente della storia dell’umanità: “Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te!”. E quel saluto- che i cristiani ripetono più volte al giorno- ha cambiato tutto: la storia di Maria, che aveva ben altri progetti e desideri che quello di diventare la madre del Messia, e la Storia dell’umanità.

Maria si è lasciata interpellare da Dio, e si è fidata totalmente di quel Dio che si è voluto affidare proprio a lei. Da sempre il Signore l’aveva accarezzata col desiderio, e l’aveva preparata per questa missione inaudita, e quando giunge la pienezza del tempo, viene… “in punta di ala” a chiederle il permesso. E Maria accetta.

Oggi guardiamo a Maria, umanissima creatura come noi che, per un dono speciale di Dio, fin dal primo istante è immacolata, senza macchia, e piena di grazia. Questo ce la può far sentire lontana… ma lo è molto di meno se pensiamo che anche noi, con il battesimo, siamo stati resi immacolati e che anche lei, che pure è rimasta senza macchia, ha avuto difficoltà e tentazioni. Maria non ha sempre capito tutto, e ha avuto paura delle “sorprese di Dio”, ma si è fidata. E si è totalmente affidata a quel Dio che si è affidato a lei al punto di voler diventare bambino nel suo grembo.

Anche a noi il Signore chiede, come a Maria, di aprirgli la porta della nostra esistenza e di lasciarci sconvolgere da Lui. E, strano a dirsi, Lui si affida anche a noi, e chiede a ciascuno di noi si affidarsi a Lui. È permettergli di fare in noi cose grandi. Non è facile, i rischi sono tanti, ma rende felici!

05 settembre 2013

La segnaletica della settimana

XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno C)

Dal Vangelo secondo Luca (14,25-33)

 In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro:
«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.
Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».


Per riflettere...
«Se uno viene a me e...»
Gesù mette delle condizioni, per chi vuole essere suo discepolo. E lo fa vedendo che una folla numerosa andava da lui! Vale a dire: tanti lo seguono, e lui li mette in guardia dai facili entusiasmi.
Se per noi il successo di una persona si vede da quanta gente ti viene dietro... e il successo di una iniziativa si vede dalle folle oceaniche che vi partecipano.... per Gesù non è così.

Per il Signore non può essere suo discepolo chi non mette l'amore per Lui al di sopra di ogni altro amore, compreso quello per gli affetti più sacri, e compreso quello per la propria vita!
Inoltre, non può essere discepolo del Signore chi non accetta di seguirlo di prendere la propria croce e seguirlo, e questa è una condizione ben dura, perché vuol dire accettare di essere presi in giro, umiliati, accettare pure di perdere tutto, per seguire Lui.
Ma c'è un'altra condizione per essere discepoli di Gesù: rinunciare a tutti i propri averi. Non può essere discepolo dell'Amore chi non accetta queste condizioni. Che, umanamente, sono parecchio dure...

Cosa fare, allora? Farsi i conti in tasca, e decidere se, a conti fatti, "il gioco vale la candela". Alcuni non credono che questo sia possibile, e preferiscono una vita magari anche buona, ma con un orizzonte solo umano, senza troppi grilli per la testa. Altri, invece, hanno accettato e accettano ancora la sfida, per un amore più grande, e si spalanca un orizzonte che ha per limite solo il cielo. Questi sono i santi,  i tanti santi di ogni tempo, di ogni luogo, di ogni condizione che hanno liberato il proprio cuore per seguire Gesù. Costa, ma ne vale la pena?

16 agosto 2013

La segnaletica della settimana

XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno C)


 Dal Vangelo secondo Luca (12,49-53)

 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!

Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».
 
Per riflettere...
"Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione!".
C'è qualcosa che non torna... Ma Gesù non era il "Principe della pace"? e allora perché questo discorso?
Gesù è e resta il Re della pace, ma è anche lui per primo un Re perseguitato. Poi, è vero che ha dichiarato "beati" i costruttori di pace, ma non sono un mistero le persecuzioni che i cristiani subiscono ancora oggi in molte parti del mondo, senza considerare la derisione e gli ostacoli che forse anche qualcuno di noi, nella "cristiana" Italia, ha subìto se solo ha provato a essere discepolo di Gesù in maniera più seria.
 
Cristo - strano ma vero - divide, chiede una presa di posizione. La sua stessa presenza scuote e divide, perché spesso contraria alla logica che ci circonda. Però l'amore, quello vero, porta una pace e una gioia così profonde e vere che il mondo intero non può capire... e forse anche per questo lo ostacola; alle nostre (corte) seguire Gesù sembra una follia, e mette in discussione, mette in crisi, chiede una scelta. E questo porta, necessariamente, una divisione!
 
L'amore è fuoco: illumina e acceca, riscalda e brucia, fa brillare e purifica il metallo buono ma fa venire alla luce anche le scorie e verifica la bassa lega.
Giovanni Paolo II una volta ha detto ai giovani: "Se sarete quello che dovete essere, incendierete il mondo!". Come cristiani, siamo chiamati ad essere portatori di quel fuoco, costruttori di pace pur sapendo che la presenza di Gesù, spesso, prima dell'unità porta la divisione.
Allora, in piedi, costruttori di pace! Avanti, portatori di fuoco! 

30 luglio 2013

Briciole di vita...

UN'ESPERIENZA PROFONDAMENTE CRISTOCENTRICA…
…la testimonianza di Consuelo durante la Giornata Mondiale della Gioventù a Roma "In diretta con Rio 2013"

 

Era il 27 luglio a "Casa Gesù Maestro" e già di buon mattino si iniziavano a sistemare gli striscioni di benvenuto, le bandiere e tutto il necessario preparato con impegno il giorno prima.

Si poteva facilmente notare, sui volti delle nostre Sorelle, la gioia e la frenesia di ospitare così tanti giovani in arrivo dalla Diocesi di Roma e da altre parti d'Italia per partecipare alle varie attività delle giornate del 27 e 28 nonché alla veglia di papa Francesco in diretta dal Brasile.

Tutto in quegli istanti sembrava scontato e non adatto, ma per il semplice fatto che si voleva dare il meglio, affinché l’atmosfera potesse favorire per i giovani un incontro unico e indimenticabile con l’ospite d’onore: Gesù Cristo.

L’arrivo dei primi ragazzi, nell’ora in cui il sole sembrava picchiare come non mai sulle nostre teste, fu emozionante: una trentina di giovani, dai 14 ai 27 anni, che si erano incamminati a piedi dalla parrocchia che gli offriva ospitalità per arrivare fino alla lontana Portuense 739.

E per chi facevano tutto questo nei giorni più caldi dell’anno?

Certamente per Qualcuno che avevano incontrato nella loro vita e  Gli aveva promesso qualcosa di grande: la libertà... la stessa che gli avrebbe permesso di rimanersene nelle loro belle case, al fresco dei climatizzatori e con docce a disposizioni. Invece no! C’era Qualcuno che aspettava ansiosamente di parlare al loro cuore e in loro era forte il desiderio di ascoltarLo.

Il pomeriggio del 27 è passato portandosi con sé gli ultimi preparativi, l’esperienza del Sacramento della Riconciliazione e la continua accoglienza delle Pie Discepole del Divin Maestro che avevano stabilito dei turni di accoglienza al cancello, come delle vere e proprie sentinelle.

Ed è cosi che in un batter d’occhio, senza neanche rendersene conto, arriva il  clou della giornata: la veglia che papa Francesco, dall’altra parte del mondo, celebrava con i tanti giovani arrivati in Brasile per la GMG, e che noi avremmo visto in diretta dall’enorme maxischermo montato ad hoc per l’occasione.

La serata ha inizio con le tante testimonianze degli invitati che con molta semplicità raccontano il proprio incontro con quel Signore che gli ha cambiato la vita. Tra gli invitati anche Alberto, uno studente sopravvissuto al terremoto dell’Aquila.

Minuti commuoventi quelli nei quali sentivi parlare questo ragazzo, del resto nostro coetaneo, di quei momenti vissuti sotto le macerie e dei giorni successivi all’accaduto.


E mentre ci si perdeva nelle varie riflessioni, le Suore e gli organizzatori della 29^ Prefettura erano sempre molto indaffarati, affinché tutto fosse gestito con la massima accuratezza. Intanto il tempo passava.

E fu così che arrivò mezzanotte e mezza. Il maxischermo si illuminò ed ecco la figura gioiosa ed euforica del nostro amato papa Francesco che si apprestava a parlare ai miliardi di giovani che erano da tutto il giorno lì ad aspettarlo.

Poche parole, semplici, concise che arrivano dritte al cuore.

In qualche modo anche lui parla di quella libertà che aveva spinto tutti i nostri giovani (circa 500) a quegli sforzi disumani.

La libertà di fare spazio al Signore nel “campo” della nostra vita... di non coltivare la zizzania, ma il piccolo seme che il seminatore (Cristo) semina nel nostro cuore, affinché la nostra vita possa essere come un albero piantato sulla riva di un fiume (la Parola) che porta frutto in abbondanza.

Il Santo Padre, così, dice a chiare lettere ai giovani che il Signore può tutto, ma non può imporci di ascoltarLo. Egli infatti può tutto nella misura con la quale Gli permettiamo di agire.

La veglia finisce con la gioia di tutti nel vedere e percepire quest’aria di rinnovamento che tanto e tutti aspettavamo.

A "Casa Portuense" continua fino a notte inoltrata la festa per questa GMG che  “non sa da dimenticare”.

Sono già gli albori del 28 luglio quando si sente un po’ di silenzio in quei luoghi  ormai  cosi significativi per tutti  noi.

Ma non era ancora finito il tutto… ci aspettava alle 11:00 del mattino la S. Messa nella Chiesa di Gesù Maestro con il resto della comunità e dei genitori dei partecipanti accorsi per la celebrazione.

E sulle orme di papa Francesco come sintetizzare con tre parole quanto vissuto?

Ecco: un’esperienza profondamente Cristocentrica.


 

09 luglio 2013

Per te... giovane!

Hai già pensato come passerai le tue vacanze estive??? Dai un'occhiata alle nostre iniziative e non ti perdere l'occasione: scegli la proposta che fa per te... TI ASPETTIAMO!!!
 

19-23 luglio sul Monte Etna (CT)
CAMPOSCUOLA (dai 13 ai 19 anni)
Tema: Abramo: tra sabbia e stelle
Info: SR. M. VITTORIA BERLOCO - 333. 2499771 - vittoria.b@pddm.it

14-19 luglio a Camaldoli (AR) ESERCIZI SPIRITUALI (dai 18 ai 35 anni)
Tema: La fede e il coraggio di Abramo
Info: SR. MYRIAM MANCA - 349. 1021048 - miriam.m@pddm.it

16-21 agosto a Centrale di Zugliano (VI)
GIORNATE DI SPIRITUALITÀ E DISCERNIMENTO VOCAZIONALE
(per sole ragazze dai 18 ai 35 anni)
Tema: La fede e il coraggio di Abramo
Info: SR. M. PAOLA GASPERINI - 333 1964930 - paola.g@pddm.it

E non finisce qui!!! Per tutti coloro che non potranno partire per la GMG di Rio, noi Pie Discepole in collaborazione con la Pastorale Giovanile di Roma, organizziamo attività, giochi, eventi e momenti di preghiera x prepararci a vivere insieme la veglia con il nostro Papa Francesco in "diretta con Rio"!!! Non mancate dal 23-28 LUGLIO... vi aspettiamo!!!
Info: SR. M. CRISTINA CATAPANO - 348 9259518 - cristina.c@pddm.it
 
 

05 luglio 2013

La segnaletica della settimana

XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno C)

Dal Vangelo secondo Luca (10,1-12.17-20)

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».
I settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».


Per riflettere...
Atri 72 discepoli mandati ad annunciare l'arrivo del Regno. Ma... non bastavano i 12 apostoli? No!

«La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!». C'è tanto da fare, e le strade da percorrere sono sempre più numerose: da quelle di asfalto alle autostrade virtuali... eppure pochi coloro che accettano di spendere la propria vita per il Regno. Sempre troppo pochi per le necessità del mondo.
Allora, cosa fare?

Innanzitutto: «Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!». Per Gesù, la prima cosa è chiedere a Dio che altri siano mandati. E lo dice proprio a coloro che vengono mandati in missione!
Pregare, perché per andare ad annunciare il Vangelo non basta la buona volontà. La scelta degli operai spetta a Colui che chiama e manda.

Poi. «Andate!», lasciando da parte ogni sicurezza che non sia Dio stesso, con la radicalità che può avere chi, come santa Teresa d'Avila, sa dire: "Chi ha Dio non manda di nulla... solo Dio basta!". Liberi da tutto, per poter lavorare più agevolmente nel campo del Signore.

Allora può avvenire il miracolo: la vita stessa di chi annuncia il Vangelo diventa voce che chiama altri a seguire il Maestro. E la Parola corre libera per le strade del mondo... e da duemila anni non le ha ancora percorse tutte!

Anche a noi, oggi Gesù dice: Pregate... e andate!

28 giugno 2013

La segnaletica della settimana

XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno C)

Dal Vangelo secondo Luca (9,51-62)

Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.
Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.
Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».


Per riflettere...
"Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme"
 Gesù sa cosa lo aspetta, nella città santa: lo ha annunciato a chiare lettere ai suoi discepoli. Nonostante questo, prende la decisione di salire a Gerusalemme. Prende fin d'ora su di sé la croce, pienamente, consapevolmente, prima ancora che questa gli venga caricata sulle spalle. La sua è una decisione ferma, irrevocabile: il Padregli ha indicato la strada (vedi domenica scorsa) e lui vuole percorrerla fino in fondo, costi quel che costi.

La decisione di Gesù è tanto ferma che coinvolge anche chi gli sta intorno: rimprovera Giovanni e Giacomo (i suoi amici più cari!) che non hanno capito niente del messaggio di amore e misericordia e vorrebbero distruggere un villaggio di Samaritani che non hanno accolto il Signore. Si ripercuote anche su chi, come noi, desidera seguirlo. Le condizioni che pone sono radicali: accettare, per seguire Gesù, la sua stessa precarietà e povertà, il distacco dagli affetti più cari... e, dopo aver iniziato a seguirlo, non voltarsi più indietro.
Sono queste le (esigenti) condizioni che il Signore pone ai discepoli di ogni tempo, e anche a te e a me. Siamo disposti a seguirlo così, fino alla croce e alla resurrezione?

21 giugno 2013

La segnaletica della settimana

XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno C)

Dal Vangelo secondo Luca (9,18-24)


Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa; altri uno degli antichi profeti che è risorto».
Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio».
Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».
Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà». 


Per riflettere...
Siamo a un momento di svolta. Per Gesù, per i discepoli, per noi.

Per Gesù, che nella preghiera ha compreso che il Padre gli chiede di cominciare la salita a Gerusalemme e che è il momento di preparare i discepoli a quello che avverrà a Pasqua. Gesù non fa di testa sua: in dialogo con il Padre, è obbediente a Lui "fino alla morte, e alla morte di croce".

Per i discepoli, che si trovano ad essere interrogati dal Maestro divino «Ma voi, chi dite che io sia?». Non è una domanda come tante: Pietro e compagni devono verificarsi su quello che hanno capito di Gesù. E la risposta che Pietro dà a nome di tutti non è per nulla la più scontata...
Quanto i discepoli abbiano capito di quello che vuol dire, per Gesù, essere il Cristo di Dio, lo si vedrà quando l'ombra della croce, ancora lontana, si stenderà sul Calvario e sul mondo intero.

Per noi tutti, che desideriamo seguire il Signore. Gesù mette ai discepoli di ogni tempo le condizioni. Perché chi vuol seguire Lui deve prendere su di sé ogni giorno la propria croce, cioé il disonore, il disprezzo degli altri, di chi giudica una follia seguire un Dio che si fa crocifiggere per amore e per amore risorge. Prendere la croce è anche accettare di essere presi in giro, essere considerati un nulla perché Suoi discepoli. Ma tutto questo nella logica - terribile, incomprensibile - del perdere la propria vita per riaverla indietro... con gli interessi!

Gesù non ama le mezze misure, per sé e per gli altri. Tu cosa dici di Lui? Vuoi seguirlo anche tu, alle Sue condizioni?

01 giugno 2013

Per te... giovane!

 
PROGETTA CON DIO... ABITA IL FUTURO!
 

Hai già pensato come passerai le tue vacanze estive?
Vieni e vivi con noi le nostre iniziative... tutto dedicato a giovani e giovanissimi.
Ti aspettiamo!!!



 
 

21 maggio 2013

I volti della FEDE...

Fede è.... consegnarsi nelle Sue mani X SEMPRE!!!



Quest’anno, molta gente ha avuto l’occasione di poter vivere a pieno la 50° Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, partecipando domenica 21 aprile 2013 alla Celebrazione eucaristica, durante la quale si è svolto il rito della professione perpetua di sr M. Cristina Catapano.

Tale momento è stato preceduto da una Settimana di preghiera e di riflessione sul tema delle vocazioni, con diversi incontri per tutti i gruppi della comunità parrocchiale (le giovani coppie, i ministri straordinari della Comunione, i catechisti, i diversi gruppi di preghiera ecc.) e per i giovani dell’intera diocesi.
Progetta con Dio … abita il futuro, titolo della Giornata di preghiera per le vocazioni, è anche il messaggio di speranza e fiducia che durante la Settimana di animazione abbiamo voluto lasciare a quanti hanno partecipato alle diverse iniziative. È stato bello raccontare la fedeltà di Dio, quella che ci permette di sognare e progettare con Lui. Ed è possibile al punto di dire SI... PER SEMPRE! Vivendo in pienezza la propria vocazione, il progetto d’amore che Dio ha per ciascuno di noi.
Abbiamo toccato con mano come la gente ha bisogno di Dio, ha bisogno di speranza, ha bisogno che qualcuno annunci loro la buona notizia del Vangelo, ha bisogno della nostra testimonianza gioiosa e concreta.
Gli incontri sono stati accolti con gioia ed entusiasmo da tutti, dai più grandi ai più piccoli lasciando un sentimento di felice speranza nel futuro.

E’ sgorgato un GRAZIE per il dono di tutte le vocazioni, per la vocazione di Sr. M. Cristina,  per don Franco, per don Francesco che ci hanno accolto e sostenuto con premura e per tutti coloro che faticano ogni giorno per essere fedeli per sempre.
Ma un GRAZIE particolare va fatto a tutti quei giovani che con passione hanno lavorato con noi e che ci hanno chiesto di non lasciarli soli nel cammino di scoperta del progetto di Dio sulla loro vita.

10 maggio 2013

STEP BY STEP... Aumenta la tua fede!


In questo anno della fede vogliamo condividere con te un percorso a STEP... 





Non ti perdere l'ultimo passo, ti aspettiamo!


LA FEDE COME RISCHIO DELL'IMPOSSIBILE
"Getterò le reti " (Lc 5,5)
31 maggio - 2 giugno 2013


INFO:
Centro Giovanile "Casa Pinuccia" - ROMA

sr M. Paola Gasperini - paola.g@pddm.it
sr M. Cristina Catapano - cristina.c@pddm.it 

20 aprile 2013

La segnaletica della settimana

IV DOMENICA DI PASQUA (Anno C)

Dal Vangelo secondo Giovanni (10,27-30)


In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.
Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano.
Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».



Per riflettere...
 Che notizia consolante, ci viene data questa domenica!
Tante volte ci sentiamo persi, smarriti, disorientati. E ci verrebbe da urlare: "Ma c'è qualcuno che ha cura di me? C'è qualcuno che sa dove sono?". Una voce risponde: "Io!". Stupore! è la voce di Gesù.

Gesù, il Bel Pastore è Colui che non ci lascia perdere, anzi, è venuto a dare la Sua vita, la vita eterna. E figuriamoci se lascia che si perda anche uno solo di noi, che gli siamo costati così cari!

Niente paura, allora: siamo in buone mani. 
Le mani di Cristo, ferite per amore. Le mani de Padre, Dio, che è più grande di tutti: di ogni chiusura, persecuzione, difficoltà, perfino di ogni peccato (anche se a questo, tante volte, non ci vogliamo credere nemmeno noi...).
E se siamo in mani così invinite, e così sicure, che vogliamo di più dalla vita?  

15 aprile 2013

Per sempre!


Accompagnamo con la preghiera e con l'affetto sr. M. Cristina Catapano, che domenica 21 Aprile dirà il suo sì per sempre al Bel Maestro e Pastore che l'ha chiamata ad essere Sua discepola.
L'appuntamento è alle ore 19,00 presso la parrocchia "S. Famiglia" in Taranto, comunità della quale è originaria.
La professione perpetua di sr. M. Cristina sarà celebrata nella IV domenica di Pasqua, dedicata a Gesù Buon Pastore, e in occasione della 50a Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni,che quest'anno ha per tema: "Progetta con Dio... abita il futuro!".

Questo lieto evento è preparato da una settimana molto intensa di incontri, preghiera, catechesi, ecc. (per scaricare il programma clicca qui).
La veglia di preghiera con i giovani in preparazione della professione perpetua sarà venerdì 19 Aprile ore 19,30, sempre  nella parrocchia "S. Famiglia".

Sarà bello... Vuoi esserci anche tu? Se verri, sarai il benvenuto.