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20 dicembre 2011

Per te, giovane!

Il volo alto dell'Amore
 Bari, 27-29 Dicembre 2011

La Famiglia Paolina propone a te, giovane, un modo "alternativo" di vivere qualche giorno delle vacanze di Natale con altri giovani come te... per volare alto!


Dove?
Presso la comunità della Società San Paolo,
 Via Vassallo, 35
BARI

Cosa serve?
-> Lenzuola o sacco a pelo
-> Bibbia
-> se sai suonarlo, uno strumento musicale
-> e... tanto desiderio di conoscere nuove persone, di stare con Gesù in ascolto della Sua Parola

Per informazioni:
 sr. M. Rosa Ricci pddm
tel. 080/8235034 e-mail: rosa.r@pddm.it

17 dicembre 2011

La segnaletica della settimana

IV DOMENICA DI AVVENTO (Anno B)

Dal Vangelo secondo Luca (1,26-38)
 
In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

PER RIFLETTERE…

«Avvenga per me secondo la tua parola».
«Avvenga» è l’ultima parola-chiave per l’Avvento di quest’anno: parla di desiderio e speranza. All’annuncio dell’angelo, Maria risponde, a nome degli uomini e donne di tutti i tempi: «Avvenga». Cioè: sì, lo voglio!

Per bocca dell’angelo, Dio ha espresso il suo desiderio: diventare uno di noi. Egli bussa alla porta del mondo con un desiderio e una semplice ragazza di periferia gli apre la porta... con un desiderio! 
Maria si è «sintonizzata» su questo desiderio e l’ha fatto suo con tutta se stessa. Quando il desiderio di Dio incontra il nostro desiderio, succedono sempre cose grandi, e questo vale anche per te e per me.

Anche oggi Dio cerca uno spazio per potersi «incarnare», e lo chiede proprio a te! Non ti chiederà certo di farsi bambino come ha fatto 2000 anni fa, ma di venire in te, nella tua persona e nella tua vita per poter ragiungere,attraverso te, le persone che ti circondano. Lo senti che sta bussando?
«Egli non bussa alla porta per intimarci lo sfratto, ma per riempire di luce la nostra solitudine. Non entra in casa per metterci le manette, ma per restituirci il gusto della vera libertà» (don Tonino Bello).
Come avverrà questo? Chiedilo al Signore e poi, se vuoi un consiglio… accetta la sua proposta! Non te ne pentirai!

Buona preparazione al Natale!

26 novembre 2011

Festa in Famiglia!

26 novembre: festa del beato Giacomo Alberione, sacerdote
fondatore della Famiglia Paolina

Oggi la nostra Famiglia è in festa per il suo padre: il beato Giacomo Alberione (1884-1971), sacerdote piemontese scelto da Dio per donare alla Chiesa nuovi e moderni mezzi per comunicare al mondo una bella notizia: Dio ci ama tanto da voler fare "casa" con noi in Gesù Cristo, che è la Via al Padre, la Verità che fa liberi e la Vita piena, gioiosa ed eterna.
Per dare “Tutto il Cristo a tutto l'uomo con tutti i mezzi”, da quest'uomo, piccolo e schivo, è nata la Famiglia Paolina.





"Sento la gravità, innanzi a Dio ed agli uomini, della missione affidatami dal Signore; il quale se avesse trovata persona più indegna ed incapace l’avrebbe preferita. Questo tuttavia è per me e per tutti garanzia che il  Signore ha voluto ed ha fatto fare Lui; così come l’artista prende qualsiasi pennello, da pochi soldi e cieco circa l’opera da eseguirsi, fosse pure un bel Divino Maestro Gesù Cristo.
Siamo fondati su la Chiesa ed il Vicario di Gesù Cristo e questa convinzione ispira sicurezza, letizia, coraggio." (d. Alberione)

Questo piccolo, grande uomo ora ci guarda dal cielo e prega per tutti coloro che usano i potenti mezzi della comunicazione sociale... prega anche per te e per me!

12 novembre 2011

La segnaletica della settimana

XXXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno A)

Dal Vangelo secondo Matteo (25,14-30)
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì.
Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.
Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro.

Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque. Bene, servo buono e fedele - gli disse il suo padrone -, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone.
Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due. Bene, servo buono e fedele - gli disse il suo padrone -, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone.
Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo. Il padrone gli rispose: Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l'interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell'abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti».


PER RIFLETTERE...
Se qualcuno ti affidasse 2 miliardi, un miliardo o anche 500mila euro da amministrare, cosa faresti? Perché tanto (spicciolo più o meno) sarebbe il valore del denaro che il padrone della parabola affida ai suoi servi, prima di partire.

Come quest’uomo ricco, il Signore affida a noi le sue ricchezze, ma «secondo le capacità di ciascuno»: non dà poco a chi sa che può rendere tanto, né schiaccia chi può di meno affidandogli più di quanto sia in grado di custodire. Più uno è capace, più responsabilità gli viene affidata.
Abituati a pensare che l'importante è produrre, produrre e produrre, spesso non ci accorgiamo di quale grande fiducia Dio ci dimostri per il solo fatto che Egli ci affidi qualcosa da amministrare, far crescere e custodire.
Lui ti stima e si fida di te perché ti conosce e ti ama!

Ci sono diversi modi di reagire a tanta larghezza. C’è chi la considera come un’opportunità da sfruttare: solo chi sente di essere ritenuto degno di fiducia si rimbocca le maniche, si mette in gioco e ci prova anche gusto, nel farlo! Chi invece - come l’ultimo servo - ha paura del padrone, non capirà mai che il dono più prezioso è proprio nell’aver ricevuto quel tesoro da custodire e da mettere a frutto: perderà così l’occasione di fare qualcosa di grande e bello per sé, e anche per Colui che si è mostrato tanto buono nei suoi confronti.

Anche a te sono stati affidati tanti (e grandi!) talenti, in proporzione alle tue capacità… né più né meno. Cosa ne farai?

04 novembre 2011

La segnaletica della settimana

XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO  (Anno A)

Dal Vangelo secondo Matteo (25,1-13)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.
A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”.
Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».


PER RIFLETTERE...
Un'immagine irrompe in questa liturgia ed è quella della luce: il Regno di Dio è simile a dieci ragazze armate solo di un po' di luce, di quasi niente, del coraggio sufficiente per il primo passo... il regno di Dio è simile a dieci piccole luci, anche se intorno è notte.

Ma sorge un problema: cinque ragazze sono sagge, hanno portato dell'olio, saranno custodi della luce e cinque sono stolte, hanno un vaso vuoto, una vita vuota, che va spegnendosi.
Gesù non spiega che cosa sia l'olio delle lampade. Sappiamo però che ha a che fare con la luce e col fuoco: in fondo è saper bruciare per qualcosa o per Qualcuno. L'alternativa centrale è tra vivere accesi o vivere spenti.

Il senso profondo di queste parole è, infatti, un richiamo alla responsabilità: un altro non può amare al posto mio, essere buono o onesto al posto mio, desiderare Dio per me... Vivere la nostra vita con responsabilità è dare spazio al Signore, sì! "E’ Gesù che suscita in voi il desiderio di fare della vostra vita qualcosa di grande, la volontà di seguire un ideale, il rifiuto di lasciarvi inghiottire dalla mediocrità, il coraggio di impegnarvi con umiltà e perseveranza per migliorare voi stessi e la società, rendendola più umana e fraterna. E’ Lui, Cristo! Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutto il mondo!" (Beato Giovanni Paolo II).

E tu, giovane, cosa vuoi fare della tua vita?

30 ottobre 2011

La segnaletica della settimana

SOLENNITA' DI N.S. GESU' CRISTO DIVINO MAESTRO  (Anno A)

Festa titolare delle Suore Pie Discepole del Divin Maestro

Dal Vangelo secondo Giovanni (13,1-17)

Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine. Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugamano di cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri».
Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi. In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato».


PER RIFLETTERE...
Dopo aver tanto camminato sulle strade della Palestina, ora Gesù sente il bisogno di sostare perchè sa che lo attende un altro cammino, quello verso Gerusalemme.
Ci sono tutti attorno alla tavola per questa cena. Per Gesù è il momento del commiato, dell'addio... «ADDIO, una parola scomposta dal dolore, ricomposta dalla speranza: a-Dio» (F. Lambiasi); ora vorrebbe dire parole particolari, semplici e toccanti ai discepoli che sta per lasciare, ma le sue ultime confidenze, più che parole, le affida a gesti di grande forza espressiva e significativa.

Eccolo, Gesù: noi lo vediamo alzarsi, lasciare la sua tunica, cingersi con un asciugatoio, versare l'acqua nel catino e lavare i piedi dei discepolie e infine asciugarli. Non sono più i discepoli che si inginocchiano davanti al Maestro, ma è Lui che umilmente, al di là di ogni gerarchia, si abbassa a servirli. Dio - sembra voler suggerire Gesù - non è quello delle speculazioni filosofiche o dell'immaginario tradizionale che lo confina nell'alto dei cieli, lontano dagli uomini, ma è un Dio che ha la passione di servire, in ginocchio davanti alle sue creature.

«Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi»: non sono le parole con cui oggi si conclude il Vangelo, ma è la Parola che apre la nostra vita!
Buona Festa!

23 ottobre 2011

4 passi con noi...

RISPONDERE ALL'AMORE... SI PUO'

Bello è sapere che Gesù ti cerca,
fissa il suo sguardo su di te
e con la sua voce inconfondibile
dice anche a te: SEGUIMI!

- Benedetto XVI -



Itinerario a TAPPE per ragazze dai 18 ai 35 anni... per conoscere il SOGNO di Dio sulla tua vita e farlo diventare realtà!

I TAPPA

29 ottobre - 1 novembre 2011
Tema:
Rispondere all’Amore … ASCOLTANDO … si può


II TAPPA
9 - 12 febbraio 2012
Tema:
Rispondere all’Amore … ABITANDO IL CORPO … si può


III TAPPA
5 - 9 aprile 2012
Tema:
Rispondere all’Amore … ACCETTANDO LA SFIDA … si può


IV TAPPA
1 - 6 agosto 2012
Tema: Rispondere all’Amore … SCEGLIENDO … si può



INFORMAZIONI

sr. M. Paola Gasperini
paola.g@pddm.it - 3331964930

19 maggio 2011

Per te... giovane!

IO SONO IL PANE DELLA VITA...
... FAME DI VITA PIENA

ESTATE GIOVANI 2011

"La gioventù rimane l'età in cui si è alla ricerca della vita più grande... E'parte dell'essere giovane desiderare qualcosa di più della quotidianità regolare di un impegno sicuro e sentire l'anelito per ciò che è realmente grande. Si tratta solo di un sogno vuoto che svanisce quando si diventa adulti? No, l'uomo è veramente creato per ciò che è grande, per l'infinito. Qualsiasi altra cosa è insufficiente. Sant'Agostino aveva ragione: il nostro cuore è inquieto sino a quando non riposa in Te" (Benedetto XVI)

MEETING GIOVANISSIMI (14-20 anni)
Spicello (PU)  19-24 luglio
Quota di partecipazione:  120,00 euro
Chiedi a: sr. Annamaria P. - annamaria.p@pddm.it - 3487429790
               sr. M. Anna F. - anna.f@pddm.it - 3332408064

CAMPO SCUOLA "Quanti pane avete?" (14-20 anni)
Etna (CT)  22-27 luglio
Quota di partecipazione:  85,00 euro
Chiedi a: sr. M. Livia A. - livia.a@pddm.it - 3473474468
               sr. M. Regina M. - regina.m@pddm.it - 3474135471
                 sr. M. Daniela M. - daniela.m@pddm.it - 3471883808

DISCERNIMENTO VOCAZIONALE (ragazze 18 anni in su)
Centrale di Zugliano (VI)  01-06 agosto
Quota di partecipazione:  140,00 euro
Chiedi a: sr. M. Paola G. - paola.g@pddm.it - 3331964930
               sr. Marika Z. - marika.z@pdm.it - 3474077729

VILLAGGIO GIOVANI "Congresso Eucaristico"
Ancona  03-11 settembre
Chiedi a: sr. Myriam M.- miriam.m@pddm.it - 3491021048
               sr. M. Gabriella S. - gabriella.s@pddm.it - 3476093054


TI ASPETTIAMO... NON MANCARE!

15 maggio 2011

Per te... giovane!

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE PER LA XLVIII GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI

“Proporre le vocazioni nella Chiesa locale”

15 MAGGIO 2011 -  IV DOMENICA DI PASQUA



Cari fratelli e sorelle!

La XLVIII Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, che sarà celebrata il 15 maggio 2011, quarta Domenica di Pasqua, ci invita a riflettere sul tema: “Proporre le vocazioni nella Chiesa locale”. Settant’anni fa, il Venerabile Pio XII istituì la Pontifìcia Opera per le Vocazioni Sacerdotali. In seguito, opere simili sono state fondate dai Vescovi in molte diocesi, animate da sacerdoti e da laici, in risposta all'invito del Buon Pastore, il quale, “vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore”, e disse: “La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai. Pregate, dunque, il Signore della messe perché mandi operai nella sua messe!” (Mt 9,36-38).

L’arte di promuovere e di curare le vocazioni trova un luminoso punto di riferimento nelle pagine del Vangelo in cui Gesù chiama i suoi discepoli a seguirlo e li educa con amore e premura. Oggetto particolare della nostra attenzione è il modo in cui Gesù ha chiamato i suoi più stretti collaboratori ad annunciare il Regno di Dio (cfr Lc 10,9). Innanzitutto, appare chiaro che il primo atto è stata la preghiera per loro: prima di chiamarli, Gesù passò la notte da solo, in orazione ed in ascolto della volontà del Padre (cfr Lc 6,12), in un’ascesa inferiore al di sopra delle cose di tutti i giorni. La vocazione dei discepoli nasce proprio nel colloquio intimo di Gesù con il Padre. Le vocazioni al ministero sacerdotale e alla vita consacrata sono primariamente frutto di un costante contatto con il Dio vivente e di un'insistente preghiera che si eleva al “Padrone della messe” sia nelle comunità parrocchiali, sia nelle famiglie cristiane, sia nei cenacoli vocazionali.

Il  Signore, all’inizio della sua vita pubblica, ha chiamato alcuni pescatori, intenti a lavorare sulle rive del lago di Galilea: “Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini” (Mt 4,19). Ha mostrato loro la sua missione messianica con numerosi “segni” che indicavano il suo amore per gli uomini e il dono della misericordia del Padre; li ha educati con la parola e con la vita affinché fossero pronti ad essere continuatori della sua opera di salvezza; infine, “sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre” (Gv 13,1), ha affidato loro il memoriale della sua morte e risurrezione, e prima di essere elevato al Cielo li ha inviati in tutto il mondo con il comando: “Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli” (Mt 28,19).

È una proposta, impegnativa ed esaltante, quella che Gesù fa a coloro a cui dice “Seguimi!”: li invita ad entrare nella sua amicizia, ad ascoltare da vicino la sua Parola e a vivere con Lui; insegna loro la dedizione totale a Dio e alla diffusione del suo Regno secondo la legge del Vangelo: “Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto” (Gv 12,24); li invita ad uscire dalla loro volontà chiusa, dalla loro idea di autorealizzazione, per immergersi in un’altra volontà, quella di Dio e lasciarsi guidare da essa; fa vivere loro una fraternità, che nasce da questa disponibilità totale a Dio (cfr Mt 12,49-50), e che diventa il tratto distintivo della comunità di Gesù: “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri” (Gv 13,35).

Anche oggi, la sequela di Cristo è impegnativa; vuol dire imparare a tenere lo sguardo su Gesù, a conoscerlo intimamente, ad ascoltarlo nella Parola e a incontrarlo nei Sacramenti; vuol dire imparare a conformare la propria volontà alla Sua. Si tratta di una vera e propria scuola di formazione per quanti si preparano al ministero sacerdotale ed alla vita consacrata, sotto la guida delle competenti autorità ecclesiali. Il Signore non manca di chiamare, in tutte le stagioni della vita, a condividere la sua missione e a servire la Chiesa nel ministero ordinato e nella vita consacrata, e la Chiesa “è chiamata a custodire questo dono, a stimarlo e ad amarlo: essa è responsabile della nascita e della maturazione delle vocazioni sacerdotali” (Giovanni Paolo II, Esort. ap. postsinodale Pastores dabo vobis, 41). Specialmente in questo nostro tempo in cui la voce del Signore sembra soffocata da “altre voci” e la proposta di seguirlo donando la propria vita può apparire troppo difficile, ogni comunità cristiana, ogni fedele, dovrebbe assumere con consapevolezza  l’impegno di promuovere le vocazioni. È importante incoraggiare e sostenere coloro che mostrano chiari segni della chiamata alla vita sacerdotale e alla consacrazione religiosa, perché sentano il calore dell’intera comunità nel dire il loro “sì” a Dio e alla Chiesa. Io stesso li incoraggio come ho fatto con coloro che si sono decisi ad entrare in Seminario e ai quali ho scritto: “Avete fatto bene a farlo. Perché gli uomini avranno sempre bisogno di Dio, anche nell’epoca del dominio tecnico del mondo e della globalizzazione: del Dio che ci si è mostrato in Gesù Cristo e che ci raduna nella Chiesa universale, per imparare con Lui e per mezzo di Lui la vera vita e per tenere presenti e rendere efficaci i criteri della vera umanità” (Lettera ai Seminaristi, 18 ottobre 2010).

Occorre che ogni Chiesa locale si renda sempre più sensibile e attenta alla pastorale vocazionale, educando ai vari livelli, familiare, parrocchiale, associativo, soprattutto i ragazzi, le ragazze e i giovani - come Gesù fece con i discepoli – a maturare una genuina e affettuosa amicizia con il Signore, coltivata nella preghiera personale e liturgica; ad imparare l’ascolto attento e fruttuoso della Parola di Dio, mediante una crescente familiarità con le Sacre Scritture; a comprendere che entrare nella volontà di Dio non annienta e non distrugge la persona, ma permette di scoprire e seguire la verità più profonda su se stessi; a vivere la gratuità e la fraternità nei rapporti con gli altri, perché è solo aprendosi all’amore di Dio che si trova la vera gioia e la piena realizzazione delle proprie aspirazioni. “Proporre le vocazioni nella Chiesa locale”, significa avere il coraggio di indicare, attraverso una pastorale vocazionale attenta e adeguata, questa via impegnativa della sequela di Cristo, che, in quanto ricca di senso, è capace di coinvolgere tutta la vita.

Mi rivolgo particolarmente a voi, cari Confratelli nell’Episcopato. Per dare continuità e diffusione alla vostra missione di salvezza in Cristo, è importante “incrementare il più che sia possibile le vocazioni sacerdotali e religiose, e in modo particolare quelle missionarie” (Decr. Christus Dominus, 15). Il Signore ha bisogno della vostra collaborazione perché le sue chiamate possano raggiungere i cuori di chi ha scelto. Abbiate cura nella scelta degli operatori per il Centro Diocesano Vocazioni, strumento prezioso di promozione e organizzazione della pastorale vocazionale e della preghiera che la sostiene e ne garantisce l’efficacia. Vorrei anche ricordarvi, cari Confratelli Vescovi, la sollecitudine della Chiesa universale per un’equa distribuzione dei sacerdoti nel mondo. La vostra disponibilità verso diocesi con scarsità di vocazioni, diventa una benedizione di Dio per le vostre comunità ed è per i fedeli la testimonianza di un servizio sacerdotale che si apre generosamente alle necessità dell’intera Chiesa.

Il Concilio Vaticano II ha ricordato esplicitamente che “il dovere di dare incremento alle vocazioni sacerdotali spetta a tutta la comunità cristiana, che è tenuta ad assolvere questo compito anzitutto con una vita perfettamente cristiana” (Decr. Optatam totius, 2). Desidero indirizzare quindi un fraterno e speciale saluto ed incoraggiamento a quanti collaborano in vario modo nelle parrocchie con i sacerdoti. In particolare, mi rivolgo a coloro che possono offrire il proprio contributo alla pastorale delle vocazioni: i sacerdoti, le famiglie, i catechisti, gli animatori. Ai sacerdoti raccomando di essere capaci di dare una testimonianza di comunione con il Vescovo e con gli altri confratelli, per garantire l’humus vitale ai nuovi germogli di vocazioni sacerdotali. Le famiglie siano “animate da spirito di fede, di carità e di pietà” (ibid.), capaci di aiutare i figli e le fìglie ad accogliere con generosità la chiamata al sacerdozio ed alla vita consacrata. I catechisti e gli animatori delle associazioni cattoliche e dei movimenti ecclesiali, convinti della loro missione educativa, cerchino “di coltivare gli adolescenti a loro affidati in maniera di essere in grado di scoprire la vocazione divina e di seguirla di buon grado” (ibid.).

Cari fratelli e sorelle, il vostro impegno nella promozione e nella cura delle vocazioni acquista pienezza di senso e di efficacia pastorale quando si realizza nell’unità della Chiesa ed è indirizzato al servizio della comunione. È per questo che ogni momento della vita della comunità ecclesiale - la catechesi, gli incontri di formazione, la preghiera liturgica, i pellegrinaggi ai santuari - è una preziosa opportunità per suscitare nel Popolo di Dio, in particolare nei più piccoli e nei giovani, il senso di appartenenza alla Chiesa e la responsabilità della risposta alla chiamata al sacerdozio ed alla vita consacrata, compiuta con libera e consapevole scelta.

La capacità di coltivare le vocazioni è segno caratteristico della vitalità di una Chiesa locale. Invochiamo con fiducia ed insistenza l’aiuto della Vergine Maria, perché, con l’esempio della sua accoglienza del piano divino della salvezza e con la sua efficace intercessione, si possa diffondere all’interno di ogni comunità la disponibilità a dire “sì” al Signore, che chiama sempre nuovi operai per la sua messe. Con questo auspicio, imparto di cuore a tutti la mia Apostolica Benedizione.

01 maggio 2011

Per te... giovane!

Beato Giovanni Paolo II, promotore delle Giornate Mondiali della Gioventù e protettore della XXVI edizione della GMG di MADRID, proteggi i giovani, guidali a un vero incontro con Gesù, dona loro la forza affinchè non abbiano paura di aprire, di spalancare le porte del loro cuore a Cristo: nella risposta alla sua chiamata saranno felici!


19 aprile 2011

4 passi con noi...

Al ritmo del Suo passo... per fare della vita un Dono!

Il cammino continua...

III TAPPA:  21 - 23 aprile 2011

"Condividi la strada"
... da Gerusalemme alla tomba vuota

Per info contattare:

Sr. M. Paola Gasperini
cell. 3331964930
mail: paola.g@pddm.it
Sr. M. Lucia Filosa
cell. 3405154936
mail: lucia.f@pddm.it


TI ASPETTIAMO... NON MANCARE!!!

12 febbraio 2011

Professione Religiosa di sr. M.Anna Forte e sr. M.Rosa Ricci

Nel rendimento di grazie per il dono della vita e della vocazione di Anna e Rosa...



Roma, 10 febbraio 2011
87 Anniversario della Congregazione delle Pie Discepole del Divin Maestro

02 febbraio 2011

4 passi con noi...


Al ritmo del Suo passo... per fare della vita un Dono!

Il cammino continua...

II TAPPA: "Porgi l'orecchio"
... ascolto della Parola di Dio e condivisione di vita
11 - 13 febbraio 2011

III TAPPA: "Condividi la strada"
... da Gerusalemme alla tomba vuota
21 - 23 aprile 2011

IV TAPPA: "Fai della vita un dono"
... esercizi spirituali di discernimento vocazionale
30 luglio - 1 agosto 2011

TI ASPETTIAMO... NON MANCARE!!!

26 novembre 2010

Festa in Famiglia!!!

26 NOVEMBRE: Beato Giacomo Alberione, fondatore della Famiglia Paolina

Oggi la nostra Famiglia religisa è in festa per celebrare il ricordo del suo padre fondatore, il beato Giacomo Alberione.

Nasce a San Lorenzo di Fossano (Italia) il 4 aprile 1884. Ancora giovane seminarista, la notte del passaggio del secolo XIX al XX, nel corso di una lunga adorazione eucaristica, visse una intensa esperienza spirituale. Capì che il Signore gli domandava la sua disponibilità a fare qualcosa per gli uomini del nuovo secolo e percepì con chiarezza la sua futura missione: VIVERE E DARE AL MONDO GESU' CRISTO VIA VERITA' E VITA utilizzando tutti i mezzi per tutti gli uomini!
Nella sua vita perseguì due grandi ideali: per primo una profonda vita di intimità con Dio, alimentandola alle sorgenti della Scrittura e dell'Eucaristia dal cui contatto attingeva luce e forza e per secondo, non meno importante del primo, l'Amore per gli uomini affinchè potessero pervenire alla conoscenza del Cristo e a farLo diventare roccia salda della propria vita!

Preghiamo perchè anche oggi il Signore susciti nella sua Chiesa uomini e donne capaci di spendere interamente la vita per Lui x annunciarlo in mezzo ai fratelli... Chissà se il Signore oggi non stia chiamando proprio te!?!

AUGURI!

27 ottobre 2010

4 passi con noi...

Al ritmo del Suo passo... per fare della vita un Dono!
I TAPPA: "Togliti i sandali"
... esperienza di preghiera e di silenzio30 ottobre - 2 novembre 2010

II TAPPA: "Porgi l'orecchio"
... ascolto della Parola di Dio e condivisione di vita11 - 13 febbraio 2011

III TAPPA: "Condividi la strada"
... da Gerusalemme alla tomba vuota21 - 23 aprile 2011

IV TAPPA: "Fai della vita un dono"
... esercizi spirituali di discernimento vocazionale
30 luglio - 1 agosto 2011

TI ASPETTIAMO... NON MANCARE!!!