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17 marzo 2017

#incontroTe

17 marzo 2017  -  Venerdì







Mi hai rivestito delle vesti di salvezza
(Is 61,10)




Assistere!

L’amore a Dio separato dall’amore ai fratelli è inautentico. E un amore ai fratelli separato dall’amore a Dio manca di linfa vitale, diventa pura filantropia. Il verbo “assistere” – usato comunemente per indicare un’attenzione particolare a persona o cosa – incarna pienamente la richiesta di corrispondenza d’amore della prima lettera di Giovanni. Infatti “adsistere”: ad dice un rapporto profondo. Stare accanto a Dio e accanto ai fratelli. Stare accanto è la forma più elementare e più bella di carità che potremmo anche tradurre “impegnarsi nella storia con Cristo”.


IMPEGNO:

Scelgo di mettere al centro della mia giornata una attenzione particolare alle persone che incontrerò.





© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



16 marzo 2017

#incontroTe

16 marzo 2017  -  Giovedì







Beati gli invitati alla mensa del Signore
(dalla liturgia)




Un cuore che arde

Un cammino quello intrapreso che porta a una meta già prefissata: Gerusalemme. La via della croce non è una devozione facoltativa, è l’itinerario che bisogna percorrere per partecipare, al seguito di Gesù, al mistero del suo amore salvifico. È infine nel cammino verso Emmaus che Gesù rivela il senso della sua missione (cf. Lc 24,13-35). “Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?” (Lc 24,32).


IMPEGNO:

Verifico le mie passioni cercando di ordinarle in Dio.





© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



15 marzo 2017

#incontroTe

15 marzo 2017  -  Mercoledì







Mi affido alle tue mani, Signore.
(Sal 30,6)




La strada da intraprendere

Il mistero del cammino si approfondisce quando Filippo domanda a Gesù di mostrargli il Padre, ed Egli: “Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è con me compie le sue opere” (Gv 14,10), così ci rivela che il cammino da intraprendere è tutto interiore. Gesù traccia chiaramente la strada che conduce alla comunione perfetta con Lui. Tutto comincia con un richiamo indirizzato ai peccatori di Galilea luogo dove Egli va a reclutare i suoi Apostoli e discepoli: “Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini. E subito, lasciate le reti, lo seguirono” (Mc 1,17-18).


IMPEGNO:

Dominerò “le reti” che mi tengono impigliato facendomi perdere tempo e occasioni di cammino e di crescita.





© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



14 marzo 2017

#incontroTe

14 marzo 2017  -  Martedì







Imparate da me che sono mite e umile di cuore.
(Mt 11,29)




Impegnarsi nella storia con Cristo

Nel Nuovo Testamento Gesù appare come una persona che cammina e cammina molto. Sulla sue strada incontra la Samaritana (cf. Gv 4,1-42). Guarisce un cieco che mendicava al bordo di una di quelle strade impolverate della Palestina (cf. Lc 18,35). Nella parabola, anche il buon Samaritano non devia dal cammino della misericordia (cf. Lc 10,29-37). A Tommaso che gli domanda dove va e come è possibile andare verso il Padre, Gesù risponde: “Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non attraverso di me” (Gv 14,6).


IMPEGNO:

Farò un passo di avvicinamento verso chi normalmente evito.





© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



13 marzo 2017

#incontroTe

13 marzo 2017  -  Lunedì







Guarda, rispondimi, Signore mio Dio
(Sal 12,4)




Lui solo ci basta!

All’infuori di Dio, non c’è nulla che possa contenere il cuore dell’uomo. In realtà, nella vita umana si moltiplicano senza fine i rapporti. Non c’è rapporto umano che sia veramente totalizzante, esauriente. Solo Dio può consumare tutta la capacità di rapporto della nostra vita. Lui solo ci basta. È quanto ha voluto significare già l’Antico Testamento affermando che bisogna amare Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze (cf. Dt 6,5). Dio deve diventare, non solo il primo, ma l’unico.


IMPEGNO:

Unisco il mio amore verso Dio in un gesto concreto di amore al prossimo.





© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



12 marzo 2017

#incontroTe

12 marzo 2017  -  II Domenica di Quaresima






Manda la tua verità e la tua luce;
siano esse a guidarmi al tuo monte santo,
e alle tue dimore
(Sal 42,3)




Trasfigurati



Il filosofo Gabriel Marcel, con un pensiero molto vicino al Vangelo, afferma che si passa dall’esserci all’essere nella sua pienezza, quando si comincia a “essere con”. Questo concetto filosofico tradotto in termini concreti, vuol dire che viviamo pienamente solo se viviamo per qualcuno. Ci si può illudere qualche volta che un tu umano dia alla vita tutto il suo senso, che basti questo rapporto a dare la felicità vera, a esaurire il bisogno di rapporto d’amore che c’è nel cuore dell’uomo (e gli innamorati hanno questa illusione). Ma ben presto ci si accorge che l’aspirazione del cuore è troppo profonda, troppo grande perché un tu umano possa esaurirne le potenzialità. Dietro ad ogni tu umano, se il rapporto è vissuto autenticamente, ci dev’essere il Tu divino. La fede è uno scavalcare il tu umano per raggiungere direttamente l’oggetto più profondo del rapporto.
“Signore, ci hai fatti per te e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te” (S.Agostino, Le Confessioni, I,1,1).


IMPEGNO:

Oggi sarà un vero “Giorno del Signore” di riposo e di ristoro in Lui e con Lui.





© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



11 marzo 2017

#incontroTe

11 marzo 2017  -  Sabato







Siate misericordiosi,
com’è misericordioso il Padre vostro
(Lc 6,36)




Vivere per qualcuno

Diventando figlio nel Figlio, ciascuno di noi può entrare nel rapporto particolarissimo che il Figlio ha con il Padre e questo diventa anche la misura del mio rapporto con Lui. Siamo al centro del rapporto religioso perché già a livello umano sentiamo di vivere pienamente soltanto se viviamo per qualcuno.


IMPEGNO:

Metterò a fuoco il teme della generosità nella mia giornata.





© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



10 marzo 2017

#incontroTe

10 marzo 2017  -  Venerdì







Siate santi, perché io sono santo
(Lv 11,44)




Un rapporto personale con Dio


I salmisti sono quelli che hanno dato del Tu a Dio. Il tu esprime un rapporto personale profondo. Quando un’amicizia si approfondisce, dare del tu a una persona significa dirle siamo amici. Per questo le nostre preghiere sono passate insensibilmente dal voi al tu. Non è questione di diminuire nell’amore o nel rispetto al Signore, ma di stabilire con Lui un rapporto più personale.
Quando Dio cessa di essere un tu a cui mi rivolgo e diventa un entità su cui disquisisco, tutto frana. Non si può vivisezionare il mistero di Dio attraverso categorie astratte. In Dio la persona è essenzialmente rapporto, relazione, è un totale ordinarsi all’altro. E così il Figlio vive il suo rapporto con il Padre.

IMPEGNO:

Starò attento alle mie relazioni con l’altro tenendo a bada ciò che mi impedisce di essere verace.





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09 marzo 2017

#incontroTe

9 marzo 2017  -  Giovedì






Guardate a lui e sarete raggianti,
non saranno confusi i vostri volti.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta
(Sal 33,6s)




Dio il mio "TU"


Un giorno hanno trovato Teresa di Lisieux in cella con le lacrime agli occhi e le hanno chiesto: “Perché piangi?”. Ha risposto: “Sto pensando che Dio è nostro Padre; è così bello!”.

È il momento dell’esperienza in cui una nozione astratta diventa consapevolezza di una realtà: siamo veramente figli, di stirpe divina, partecipi della natura di Dio (cf. 2Pt 1,4). Questa idea madre del cristianesimo spiega, sul versante divino, l’economia della salvezza e su quello umano delinea la morale cristiana. Il filosofo ebreo, M. Buber, dice che il rapporto religioso comincia nel preciso istante in cui Dio cessa di essere un “Lui” e diventa un “Tu”.


IMPEGNO:

Troverò maggiori momenti di preghiera spontanea per esercitare il “Tu” di Dio.





© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



08 marzo 2017

#incontroTe

8 marzo 2017  -  Mercoledì






Il tempo è compiuto,
il regno di Dio è vicino;
convertitevi e credete nel Vangelo
(Mc 1,15)




Intraprendenti e generosi

Non basta essere conservatori della Parola, per paure del rischio o per mancanza di iniziativa; il dono della fede impegna i cristiani ad essere soprattutto promotori intraprendenti e generosi del Vangelo di Gesù e dei beni della salvezza. Paolo VI ci ha lasciato un monito severo per chi non mette a profitto il talento-dono della fede: “Chi trascura il mandato missionario di annunciare Gesù Cristo, mette a rischio perfino la sua salvezza personale e la sopravvivenza delle comunità” ( Evangelii Nuntiandi 80).


IMPEGNO:

Provo a essere un segno di fede a chi mi sta accanto.





© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



07 marzo 2017

#incontroTe

7 marzo 2017  -  Martedì







Abbà, Padre! Non ciò che voglio io,
ma ciò che vuoi tu
(Mc 14,36)




Creatività e Liberalità (cf. Mt 25,14-30)

La vita comunitaria la possiamo paragonare ad una banca in cui investire i nostri talenti; in cui si accoglie la diversa distribuzione dei doni, non come misura di maggior o minor prestigio personale, ma quale riconoscimento di una sapiente complementarietà di carismi per la crescita del bene comune. La parabola dei talenti è la parabola della creatività nella comunità e della liberalità dell’amore che siamo chiamati a vivere come “operai della vigna del Signore”. Non basta essere conservatori della Parola, per paura del rischio o per mancanza di iniziativa; il dono della fede impegna i cristiani ad essere soprattutto promotori intraprendenti e generosi del Vangelo di Gesù e dei beni della salvezza.


IMPEGNO:

Mi faccio promotore generoso di una iniziativa evangelica.





© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



06 marzo 2017

#incontroTe

6 marzo 2017  -  Lunedì







Chi non ama il proprio fratello che vede,
non ama Dio che non vede
(1 Gv 4,20)




Pigrizia e disimpegno 

La sterilità è una categoria anticristiana. Pigrizia e disimpegno sono atteggiamenti inaccettabili di fronte al dono della fede e alla conseguente responsabilità missionaria di annunciare il Vangelo. Ogni battezzato è chiamato a operare in sinergia con lo Spirito Santo affinché non manchino luce, sale, lievito necessari a custodire la famiglia umana nella solidarietà e nella comunione.


IMPEGNO:

Riflettere sull’ambito in cui mi trovo a essere più pigro.





© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



05 marzo 2017

#incontroTe

5 marzo 2017  -  I Domenica di Quaresima







Siamo saldi nella prova:
nostra forza è l’amore di Cristo
(Dalla Liturgia)




Il coraggio della felicità 



La gratuità con cui Dio ci ama, è l’aspetto più seducente dell’amore divino e giustifica le famose parole di Geremia: “Tu mi hai sedotto, o Signore e io mi sono lasciato sedurre” (Ger 20,7).


L’Apostolo Paolo confida ai Galati di essere stato chiamato per nome dalla grazia di Dio, usa un verbo assai forte: sono stato sedotto dall’amore proveniente da Dio e aggiunge subito: “non ci ho visto più” (Gal 1,16), sono stato pervaso da quella presenza straordinaria di Dio.
La scoperta di questo amore è veramente entusiasmante, seducente, capace di spezzare tutti i legami, è una divina sorpresa. Non è affatto una cosa normale che Dio, l’Altissimo, cominci per primo ad amare una creatura. La sorpresa aumenta quando Gesù ci dice che questo amore è paterno perché in cielo c’è un Padre. Siamo troppo abituati a questa affermazione per coglierne ancora il carattere sbalorditivo.


IMPEGNO:


Presterò maggiormente ascolto a quanto mi indica la mia coscienza.





© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



04 marzo 2017

#incontroTe

4 marzo 2017  -  Sabato







Per le tue piaghe noi siamo stati guariti.
(Is 53,5c)




Non c'è timore nell'Amore (cf. Mt 25,14-30)


Gesù con questa parabola desidera portarci fuori dalla logica paranoide e paritaria del tanto-quanto per entrare nella prospettiva della fiducia e dell’amore senza calcoli e senza paure. Non c’è timore nell’amore. Nell’amore si può rischiare perché nell’amore c’è la fiducia del perdono. E forse anche per questo c’è molto meno rischio di sbagliare. Dov’è creatività e amore, lì c’è Dio.
Far fruttificare i doni ricevuti, portare frutto, ci immette nella corrente di quell’amore trinitario che fonda la crescita di ogni persona e la costruzione di una comunità cristiana. L’atteggiamento del servo che ha sotterrato il talento per timore del suo padrone. Penso ad una possibile paralisi istituzionale, quando non si osa rischiare più; a una diffusa inerzia spirituale giustificata da paure, resistenze, contrasti a livello personale e comunitario, o motivata dai condizionamenti socio-psicologici con i quali ci imbattiamo nel nostro quotidiano.


IMPEGNO:

Oggi affronto le mie paure combattendo l’inerzia spirituale.





© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma




03 marzo 2017

#incontroTe

3 marzo 2017  -  Venerdì







Signore, sciogli le mie catene inique
(Is 58,6)




La fiducia ben riposta (cf. Mt 25,14-30)

La differenza di atteggiamento rispetto ai primi due servi è nettissima. I primi due si mostrano attivi, pieni di iniziativa, capaci e volenterosi di rispondere alla fiducia concessa. Rischiano in proprio, portando dentro di sé un’immagine generosa e fiduciosa del padrone, il quale li lascia del tutto liberi di muoversi. In tal modo crescono e raddoppiano quanto loro affidato. È la loro piena realizzazione delle loro possibilità esistenziali e il padrone desidera condividere con loro la sua sovrabbondante e gioiosa soddisfazione per la sua fiducia ben riposta, al di là dei pur lusinghieri risultati sul campo.


IMPEGNO:

Cercherò di far spazio a chi incontro donando fiducia.





© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



02 marzo 2017

#incontroTe

2 marzo 2017  -  Giovedì






Se moriamo con lui,
vivremo anche con lui
(2Tm 2,11)




Un cuore duro (cf. Mt 25,14-30)

Matteo indugia sull’atteggiamento del terzo servo, l’unico dei tre che esplicita il suo pensiero davvero poco generoso sul padrone. Ne emerge un’immagine, tutta del servo, fatta di durezza, di prevaricazione, di mancanza di misericordia. Un’immagine tanto mostruosa che egli se ne lascia impaurire per tutto il tempo dell’assenza del padrone, lasciandosi trascinare in un comportamento passivo,privo di iniziativa, irresponsabile. In buca, rinunciando a vivere.


IMPEGNO:



In quali situazioni e con quali persone ho il cuore duro?





© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma



28 febbraio 2017

#incontroTe

1 marzo 2017  -  Mercoledì delle Ceneri







Venite, ritorniamo al Signore
(Os 6,1a)




Investire... (cf. Mt 25,14-30)

La parabola dei talenti è tra le più famose e più citate del Vangelo. Parla di un uomo che parte per un viaggio e affida i suoi talenti – capitali corrispondenti al valore di intere vite di lavoro – ai suoi servi, certo del suo discernimento circa le loro effettive capacità di gestirli. A un servo affida cinque talenti, a un secondo due e a un terzo un talento. I primi due servi, trafficando la somma ricevuta, raddoppiano l’importo. Il terzo servo, invece, si allontana dai primi due e va a nascondere il talento ricevuto, lasciandolo di fatto sterile.


IMPEGNO:

Starò attento a non sprecare il mio tempo riconoscendo che è nel tempo che mi perdo o investo.





© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma


25 dicembre 2016

Natale del Signore

"Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la GIOIA"
(papa Francesco)


Buon Natale! Che sia un Natale di gioia per tutti e che il nuovo anno ci trovi sempre più protagonisti del nostro futuro.

Papa Francesco, durante la GMG, ci ha messi in guardia dalla divano-felicità, spronandoci a scendere da quella poltrona, a indossare gli scarponcini e a metterci in cammino. Questo è l'augurio per l'anno che sta arrivando: che possiamo essere protagonisti della storia, lasciare la nostra impronta nel mondo e fare in modo che non siano altri a decidere il nostro futuro!


AUGURI!

Pie Discepole del Divin Maestro

25 novembre 2016

Per te... giovane!

Solo un mese a Natale...

Hai già pensato come programmare le tue vacanze invernali?
E' vero "Natale con i tuoi"... ma poi? Ti aspettiamo da noi!!!
Ecco qualche proposta che fa per te...

DICEMBRE 2016


GENNAIO 2017



Per informazioni e iscrizioni:

sr. M. Paola - paola.gasperini@piediscepole.it - 3331964930
sr. M. Cristina - cristina.catapano@piediscepole.it - 3489259518



10 ottobre 2016

Per te... giovane!

Ecco a voi....
Le date degli step vocazionali per ragazze, organizzati dal nostro Centro Giovanile "Casa Pinuccia".
Vi aspettiamo... NON MANCATE!!!




INFO:

sr M. Paola Gasperini - paola.gasperini@piediscepole.it - 333 196 4930

sr Annamaria Passiatore - annamaria.passiatore@piediscepole.it - 348 742 9790