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21 settembre 2013

La segnaletica della settimana


XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno C)
 
Dal Vangelo secondo Luca (16,1-13)
 
In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli:
«Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”.
L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”.
Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”.
Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.
Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.
Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».

 

Per riflettere…

«Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza»

Gesù non perde occasione per aprirci gli occhi, ancora una volta sui rischi delle ricchezze. Sì, perché il denaro può essere (forse) un buon servitore ma è di sicuro un pessimo padrone.

La ricchezza può essere un buon servitore quando è a servizio di un progetto, quando è e rimane un mezzo per aiutare gli altri e per le necessità della vita. Ma è un servo che tende a prendere spazio, sempre più spazio e considerazione, e da servo, spesso, si trasforma nel padrone della peggior specie, che pretende tutto per sé e diventa un po’ per volta totalizzante.

Per questo Gesù ci mette davanti a un’alternativa: Dio o la ricchezza. Forte e significativo quello che ha detto papa Francesco al proposito: “Contro che Comandamento si pecca quando uno fa un’azione per il denaro? Contro il primo! Pecchi di idolatria! Ecco il perché: perché il denaro diventa idolo e tu dai culto! E per questo Gesù ci dice non puoi servire all’idolo denaro e al Dio Vivente: o uno o l’altro… È l’umiltà la strada per servire Dio. Che il Signore  aiuti tutti noi a non cadere nella trappola dell’idolatria del denaro”.
 
La scelta di chi servire è in mano nostra! Tu vuoi essere al servizio del servo o del Signore?

18 settembre 2013

TG6... SPECIAL EDITION

Ed è davvero un inviato speciale a portarci questa nuova edizione di "TG6" ovvero "Tu Gesù sei...". Dall'Italia ci mettiamo in viaggio ancora verso Rio per ascoltare quello che ha vissuto Antonio Pisanello, 24 anni, di Palo del Colle (BA), nella sua esperienza all'incontro che ha radunato i giovani di tutto il mondo con papa Francesco lo scorso luglio durante la GMG... 
 
 
Il programma è a cura del nostro amico NUNZIO!
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Il tema della GMG era quello della missione. Confrontandomi con un amico, che con me ha vissuto questa esperienza, condivido con voi le nostre riflessioni...

 

n Quale Parola ascoltata alla GMG ti ha accompagnato in questo mese?
La parola che mi ha colpito e che mi ha accompagnato in questo mese è “Andate”. Così come Gesù mandò i suoi discepoli, così oggi a noi giovani ci dice la stessa cosa, ci manda ad annunciare il Vangelo, a fare discepoli tutti i popoli, non da soli, ma tutti insieme con lui. La sua è un affermazione forte, che esige una risposta da parte nostra, e che non ci può far rimanere muti e insensibili. Papa Francesco ci ha invitato a uscire dalle nostre parrocchie, dalle nostre piccole comunità per rivolgerci a tutti, in qualsiasi ambiente, fino alle “periferie esistenziali”, è un invito che non possiamo rifiutare, che io non voglio rifiutare.
Si, credo che si può essere oggi giovani e missionari, senza andare troppo lontano ma essendolo nella quotidianità di tutti giorni, portando la Parola di Dio a tutte le persone che nella nostra giornata incontriamo, in ogni ambito, lavorativo, parrocchiale, scolastico, universitario, portare Gesù agli altri, che siano credenti oppure no, attraverso anche gesti semplici come per esempio una parola di conforto, un incoraggiamento, un sostegno morale o anche il semplice ascolto, gesti semplici ma carichi di quell’amore di cui Cristo si è fatto testimone, che ci portano ad aprirci all’altro rifiutando la cultura dell’io egoistico e superbo.


n Cosa hai imparato dalla GMG?

La GMG mi ha insegnato a guardare dentro di me a cercare di capire quali sono i miei difetti e a correggerli, mi ha insegnato a essere più disponibile verso gli altri, soprattutto verso le persone che hanno più bisogno, durante la GMG tutti ci aiutavamo a vicenda, ci si aiutava nel portare le valigie, ci scambiavamo alimenti, ci facevamo forza l’un l’altro nelle lunghe camminate, ogni sforzo, ogni attività era un momento di condivisione. Mi ha insegnato anche ad essere più paziente e soprattutto ad adattarmi a qualsiasi situazione ringraziando sempre per quello che il Signore ci dà, senza lamentarsi mai.


n Papa Francesco ha definito le nostre vite, il nostro stare insieme il vero Campus Fidei. Quale pensi sia il contributo che tu puoi dare per rendere sempre più bello e accogliente questo campo?

Per rendere bello e accogliente un campo occorre seminarlo, innaffiarlo, curarlo, proteggerlo dalle tempeste, io cerco nella mia vita di fare lo stesso in modo che il campo possa crescere bello e forte, in modo da resistere a tutte le intemperie, ascoltando la Parola di Dio, parlando agli altri di Dio, coinvolgendoli in attività ed esperienze di condivisione e di spiritualità e cercando di mettere in pratica tutti i consigli che Gesù ci dà. Più persone parteciperanno alla cura di questo Campus Fidei, tanto più bello e accogliente sarà per il nostro Signore.


n Ultima domanda rispondendo incisivamente: "Tu Gesù sei....?"
Tu, Gesù, sei la Vita!
 

30 luglio 2013

Briciole di vita...

UN'ESPERIENZA PROFONDAMENTE CRISTOCENTRICA…
…la testimonianza di Consuelo durante la Giornata Mondiale della Gioventù a Roma "In diretta con Rio 2013"

 

Era il 27 luglio a "Casa Gesù Maestro" e già di buon mattino si iniziavano a sistemare gli striscioni di benvenuto, le bandiere e tutto il necessario preparato con impegno il giorno prima.

Si poteva facilmente notare, sui volti delle nostre Sorelle, la gioia e la frenesia di ospitare così tanti giovani in arrivo dalla Diocesi di Roma e da altre parti d'Italia per partecipare alle varie attività delle giornate del 27 e 28 nonché alla veglia di papa Francesco in diretta dal Brasile.

Tutto in quegli istanti sembrava scontato e non adatto, ma per il semplice fatto che si voleva dare il meglio, affinché l’atmosfera potesse favorire per i giovani un incontro unico e indimenticabile con l’ospite d’onore: Gesù Cristo.

L’arrivo dei primi ragazzi, nell’ora in cui il sole sembrava picchiare come non mai sulle nostre teste, fu emozionante: una trentina di giovani, dai 14 ai 27 anni, che si erano incamminati a piedi dalla parrocchia che gli offriva ospitalità per arrivare fino alla lontana Portuense 739.

E per chi facevano tutto questo nei giorni più caldi dell’anno?

Certamente per Qualcuno che avevano incontrato nella loro vita e  Gli aveva promesso qualcosa di grande: la libertà... la stessa che gli avrebbe permesso di rimanersene nelle loro belle case, al fresco dei climatizzatori e con docce a disposizioni. Invece no! C’era Qualcuno che aspettava ansiosamente di parlare al loro cuore e in loro era forte il desiderio di ascoltarLo.

Il pomeriggio del 27 è passato portandosi con sé gli ultimi preparativi, l’esperienza del Sacramento della Riconciliazione e la continua accoglienza delle Pie Discepole del Divin Maestro che avevano stabilito dei turni di accoglienza al cancello, come delle vere e proprie sentinelle.

Ed è cosi che in un batter d’occhio, senza neanche rendersene conto, arriva il  clou della giornata: la veglia che papa Francesco, dall’altra parte del mondo, celebrava con i tanti giovani arrivati in Brasile per la GMG, e che noi avremmo visto in diretta dall’enorme maxischermo montato ad hoc per l’occasione.

La serata ha inizio con le tante testimonianze degli invitati che con molta semplicità raccontano il proprio incontro con quel Signore che gli ha cambiato la vita. Tra gli invitati anche Alberto, uno studente sopravvissuto al terremoto dell’Aquila.

Minuti commuoventi quelli nei quali sentivi parlare questo ragazzo, del resto nostro coetaneo, di quei momenti vissuti sotto le macerie e dei giorni successivi all’accaduto.


E mentre ci si perdeva nelle varie riflessioni, le Suore e gli organizzatori della 29^ Prefettura erano sempre molto indaffarati, affinché tutto fosse gestito con la massima accuratezza. Intanto il tempo passava.

E fu così che arrivò mezzanotte e mezza. Il maxischermo si illuminò ed ecco la figura gioiosa ed euforica del nostro amato papa Francesco che si apprestava a parlare ai miliardi di giovani che erano da tutto il giorno lì ad aspettarlo.

Poche parole, semplici, concise che arrivano dritte al cuore.

In qualche modo anche lui parla di quella libertà che aveva spinto tutti i nostri giovani (circa 500) a quegli sforzi disumani.

La libertà di fare spazio al Signore nel “campo” della nostra vita... di non coltivare la zizzania, ma il piccolo seme che il seminatore (Cristo) semina nel nostro cuore, affinché la nostra vita possa essere come un albero piantato sulla riva di un fiume (la Parola) che porta frutto in abbondanza.

Il Santo Padre, così, dice a chiare lettere ai giovani che il Signore può tutto, ma non può imporci di ascoltarLo. Egli infatti può tutto nella misura con la quale Gli permettiamo di agire.

La veglia finisce con la gioia di tutti nel vedere e percepire quest’aria di rinnovamento che tanto e tutti aspettavamo.

A "Casa Portuense" continua fino a notte inoltrata la festa per questa GMG che  “non sa da dimenticare”.

Sono già gli albori del 28 luglio quando si sente un po’ di silenzio in quei luoghi  ormai  cosi significativi per tutti  noi.

Ma non era ancora finito il tutto… ci aspettava alle 11:00 del mattino la S. Messa nella Chiesa di Gesù Maestro con il resto della comunità e dei genitori dei partecipanti accorsi per la celebrazione.

E sulle orme di papa Francesco come sintetizzare con tre parole quanto vissuto?

Ecco: un’esperienza profondamente Cristocentrica.


 

12 luglio 2013

La segnaletica della settimana


XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno C)

Dal Vangelo secondo Luca (10,25-37)

In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».

Per riflettere…
 Chi è il mio prossimo?
Cosa accade quando sulla nostra strada incontriamo qualcuno che ha bisogno di noi? Nel nostro cuore, forse, si muove qualcosa, vorremmo anche aiutarlo, ma…
Risuonano ancora le forti parole del Papa, pochi giorni fa, a Lampedusa: "guardiamo il fratello mezzo morto sul ciglio della strada, forse pensiamo “poverino”, e continuiamo per la nostra strada, non è compito nostro; e con questo ci tranquillizziamo, ci sentiamo a posto. La cultura del benessere, che ci porta a pensare a noi stessi, ci rende insensibili alle grida degli altri, ci fa vivere in bolle di sapone, che sono belle, ma non sono nulla, sono l’illusione del futile, del provvisorio, che porta all’indifferenza verso gli altri, anzi porta alla globalizzazione dell’indifferenza. In questo mondo della globalizzazione siamo caduti nella globalizzazione dell'indifferenza. Ci siamo abituati alla sofferenza dell’altro, non ci riguarda, non ci interessa, non è affare nostro!" (8 luglio 2013)

Una situazione simile è quella proposta da Gesù nel Vangelo. Davanti a un uomo pestato a sangue, l’unico che si ferma ad aiutarlo (rimettendoci di tasca propria!) è uno straniero miscredente. Ed è proprio uno straniero eretico, che Cristo propone come modello a uno scriba, cioè a un uomo tutto “casa e sinagoga”!

Gesù ci mette con le spalle al muro. Quante volte ci sarebbe piaciuto essere più buoni, soccorrere chi si trova in difficoltà per poi lasciarci prendere dalla fretta, dai nostri affari o dai troppi ragionamenti? Per Gesù il problema è tutto qui: è amare o non amare. Vedere nell’altro, chiunque egli sia, un nostro fratello, qualcuno del quale prenderci carico, come e perché Dio stesso ha fatto con noi: quando ancora eravamo lontani da Dio, il Signore ha preso su di sé la nostra umanità e ha pagato di persona per noi (cf Rom 5,6-8).
 
Come ha fatto Lui, perché l’ha fatto Lui, anche noi in Lui possiamo – e dobbiamo! – fare altrettanto. Non sarà facile, ma forse, iniziando proprio da coloro che ci sono più vicini, non è impossibile! Il Signore ce lo chiede: Lui opererà con noi e in noi.

11 luglio 2013

TG6... SPECIAL EDITION

Eccoci pronti per una nuova intervista del nostro "TG6" ovvero "Tu Gesù sei...". Nella quotidianità della nostra vita ognuno fa esperienza di una Presenza... e in un modo o in un altro è chiamato a dare una risposta: "Chi è per te Gesù?"... è Lui stesso che provoca la domanda quando, rivolgendosi ai discepoli, dice: "E voi chi dite che io sia?". La nostra non è la risposta della "gente" ma una risposta personale...

Il programma è a cura della nostra amica PEPE'!

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Quando cammini per strada o passi sulle bacheche di Facebook spesso e volentieri trovi riferimenti a Papa Francesco... sì, è proprio vero: questo Papa ci offre diversi spunti di riflessione soprattutto in questo tempo come non mai.

E' da qui che nasce la nuova intervista, che fa un salto di regione e dal Lazio raggiunge la Toscana, luogo dove incontriamo Anna Cira, una giovane conosciuta ad un campo nazionale di Azione Cattolica qualche anno fa e che grazie ai media e soprattutto ai social network utilizzati con i giusti criteri, è divenuta un punto di riferimento per scambi di opinioni, suggerimenti, proposte che pian piano hanno trasformato una conoscenza in amicizia.

Oggi Papa Francesco ha detto "Giovani andate controcorrente ed evitate questi valori "avariati" senza perdere la speranza!" cosa ne pensi?

 
Lunga vita al Papa!!!! Soprattutto gli auguro un lungo pontificato: ogni volta che lo sento parlare, è come linfa che dà vita!

Ogni tanto, come molti, mi interrogo sul mio modo di essere cristiana e talvolta mi sento non adeguata a questa società per cui è bello rinfrescare la mente ed il cuore con le Sue parole: è come un soffio incoraggiante e mi conferma che andare controcorrente è da veri coraggiosi, non è una cosa impossibile anche se indubbiamente non è facile.

Facciamo prima a prendere le scorciatoie, ma ci rendiamo conto poi, che, non sempre le strade più corte portano alla vera felicità.

I valori che mi sono stati insegnati, nei quali credo fermamente, sono valori ai quali tanti prima di me hanno dedicato un'intera vita rimettendoci a volte la stessa, perchè hanno il sapore e l'odore della Verità.

 

Cosa pensi che abbia voluto dire con 'pensieri avariati'?

Quando parla di "pensieri avariati" credo si riferisca al modo di pensare sbagliato, o pensieri senza fondamenta, nel senso che oggi molti seguono il gregge, la società insegna a pensare solo a se stessi ed a vivere in modo egoistico, mentre il Papa spesso ripete di attuare la misericordia nei confronti di tutti e di non lasciarci rubare la speranza, credo si riferisca proprio a questi "pensieri avariati, cioè sbagliati"... come il cibo avariato, ha detto, fanno male anche i pensieri avariati fanno solo del male! Credo siano quegli stessi valori che purtroppo oggi la società ha annacquato per facilitare la vita, perchè si sa, oggi viviamo in un mondo del "tutto e subito" e pochi sono educati al sacrificio (sacri-ficio, cioè rendere sacro ciò che si fa!)

 

Come ti sembra il suo modo di approcciarsi a noi giovani?

Credo che questo Papa abbia un carisma bellissimo: sa arrivare diritto al cuore di ognuno, per noi giovani è sicuramente importante, una guida ed un esempio concreto! E' un piacere ascoltarlo ed indubbiamente le sue parole arrivano e restano...

 

E tu? Credi di avere il coraggio e la grinta giusta per andare controcorrente? O ti lasci trasportare dalla massa?

Non è facile in questi casi nè essere maestri, nè dire io sicuramente farò o sarò con certezza: siamo tutti sotto lo stesso cielo, la società trascina, e con molto fascino, talvolta è difficile resistere (ho scritto difficile, e non impossibile!), il Papa ci esorta ad avere coraggio anche di andare controcorrente, il coraggio di distinguerci in tutto.... io,  molto umilmente chiedo aiuto e una mano a Colui che tutto può, perchè Lui solo conosce ogni nostro limite, se saremo uniti a Lui, ce la possiamo fare, siamo ottimisti!

13 febbraio 2013

Quaresima di fede e carità


"Tutta la vita cristiana è un rispondere all'amore di Dio. La prima risposta è appunto la fede come accoglienza piena di stupore e gratitudine di un’inaudita iniziativa divina che ci precede e ci sollecita. E il «sì» della fede segna l’inizio di una luminosa storia di amicizia con il Signore, che riempie e dà senso pieno a tutta la nostra esistenza. Dio però non si accontenta che noi accogliamo il suo amore gratuito. Egli non si limita ad amarci, ma vuole attiraci a Sé, trasformarci in modo così profondo da portarci a dire con san Paolo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me (cfr Gal 2,20).
Quando noi lasciamo spazio all’amore di Dio, siamo resi simili a Lui, partecipi della sua stessa carità. Aprirci al suo amore significa lasciare che Egli viva in noi e ci porti ad amare con Lui, in Lui e come Lui; solo allora la nostra fede diventa veramente «operosa per mezzo della carità» (Gal 5,6) ed Egli prende dimora in noi...
Non possiamo mai separare o, addirittura, opporre fede e carità... Queste due virtù teologali sono intimamente unite ed è fuorviante vedere tra di esse un contrasto o una «dialettica».... Per una sana vita spirituale è necessario rifuggire sia dal fideismo che dall'attivismo moralista. L’esistenza cristiana consiste in un continuo salire il monte dell’incontro con Dio per poi ridiscendere, portando l'amore e la forza che ne derivano, in modo da servire i nostri fratelli e sorelle con lo stesso amore di Dio".

(dal Messaggio di Benedetto XVI per la Quaresima 2013)


Questo è solo un assaggio delle parole del Papa per questa Quaresima così speciale. Se vuoi, trovi tutto il Messaggio sul sito della Santa Sede.Vale la pena leggerlo tutto.

Auguri di una Quaresima di Fede e Carità! Buon cammino a tutti! 

03 febbraio 2013

Briciole di vita

Mi chiamo Magda, ho 24 anni e vengo dalla Polonia. Al pellegrinaggio di Taizè ho partecipato per sei volte. Questi incontri mi lasciano indimenticabili esperienze. Anche questa volta il pellegrinaggio è stato particolare. Il Signore ha riempito il mio cuore con la gioia e la pace, mi ha fortificata perché io non mi arrenda nonostante le difficoltà e le tribolazioni, che mi sono successe ultimamente. In modo particolare vorrei ringraziare il Signore che mi ha insegnato la vera preghiera, la preghiera semplice e fiduciosa. Molte volte nella preghiera mi ritornavano pensieri di fiducia verso Dio: solo allora possiamo ritrovare la libertà interiore e la vera felicità. Mi sono resa conto che la cosa più importante nella mia vita spirituale è affidare tutto a Dio, raccontare tutto a Lui, che è al di sopra di tutto, sopra ogni mio problema, ogni mia insicurezza, perché Lui mi guida e se, a volte, non capisco le sue vie, fidandomi di Lui posso rimanere nella pace e nella felicità
 A questo incontro ero venuta con la particolare intenzione di cercare la risposta alla domanda “cosa devo fare nella mia vita?”, scoprire la mia strada, il mio compito nella vita…ho sentito dentro di me di dire sempre a Dio “si” fidandomi che la volontà di Dio è la cosa migliore per me. Confido che il Signore mi continuerà a guidare in questo. Nella preghiera di Taizé ho potuto imparare a rimanere nel silenzio che è cosi difficile in questo mondo, per poter ascoltare il Signore e trovare le risposte alle mie domande. Ho potuto conoscere tanta gente delle varie parti del mondo, che vivendo nelle varie condizioni e nella diversità delle culture hanno gli stessi miei desideri e difficoltà, i problemi, la ricerca. Questa per me è stata un’esperienza forte.
Non si può non ricordare l’ incontro che c’ è stato il 21 dicembre con il Santo Padre Benedetto XVI, quando abbiamo pregato in piazza San Pietro: ho sentito la gratitudine, perché posso essere un membro della Chiesa, e nella Chiesa mi sono sentita bene e sicura!
Sono molto contenta di aver potuto partecipare a questo incontro, spero che questo porterà molti frutti nel mio cuore e nei cuori dei giovani, frutti di pace e di gioia. So e voglio ringraziare per tutto questo!
Sia lodato il Signore!                                             
                                                               Maddalena dalla Polonia.


 


My name is Magda, I’m 24 and I come from Poland. It was my sixth Taizé pilgrimage. These meetings are always unforgettable experiences for me and this was a special one, too. The Lord has filled my heart with joy and peace, he has given me strength not to give up in difficulties and sufferings - like those I have had in the last period. In particular I want to say thanks to the Lord that has taught me the true prayer: simple and trustful. During the meeting many times, while praying, thoughts of confidence in God came into my mind and consequently I felt inner freedom and real happiness. I realized that the most important thing for my spiritual life is to entrust everything to God, to tell Him everything because He is above anything, any problem, uncertainty and He leads me, so, if I sometimes do not understand His ways, trusting in him I can experience peace and joy. I came to this meeting with a question: “What will I do in my life?” and I wanted to find the answer, find out my way, my mission in life… I felt I always want to say “yes” to God, because I believe that his will is the best thing for me. I am confident that the Lord will always be my guide in this. During Taizè prayer I learnt how to stay in silence, that is so difficult nowadays in this world, to listen to the Lord and to find the answers to my questions. I could meet many people from all over the world, of different cultures and living in different circumstances but with the same desires, difficulties and problems than I have and in search of their ways as I am. I have had a very strong and deep experience in Rome. I cannot forget the Vigil prayer with the Pope in St Peter’s Square on the 21st December. I felt grateful because I can be a member of the Church and that makes me feel well and confident!
I’m very happy I could participate to this meeting and I hope it will bring many fruits in my heart as well as in the heart of all those young people: fruits of peace and joy. I want to say thank you for all this.
Blessed be The Lord   

                                                                        

Magda from Poland





16 gennaio 2013

Briciole di vita

... ancora dal meeting di Taizé!


È stata la nostra prima esperienza di meeting a livello europeo, ed è stata affascinante e coinvolgente. La possibilità di conoscere persone provenienti da altre nazioni, con esperienze e realtà molto diverse, ci ha fatto comprendere al contrario la nostra unità nella fede in Cristo. I momenti di preghiera, specialmente quello con il Papa, sono stati significativi e preziosi: era impressionante vedere tanta gente che pregava e cantava con sentimento, e le pause di silenzio erano dense di significato. Anche i momenti di condivisione ci hanno aiutato ad entrare nello spirito di questi incontri. E' stata un'esperienza indimenticabile e molto significativa, e sicuramente non mancheranno le occasioni di parteciparvi di nuovo, accrescendo così la nostra fede e comprendendo sempre di più la bellezza del Vangelo.

Francesca ed Eleonora (Italia-Modena)

It was our first European meeting and it was awesome! We met young people from other countries, with very different life experiences, and rather than diversity and divisions we felt the unity that comes from our common faith in Christ. The moments of prayer were very precious and important: we were impressed by all those people praying and singing with all their heart and by that deep and meaningful silence! The moment we liked best was the prayer Vigil with the Pope, in St Peter’s square. The time spent in small groups for sharing also helped us to understand the spirit of Taizé meeting. It was a very important and unforgettable experience for us. We hope we can participate again in the future, so that our faith can grow and we can know more and more the beauty of the Gospel.

 Francesca and Eleonora from Italy




Viviamo la vita sempre di corsa e non c’è tempo per fermarsi! E’ necessario il silenzio! Non so gli altri, ma io ne sento il bisogno. La preghiera di Taizé si potrebbe paragonare a una Adorazione: con il tempo per fermarsi, per riflettere, tempo per stare con se stessi e con Dio. Sono contenta di aver partecipato per la seconda volta a un incontro di Taizè e sono contenta che sia stato a Roma, città tra le più antiche e più belle del mondo. Sono grata alle suore Pie Discepole del Divin Maestro per la calorosa accoglienza e per il loro cuore aperto. Ho visto negli occhi delle suore Gesù ed è stato molto bello!
Maria Bogdziewicz dalla Bielorusia


We live life in a hurry and we do not have time to stop. Silence is necessary, though. I do not know if other people feel the same, but I need time for silence. I can compare Taizé prayer to Eucharistic Adoration, when you have time to stop and reflect, time to stay with yourself and with God. This was my second Taizé meeting and I’m very happy it was in Rome, one of the most historic and beautiful cities in the world. I’m grateful to the Sisters Disciples of the Divine Master for their warm welcome and for their openness of heart. I could see in their eyes Jesus and it was amazing!

            Maria Bogdziewicz from Belarus


03 ottobre 2011

A Madrid c'ero ank io!

La voce dei giovani... di chi ha vissuto un'esperienza forte di Lui nel cuore della Chiesa


Momenti belli che restano così, impressi nella mente! Così canta Eros Ramazzotti e cosa più vera non c'è... Mille e mille immagini continuano ad inondare i miei pensieri... é passato più di un mese dal nostro ritorno e non riesco ancora a mettere a fuoco tutte le emozioni belle o brutte provate nei giorni di preparazione alla grande Giornata Mondiale della Gioventù. Questa esperienza composta da una valanga di sensazioni mi risulta difficile da descrivere, forse proprio perchè descrivere una cosa bella non è mai come vederla e viverla con i propri occhi e con tutto se stesso. Madrid mi ha insegnato a guardare con piccoli occhi le grandi cose e viceversa a guardar con grandi occhi le cose più minuscole, più preziose, le cose più semplici ma più vere e soprattutto essenziali. Di quella gran casciara costante per le strade, le piazze e i vicoli di Madrid mi mancano gli sguardi complici degli sconosciuti, le canzoni stonate, i battiti di mani, i colori, le bandiere, i volti e i sorrisi. Sorrisi semplici e gratuiti, sorrisi complici, sorrisi che nascondevano il volto del Signore.
Ed è proprio in quei volti, in quei sorrisi, nella veglia di tempesta e preghiera a Cuatro Vientos che ho sentito il calore del Signore, ho potuto assaporare la preghiera universale di un milione e mezzo di persone che saliva al cielo e che non voleva vedere e sentire altro che le SUE parole. Siamo partiti xkè nella fede crediamo, e ancorati in essa siamo tornati. Questa è la vera giovenutù del Papa e del Signore, ed io sono fiera di farne parte!
Alessia


La GMG consolida la tua fede xkè ti mette alla prova. ti fa assaporare il gusto del cammino, della fatica e del sacrificio...tutto fatto "solo" xkè credi in Dio. superare tutto qst, metterti alla prova fisicamente e psicologicamente, ti fa capire quanto possa essere salda la tua fede. e la cosa incredibile, spesso dimenticata, è che è un dono universale. 2.000.000 di persone, diverse in tutto da te, parlano lo stesso linguaggio: la preghiera. è una certezza che non ti fa sentire solo e che ti fa capire quanto noi, discepoli di Dio, possiamo essere PRESENTI su qst terra. a volte Dio non dà ai nostri desideri e aspettative la risposta che vorremmo, ma li fa avverare cmq, ma secondo il suo progetto che ha per noi. A noi tocca xrò avere fede e credere in Lui. Firmes en la fe, ma con lo sguardo verso l'alto.
Doriana



I 12 giorni trascorsi alla gmg sono stati giorni indimenticabili è stato sorprendente vedere ragazzi di diverse nazionalità in ogni momento della giornata mentre camminavano cantavano suonavano e scambiavano anche i loro oggetti con altri ragazzi e vedere ognuno di loro con il sorriso sulla bocca e questo mi ha portato a pensare che ancora adesso porto nel mio cuore che il Signore in quei momenti è stato sempre con noi e ogni giorno della nostra vita lui ci segue.
Anna

17 settembre 2011

A Madrid c'ero ank io!

La voce dei giovani... di chi ha vissuto un'esperienza forte di Lui nel cuore della Chiesa


Ognuno di noi ha vissuto la fede con coraggio. Le tredici notti passate a dormire (e non) su sedili di pullman, sui materassini o anche a terra, quelle tredici notti che sembrano averci stancato io credo che invece ci abbiano temprato. Grazie ad esse abbiamo visto di potercela fare e quelle tredici notti non sono altro che la testimonianza di quanto sia salda la nostra fede, insieme. Perché ciò che ha portato di buono la JMJ è stato l’amicizia, il desiderio genuino di voler vivere la fede, cantarla e ballarla assieme a due milioni di altre persone che erano lì con lo stesso desiderio nel cuore. Ed io vorrei ringraziare ognuno di noi perché, nonostante gli alti e bassi, abbiamo sempre portato con noi questo desiderio. Abbiamo affrontato diverse situazioni per rafforzare la nostra fede, andando avanti con coraggio e, come ci è stato detto durante una catechesi, per CORAGGIO non dobbiamo pensare solo alla forza d’animo che ci aiuta ad affrontare gli infortuni ed i dolori fisici e morali, ma anche al COR AGERE. Ognuno di noi ha vissuto la JMJ agendo col cuore.

Maurizio


Ed eccomi rientrare dalla Gmg: un’esperienza unica, favolosa, sublime ed eccezionale. Ce ne saranno altre, sicuramente – spero – ma le emozioni di questa prima volta rimarranno indelebili.
Sono partita da Mafalda con il pretesto egoistico di voler vivere questa Gmg solo per me, senza dar retta a chi mi sarei trovata al mio fianco. E invece, la frase che mi ha accompagnata per tutte e due le settimane è stata una del Vangelo di Matteo: “qualunque cosa avete fatto al più piccolo dei miei fratelli, lo avete fatto a me”. Sono riuscita a ritrovare me stessa nel prossimo, non potevo aspettarmi cosa migliore. Ho insistito tanto perché due mie amiche venissero con me, volevo che provassero ad amare e a guardare il mondo con gli occhi del cuore; durante il viaggio di ritorno mi ringraziavano per aver dato loro la possibilità di confrontarsi e arricchirsi spiritualmente: non hanno idea di quanto sia io a dover ringraziare loro! E’ stato nella loro sofferenza, nella loro debolezza, nel loro dolore che io ho potuto incontrare Gesù risorto.
Il primo dialogo che si è attivato è stato sicuramente quello con la mia anima. Un’anima che si risveglia sempre di nuovo quando esce dalla solita vita e si dispone a vivere una situazione inedita, lontano dalle solite cose, in un contesto essenziale e orientato a ciò che conta. Spesso rischio di vivere stordita dalla quotidianità che lascia poco tempo al silenzio e alla possibilità di scelta. La Gmg è stata davvero un’occasione per riscoprire i tempi del silenzio e dell’ascolto e dunque per decidere non prima di aver scelto veramente. Attraverso i diversi momenti di preghiera personale, catechesi, Eucaristia, l’adorazione silenziosa .. sono stata più volte invitata a far spazio all’azione di Dio senza frapporre ostacoli, creando delle condizioni che mi aiutassero anche nel discernimento sulla scelta di vita.
A volte siamo tentati di abbandonarci al peggio mentre occorre conservare la speranza di costruire insieme un mondo a dimensione dell’uomo, cioè sulla misura di Cristo.
I primi cinque giorni abbiamo ricevuto un’ospitalità senza paragoni. Gente che ci ha accolti davvero con il cuore in mano. Per non parlare dei rapporti che sono nati tra tutti noi del pullman n. 4! Tornerei a stare con loro subito, è stato un dono, davvero, un’iniezione di vitalità e di autenticità. Non è solo per il ricordo di tanti giorni trascorsi insieme in montagna sotto le tende o in parrocchia negli incontri di gruppo, ma per la convinzione che il dialogo tra le generazioni è il segreto della vera educazione. Ho vissuto un dialogo a più voci che mi ha condotta a percepire me stessa come “radicata e fondata in Cristo”.
Mi ha colpito molto il fatto che in un mondo che è ancora diviso profondamente e che vive lancinanti conflitti economici e politici e spesso guerre dimenticate, è possibile stare insieme in nome della comune fede cristiana, è un segno di speranza e una prova della forza umanizzante del Vangelo. La speranza se si trasforma in preghiera diventa certezza. Non certezza che si realizzi tutto quello che noi speriamo, ma certezza che quello che si è realizzato era ciò di cui noi avevamo bisogno, anche se a volte non ne capiamo subito il motivo.
 
Valentina

16 settembre 2011

A Madrid c'ero ank io!

La voce dei giovani... di chi ha vissuto un'esperienza forte di Lui nel cuore della Chiesa


Le innumerevoli ore di viaggio, le mappe, gli itinerari, gli orari da rispettare, le fermate della metro da evitare, il termometro che non faceva altro che salire, l'Apocalisse dei Cuatros Vientos, l'odore sempre uguale delle insalate, i tentativi di sopravvivenza al Gazpacho, il filo di voce che ostinatamente intonava "Firmes en la Fe!". Potrei continuare all'infinito, con la classifica dei miei ricordi della Jmj, ma non riuscirei a dire tutto fino in fondo. Perché la Jmj ha sempre quel qualcosa in più di inspiegabile ed irresistibile.
Eravamo un gruppo numeroso: 34 giovani pronti a riscoprire se stessi nel mondo e nella Chiesa. Mai come in quei 12 giorni, ho sentito perfetta quella canzone che dice "Ho visto un posto che mi piace: si chiama MONDO." Alcuni di noi l'avevano già scoperto e vissuto, grazie ad altre Gmg; altri l'avevano solo intravisto con qualche esperienza di fede europea; altri ancora lo avevano visto passare di sfuggita da un viaggio all'altro. Nessuno poteva aspettarsi però tanta Fede, tanta accoglienza, tanta Pace. Sì, ciascun pellegrino portava con sè nello zaino la sua vita e quella del suo paese e i mezzi di comunicazione non fanno altro che sottolinearci le differenze. Ma lì eravamo un'unica grande famiglia. Nei nostri volti c'era tutta la Chiesa. Si dice che quando qualcuno Ama, gli brillano gli occhi ed io in quei giorni non ho mai visto così tanta luce.
Forse non saremo capaci di testimoniare fino in fondo nelle nostre azioni quotidiane, la gioia dell'Incontro con Dio che abbiamo avuto il Dono di vivere, ma abbiamo la consapevolezza che in quei giorni d'agosto, siamo stati chiamati a qualcosa di Grande e questo, sono convinta, ci ha reso tutti più saldi nella fede.
E se i nostri occhi, mentre vi raccontiamo, brillano ancora, l'esperimento Gmg è davvero riuscito.
Gabriella



Nessuno ha amore più grande di chi dà la vita per gli amici. Noi un pezzetto di vita (e di salute) l'abbiamo lasciato tra materassini, palestre sovraffollate, docce ghiacciate, ritmi frenetici, febbri diffuse, epistassi e chi più ne ha, più ne metta... ma in compenso abbiamo ricevuto frammenti di vite degli altri. Chi ci era vicino, adesso è ancora più vicino; chi ci era lontano, adesso è il nostro prossimo; chi ci era sconosciuto, adesso è amato. E' proprio vero che la croce di Cristo ha due dimensioni: in verticale unisce il Cielo e la Terra, in orizzontale unisce gli uomini, gli uni agli altri.
Francesco


Come poter racchiudere in poche righe un'esperienza unica come la GMG,la mia prima GMG....i ricordi che porto dentro sono tanti ,ma non facili da esternare perchè solo avendoli vissuti si possono capire.
Scoprire con i propri occhi che ci sono milioni di giovani in tutto il mondo che credono in una sola Persona comune,Lui,il Signore Gesù...Colui che in quei giorni ha infiammato i nostri cuori,le nostre menti,le nostre voci,le nostre mani,la nostra fede costruita sulla roccia.Colui che ci ha fatto restare a Cuatros Vientos,nonostante i 47° e il diluvio,Colui che ci ha fatto scoprire chi avevamo accanto,Colui che ci ha fatto vivere la Gmg....ora non ci resta altro che PENSARCI,PREGARCI e x alcuni anche PROVARCI!!!!!
Marika