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31 marzo 2018
23 febbraio 2018
#incontroTe
SECONDO INCONTRO:
GESU’ E PILATO
L'innocente condannato
La Parola
Pilato, riuniti i sommi sacerdoti, le autorità e il popolo, disse: “Mi avete portato quest’uomo come sobillatore del popolo; ecco l’ho esaminato davanti a voi , ma non ho trovato in lui nessuna colpa di quelle di cui lo accusate; e neanche Erode, infatti ce l’ha rimandato.
Ecco, egli non ha fatto nulla che meriti la morte. Perciò dopo averlo
severamente castigato, lo rilascerò. Ma essi si misero a gridare tutti insieme:
“A morte costui! Dacci libero Barabba!”
Questi era stato messo in carcere per una sommossa scoppiata in città per
omicidio. Pilato parlò di nuovo loro, volendo rilasciare Gesù. Ma essi
urlavano: “Crocifiggilo, crocifiggilo!” Ed egli, per la terza volta, disse
loro: “Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato nulla in Lui che meriti la
morte. Lo castigherò severamente e poi lo rilascerò”. Essi però insistevano a
gran voce, chiedendo che venisse crocifisso; e le loro grida crescevano. Pilato
allora decise che la loro richiesta fosse eseguita. Rilasciò colui che era
astato messo in carcere per sommossa e omicidio e che essi richiedevano, e
abbandonò Gesù alla loro volontà.
Per riflettere…
“Vedi Gesù, tu devi capirmi... per
me tu non hai nessuna colpa, ma se mi metto dalla tua parte, mi comprometto
troppo. Rischierei di perdere il mio potere, il mio prestigio, agli occhi di
questa gente, se cominciassi a credere alle tue parole e prendessi le tue
difese... Io voglio avere la coscienza pulita”.
Preghiera
Signore, troppe volte non abbiamo
voluto perdere il prestigio:
aiutaci a togliere le nostre maschere
e ad assumere il tuo stile di
dono,
che accoglie e non condanna.
09 febbraio 2018
Per te... giovane!
UN INVITO PER TE...
PRIMA PROFESSIONE RELIGIOSA
Ringraziamo il Signore per il dono delle vita e della vocazione di Pierenza Mellone che domani 10 febbraio, nel giorno in cui la nostra Famiglia Religiosa compie i suoi 94 anni di vita, pronuncerà il suo SI'...
Vi aspettiamo per condividere con noi questa immensa gioia!
PRIMA PROFESSIONE RELIGIOSA
Ringraziamo il Signore per il dono delle vita e della vocazione di Pierenza Mellone che domani 10 febbraio, nel giorno in cui la nostra Famiglia Religiosa compie i suoi 94 anni di vita, pronuncerà il suo SI'...
Vi aspettiamo per condividere con noi questa immensa gioia!
07 aprile 2017
#incontroTe
7 aprile 2017 - Venerdì
Ti amo, Signore,
mia forza
(Sal 17,2b)
Nulla andrà perduto
Pregherò per la fede di chi so essere lontano da Dio.
Ti amo, Signore,
mia forza
(Sal 17,2b)
Nulla andrà perduto
I beni
di Dio, anche quando vengono usati male da colui che li riceve, e in tal modo
sciupati, vengono ridistribuiti nel Corpo Mistico. Questo avviene per ogni
cosa, come per esempio la preghiera: può succedere infatti che si preghi per la
conversione di qualcuno che magari non si converte mai, perché non lo vuole.
Queste preghiere il Signore le applica a coloro che si aprono per ricevere il
frutto di grazia, qualora il loro destinatario le rifiutasse. E questa logica
va estesa a ogni evento di grazia che si realizza nel mondo. Nel Corpo Mistico
di Cristo non si perde mai niente. Il dono di grazia rifiutato da uno rimbalza,
e va a finire altrove, accolto da qualcun altro.
IMPEGNO:
Pregherò per la fede di chi so essere lontano da Dio.
© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma
05 aprile 2017
#incontroTe
5 aprile 2017 - Mercoledì
Cristo ci ha liberati
perché restassimo liberi
(Gal 5,1)
Anche col rischio minore
Rifletto sulla Misericordia di Dio fuggendo ogni disperazione.
Cristo ci ha liberati
perché restassimo liberi
(Gal 5,1)
Anche col rischio minore
La
figura dei banchieri veicola questo preciso messaggio: non si deve pensare che
Dio, avendoci elargito i suoi doni, assuma poi un atteggiamento di tipo aut
aut, ossia: “O sviluppi al massimo i miei doni o sei perduto!”. Questa
interpretazione del giudizio di Dio è evidentemente falsa, perché il v. 27
intende in modo ben diverso l’atteggiamento con cui Dio si pone dinanzi a noi,
dopo averci elargito i suoi doni. Certo, il Signore vorrebbe che questi doni venissero
sviluppati al massimo, ma se questo non fosse possibile per nostra pigrizia, il
Signore accoglierebbe ugualmente quello che in tal caso gli daremmo, anche se
si trattasse dell’investimento meno pericoloso e meno rischioso, come è quello
di affidare la somma ai banchieri.
IMPEGNO:
Rifletto sulla Misericordia di Dio fuggendo ogni disperazione.
© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma
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Quaresima
04 aprile 2017
#incontroTe
4 aprile 2017 - Martedì
I nostri occhi sono rivolti al Signore
(Sal 122,2)
"... il mio con interessi"
Combatterò ogni impulso egoista che c’è in me anche dando una minima risposta di generosità a Dio.
I nostri occhi sono rivolti al Signore
(Sal 122,2)
"... il mio con interessi"
Dio
non pretende necessariamente l’eroismo. Egli desidera che l’uomo gli risponda,
e vorrebbe che ciascuno gli rispondesse al massimo delle proprie possibilità,
per giungere alla santità più grande. Dall’altro lato, però, Dio lascia che
ciascuno gli risponda secondo una generosità libera, accettando anche il minimo,
qualora la persona decidesse di non dare di più. Ci viene così presentata
l’esigenza di Dio che desidera il massimo da ciascuno, ma che ad ogni modo si
accontenta anche della minima risposta che l’uomo gli voglia dare: “Avresti
dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato
il mio con l’interesse” (Mt 25,27).
IMPEGNO:
Combatterò ogni impulso egoista che c’è in me anche dando una minima risposta di generosità a Dio.
© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma
03 aprile 2017
#incontroTe
3 aprile 2017 - Lunedì
Alla tua luce vediamo la luce
(Sal 35,10)
Le paure che paralizzano
La ricerca di “gloria personale” mi chiude a Dio e ai suoi doni. Sarò umile.
Alla tua luce vediamo la luce
(Sal 35,10)
Le paure che paralizzano
Infatti
avere ricevuto da Dio dei doni, significa essere chiamati a servire gli altri
in proporzione a quello che abbiamo ricevuto. Qui, come è accaduto al servo
della parabola, possono subentrare una serie di paralisi che hanno come unica
radice la paura: la paura di essere giudicati, di essere fraintesi, la paura di
quello che si dirà intorno a noi, la paura che il nostro servizio non sia
accettato, o sia inteso come una imposizione di noi stessi, come una ricerca di
gloria personale. Queste paure paralizzano e portano la persona a sotterrare i
doni di Dio, che invece ci sono stati dati per l’utilità comune, e che devono
essere messi a servizio della Chiesa con grande serenità, con grande distacco
interiore, e con quella povertà di spirito che apre la porta delle beatitudini:
“Beati i poveri in spirito” (Mt 5,3). Soltanto chi è povero di spirito riesce a
mettere a servizio della Chiesa i suoi carismi senza turbarsi e senza turbare.
IMPEGNO:
La ricerca di “gloria personale” mi chiude a Dio e ai suoi doni. Sarò umile.
© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma
02 aprile 2017
#incontroTe
2 aprile 2017 - V Domenica di Quaresima
La tua Parola mi fa vivere
(Sal 118,50b)
Lazzaro vieni fuori!
Mi chiedo, nella meditazione, su cosa la mia vita necessita di più di una “resurrezione”.
La tua Parola mi fa vivere
(Sal 118,50b)
Lazzaro vieni fuori!
E Gesù
dà il solenne annuncio, non solo riguardo la sorte di Lazzaro, ma di tutti noi:
l’annuncio che dà senso alla vita, che sappiamo tutti non ha grande durata
sulla terra, per la sua stessa fragile natura. Un annuncio che è il grande
Evento della Pasqua, quando Gesù stesso, Figlio di Dio, per toglierci dal
castigo della morte senza domani, dopo il peccato originale, mettendosi nei
nostri panni di creature, come Figlio dell’uomo subisce la passione e, per dare
piena conferma della sua morte, non solo si fa crocifiggere, ma permette che un
soldato gli apra il costato con la lancia. Verrà poi sepolto. Ma il terzo
giorno fa dono a tutta l’umanità di una vita che ha recuperato la ragione per
cui era stata donata, ossia l’eternità con il Padre: la Sua resurrezione, che
diviene la nostra resurrezione!
IMPEGNO:
Mi chiedo, nella meditazione, su cosa la mia vita necessita di più di una “resurrezione”.
© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma
01 aprile 2017
#incontroTe
1 aprile 2017 - Sabato
Dio ha tanto amato il mondo
da dare il suo Figlio unigenito
(Gv 3,16)
Le cause del non sviluppo
Bandisco la comodità della pigrizia per divenire coraggioso.
Dio ha tanto amato il mondo
da dare il suo Figlio unigenito
(Gv 3,16)
Le cause del non sviluppo
C’è
intanto una motivazione, circa l’inattività di colui che ha ricevuto un
talento. Si tratta di una frase posta sulle labbra stesse del servo fannullone,
e perciò altamente attendibile, in quanto affermata direttamente dal
personaggio in questione: “Per paura andai a nascondere il tuo talento
sotterra; ecco qui il tuo”. Questo versetto chiave è di grande importanza nel
quadro dell’insegnamento generale della parabola, perché ci indica la causa che
certe volte ci potrebbe ostacolare nello sviluppo pieno di tutti i doni che Dio
ci ha dato: la paura.
IMPEGNO:
Bandisco la comodità della pigrizia per divenire coraggioso.
© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma
31 marzo 2017
#incontroTe
31 marzo 2017 - Venerdì
Molte sono le sventure del giusto,
ma lo libera da tutte il Signore
(Sal 33,20)
Ciò che davvero gli serve
Mi domando con serietà quale sia la volontà di Dio in me.
Molte sono le sventure del giusto,
ma lo libera da tutte il Signore
(Sal 33,20)
Ciò che davvero gli serve
“A
ciascuno secondo la sua capacità”. Questa espressione va compresa all’interno
del messaggio generale del Nuovo Testamento. Infatti, con essa non si vuole
dire che Dio ti dà un dono secondo la tua capacità personale, perché sappiamo
bene che anche la capacità in se stessa è un dono di Dio, ossia è essa stessa
un talento da sviluppare. Allora, la diversità di trattamento evidenziata da
Matteo va intesa in questi termini: i doni che riceviamo da Dio sono diversi,
perché è diverso il nostro modo di collocarci all’interno della Chiesa e nel
disegno di salvezza. Ciascuno di noi ha un ruolo diverso e irripetibile,
stabilito da Dio prima della nostra nascita, e secondo questo ruolo, noi
abbiamo ricevuto dei doni corrispondenti. Sarà poi la nostra adesione che ci
differenzierà davanti a Dio. Nulla di arbitrario nella distribuzione, pur
diversa, dei doni di Dio: a ciascuno è dato ciò che davvero gli serve; e poiché
ciascuno ha una missione diversa da realizzare in questo mondo, ne consegue che
sono diversi anche i doni necessari a tale realizzazione.
IMPEGNO:
Mi domando con serietà quale sia la volontà di Dio in me.
© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma
30 marzo 2017
#incontroTe
30 marzo 2017 - Giovedì
Chi crede ha la vita eterna
(Gv 6,47)
La differente risposta a Dio
Ubbidirò agli impulsi di bene suggeriti dalla Grazia di Dio.
Chi crede ha la vita eterna
(Gv 6,47)
La differente risposta a Dio
Da ciascuno si attende poi i risultati dell’investimento. In questo
modo, l’evangelista Luca vuole porre l’accento sul fatto che Dio non penalizza
mai nessuno nel distribuire i suoi doni. Infatti, nella visione lucana, la
stessa somma ricevuta ugualmente da tutti, viene investita e maggiorata in
maniere diverse da ciascuno: c’è chi a partire da una mina ne guadagna cinque,
c’è chi, investendo la medesima somma, ne guadagna dieci. In altre parole:
anche nell’ipotesi che Dio desse a tutti gli stessi doni, rimarrebbe la verità
di fondo che non siamo comunque uguali davanti a Dio, perché la diversità delle
nostre risposte alla sua grazia, e le diverse gradazioni di generosità verso di
Lui, ci differenziano inevitabilmente gli uni dagli altri l’ungo l’arco della
nostra vita.
IMPEGNO:
Ubbidirò agli impulsi di bene suggeriti dalla Grazia di Dio.
© Testi a cura dell'Ufficio della Pastorale Universitaria di Roma
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29 marzo 2017
#incontroTe
29 marzo 2017 - Mercoledì
Ricordati, Signore, del tuo amore
(Sal 24,6)
L'investimento di Dio
Rivedo il “sogno” della mia vita come un investimento, un progetto di Dio.
Ricordati, Signore, del tuo amore
(Sal 24,6)
L'investimento di Dio
Un
talento è una somma da investimento, un capitale adatto a chi voglia fare
l’imprenditore. Fuori dalla metafora: i doni di Dio non sono mai piccoli, hanno
sempre uno spessore e una profondità sproporzionata, perché sono dati in
previsione di un “investimento”. Il Dio di Gesù Cristo, non sembra disposto a
darci dei doni “completi”; Egli ci offre piuttosto i loro “germi”, attendendo
che noi li facciamo sviluppare. Il problema non è allora cosa ho ricevuto, se
molto o poco, bensì fino a che punto io l’ho valorizzato.
IMPEGNO:
Rivedo il “sogno” della mia vita come un investimento, un progetto di Dio.
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