XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno A)
Dal Vangelo secondo Matteo (13,44-52)
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo
trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e
compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle
preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi
averi e la compra.
Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che
raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a
riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e
buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli
angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace
ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.
Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse
loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è
simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose
antiche».
Per riflettere...
Nelle ultime parabole "del Regno", tutto parla di... ricerca. E di scoperta.
Un campo che nasconde un tesoro inestimabile, per il quale vale la pena di vendere tutto pur di acquistarlo.
Un mercante in cerca delle perle più preziose, che è pronto a dare tutto quello che ha pur di acquistarla.
Una rete che raccoglie ogni genere di pesci, buoni e cattivi... che però alla fine saranno separati (e qui sono dolori).
Un uomo ricco che ha nel suo tesoro cose antiche e cose nuove, e se ne serve come meglio gli pare.
Tutto parla di cose preziose, come possono esserlo un tesoro insperato o il frutto di una lunga notte di lavoro.
Tutto ci dice quanto sia prezioso il dono di trovare il Regno di Dio, e di quanto siamo preziosi noi, agli occhi del Signore; quanta tesponsabilità abbiamo di essere in questa rete, che è la Chiesa, pesci buoni; e di quanto sia vero che il Signore non toglie al discepolo i suoi tesori, ma lo rende ancora più ricco, dandogliene di nuovi...
Si apre un panorama bellissimo! Questo è il Regno di Dio, questo è il Signore, questa è anche, in certa misura, la Chiesa.
Visualizzazione post con etichetta cuore. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cuore. Mostra tutti i post
26 luglio 2014
La segnaletica della settimana
Etichette:
cammino,
chiamata,
chiesa,
coraggio,
cuore,
Dio,
discepole,
essenziale,
Parola,
sequela,
vocazione
12 luglio 2014
La segnaletica della settimana
XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno A)
Dal Vangelo secondo Matteo (13,1-23)
Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».
Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono.
Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice:
“Udrete, sì, ma non comprenderete,
guarderete, sì, ma non vedrete.
Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile,
sono diventati duri di orecchi
e hanno chiuso gli occhi,
perché non vedano con gli occhi,
non ascoltino con gli orecchi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano e io li guarisca!”.
Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!
Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».
Per riflettere...
Un seminatore, i semi, un terreno da seminare. Anzi, tanti terreni, tutti diversi.
Un seminatore che semina con larghezza esagerata, quasi spreca il seme, lanciandolo qua e là, senza curarsi troppo di dove possa cadere. Così fa Dio con la Sua Parola e con i suoi doni: distribuisce con mano larga, aperta, senza paura di passare per "sprecone".
Il seme sparso per tutto il terreno, con un'unica consegna: quella di germogliare e portare frutto. I semi, però, non portano sempre lo stesso frutto: a volte perché il terreno non è adatto, altre perché il seme, pur di buona qualità, porta frutto diverso. Viene da pensare: se è vero che la Parola di Dio è sempre un concentrato attivo di vita, come un seme, è anche vero che non tutta la Parola di Dio ha lo stesso effetto.
Infine, il terreno. Da quello duro e freddo della strada, la distrazione che rende impermeabile il cuore alla Parola, a quello generoso e accogliente della terra arata, dove la Parola non solo può attecchire ma può portare frutto, e frutto abbondante! Passando, ovviamente, per il terreno sassoso della superficialità o quello spinoso delle preoccupazioni e della troppa fiducia nelle proprie forze. Della serie: non basta ascoltare, ma occorre accogliere e custodire e nutrire la Parola...
Tutto questo è in noi, in ciascuno di noi. La domanda è: ci arrendiamo all'inevitabile o, con l'aiuto dello Spirito Santo cerchiamo, giorno per giorno, di diventare sempre più terreno buono, libero da spine e sassi?
A noi la scelta.
Dal Vangelo secondo Matteo (13,1-23)
Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».
Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono.
Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice:
“Udrete, sì, ma non comprenderete,
guarderete, sì, ma non vedrete.
Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile,
sono diventati duri di orecchi
e hanno chiuso gli occhi,
perché non vedano con gli occhi,
non ascoltino con gli orecchi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano e io li guarisca!”.
Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!
Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».
Per riflettere...
Un seminatore, i semi, un terreno da seminare. Anzi, tanti terreni, tutti diversi.
Un seminatore che semina con larghezza esagerata, quasi spreca il seme, lanciandolo qua e là, senza curarsi troppo di dove possa cadere. Così fa Dio con la Sua Parola e con i suoi doni: distribuisce con mano larga, aperta, senza paura di passare per "sprecone".
Il seme sparso per tutto il terreno, con un'unica consegna: quella di germogliare e portare frutto. I semi, però, non portano sempre lo stesso frutto: a volte perché il terreno non è adatto, altre perché il seme, pur di buona qualità, porta frutto diverso. Viene da pensare: se è vero che la Parola di Dio è sempre un concentrato attivo di vita, come un seme, è anche vero che non tutta la Parola di Dio ha lo stesso effetto.
Infine, il terreno. Da quello duro e freddo della strada, la distrazione che rende impermeabile il cuore alla Parola, a quello generoso e accogliente della terra arata, dove la Parola non solo può attecchire ma può portare frutto, e frutto abbondante! Passando, ovviamente, per il terreno sassoso della superficialità o quello spinoso delle preoccupazioni e della troppa fiducia nelle proprie forze. Della serie: non basta ascoltare, ma occorre accogliere e custodire e nutrire la Parola...
Tutto questo è in noi, in ciascuno di noi. La domanda è: ci arrendiamo all'inevitabile o, con l'aiuto dello Spirito Santo cerchiamo, giorno per giorno, di diventare sempre più terreno buono, libero da spine e sassi?
A noi la scelta.
Etichette:
accoglienza,
ascolto,
cuore,
essenziale,
Parola,
vita
05 luglio 2014
La segnaletica della settimana
XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno A)
Dal Vangelo secondo Matteo (11,25-30)
In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Per riflettere...
Chi di noi non ha mai sentito, almeno una volta nella vita, di essere stanco, di desiderare riposo, o, meglio pace?
In fondo è una cosa che ci accomuna tutti. Tutti la desideriamo e tutti la cerchiamo nei modi più vari: nei "centri benessere" o in un viaggio in India, in una vacanza o in un tempo di silenzio per rimanere un po' con se stessi e con Dio, magari rifugiandosi qualche giorno in un monastero...
E Gesù... ci spiazza di nuovo.
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro». Insomma, come dire: cerchi pace e riposo? Vieni da me!
E non invita solo qualcuno ad andare da Lui! Lui, che è Amore sconfinato, chiama a sé tutti! Ma proprio tutti! Purché, appunto, sentano in sé in desiderio del riposo. E chi di noi non lo sente?!?!
Allora, con fiducia, possiamo rivolgerci a Lui, andare a Lui, sapendo che la sua pace ci viene perché è mite e umile di cuore: non ci guarda dall'alto in basso (e potrebbe!), e non se la prende con noi (e a volte ne avrebbe tutto il diritto!).
Chi cerca un porto sicuro... l'ha trovato! Ed è un porto che, a starci dentro, ci fa diventare come Lui. Anche noi, miti e umili di cuore. E quanta pace dà, l'umiltà!
Dal Vangelo secondo Matteo (11,25-30)
In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Per riflettere...
Chi di noi non ha mai sentito, almeno una volta nella vita, di essere stanco, di desiderare riposo, o, meglio pace?
In fondo è una cosa che ci accomuna tutti. Tutti la desideriamo e tutti la cerchiamo nei modi più vari: nei "centri benessere" o in un viaggio in India, in una vacanza o in un tempo di silenzio per rimanere un po' con se stessi e con Dio, magari rifugiandosi qualche giorno in un monastero...
E Gesù... ci spiazza di nuovo.
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro». Insomma, come dire: cerchi pace e riposo? Vieni da me!
E non invita solo qualcuno ad andare da Lui! Lui, che è Amore sconfinato, chiama a sé tutti! Ma proprio tutti! Purché, appunto, sentano in sé in desiderio del riposo. E chi di noi non lo sente?!?!
Allora, con fiducia, possiamo rivolgerci a Lui, andare a Lui, sapendo che la sua pace ci viene perché è mite e umile di cuore: non ci guarda dall'alto in basso (e potrebbe!), e non se la prende con noi (e a volte ne avrebbe tutto il diritto!).
Chi cerca un porto sicuro... l'ha trovato! Ed è un porto che, a starci dentro, ci fa diventare come Lui. Anche noi, miti e umili di cuore. E quanta pace dà, l'umiltà!
23 maggio 2014
La segnaletica della settimana
VI DOMENICA DI PASQUA (Anno A)
Dal Vangelo secondo Giovanni (14,15-21)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Per riflettere...
Questa settimana è all'insegna dell'amore.
Dell'amore del Padre, presente nel Figlio.
Dell'amore del Figlio, che diventa consolazione, anzi, IL Consolatore.
Dell'Amore stesso, quello Spirito che è Spirito della Verità, ed è Consolazione, ed è con noi e non ci lascia soli. E' come la mano della mamma, che non ci lasci, e sentendo il calore della quale il bambino sa di essere al sicuro.
Ma... l'amore chiama amore. O, come dice una canzone di Fiorella Mannoia: "L'amore con l'amore si paga"... E se l'amore di Dio è libero, gratuito, e si riversa su tutti coloro che ne accolgono il dono (e per questo che "il mondo", cioé coloro che non vogliono riconoscere Dio come loro Signore, non può ricevere lo Spirito Santo) è anche vero che c'è un modo infallibile, per Gesù, per sapere se lo amiamo, cioé se siamo in questo amore o no: se osserviamo i suoi comandamenti, se quindi viviamo come dovremmo e come abbiamo promesso di vivere.
E quanti saranno questi comandamenti?!!?! Appena uno: amare Dio e amare gli altri... amarci gli uni gli altri come Lui, il Signore, ci ha amati. Perché solo chi ama mostra davvero che ha Dio, che è Amore, dentro di lui!
Il cammino è lungo, e non sempre è facile. Allora... in marcia!!!!!!
Dal Vangelo secondo Giovanni (14,15-21)In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Per riflettere...
Questa settimana è all'insegna dell'amore.
Dell'amore del Padre, presente nel Figlio.
Dell'amore del Figlio, che diventa consolazione, anzi, IL Consolatore.
Dell'Amore stesso, quello Spirito che è Spirito della Verità, ed è Consolazione, ed è con noi e non ci lascia soli. E' come la mano della mamma, che non ci lasci, e sentendo il calore della quale il bambino sa di essere al sicuro.
Ma... l'amore chiama amore. O, come dice una canzone di Fiorella Mannoia: "L'amore con l'amore si paga"... E se l'amore di Dio è libero, gratuito, e si riversa su tutti coloro che ne accolgono il dono (e per questo che "il mondo", cioé coloro che non vogliono riconoscere Dio come loro Signore, non può ricevere lo Spirito Santo) è anche vero che c'è un modo infallibile, per Gesù, per sapere se lo amiamo, cioé se siamo in questo amore o no: se osserviamo i suoi comandamenti, se quindi viviamo come dovremmo e come abbiamo promesso di vivere.
E quanti saranno questi comandamenti?!!?! Appena uno: amare Dio e amare gli altri... amarci gli uni gli altri come Lui, il Signore, ci ha amati. Perché solo chi ama mostra davvero che ha Dio, che è Amore, dentro di lui!
Il cammino è lungo, e non sempre è facile. Allora... in marcia!!!!!!
Etichette:
amore,
cammino,
comunione,
consolazione,
coraggio,
Cristo,
cuore,
Dio,
Gesù,
Padre,
Parola,
Pasqua,
Spirito Santo,
vita
15 maggio 2014
Briciole di vita...
Quest’anno alcune ragazze provenienti da diverse parti d'Italia
hanno condiviso con noi il triduo pasquale vivendo il II STEP dell’Itinerario
di fede per ragazze che aveva come tema “Un cuore che si dona”.
Le giornate sono state ritmate da momenti di lectio,
condivisione della Parola e preghiera comunitaria.
Ecco una delle diverse testimonianze che ci sono giunte:
In quest'ultimo periodo ho sentito che qualcosa era cambiato, era
diverso, tutto era un po' triste. Grazie a questi momenti vissuti in preghiera
sia comunitaria ma soprattutto in solitudine ho riscoperto Dio. E ho scoperto
che non era Lui ad essersi allontanato da me , ma ero io che mi ero allontanata
da Lui inconsapevolmente. E ciò mi aveva portato ad una visione della vita e
dei rapporti con gli altri sterili e tristi.
Dio non ci giudica mai , è sempre disposto
a perdonarci. Dio ci ama così tanto da far sedere con Lui a tavola nella Sua
ultima cena anche colui che lo tradirà . E io mi sono chiesta: come è possibile
questo? quale persona riuscirebbe ad amare un suo nemico ? E poi grazie alla
lettura del Vangelo tutto mi è sembrato più chiaro la parola che mi è saltata
in mente era AMORE!
Solo grazie all'amore si riesce ad affrontare tutti gli
ostacoli della vita! L'amore che Gesù prova per noi è talmente grande che
arriva al punto di sacrificare la propria vita per tutti noi. Questo è davvero
puro amore. Lui ci ama così come siamo, con le nostre incertezze, la nostra
piccolezza, le nostre fragilità. Fantastico! Lui ci lascia liberi di comportarci
come vogliamo. Possiamo stargli vicino o , come degli estranei possiamo far
finta di niente e chiudergli il cuore in faccia. Ma Lui è sempre disposto a
stare lì, vicino a quel cuore indurito , e ci aspetta. Amore puro. Nonostante
tutto Lui c'è. Lui c'è sempre. Quanto è grande l'amore di Dio. Noi non
possiamo neanche immaginarlo.
In questo nuovo clima , totalmente diverso e inaspettato sono riuscita a vedere le cose in
un'altra prospettiva: non ci sono solo gli uomini ma c'è Dio :ovunque. Non sarai
mai potuta arrivare a questa consapevolezza senza Suor Cristina, Suor Paola,
Letizia, Rosa, Elisa, Sara, Donatella, Maristella e... Suor Grazia!!! Questo
step è stato fondamentale. Mi ha fatto aprire gli occhi, ma soprattutto il
cuore !!!
La frase che mi è rimasta impressa e che racchiude tutto ciò che devo imparare è: "l'amore non tiene
conto del male ricevuto" . Imparare a trovare il bello in ogni cosa
. Spero di aver donato anche io un po' del mio cuore ...e che Dio possa
continuamente "ammorbidire " il mio cuore. GRAZIE!!!
Emanuela – Taranto
Etichette:
amore,
comunione,
condivisione,
cuore,
dono,
giovani,
luce,
Parola,
Pasqua,
pddm,
preghiera,
resurrezione,
silenzio
25 marzo 2014
Per te... giovane!
E' in arrivo il prossimo appuntamento dell'itinerario di FEDE per ragazze durante l'anno:17-19 aprile 2014
UN CUORE CHE SI DONA
Che cos’è questo itinerario?
Un cammino alla scoperta del tuo cuore!
Ciascuno di noi è il custode di una porta che può essere aperta soltanto dall'interno: è la porta del proprio cuore!
Oltre quella porta sta la musica dell’Amore che quando entra mette dentro un suono nuovo: sei stata amata… e l’Amore che ora è dentro te non può essere trattenuto: va donato!
TI ASPETTIAMO... NON MANCARE!!!
Info:
sr. M. Paola Gasperini - paola.g@pddm.it - 3331964930
sr. M. Cristina Catapano - cristina.c@pddm.it - 3489259518
oppure cercaci su FACEBOOK e iscriviti al gruppo "Camminava con loro"
05 marzo 2014
...e sarà Pasqua!
Con l'inizio della Quaresima esce sul nostro BLOG una nuova rubrica: "...e sarà Pasqua!".
Qui puoi trovare per ogni settimana qualche spunto di riflessione attraverso immagini e simboli che arricchiscono questo tempo favorevole.
Cosa dirti ancora? Buon cammino verso la Pasqua!
Con il
Mercoledì delle Ceneri inizia il Tempo della Quaresima, a dare il nome a questo
giorno è proprio il segno che viviamo nella liturgia e che forse oggi ci sembra
un po’ strano. Ma cosa sono
queste Ceneri? A cosa servono? Ma soprattutto, hanno ancora senso nel 2014?
“Sono segno
di austerità” sentenzia chi ben conosce la liturgia ma noi di austerità abbiamo
sentito parlare al telegiornale in merito alla crisi economica e non ce ne ha
lasciato un’idea così bella.
Forse però
c’è di più, forse non è solo un segno antico e sorpassato, triste e faticoso,
forse può dire qualcosa anche a noi giovani dell’epoca digitale.
Per capire
le Ceneri dobbiamo guardare alla meta del cammino quaresimale, la Pasqua: Gesù
che ci libera dal male, dal peccato e dalla morte. Il male e la sofferenza
fanno parte della vita di ciascuno di noi, alcune volte ce li andiamo a
cercare, altre volte ci capitano, tutti ci portiamo dentro piccole o grandi
sofferenze che ci spingono a cercare un sollievo, qualcuno che ci possa
guarire.
C’è un solo
medico capace di guarire le ferite del nostro cuore e quello è Gesù che ci ha
amati fino a donare la sua vita per ciascuno di noi. Come il
medico, anche Gesù ci chiede di dirgli cosa ci fa soffrire, di riconoscere ciò
che ci ha fatto male e di affidarci a Lui che vuole sanare quelle piaghe.
Nella vita
abbiamo bisogno di segni con cui esprimiamo quello che abbiamo nel cuore, la
cenere dell’inizio della Quaresima è un segno che diventa preghiera: “Gesù, il
male che mi porto nel cuore mi brucia e non lascia in me che cenere, vieni a
guarirmi, vieni a liberarmi, Tu che per me ti sei lasciato inchiodare a una
croce, Tu che per me sei morto e risorto, Tu che mi doni la Vita e la gioia
senza fine!”
don Matteo Castellina
18 gennaio 2014
La segnaletica della settimana
II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno A)
Dal Vangelo secondo Giovanni (1,29-34)
In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».
Per riflettere…
Giovanni il Battista ci prepara all’incontro con Gesù. Nelle prime domeniche del Tempo Ordinario come in Avvento. Stavolta è lui, il Precursore, che vede venire il Signore e lo indica presente, con una frase tanto forte quanto… ignorata! Forse anche perché, a questa espressione ci abbiamo fatto un po’ l’abitudine: la sentiamo ripetere ad ogni Messa! E invece è così importante…
“Ecco l’agnello di Dio”:
perché è mite e umile di cuore;
perché è come un agnello mansueto condotto al macello;
perché è l’agnello della Pasqua, che salva il popolo di Israele dalla morte;
perché è nel Suo sangue, sparso in sacrificio sulla croce, l’alleanza eterna fra Dio e l’uomo.
Egli è l’agnello di Dio ma anche il Servo di Dio, sofferente, che offre la sua vita per il popolo, come ci dice la prima lettura della Messa di domenica.
“Ecco colui che toglie il peccato del mondo”: perché, se il Verbo di Dio si è incarnato, lo ha fatto per noi! Ha preso su di sé e in questo modo ha tolto il peccato del mondo. Non i peccati, ma il peccato, proprio alla radice! Ma a che prezzo? Sulla croce, per amor nostro. E poi ancora oggi, toglie i rimasugli di questo peccato in noi e attraverso di noi, che nel battesimo siamo diventati suo corpo.
Egli ancora viene, ancora oggi passa tra di noi, e in noi (se gli lasciamo spazio) vuole ancora passare e incontrare le persone, fare loro del bene, portare loro vita. Bisogna avere gli occhi ben allenati, però, per riconoscerlo… Occhi e orecchie aperti, come quelli del Battista.
Etichette:
amore,
ascolto,
cuore,
Dio,
eucaristia,
Gesù,
Giovanni Battista,
incontro,
Parola,
peccato,
sequela
10 dicembre 2013
Per te... giovane!
Carissimi giovani,
avete già pensato come trascorrere le prossime vacanze natalizie?
Ebbene.... noi abbiamo una proposta che fa proprio per voi: NON LASCIATEVELA SCAPPARE!!!
PER GIOVANI (20-35 anni):
ESERCIZI SPIRITUALI
"Se non ami..."
27-30 dicembre 2013
Centro Giovanile "Casa Pinuccia" - ROMA
Info: sr. M. Paola Gasperini - paola.g@pddm.it - 333 1964930
(Se vuoi puoi fermarti con noi per dare inizio al nuovo anno e partecipare alla Messa per la pace con papa Francesco)
PER GIOVANISSIMI (14-18anni):
CAMPO INVERNALE
"Amare... perchè?"
27-30 dicembre 2013
Monte Etna - CATANIA
Info: sr. M. Vittoria Berloco - vittoria.b@pddm.it - 333 2499771
VI ASPETTIAMO... NON MANCATE!!!
avete già pensato come trascorrere le prossime vacanze natalizie?
Ebbene.... noi abbiamo una proposta che fa proprio per voi: NON LASCIATEVELA SCAPPARE!!!
PER GIOVANI (20-35 anni):
ESERCIZI SPIRITUALI
"Se non ami..."
27-30 dicembre 2013
Centro Giovanile "Casa Pinuccia" - ROMA
Info: sr. M. Paola Gasperini - paola.g@pddm.it - 333 1964930
(Se vuoi puoi fermarti con noi per dare inizio al nuovo anno e partecipare alla Messa per la pace con papa Francesco)
PER GIOVANISSIMI (14-18anni):
CAMPO INVERNALE
"Amare... perchè?"
27-30 dicembre 2013
Monte Etna - CATANIA
Info: sr. M. Vittoria Berloco - vittoria.b@pddm.it - 333 2499771
VI ASPETTIAMO... NON MANCATE!!!
Etichette:
amici,
amore,
ascolto,
camposcuola,
condivisione,
cuore,
esercizi spirituali,
festa,
gioia,
giovani,
incontro,
iniziative,
papa,
pddm,
preghiera,
relazione,
ricerca
02 dicembre 2013
Per te... giovane!
Anche quest'anno parte l'itinerario di FEDE per ragazze in 3 STEP durante l'anno:
7-9 dicembre 2013...
UN CUORE CHE ASCOLTA
17-19 aprile 2014
UN CUORE CHE SI DONA
31 maggio - 2 giugno 2014
UN CUORE CHE RISCHIA
Che cos’è questo itinerario?
Un cammino alla scoperta del tuo cuore!
Ciascuno di noi è il custode di una porta che può essere aperta soltanto dall'interno: è la porta del proprio cuore!
Oltre quella porta sta la musica dell’Amore che quando entra mette dentro un suono nuovo: sei stata amata… e l’Amore che ora è dentro te non può essere trattenuto: va donato!
TI ASPETTIAMO... NON MANCARE!!!
Info:
sr. M. Paola Gasperini - paola.g@pddm.it - 3331964930
sr. M. Cristina Catapano - cristina.c@pddm.it - 3489259518
oppure cercaci su FACEBOOK e iscriviti al gruppo "Camminava con loro"
7-9 dicembre 2013...
UN CUORE CHE ASCOLTA
17-19 aprile 2014
UN CUORE CHE SI DONA
31 maggio - 2 giugno 2014
UN CUORE CHE RISCHIA
Che cos’è questo itinerario?
Un cammino alla scoperta del tuo cuore!
Ciascuno di noi è il custode di una porta che può essere aperta soltanto dall'interno: è la porta del proprio cuore!
Oltre quella porta sta la musica dell’Amore che quando entra mette dentro un suono nuovo: sei stata amata… e l’Amore che ora è dentro te non può essere trattenuto: va donato!
TI ASPETTIAMO... NON MANCARE!!!
Info:
sr. M. Paola Gasperini - paola.g@pddm.it - 3331964930
sr. M. Cristina Catapano - cristina.c@pddm.it - 3489259518
oppure cercaci su FACEBOOK e iscriviti al gruppo "Camminava con loro"
Etichette:
amore,
ascolto,
condivisione,
cuore,
dono,
fede,
gioia,
giovani,
incontro,
Parola,
pddm,
ricerca
22 novembre 2013
Per te... giovane!
Solo pochi giorni e poi finalmente SI PARTE... con i nostri pomeriggi di spiritualità per giovani (18-35 anni).
Il tema per questo nuovo anno è: SCEGLIERE PER AMARE!
Non ve li perdete: potresti pentirvi!!!
Che cosa sono i POMERIGGI DI SPIRITUALITA'?
Dei veri e propri "PIT STOP" che ti permettono di ricaricarti attraverso l'ascolto e l'approfondimento della Parola di Dio, la condivisione della vita con altri amici e la gioia di stare insieme.
Vi aspettiamo... NON MANCATE!!!
Una domenica pomeriggio al mese dalle 16:00 alle 20:00.
Ecco le date:
24 NOVEMBRE
12 GENNAIO
9 FEBBRAIO
16 MARZO
11 MAGGIO
15 GIUGNO
Per informazioni:
sr M. Paola Gasperini - paola.g@pddm.it - 3331964930
sr. M. Cristina Catapano - cristina.c@pddm.it - 3489259518
SEDE: Centro Giovanile "Casa Pinuccia"
Via Portuense 739 - 00148 ROMA
Il tema per questo nuovo anno è: SCEGLIERE PER AMARE!Non ve li perdete: potresti pentirvi!!!
Che cosa sono i POMERIGGI DI SPIRITUALITA'?
Dei veri e propri "PIT STOP" che ti permettono di ricaricarti attraverso l'ascolto e l'approfondimento della Parola di Dio, la condivisione della vita con altri amici e la gioia di stare insieme.
Vi aspettiamo... NON MANCATE!!!
Una domenica pomeriggio al mese dalle 16:00 alle 20:00.
Ecco le date:
24 NOVEMBRE
12 GENNAIO
9 FEBBRAIO
16 MARZO
11 MAGGIO
15 GIUGNO
Per informazioni:
sr M. Paola Gasperini - paola.g@pddm.it - 3331964930
sr. M. Cristina Catapano - cristina.c@pddm.it - 3489259518
SEDE: Centro Giovanile "Casa Pinuccia"
Via Portuense 739 - 00148 ROMA
Etichette:
amore,
comunione,
condivisione,
cuore,
festa,
gioia,
giovani,
incontro,
iniziative,
Parola,
pddm,
spiritualità,
vita
02 novembre 2013
La segnaletica della settimana
XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno C)
Dal Vangelo secondo Luca (19,1-10)
In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là.
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!».
Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».
Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».
Per riflettere...
Quanto deve essere irresistibile, Gesù, perché un "capo dei pubblicani e ricco" si sia dato premura di salire su un sicomoro pur di vederlo solo passare!
Un piccolo "pezzo grosso", non stimato ma certamente temuto dagli abitanti della sua città, si improvvisa in un'impresa da monello pur di vederlo...
L'avventura di Zaccheo inizia, come per molti di noi, certamente per curiosità. Gesù attrae, e incuriosisce perché di Lui si dicono grandi cose, e perché (dicono tutti) non allontani mai nessuno. Lui non è temuto, ma stimato e, ancor di più amato.
Solo che avviene un imprevisto: il Maestro passa, vede e... si invita a pranzo! E quello che era nato solo per curiosità, diventa un'avventura nuova che cambia la vita del piccolo e temuto esattore delle tasse.
Gesù non chiede nulla più che ospitalità, ma è la sua stessa presenza a cambiare le cose. Se lo si lascia entrare, non solo nella propria casa ma anche nel proprio cuore, tutto può cambiare, e tutto cambia! E anche un ladro incallito può cambiare vita.
Dal Vangelo secondo Luca (19,1-10)
In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là.
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!».
Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».
Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».
Per riflettere...
Quanto deve essere irresistibile, Gesù, perché un "capo dei pubblicani e ricco" si sia dato premura di salire su un sicomoro pur di vederlo solo passare!
Un piccolo "pezzo grosso", non stimato ma certamente temuto dagli abitanti della sua città, si improvvisa in un'impresa da monello pur di vederlo...
L'avventura di Zaccheo inizia, come per molti di noi, certamente per curiosità. Gesù attrae, e incuriosisce perché di Lui si dicono grandi cose, e perché (dicono tutti) non allontani mai nessuno. Lui non è temuto, ma stimato e, ancor di più amato.
Solo che avviene un imprevisto: il Maestro passa, vede e... si invita a pranzo! E quello che era nato solo per curiosità, diventa un'avventura nuova che cambia la vita del piccolo e temuto esattore delle tasse.
Gesù non chiede nulla più che ospitalità, ma è la sua stessa presenza a cambiare le cose. Se lo si lascia entrare, non solo nella propria casa ma anche nel proprio cuore, tutto può cambiare, e tutto cambia! E anche un ladro incallito può cambiare vita.
Etichette:
accoglienza,
conversione,
cuore,
Gesù,
Parola
15 ottobre 2013
Per te... giovane!
Ottobre… mese di fine e di inizio!
STOP alle vacanze, alla tintarella, alla dolce voglia di non far niente, alle
serate a suon di musica, pizza e gelato, ai falò in riva al mare o alle
avventure in montagne.
Avanti tutta verso nuovi impegni, tabelle orarie sempre
più schizzate, nuove ansie, prossimi esami, esaltanti progetti! Eccoci: ci aspetta un nuovo cammino,
nuove scelte e nuovi incontri. Per qualcuno ci saranno momenti avvincenti ed
emozionanti; per altri, tempi di solitudine e stanchezze, per tutti: una
strada da percorrere fatta di salite e discese, di bivi da superare, di ponti
da attraversare, di scelte da vivere.
Un cammino però che vogliamo vivere insieme.
Non perdetevi allora le nostre iniziative... VI ASPETTIAMO!!!
Per maggiori INFO cercaci su FB e iscriviti al gruppo "Camminava con loro"
Etichette:
camposcuola,
cuore,
esercizi spirituali,
fede,
giovani,
incontro,
iniziative,
pddm,
step
27 settembre 2013
FACE... to face
In questo anno della fede più volte ho avuto l’occasione con incontri parrocchiali di approfondire il CREDO, ma in questi giorni dove sui giornali, alla TV, radio, website ecc... ogni prima notizia riguarda l’imminente possibilità di una nuova guerra mondiale mi domando: “Se Dio è onnipotente (così come all’inizio del CREDO professiamo) e può davvero tutto, conosce ogni cosa e può fare ogni cosa, perchè non impedisce il male?
---------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Mi è sempre piaciuto un aneddoto in cui un
giovane chiede a Dio, quasi rimproverandolo, perché non prende posizione verso
chi muore di fame, verso chi è povero, verso chi è solo. Dio risponde dicendo
di aver fatto tutto “perché io ho creato te”. Il giovane ci pensa e comprende
che tocca a lui nutrire chi ha fame, soccorrere il povero, far compagnia a chi
è solo.
È vero il male ci scuote, le domande pure
ma dobbiamo cominciare da noi, non dagli altri. Don Tonino Bello dice di far
attenzione perché le più grandi officine da guerra non siano ospitate nei
nostri cuori. Occhio allora! Tocca a ciascuno far sì che il male sia vinto ma
dal bene, da una cultura intelligente e plurale, capace di condivisione e di
impegno sociale, civile e politico che responsabilizzi tutti. Tocca a ciascuno.
E ora! Il Vangelo non sopporta soste in tal senso.
don Vito
07 giugno 2013
La segnaletica della settimana
X DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno
C)
Dal Vangelo secondo Luca (7,11-17)
In quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i
suoi discepoli e una grande folla.
Quando
fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto,
unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con
lei.
Vedendola,
il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!».
Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo,
dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo
restituì a sua madre.
Tutti
furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto
tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo».
Questa
fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione
circostante.
Per riflettere…
Un
funerale. Come tanti.
Una
vedova come tante ce ne sono state e sempre ce ne saranno nel mondo.
Tragicamente sola, come può esserlo una donna che, dopo aver perso il marito,
ha visto morire anche il suo unico figlio, ancora giovane.
Ma nel
colmo del suo dolore, avviene un imprevisto: sulla sua strada passa un certo
Gesù di Nazaret.
«Vedendola, il Signore fu preso da grande
compassione per lei e le disse: “Non piangere!”».
Gesù la
vede e sente per questa donna una grande compassione: qualcosa gli si muove
dentro dal profondo del cuore. Sente, nel suo cuore, tutto il dolore e tutta l’angoscia
di questa povera donna, che pure non conosceva.
Si
potrebbe dire: ma ci sono tante donne vedove al mondo, e tanti perdono una
persona cara… Per Gesù non esistono “molti”: ci sei tu, ci sono io… ognuno con
un volto e un nome.
Per Gesù, non c’è gioia che non sia la sua, non c’è pianto
che non sia il suo. E quando il dolore è vero, profondo, e nasce dall’amore,
Gesù non resiste: deve fermarsi. E
consola. Sempre.
Questo è
un compito che Egli lascia anche a noi, suoi discepoli: sentire il dolore di
chi ci passa accanto e, semplicemente, stare vicino.
Senza
che nessuno gli chieda nulla, Egli compie cose grandi, impossibili. Forse non sempre
un figlio risorge, o un malato guarisce, ma a volte i miracoli più grandi sono
quelli nascosti. Basta saperli vedere. E dove Lui passa, torna la gioia!
06 giugno 2013
I volti della FEDE...
Che cos'è la FEDE? Ecco il volto di Matteo che ci racconta come una "nascita" abbia dato spessore alla sua fede...
Ho 32 anni, sono un ingegnere, sposato con Chiara.
Da bambino sono cresciuto senza pormi il problema dell’esistenza di Dio. Ma Dio si è fatto strada nella mia vita quando sono diventato padre. Avevo promesso ai miei suoceri che avrei fatto battezzare nostro figlio alla nascita.

Io non ero battezzato e con Chiara non eravamo sposati, anche se Chiara era una fervente cattolica. Mi chiedevo se questa situazione poteva essere accolta nella Chiesa... ero pieno di pregiudizi.
Temevo e pensavo: "Che cosa diranno di noi?". Invece la preparazione è stata la svolta della mia conversione. Siamo stati accolti nel modo più fraterno possibile e non ci siamo mai sentiti giudicati. Nel piccolo gruppo tutti condividevano con semplicità ciò che Dio aveva fatto per loro e ciò che loro erano felici di fare per Dio.
E così il pensiero nella mia testa iniziava a cambiare. Da quel "Che cosa diranno di noi?", sentivo forte che la domanda era un'altra: "Dio ha aperto il cuore di queste persone, perché non dovrebbe aprire anche il mio?". Così ho iniziato a camminare verso Dio. Grazie a questi incontri iniziava in me una vita nuova, incominciavo a leggere la Bibbia, a fare attenzione agli altri, ad invocare lo Spirito Santo, a partecipare alla Messa in parrocchia dove potevo incontrare le persone con le quali avevo cantato, pregato e condiviso durante l’incontro settimanale.
La nascita di mio figlio mi ha cambiato la vita perché mi ha fatto diventare padre incontrando il Padre!
Da bambino sono cresciuto senza pormi il problema dell’esistenza di Dio. Ma Dio si è fatto strada nella mia vita quando sono diventato padre. Avevo promesso ai miei suoceri che avrei fatto battezzare nostro figlio alla nascita.

Io non ero battezzato e con Chiara non eravamo sposati, anche se Chiara era una fervente cattolica. Mi chiedevo se questa situazione poteva essere accolta nella Chiesa... ero pieno di pregiudizi.
Chiara ha contattato la parrocchia
che ci ha consigliato una preparazione al battesimo di nostro figlio. Inizialmente pensavo di lasciar
fare questa preparazione a mia moglie, ma poi mi sono ricordato della promessa.
Così abbiamo iniziato insieme.
Temevo e pensavo: "Che cosa diranno di noi?". Invece la preparazione è stata la svolta della mia conversione. Siamo stati accolti nel modo più fraterno possibile e non ci siamo mai sentiti giudicati. Nel piccolo gruppo tutti condividevano con semplicità ciò che Dio aveva fatto per loro e ciò che loro erano felici di fare per Dio.
E così il pensiero nella mia testa iniziava a cambiare. Da quel "Che cosa diranno di noi?", sentivo forte che la domanda era un'altra: "Dio ha aperto il cuore di queste persone, perché non dovrebbe aprire anche il mio?". Così ho iniziato a camminare verso Dio. Grazie a questi incontri iniziava in me una vita nuova, incominciavo a leggere la Bibbia, a fare attenzione agli altri, ad invocare lo Spirito Santo, a partecipare alla Messa in parrocchia dove potevo incontrare le persone con le quali avevo cantato, pregato e condiviso durante l’incontro settimanale.
La nascita di mio figlio mi ha cambiato la vita perché mi ha fatto diventare padre incontrando il Padre!
Matteo
03 maggio 2013
La segnaletica della settimana
VI DOMENICA DI PASQUA (Anno C)
Dal Vangelo secondo Giovanni (14,23-29)
In quel tempo, Gesù disse [ai suoi discepoli]:
«Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.
Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate».
Per riflettere...
Un Vangelo che allarga il cuore... se non altro per far spazio a "ospiti illustri": nientemeno che il Padre e Gesù!
Sembra poco? E mica vorrai lasciare indietro lo Spirito Santo (che infatti viene mandato da Gesù... e così siamo proprio al completo!)
Scherzi a parte, davvero qui c'è un mistero grande da contemplare e del quale ringraziare: Dio vuole fare casa con noi, con te! Mette solo una semplice, piccola condizione: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola». Amare Gesù, perché Lui è la Via che conduce al Padre.
Così commentava santa Chiara di Assisi in una lettera alla beata Agnese di Praga: "l’anima dell’uomo fedele, che è la più degna di tutte le creature, è resa dalla grazia di Dio più grande del cielo. Mentre, infatti, i cieli con tutte le altre cose create non possono contenere il Creatore, l’anima fedele invece, ed essa sola, è sua dimora e soggiorno, e ciò soltanto a motivo della carità" (Fonti Francescane, 2892)
Solo una cosa è necessaria: amare! E Dio stesso, che è l'Amore, prenderà casa in noi.
Dal Vangelo secondo Giovanni (14,23-29)
In quel tempo, Gesù disse [ai suoi discepoli]:
«Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.
Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate».
Per riflettere...
Un Vangelo che allarga il cuore... se non altro per far spazio a "ospiti illustri": nientemeno che il Padre e Gesù!
Sembra poco? E mica vorrai lasciare indietro lo Spirito Santo (che infatti viene mandato da Gesù... e così siamo proprio al completo!)
Scherzi a parte, davvero qui c'è un mistero grande da contemplare e del quale ringraziare: Dio vuole fare casa con noi, con te! Mette solo una semplice, piccola condizione: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola». Amare Gesù, perché Lui è la Via che conduce al Padre.
Così commentava santa Chiara di Assisi in una lettera alla beata Agnese di Praga: "l’anima dell’uomo fedele, che è la più degna di tutte le creature, è resa dalla grazia di Dio più grande del cielo. Mentre, infatti, i cieli con tutte le altre cose create non possono contenere il Creatore, l’anima fedele invece, ed essa sola, è sua dimora e soggiorno, e ciò soltanto a motivo della carità" (Fonti Francescane, 2892)
Solo una cosa è necessaria: amare! E Dio stesso, che è l'Amore, prenderà casa in noi.
21 febbraio 2013
FACE...to face
Con l'itinerario di Quaresima parte una nuova rubrica nel nostro blog: FACE...to face ovvero "faccia a faccia", dove liberamente puoi esprimere i tuoi pensieri, i tuoi dubbi, le domande che porti nel cuore: qui il protagonista sei tu!
Ti confido che anch’io ho attraversato
alcuni momenti in cui i “no” mi sembravano addirittura sproporzionati. Resto di
stucco quando entro in certe chiese e trovo diecimila cartelli che ti dicono di
“non parlare al cellulare/non masticare/non portare abiti troppo leggeri/non
fare foto”, ecc. ecc. Sembra un modo di presentarsi…
Conosci bene la storia del popolo
d’Israele, Dio lo aveva liberato dalla schiavitù d’Egitto e mentre lo conduce
verso la Terra promessa, attraverso le Dieci Parole, sembra dire con tutto
l’affetto paterno e materno di cui è capace: non tornare più indietro, non
legare più il cuore agli idoli a tutto ciò che ti spegne la vita, mai più
l’Egitto. Le Dieci Parole, pur nella loro formulazione negativa, sono un forte
e chiaro invito alla libertà, una libertà che Dio offre come dono e che perciò
impegna tutto l’uomo.
-------------------------------------------------------------
“Sento la fede cattolica cm un vestito troppo stretto
addosso, una serie di divieti e di NO detti alla mia vita: abbiamo tanti doveri
da adempiere, perchè il Vangelo ne vuole aggiungere degli altri?”
Caro amico,
ti immagino con questa domanda nel cuore e
intanto ringrazio il Cielo perché il Signore tiene accese in te domande forti.
La fede cristiana, infatti, prima ancora che essere risposta è domanda,
inquietudine profonda, capace di interrogare cuore e intelligenza per una vita
“a misura di Dio” e perciò veramente umana.
Capisco la tua domanda e ad uno sguardo
oltremodo immediato corriamo il rischio di ravvisare nella fede cristiana dei
“no” sparati a raffica sulla nostra vita non certo esente da ostacoli e
divieti.
Ti confido che anch’io ho attraversato
alcuni momenti in cui i “no” mi sembravano addirittura sproporzionati. Resto di
stucco quando entro in certe chiese e trovo diecimila cartelli che ti dicono di
“non parlare al cellulare/non masticare/non portare abiti troppo leggeri/non
fare foto”, ecc. ecc. Sembra un modo di presentarsi…
Ci sono dei “no” più impegnativi e
certamente questi spesso ti fanno problema.
Ti invito a considerare invece che dietro
quei “no” si nasconde un grande “Sì”. Senza quel grande Sì alla vita, a Dio, ai
fratelli, alla tua umanità tutto il resto non avrebbe senso.
Ricordi quando il Creatore pose l’uomo nel
giardino dell’Eden? Il primo verbo che impiega nel primo dialogo con l’uomo,
primo verbo necessario per vivere e far vivere, per coltivare e custodire, per
aprirsi al futuro, è “tu potrai”:
“Tutti gli alberi del giardino tu potrai mangiare”(Gen 3,3). Poi gli dirà anche
di non toccare il frutto dell’albero che è in mezzo al giardino ma prima parola
è un “tu potrai”. Tu potrai è il desiderio di Dio che l’uomo viva, ma non come
egoista e consumatore cieco e muto di ogni bellezza, divoratore persino di se
stesso.
Altro riferimento importante si trova nei
comandamenti. E’ vero, lì la forma è al negativo: “Non…”
Conosci bene la storia del popolo
d’Israele, Dio lo aveva liberato dalla schiavitù d’Egitto e mentre lo conduce
verso la Terra promessa, attraverso le Dieci Parole, sembra dire con tutto
l’affetto paterno e materno di cui è capace: non tornare più indietro, non
legare più il cuore agli idoli a tutto ciò che ti spegne la vita, mai più
l’Egitto. Le Dieci Parole, pur nella loro formulazione negativa, sono un forte
e chiaro invito alla libertà, una libertà che Dio offre come dono e che perciò
impegna tutto l’uomo.
Viviamo in un momento in cui tutto sembra
“in-differente”, tutto uguale, viviamo come fossimo padroni di tutto e di tutti
e invece desiderio di Dio è che mordiamo la vita al meglio. Dietro anche i “no”
che la Chiesa ci presenta si nascondono valori grandi che ci portano a vivere
rendendoci sempre più conto che col Battesimo l’uomo vecchio è stato sconfitto
e il modello cui assomigliare è Gesù. I tratti della sua vita siamo chiamati a
ricopiarli nella nostra. Quei “no” ti spingano ad osare di più, a non
accontentarti, ad allargare gli spazi del tuo amore e della tua umanità. Come
Gesù perché Uomo più libero di Gesù non c’è mai stato. Anche quando era appeso
ad una croce…
Ti abbraccio
don Vito
Iscriviti a:
Post (Atom)









