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18 dicembre 2015

La segnaletica della settimana

IV DOMENICA DI AVVENTO (Anno C)


Dal Vangelo secondo Luca (1,39-45)

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».



Per riflettere...
Siamo ormai arrivati agli ultimi giorni prima del Natale e la liturgia ci propone questo stupendo incontro tra due donne: Maria ed Elisabetta.

Due donne raggiunte in modo speciale e unico da Dio, si ritrovano insieme nella normalità della loro vita. Non sono nel Tempio, ma in casa, e fanno quello che è normale per due parenti che si ritrovano a farsi visita: il saluto, l'accoglienza in casa e il dialogo. Da lontano un passante distratto non vedrebbe nulla di insolito che possa attirare la sua attenzione e stupirlo. Ma l'evangelista Luca ci fa avvicinare e ci fa ascoltare il dialogo tra Maria ed Elisabetta: si stanno reciprocamente comunicando l'esperienza di Dio.

E noi siamo capaci di riconoscere Dio nella nostra vita e saper raccontare questa gioia a quanti incontriamo nel nostro cammino?
Che questo Natale sia davvero il racconto dell'esperienza di Dio nella nostra vita... il vero annuncio, la Buona Novella!

29 novembre 2015

La segnaletica della settimana

I DOMENICA DI AVVENTO (Anno C)


Dal Vangelo secondo Luca (10,17-30)



In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria.
Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina.
State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».



Per riflettere...
E ricomincia un nuovo tempo di Avvento...
Il tempo ci porta sempre verso la novità, perché è qualcosa che ancora non c'è stato: «
Ci saranno segni nel sole, nella luna, nelle stelle...». Il Vangelo ci prende per mano, ci porta fuori dalla porta di casa, a guardare in alto, a percepire il cosmo pulsare attorno a noi, a sentirci parte di un'immensa vita. Ma quale vita?
Abbiamo tutti nella memoria la notte di Parigi... Quale dunque questo mondo? Un mondo che patisce, soffre.

Ogni giorno c'è un mondo che muore, ogni giorno c'è però un mondo che nasce perchè neppure la violenza è eterna, neppure il terrore; il regno di Dio viene. Giorno per giorno, continuamente, adesso, Dio viene. Anche se non lo vedi, anche se non ti accorgi di lui, è in cammino su tutte le strade.
Sulla porta della sua casa lo psicoterapeuta Jung fece scrivere: «Chiamato o non chiamato, Dio verrà».
Noi pensiamo che la presenza del Signore si sia rarefatta, che siano altri i regni emergenti: i califfati, l'Isis, l'economia, il mercato, l'idolo del denaro, il profitto. Invece no: questo mondo contiene Lui! Che viene, che è qui, che cresce dentro.

Alzatevi, guardate in alto e lontano, perché la vostra liberazione è vicina. Uomini e donne in piedi, a testa alta, occhi alti e liberi: così vede i discepoli il Vangelo. Gente dalla vita verticale e dallo sguardo profondo, perchè Dio viene, vicino e caldo come il respiro, forte come il cuore, bello come il sogno più bello.    

30 settembre 2015

Per te... giovane!

Un nuovo anno riparte con lo sguardo fisso su Gesù, Volto della misericordia del Padre e cammino sicuro per ritrovare il nostro vero volto e la pienezza dell'Amore.


Il Tuo volto io cerco... Ecco il titolo del prossimo itinerario vocazionale per ragazze dai 18 ai 30 anni.
Ti aspettiamo... non mancare!


30 ottobre - 1 novembre 2015
5 - 7 febbraio 2016
23 - 25 aprile 2016

 
 
 
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Sede: Centro giovanile - Pie Discepole - ROMA
Info: sr M. Paola Gasperini
         paola.gasperinipiediscepole.it - 3331964930
         sr M. Provvidenza Raimondo
         provvidenza.raimondopiediscepole.it - 3347238048




26 settembre 2015

La segnaletica della settimana

XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno B)

Dal Vangelo secondo Marco (9,38-43.45.47-48)
 
In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi.
Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.
Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue».



Per riflettere...
L’intervento un po’ forte di Giovanni, che “blocca” un tale che compie miracoli nel nome di Gesù pur non essendo fra gli apostoli, provoca una reazione decisa da parte del Maestro.
A ben guardare, Giovanni non ha fatto nulla di eccezionale: quell’uomo non era fra i discepoli, non seguiva il Signore come loro… come si permette di compiere miracoli con la forza di Cristo?

Ecco allora che il Maestro stesso deve rimettere le cose in chiaro:
1) nessuno può pensare di avere un’esclusiva su Gesù. Tantomeno i discepoli…
2) per quanto possa sembrare strano, non sono le “grandi cose” a svelare il cuore, ma le piccole, quotidiane, semplici come dare un bicchiere d’acqua;
3) tutto ciò che porta al bene, è di Dio. Detto così, è un’ovvietà, ma proviamo a pensare quanto costa, alle volte, ammettere che anche quelli che non la pensano come noi, e che magari credono in un altro dio, possano essere davvero buoni, vicini al Padre e capaci di vera carità…

Poche linee, date da Gesù ai discepoli, ma che sono segnali per la strada dei discepoli di tutti i tempi. Anche per te e per me, in cammino dietro al Maestro!
 
 


05 settembre 2015

Briciole di vita

CAMPO ITINERANTE...
SUI PASSI DEI TESTIMONI DELLA FEDE


Dal 4 al 9 agosto a Roma si è accolta, da parte di alcuni giovani della parrocchia San Marco in Bari, la proposta estiva del CAMPO ITINERANTE che ha avuto come tema: "Sui passi dei testimoni della fede".
Partendo da una catechesi che è stata motivo per i giovani di fare un punto della situazione sulle "stagioni" della propria vita fino ad oggi, ci si è messi in cammino ritornando alle radici della propria fede e ponendo i propri piedi sulle orme tracciate dalla vita e dalla santità di antichi e nuovi testimoni della fede: Pietro, Paolo, don Alberione...
I giovani hanno poi riscoperto nel carisma proprio che ci appartiene come Pie Discepole del Divin Maestro quanto la via dell'arte e della Bellezza è una strada percorribile per ritrovare l'integrità e l'unità, "il Tutto nel frammento, l'Infinito nel finito... Dio nella storia dell'umanità" e nella propria
storia.


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"A Colui che può fare assai di più e immensamente al di là di quello che noi domandiamo o pensiamo, per la sua potenza operativa in noi, a Lui la gloria" (San Paolo).

Rileggendo questo passo rivivo le emozioni di questo campo, la preghiera personale e collettiva, l'amicizia, l'incontro con l'altro e l'Altro, la fatica ma anche tutta l'"acqua" bevuta per rigenerarci.
Grazie suor Cristina e a tutte le sorelle per averci dato questa possibilità e per l'AMORE VERO che donate. I vostri occhi, il vostro sorriso, il vostro accompagnarci saranno nel mio cuore per sempre!
Grazie a Te, Signore, per aver fatto incontrare le nostre strade!
Con affetto... Paola



Grazie!
Grazie a te suor Cristina per averci illuminato gli occhi e la mente con la vostra passione per Gesù... Grazie per averci sostenuto in questo cammino meraviglioso!
Un abbraccio... Adriana

 


Delle suore così simpatiche non le avevo mai viste! Grazie della vostra testimonianza (con le parole e con il cuore) e grazie per averci permesso di compiere un cammino nuovo e diverso!
Francesca



Infinitamente GRAZIE!
Grazie perché durante questi giorni ho sentito forte dentro di me la "parola-battito", grazie per averci accompagnato durante il nostro pellegrinaggio della vita, grazie per la vostra testimonianza viva, per i vostri occhi luminosi e innamorati, grazie per averci trasmesso la felicità vera!
Silvia



13 maggio 2015

Per te... giovane!

E' BELLO CON TE!
 
Hai già pensato come vivere le tue vacanze estive?
Noi ti proponiamo di farlo in modo alternativo! Ecco qualche suggerimento che fa per te... TI ASPETTIAMO: dillo anche ai tuoi amici, non mancate!!!
 
 

PER GIOVANISSIMI (14-19 anni)

 - Campo estivo a Mascalucia (CT) dal 4 al 9 Agosto

Sr. M. Vittoria Berloco - 333 2499771 - vittoria.b@pddm.it
 
 

PER GIOVANI (18-30 anni)


 - Esercizi spirituali a Centrale di Zugliano (VI) dal 19 al 24 Agosto
 Sr. M. Paola Gasperini - 333 1964930 -
paola.g@pddm.it

 - Campi itineranti a Roma "Sui passi dei testimoni della fede" per gruppi parrocchiali per giovani dai 16 ai 30 anni
Sr. M. Cristina Catapano - 348 9259518 -
cristina.c@pddm.it
 

25 aprile 2015

La segnaletica della settimana

IV DOMENICA DI PASQUA (Anno B)

 Dal Vangelo secondo Giovanni (10,11-18)

In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.
Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».


Per riflettere...
C'è un pastore il cui compito non è semplicemente quello di custodire il gregge, difenderlo dai lupi e... guadagnarci qualcosa da vivere.
C'è un pastore che dà la vita per le pecore. E' il buon pastore. E' il bel pastore.

Come le pecore vere conoscono la voce del loro pastore e seguono solo lui, e senza di lui sono perdute (le pecore sono famose, tra l'altro, per avere un pessimo senso dell'orientamento... non per nulla camminano in gregge!), così anche noi, quando la voce del Maestro Pastore ci raggiunge, non possiamo fare a meno di seguirlo. E se ci allontaniamo... sono dolori!

Gesù è IL buon Pastore, ed è IL bel Pastore, l'unico che riempie di bellezza la nostra vita. Perché la riempie di senso, la riempie di luce, anche quando ci troviamo a passare per la valle oscura  del dubbio, della sofferenza, della prova. Lui non ci lascia: è venuto per dare la vita, la sua vita, per te e per me. Ed è per questo che vale la pena "giocarsi la vita" per Lui, con Lui. Lasciarci portare da Lui, che è Bellezza, per scoprire che, in ogni vocazione, è proprio vero: "è bello con Te!".

13 febbraio 2015

La segnaletica della settimana

VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno B)

Dal Vangelo secondo Marco (1,40-45)


In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.


Per riflettere...
 Gesù incontra un lebbroso. Ai nostri occhi un lebbroso è un malato piuttosto ripugnante (che perde letteralmente i pezzi), escluso dalla società perché contagioso... Tutte cose vere, ma per la mentalità degli Ebrei del tempo di Gesù c'era molto, ma molto di più.
Un lebbroso era un morto-vivente. Uno zombie, condannato a morire da vivo perché "sicuramente avrà commesso qualche grave peccato". Malato, abbandonato dalla società, considerato come maledetto e abbandonato da Dio stesso.

Questo lebbroso azzarda: ha sentito dei miracoli di Gesù e gli va incontro.  «Se vuoi, puoi purificarmi!». E' un atto di fede, quello del lebbroso, e una richiesta di misericordia. E Gesù, misericordia del Padre, può non avere compassione di lui? E allora azzarda anche lui,e  più di lui: lo tocca! Gesù azzarda non perché rischia il contagio della lebbra, ma il contagio dell'impurità e della maledizione. Eppure non se ne cura: "Egli si è caricato delle nostre iniquità, si è addossato i nostri dolori" (Is 53,4), sentiremo ripetere fra non molti giorni nella liturgia.

Gesù non ha paura delle nostre miserie e dei nostri peccati, per quanto siano grandi. Per Lui, nulla vale di più di... te! Che bello pensare che possiamo affidarci totalmente, liberamente a Lui, senza vergogna! E poter alzare anche noi il nostro grido: «Se vuoi, puoi purificarmi!», sapendo che Gesù non aspetta altro! 

04 gennaio 2015

La segnaletica della settimana

II DOMENICA DOPO NATALE

Dal Vangelo secondo Giovanni (1,1-18)


In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato. 


Per riflettere...
"E venne ad abitare in mezzo a noi". Meglio sarebbe tradurre: "mettere la tenda".
Dio pianta le tende, con noi! Non se ne vuole andare, "pianta la tenda" fra di noi. Anzi, in noi (così suona letteralmente il greco): fra nel popolo di Israele, ma anche nella nostra umanità e... in ciacuno d noi!
Attenzione, però, che è una tenda... e la tenda è fatta per chi sta facendo una lunga marcia, non per chi è già stabilito. Proprio così: il nostro Dio ci prende tanto sul serio che Lui, che "i cieli e i cieli dei cieli non possono contenere", sceglie, per amor nostro, di adattarsi al nostro ritmo. E siccome non siamo già arrivat alla meta, ma siamo inguaribili pellegrini del cuore, anche Lui pianta la tenda, e la pianta in noi.
Allora, buon cammino, con questo originale "compagno di viaggio"!

04 settembre 2014

Briciole di vita

Dal 20 al 24 agosto si è dato inizio alla stagione estiva dei Campi itineranti a Roma "Sui passi dei testimoni della fede".
Ecco alcune testimonianze dei giovani che hanno vissuto da protagonisti questa esperienza "da Dio"!




Siamo partiti in gruppi separati letteralmente e metaforicamente, amicizie e abitudini distanti, per non parlare delle età più diverse, ma siamo tornati come un tutt’uno, un grande arcobaleno di colori. Ci siamo messi in cammino per 5 giorni “Sui passi… dei testimoni della FEDE”, è stato questo il nome del campo itinerante che i giovani della nostra parrocchia hanno vissuto: un pellegrinaggio a Roma, nella caput mundi, forse uno dei modi più belli e affascinanti per poter cercare, ritrovare e rivivere la fede donataci dal Signore. Ripercorrendo le stesse strade dei Santi Pietro e Paolo e dei nuovi testimoni come Don Alberione ci siamo messi in gioco, ognuno con i propri dubbi e le proprie esperienze.
Le Pie Discepole del Divin Maestro ci hanno accompagnato ad ogni passo e in ogni luogo dandoci il segno più concreto di questo dono: anche grazie alla loro testimonianza costante abbiamo rinnovato la nostra fede in Gesù Cristo e riscoperto la gioia di essere figli di Dio. Ci siamo lasciati guidare spesso anche dalle parole di Papa Francesco che ha così aperto e chiuso il nostro pellegrinaggio, incontrandolo infine per la preghiera dell’Angelus: Tu sei il Cristo il Figlio del Dio Vivente, è questo l’ultimo messaggio che ci siamo portati a casa e che teniamo nel nostro cuore, insieme all’entusiasmo e al desiderio di essere anche noi, nella nostra realtà quotidiana, testimoni del dono fattoci da Dio.
Laura
 
 
 
La nostra vita è un continuo pellegrinaggio, un metaforico cammino che ci insegna a vivere.
Spesso siamo così presi dalla frenesia della vita che ci dimentichiamo di dare importanza alle piccole cose, alle persone che ci circondano e che compiono questo cammino con noi, siamo così distratti che facciamo scivolarci le persone addosso, senza il bisogno di capire se siamo noi il loro scoglio o se loro per noi possono essere fonte d'inesauribile ricchezza.
 
La Fede e la riflessione in tutto ciò insegnano che i grandi esempi della storia da imitare come Gesù, Pietro, Paolo, Don Alberione hanno lasciato un segno concreto del proprio passaggio in questa vita qui sulla terra, poiché donandosi al prossimo hanno creduto nella forza della Fede e di Dio.
Il Campo Itinerante compiuto a Roma presso la guida delle due simpatiche e amorevoli sorelle Suor Cristina e Suor Evelina, Pie Discepole del Divin Maestro, si è rivelato essere uno dei momenti più toccanti e di profonda condivisione per il nostro nucleo parrocchiale giovanile. Infatti, nonostante le varie personalità, differenze di cultura, età, formazione, questo cammino si è scoperto essere fonte di grande crescita per tutti noi, non solo come singoli, ma soprattutto come gruppo.
Per la prima volta molti di noi hanno visto Roma, mentre altri sono tornati lì con uno spirito diverso, lo spirito del pellegrino; nella città eterna che conserva importantissime testimonianze, la strada non è mai stata troppa, le preghiere corali, le riflessioni all'interno delle varie basiliche non solo ci hanno permesso di osservare la bellezza di quest'ultime ma hanno anche dato la possibilità di frugare ognuno dentro se stesso alla ricerca di qualcosa che magari avevamo perduto.
Insomma, questo pellegrinaggio è stato un continuo susseguirsi di emozioni molto forti accompagnato da canti e sorrisi che hanno riempito le nostre giornate di gioia vera, facendoci per un attimo dimenticare tutti i problemi, aprendoci così alla Luce che solo Lui sa dare.
Concludo infine, citando alcuni passi di una preghiera corale recitata al campo che mi ha piacevolmente colpita: “Signore insegnami la strada, l'attenzione alle piccole cose, al passo di chi cammina con me per non fare più lungo il mio […] insegnami la strada su cui si cammina insieme, nella semplicità di essere quello che si è [...]” ecco questa preghiera racchiude l'essenza di questo campo, di ciò che abbiamo vissuto e condiviso.
Un ringraziamento speciale va alle Pie Discepole che ci hanno accolto nella loro oasi cittadina, che nonostante si trovi nel pieno di Roma risulta essere un punto di pace e raccoglimento come pochi, infine ringrazio Padre Roberto per aver permesso noi di compiere questa esperienza davvero senza eguali e per ultimo ma non meno importante ringrazio Dio per avermi donato voi, miei compagni di pellegrinaggio con tutta la gioia e la ricchezza nel donarvi che avete dentro, stando sul mio Cammino, per compiere ancora tanti passi INSIEME!
Luisa
 
 
Proposta accettata senza pensarci due volte, poiché era la prima volta che potevo fare l’esperienza di un campo itinerante con varie tappe per Roma. Altre volte sono stato a Roma è visitato le stesse cose, ma dal punto di vista “turistico”. Ho avuto altre esperienze di “campo”, ma sono sempre aperto alle nuove esperienze e come abbiamo detto più volte durante il campo è bello “mettersi in gioco”, con cose nuove. E’ stato organizzato bene e mi ha dato la possibilità di confrontarmi con persone di un’ampia fascia di età diverse.
Ho avuto la possibilità di avere un dialogo personale con il Signore e di aver staccato per qualche giorno dalla vita quotidiana.
Il “seme” che è stato gettato e la “parola” che ha risuonato nei vari momenti durante il campo, sia la forza per un impegno personale durante tutto l’anno nelle attività della parrocchia.
Concludo ringraziando a Padre Roberto che ce l’ha proposto e alle Pie Discepole del Divin Maestro che ci hanno dato la possibilità di realizzarlo.
Matteo
 
 
Sono partita da casa senza nessuna aspettativa. Ho avuto la possibilità di "staccare la spina" in un momento particolare della mia vita e ho colto l'occasione. Ho deciso di lasciare tutti i pensieri negativi e i problemi a casa e godermi questi giorni. Ho avuto la fortuna di poter riflettere tanto e avvicinarmi sempre di più alla fede, ho visitato posti che sconoscevo, ho provato emozioni che non avevo mai provato e ho cercato di immaginare ciò che era successo molto tempo prima nei punti in cui mi trovavo.

I luoghi che mi hanno colpito di più sono stati: quello in cui è stato decapitato San Paolo e la Scala Santa, perché ho provato appunto a immedesimarmi in ciò che è stato vissuto da San Paolo percorrendo quella stradina prima della decapitazione e da Gesù prima di incontrare Ponzio Pilato. Inoltre ho avuto modo di confrontarmi con tante persone e ognuna di loro mi ha lasciato qualcosa dentro. Tutto questo mi ha arricchita tanto e dopo un'esperienza del genere non posso non ringraziare Padre Roberto e le Pie Discepole per la loro disponibilità, la loro gentilezza e l'opportunità che ci hanno dato. Concludo ringraziando tutti i pellegrini che hanno incrociato il mio cammino e riportando una bellissima frase di Suor Cristina: "La vita non è fatta di aspettative ma di sogni". Buon cammino a tutti! 
Alice
 

Io posso dire che questo campo oltre ad essere itinerante è stato molto piccante pieno di storia, pieno di riflessioni, ma soprattutto pieno di santità. Da questo campo mi porto dentro la testimonianza di San Pietro e San Paolo che dettero la vita per Dio…sono ritornato con la fede più rafforzata.
Grazie a Padre Roberto, grazie alle Pie Discepole ma grazie a Dio per ogni singolo momento.

Rosario

08 agosto 2014

La segnaletica della settimana

XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (anno A)

Dal Vangelo secondo Matteo (14,22-33)


[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.
La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».
Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».
Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».


Per riflettere...
I discepoli hanno preso il mare, da soli. Gesù vuole restare solo. Ci aveva già provato, ora ci riesce: resta a pregare, nella notte.
In mare aperto, però, Pietro e compagni sono sorpresi da una tempesta. Situazione drammatica: attorno a loro vedono solo buio e acqua che sembra volerli inghiottire con la sua forza brutale. Speranze: zero.
Ma... quando sembra tutto perduto, ecco Gesù raggiungerli in modo inatteso: chi di noi si aspetterebbe di trovare qualcuno... che passeggia tranquillamente sul mare?!?!? Chi di noi non si metterebbe ad urlare di spavento? Non bastava la burrasca, ora ci si mettono anche i fantasmi!
Ed ecco una voce, quella che spazza via ogni timore: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».

Nella barca, con gli apostoli, ci siamo anche noi. E' la barca della Storia, ed è la barca della Chiesa. E questa barca sballottata dalle tante difficoltà della vita, sembra doversi sfasciare... Anche per te e per me, oggi, risuona questa voce, che dà fiducia: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». Una voce che risuona oltre il frastuono delle onde, oltre tutte le comprensibili difficoltà e paure.
Sapendo che nessuna tempesta è più potente del Signore, il Figlio di Dio, Colui che è venuto nel mondo per essere il Dio-con-noi

26 luglio 2014

La segnaletica della settimana

XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno A)

Dal Vangelo secondo Matteo (13,44-52)


In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.
Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.
Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche». 


Per riflettere...
Nelle ultime parabole "del Regno", tutto parla di... ricerca. E di scoperta.
Un campo che nasconde un tesoro inestimabile, per il quale vale la pena di vendere tutto pur di acquistarlo.
Un mercante in cerca delle perle più preziose, che è pronto a dare tutto quello che ha pur di acquistarla.
Una rete che raccoglie ogni genere di pesci, buoni e cattivi... che però alla fine saranno separati (e qui sono dolori).
Un uomo ricco che ha nel suo tesoro cose antiche e cose nuove, e se ne serve come meglio gli pare.

Tutto parla di cose preziose, come possono esserlo un tesoro insperato o il frutto di una lunga notte di lavoro.
Tutto ci dice quanto sia prezioso il dono di trovare il Regno di Dio, e di quanto siamo preziosi noi, agli occhi del Signore; quanta tesponsabilità abbiamo di essere in questa rete, che è la Chiesa, pesci buoni; e di quanto sia vero che il Signore non toglie al discepolo i suoi tesori, ma lo rende ancora più ricco, dandogliene di nuovi...

Si apre un panorama bellissimo! Questo è il Regno di Dio, questo è il Signore, questa è anche, in certa misura, la Chiesa. 

23 maggio 2014

La segnaletica della settimana

VI DOMENICA DI PASQUA (Anno A)
 
Dal Vangelo secondo Giovanni (14,15-21)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».


Per riflettere...
Questa settimana è all'insegna dell'amore.
Dell'amore del Padre, presente nel Figlio.
Dell'amore del Figlio, che diventa consolazione, anzi, IL Consolatore.
Dell'Amore stesso, quello Spirito che è Spirito della Verità, ed è Consolazione, ed è con noi e non ci lascia soli. E' come la mano della mamma, che non ci lasci, e sentendo il calore della quale il bambino sa di essere al sicuro.

Ma... l'amore chiama amore. O, come dice una canzone di Fiorella Mannoia: "L'amore con l'amore si paga"... E se l'amore di Dio è libero, gratuito, e si riversa su tutti coloro che ne accolgono il dono (e per questo che "il mondo", cioé coloro che non vogliono riconoscere Dio come loro Signore, non può ricevere lo Spirito Santo) è anche vero che c'è un modo infallibile, per Gesù, per sapere se lo amiamo, cioé se siamo in questo amore o no: se osserviamo i suoi comandamenti, se quindi viviamo come dovremmo e come abbiamo promesso di vivere.
E quanti saranno questi comandamenti?!!?! Appena uno: amare Dio e amare gli altri... amarci gli uni gli altri come Lui, il Signore, ci ha amati. Perché solo chi ama mostra davvero che ha Dio, che è Amore, dentro di lui!

Il cammino è lungo, e non sempre è facile. Allora... in marcia!!!!!!

20 maggio 2014

Per te... giovane!

Hai già pensato come vivere le tue vacanze estive? Noi ti proponiamo di farlo in modo alternativo! Ecco qualche suggerimento che fa per te... TI ASPETTIAMO: dillo anche ai tuoi amici, non mancate!!!
 

 
PER GIOVANISSIMI
(14-19 anni)

- Campo estivo a Massannunziata (CT) dal 4 al 9 Agosto
Sr. M. Vittoria Berloco - 333 2499771 - vittoria.b@pddm.it

Sr. M. Regina Muscat - 347 4135471 - regina.m@pddm.it





PER GIOVANI (18-30 anni)

- Esercizi spirituali a Camaldoli (AR) dal 24 al 29 Agosto
Sr. Myriam Manca - 349 1021048 -
miriam.m@pddm.it

Sr. M. Paola Mancini - 339 1482233 - paola.m@pddm.it


 - Itinerario vocazionale ad Alba (CN) dal 16 al 21 Agosto
Sr. M. Paola Gasperini - 333 1964930 -
paola.g@pddm.it

Sr. M. Lucia Filosa - 340 5154936 - lucia.f@pddm.it


 - Campi itineranti a Roma "Sui passi dei testimoni della fede" (per gruppi parrocchiali per giovani dai 16 ai 30 anni)
Sr. M. Cristina Catapano - 348 9259518 -
cristina.c@pddm.it

Sr. M. Rosa Ricci - 339 7790578 - rosa.r@pddm.it
 
 

16 maggio 2014

Briciole di vita...


APRITI ALLA VERITA’ E PORTERAI LA VITA!

 
È stato questo il tema della Settimana vocazionale a Ceglie Messapica (Br), vissuta da noi juniores Pie Discepole del Divin Maestro, insieme alla nostra formatrice e ad una sorella della comunità di Bari. Consapevoli  di essere CHIAMATE, noi per prime, ad aprirci alla Verità e poi MANDATE a portare a tutti  la gioia e la bellezza di una Vita vissuta nella Verità, stiamo camminando durante questo anno per crescere nella nostra IDENTITA’ e  MISSIONE.



Alcune di noi hanno vissuto questa  settimana dietro le quinte, accompagnando con  la preghiera e l’offerta della loro quotidianità le sorelle che, nelle parrocchie, nelle scuole o per le vie del paese - tra uno spostamento e l’altro- incontravano bambini, giovani, adulti, genitori e famiglie.

Nelle scuole, oltre ai giovani cegliesi, abbiamo incontrato anche studenti che venivano dai paesi vicini.

Durante tutta la settimana abbiamo sperimentato la gioia di percorrere un tratto di strada insieme a tanti nuovi amici.

Ogni incontro è stato un passo ulteriore verso la conoscenza della Verità.  Infatti, nel condividere le nostre riflessioni ed esperienze di vita abbiamo sperimentato quanto sia vero che cresciamo nella conoscenza della verità di noi stessi attraverso la relazione con i nostri compagni di viaggio, per arrivare alla conoscenza di quella Verità che ci rende profondamente liberi da noi stessi, dalle nostre paure e dal nostro egoismo  e capaci di AMORE VERO, quell’amore ormai libero da ogni forma di interesse personale.

E per tutti coloro le cui vite si sono incrociate con le nostre, la nostra preghiera: Signore Gesù, tu che hai detto di te: “Io sono la Via e la Verità e la Vita”, donaci il Tuo Spirito, perché ci guidi alla Verità tutta intera, alla Verità che ci rende liberi di accogliere la Vita, per vivere una vita PIENA DI SENSO, una vita colma di GIOIA!

05 marzo 2014

...e sarà Pasqua!


Con l'inizio della Quaresima esce sul nostro BLOG una nuova rubrica: "...e sarà Pasqua!".
Qui puoi trovare per ogni settimana qualche spunto di riflessione attraverso immagini e simboli che arricchiscono questo tempo favorevole.
Cosa dirti ancora? Buon cammino verso la Pasqua!



Con il Mercoledì delle Ceneri inizia il Tempo della Quaresima, a dare il nome a questo giorno è proprio il segno che viviamo nella liturgia e che forse oggi ci sembra un po’ strano. Ma cosa sono queste Ceneri? A cosa servono? Ma soprattutto, hanno ancora senso nel 2014?

“Sono segno di austerità” sentenzia chi ben conosce la liturgia ma noi di austerità abbiamo sentito parlare al telegiornale in merito alla crisi economica e non ce ne ha lasciato un’idea così bella.
Forse però c’è di più, forse non è solo un segno antico e sorpassato, triste e faticoso, forse può dire qualcosa anche a noi giovani dell’epoca digitale.

Per capire le Ceneri dobbiamo guardare alla meta del cammino quaresimale, la Pasqua: Gesù che ci libera dal male, dal peccato e dalla morte. Il male e la sofferenza fanno parte della vita di ciascuno di noi, alcune volte ce li andiamo a cercare, altre volte ci capitano, tutti ci portiamo dentro piccole o grandi sofferenze che ci spingono a cercare un sollievo, qualcuno che ci possa guarire. 

C’è un solo medico capace di guarire le ferite del nostro cuore e quello è Gesù che ci ha amati fino a donare la sua vita per ciascuno di noi. Come il medico, anche Gesù ci chiede di dirgli cosa ci fa soffrire, di riconoscere ciò che ci ha fatto male e di affidarci a Lui che vuole sanare quelle piaghe.

Nella vita abbiamo bisogno di segni con cui esprimiamo quello che abbiamo nel cuore, la cenere dell’inizio della Quaresima è un segno che diventa preghiera: “Gesù, il male che mi porto nel cuore mi brucia e non lascia in me che cenere, vieni a guarirmi, vieni a liberarmi, Tu che per me ti sei lasciato inchiodare a una croce, Tu che per me sei morto e risorto, Tu che mi doni la Vita e la gioia senza fine!”
 
don Matteo Castellina