Visualizzazione post con etichetta Pasqua. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Pasqua. Mostra tutti i post

04 maggio 2012

La segnaletica della settimana

V DOMENICA DI PASQUA (anno B)

Dal Vangelo secondo Giovanni (15,1-8)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

Per riflettere
 «Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto».
Tutti desideriamo riuscire bene, essere felici, fare bene le cose... è un desiderio buono che ci portiamo dentro. Il Vangelo di oggi ci mostra il segreto del vero successo, il segreto di una vita "con frutto": Gesù.
Con Lui e in Lui possiamo fare davvero tutto.
Potrebbe essere diversamente, se Lui è il Figlio di Dio e, proprio perché Dio, può tutto?

Con Gesù, restando in comunione con Lui, tutto diventa possibile, anche i miracoli: «chiedete quello che volete e vi sarà fatto». Questa è una promessa: il Signore non si rimangia la parola data!
Restando uniti a Lui otterremo quello che desideriamo, ma non perché il Padre si "piega" alla nostra volontà, ma perché i nostri desideri, il nostro modo di vedere e di sentire, il nostro volere, pian piano, coincidono con i desideri, i sentimenti, il giudizio, il volere di Gesù. Che poi è sono gli stessi del Padre. Dio, allora, non tarderà a "farsi vivo". Provare per credere.

20 aprile 2012

La segnaletica della settimana

III DOMENICA DI PASQUA  (anno B)

Dal Vangelo secondo Luca (24,35-48)



In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano [agli Undici e a quelli che erano con loro] ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto [Gesù] nello spezzare il pane.
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».
 

Per riflettere...
«Pace a voi!»
Gesù si presenta ai suoi discepoli, ancora (comprensibilmente) sotto choc per la sia morte e le sue prime apparizioni e dice semplicemente: «Pace a voi!»...

Se per gli Ebrei shalom è il saluto abituale -ancora in uso-, sulla bocca del Risorto questa parola prende un accento e un significato nuovo.
Non è un augurio ("che abbiate pace") ma è un dono! Anzi, è il primo dono che Gesù fa ai suoi discepoli sopo la resurrezione.
La pace che Egli dona è... tutto! Pace è, nella Bibbia, innanzitutto la presenza di Dio, e dove c'è Dio c'è la pienezza dei suoi doni: gioia, serenità, giustizia, sicurezza, libertà... tutto ciò che è desiderabile.

Gesù dice anche a noi, oggi: "Pace a voi! Pace a te!".
Perché, ora che è risorto, Egli è con noi, vivo per sempre. E, se abbiamo Lui, abbiamo davvero tutto. 

13 aprile 2012

La segnaletica della settimana

II DOMENICA DI PASQUA (anno B)

Dal Vangelo secondo Giovanni (20,19-31)

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Per riflettere…
«Mio Signore e mio Dio!».
Questo non è solo il più bell’atto di fede del Vangelo secondo Giovanni (e, forse, di tutti i Vangeli) ma è innanzitutto un atto di resa.

Tommaso vuole arrivare alla verità da solo. Quando Gesù viene fra i suoi, lui non c’è. Quando gli altri gli raccontano quello che hanno visto, li sfida: non si fida di loro, prima ancora che di Gesù. A Tommaso non basta ascoltare, vuole vedere e «toccare con mano», fare esperienza diretta.
Gesù avrebbe potuto benissimo «risentirsi»… e invece lo prende sul serio! 
Gesù fa lo stesso con noi, accetta le nostre sfide - anche se non sempre noi siamo così «svegli» da accorgercene - e, quando decide di farsi toccare, può succedere davvero di tutto!
Ecco allora la resa di Tommaso; ecco la resa di tanti, tantissimi uomini e donne di ogni tempo e luogo; ecco la fede.

«Mio Signore e mio Dio!».
Sono le parole che salgono spontanee alle labbra quando il cuore è pieno di questo incontro. È gioia, è pace, è luce.
E tu, l’hai già incontrato il Signore risorto?

Musica!

Pace a voi!
Qualcuno è venuto a portare l’annuncio di pace, a dirmi che non sono sola, a dirmi che l’amore trionfa sempre!
Allora cosa è veramente importante? Lo dice bene Jovanotti nella sua canzone “Fango”.




Un cartello di sei metri dice "tutto intorno a te",
ma ti guardi intorno invece non c’è niente,
Un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che
hanno ancora il coraggio di innamorarsi
E una musica che pompa sangue nelle vene 
e fa venire voglia di svegliarsi
E smettere di lamentarsi
Ma l’unico pericolo che sento veramente 
è quello di non riuscire più a sentire niente
Il battito di un cuore dentro al petto
La passione che fa crescere un progetto
L’energia che si scatena in un contatto…
IO LO SO CHE NON SONO SOLO ANCHE QUANDO SONO SOLO…

 ... Perché c'è Lui, il mio Signore e il mio Dio!

07 aprile 2012

Pasqua di Resurrezione


Oggi la risurrezione di Cristo apre l'inferno.
I neofiti della Chiesa rinnovano la terra.
Lo Spirito Santo dischiude i cieli.
L'inferno, ormai spalancato,
restituisce i morti.
La terra rinnovata rifiorisce dei suoi risorti.
Il cielo dischiuso
accoglie quanti vi salgono.
Anche il ladrone entra in paradiso,
 mentre i corpi dei santi 
fanno il loro ingresso nella santa città...
Tutti gli elementi, in virtù della risurrezione di Cristo,
si elevano a maggiore dignità.
... La risurrezione di Cristo
è vita per i defunti,
perdono per i peccatori, gloria per i santi.
(S. Massimo di Torino)

  
Auguri di una Pasqua colma di luce  e di bellezza!

Cristo è risorto!
è veramente risorto! Alleluia! 

12 giugno 2011

La segnaletica della settimana

SOLENNITA' DI PENTECOSTE  (Anno A)

Dal Vangelo secondo Giovanni (20,19-23)

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

PER RIFLETTERE...
Il gesto del soffio indica «scambio di vita». I miei difetti, le mie incertezze non bloccano la storia di Dio; la mia poca fede non ferma la forza di vita che promana da Lui.

Siamo chiamati al «respiro» di Dio, ad essere Sua voce, Suoi occhi, Suo cuore in un mondo che domanda PACE... che chiede AMORE!
L'incarnazione di Dio non è finita: Dio «accade» ancora nella carne della vita, abita i miei occhi perchè sappiano guardare con bontà e profondità; abita le mie parole perchè abbiano luce; abita le mie mani perchè si aprano a dare pace, ad asciugare lacrime, a spezzare ingiustizie... Dio oggi scambia la vita!

Non cerca in me il giusto o il superman, cerca piuttosto quella debolezza che è in me radicale, originale e fontale e lì vuole incarnarsi come lievito, come sale, come fuoco, come Spirito capace di fare nuove tutte le cose.

22 maggio 2011

La segnaletica della settimana

V DOMENICA DI PASQUA  (Anno A)

Dal Vangelo secondo Giovanni (14,1-12)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere.
Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».

PER RILFETTERE...
«Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto?» (Gv 14,9). Come non sentire in queste parole tutta la tristezza che avvolge Gesù, la sua delusione: «Da così tanti anni sei cristiano e ancora non mi conosci?». Dobbiamo ammettere oggi questa sana verità: noi non Lo conosciamo, o meglio, non Lo ri-conosciamo!

Eppure Egli sfiora quotidianamente la nostra vita: ogni parola del Vangelo ascoltata, assaporata, assimilata imprime in noi il volto di Gesù. Ci viene incontro innanzitutto nella nostra casa segreta, lì dove siamo davvero noi stessi - solus ad Solum - ma subito dopo ci attende nelle relazioni che viviamo, ci incontra nel nostro tessuto di affetti, nei dialoghi: ogni parola, ogni volto, ogni gesto colora un tratto dell'icona di Gesù nell'intimo del cuore.

Noi sfioriamo Dio e siamo da Lui sfiorati nel mistero che abita l'altro: non c'è quaggiù esperienza d'Infinito che non sia legata alle relazioni tra le persone. E se facciamo tanto fatica ancora a riconoscere i segni della Sua presenza nella nostra vita forse ciò accade perchè non siamo più capaci di incontrare, di vivere l'incontro con gli altri nello stupore e di conservarlo nel cuore!

15 maggio 2011

La segnaletica della settimana

IV DOMENICA DI PASQUA  (Anno A)

Dal Vangelo secondo Giovanni (10,1-10)

In quel tempo, Gesù disse:
«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».


PER RIFLETTERE...
Da dove si riconosce il pastore di un ovile o il padrone di una casa? Dal fatto che entra dalla porta, perché ne ha le chiavi e, quindi, questa gli appartiene. E chi sta dentro, riconosce la sua voce e il suo passo, mentre di un estraneo, non riconoscerebbe né l'uno, né l'altra. Le pecore riconoscono la voce del pastore perché, prima, si sono sentite riconosciute da lui, conosciute in profondità da Colui che le ha chiamate per nome.

Il Signore pro­nuncia il mio nome, pro­nuncia la mia verità, il mio tutto; egli «entra e conosce», è capace cioè di capire e ac­cogliere le emozioni e i sen­timenti. Sulla sua bocca il mio nome dice intimità, e mi avvolge come un ab­braccio. Mi chiama con il nudo nome, senza evocare nessun ruolo, o autorità, o funzione, o attributo, nel ri­conoscimento della mia u­manità profonda, della mia più pura umanità... senza aggettivi. Egli mi ama così come sono!

Non è il Dio dei recinti, ma degli spa­zi aperti: è pastore di libertà, che ha fiducia in ciò che è fuori, fiducia negli uomi­ni, nei suoi, nel mondo. Apre cammini e in­venta strade, è davanti e non alle spalle. Non un pastore che pungola, incalza, rim­provera per farsi seguire, ma uno che precede: cammina attratto dal futuro e non dai rimpianti, seduce con il suo andare, affascina con il suo esempio. Porta sogni per ogni uomo, e solo ascoltando la sua voce potremo farli diventare con Lui realtà!

09 maggio 2011

La segnaletica della settimana

III DOMENICA DI PASQUA  (Anno A)

Dal Vangelo secondo Luca (24,13-35)

Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.
Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro.
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.


PER RIFLETTERE...
In questi due discepoli che camminano per la strada da Gerusalemme a Emmaus possiamo vedere il cammino del cristiano di ogni tempo, anche il nostro.
Questi due discepoli si stanno allontanando da Gerusalemme, carichi di pensieri e avvenimenti che non sanno ancora elaborare. Sono veramente rallentati nel cuore e stolti, come spesso succede a chiunque nella vita è schiacciato da avvenimenti più grandi di lui. Quando Gesù dirà ai due «stolti e lenti di cuore a credere...», non è certo per un rimprovero vuoto e offensivo, ma per segnalare come si sentono, cioè incapaci di capire il senso e le ragioni di quello che accade (stolti) e incapaci di prendere decisioni e di lasciarsi coinvolgere fino in fondo (lenti di cuore).



Gesù si fa compagno di viaggio per i due di Emmaus, si accosta come ieri anche oggi alla nostra vita ascoltando le nostre perplessità, dubbi, difficoltà. Legge il dolore... lo legge con la parola di Dio.
E l'animo dei due inizia a rassenerarsi perchè scoprono una verità immensa: c'è la mano di Dio ed è posta proprio là dove sembra impossibile! C'è una strada, una speranza, Qualcuno che conduce e che fa ardere il cuore: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via?».

Chiediamo per noi e per questo nostro mondo il dono di Emmaus, il dono di un cuore incandescente per rimanere sempre accessi e avere «Il Sole anche di notte» (come si intitolava un vecchio film anni '90).

01 maggio 2011

La segnaletica della settimana

II DOMENICA DI PASQUA  (Anno A)

Dal Vangelo secondo Giovanni (20,19-31)

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

PER RIFLETTERE...

«Pace a voi!»: è l'augurio che oggi il Signore rivolge ai suoi discepoli e ai discepolidi tutti i tempi, anche ai noi... oggi!
Ma guardandi questo mondo forse c'è da chiedersi: dove è questa pace che il Signore ha donato? Uomini perennemente in lotta, sfide di armi e sfide di cuori... male che fa male, odio contro odio. Signore, dov'è la tua pace?

Se solo per un attimo ancora ritorniamo in quel cenacolo dove erano riuniti i discepoli possiamo notare che anche lì, dopo il dono della pace, le cose esterne non sono di gran lunga cambiate: i giudei continuarono a perseguitare e odiare gli apostoli.
Eppure, a quelle parole: «Pace a voi!», essi gioirono.
Che cos'è allora questa pace?
Ecco cos'è: è il dono di una Presenza... il dono e il giuramento della Sua presenza per sempre nella nostra vita. Questo ci dà pace!

Chiediamo al Signore, soprattutto quando rientriamo come i discepoli nelle stanze scure delle nostre paure, di donarci la pace che sa riconoscere la Sua presenza anche lì come presenza che si prende cura di noi e ci ama... lì dove siamo, così come siamo!

25 aprile 2011

Pasqua di Resurrezione

"Donna perchè piangi?"
(Gv 20,15)


Discepola, diventa quella che sei: riscopri nel tuo cuore quella fiamma che sei chiamata ad annunciare perchè divampi, illumini, riscaldi e infiammi i cuori perchè AMINO!

Che ogni giorno sia Pasqua... tempo del cuore in missione!
                                                                                          Auguri!