SOLENNITA' DELL'ASCENSIONE DEL SIGNORE (Anno A)
Dal Vangelo secondo Matteo (28,16-20)
In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò
e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra.
Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome
del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a
osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i
giorni, fino alla fine del mondo».
Per riflettere...
Gesù ascende al cielo: ora sì, ci ha lasciati. Non possiamo più vederlo camminare fra noi, non possiamo più ascoltare "dal vivo" la sua voce, toccarlo... si apre per i suoi discepoli, e per i discepoli di sempre (e quindi anche per noi!) il tempo della fede.
Ma fede non è credere a qualcosa o qualcuno che resta "misterioso", o che è troppo assurdo per non essere vero: fede è fiducia! Ed è, per noi, la certa fiducia che, se non vediamo e non sentiamo Gesù, Egli è presente, è con noi. Quella che ci chiede (e ci dona) Gesù è la fiducia che, sì, è propro vero: " io sono con voi tutti i
giorni, fino alla fine del mondo". E se è vero, come è vero, che il Padre ha messo nelle Sue mani tutto il potere possibile e immaginabile, per sempre... ma allora, di che cosa possiamo avere paura?!?!?!
Gesù va al Padre, non per lasciarci soli ma per portarci con sè. E per stare per sempre con noi, in modo nuovo, che ci chiede la fatica quotidiana della fede. Tutto sta qui: ci fidiamo di Lui, o no? Questa è la fede che fa la differenza. Ed è questa la fede che ci fa comprendere che non siamo mai soli: Lui è con noi fino a quando noi non saremo con Lui, per sempre!
30 maggio 2014
La segnaletica della settinama
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28 maggio 2014
Briciole di vita
Sono passate alcune settimane dalla missione vocazionale a Ceglie Messapica (BR), della quale vi abbiamo raccontato in precendenza, ma... ogni occasione è buona per ri-cor-dare (= dare di nuovo al cuore!) questa bella esperienza con le parole di una giovane che abbiamo conosciuto in parrocchia... Grazie, Angela!
Come è solito fare ogni domenica alla fine della Santa Messa, anche lo scorso 4 maggio, don Gianni, ha dato degli avvisi all’intera comunità parrocchiale. Ho subito pensato che questa volta rispetto alle altre, l’invito fosse rivolto agli altri sacerdoti o alle suore della nostra comunità poichè ci apprestavamo a vivere la cosiddetta “settimana vocazionale” con le Pie Discepole del Divin Maestro. Ho, evidentemente, sottovalutato la cosa...
Siamo tutti,
chi più chi meno, desiderosi di capire e di essere guidati e, ognuno
in qualsiasi momento può essere folgorato dal Signore come Saulo
sulla via di Damasco.
E’ stato bello far proprio in particolare un invito che ci è stato da loro rivolto: siamo tutti
chiamati a ringraziare e a lodare Dio sempre e in ogni momento, anche
se ancora non riusciamo a comprendere perfettamente la nostra
vocazione e quale strada dobbiamo percorrere. Bisogna ringraziare e
lodare per le persone che Lui ha messo e sta mettendo nel nostro
cammino, anche per quelle che non avremmo mai voluto incontrare,
prestando loro attenzione e ascolto perché anche attraverso queste
Egli può parlarci. E’ necessario essere grati per i timori, le
incertezze e i dubbi che proviamo, come è normale per la nostra
natura umana e, infine, dobbiamo ringraziare e lodare Dio per la
fiducia che ha in noi. Il Signore vuole le nostre vite realizzate,
ognuno nel proprio disegno.
Come è solito fare ogni domenica alla fine della Santa Messa, anche lo scorso 4 maggio, don Gianni, ha dato degli avvisi all’intera comunità parrocchiale. Ho subito pensato che questa volta rispetto alle altre, l’invito fosse rivolto agli altri sacerdoti o alle suore della nostra comunità poichè ci apprestavamo a vivere la cosiddetta “settimana vocazionale” con le Pie Discepole del Divin Maestro. Ho, evidentemente, sottovalutato la cosa...
E’ stato proprio il giorno successivo, durante
la lezione settimanale di catechismo con i ragazzi che mi sono resa
conto di quanto ogni giorno, in ciascuna situazione e grazie alle
persone che incrociamo
lungo il percorso della nostra vita, siamo tutti continuamente
vocati/chiamati
dal Signore.
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| Incontro cittadino con adolescenti e giovani |
L’incontro con i ragazzi del catechismo, come gli altri successivi
con gli educatori e con i giovani, non hanno mai perso di vista
questo punto di partenza fondamentale che è la chiamata
dell’Apostolo delle Genti.
Si è così sviluppata, tra incontri di catechesi e dibattito e
momenti di preghiera e adorazione, l’intera settimana che ha visto
la partecipazione di tutte le comunità parrocchiali di Ceglie.
Evento conclusivo della settimana è stata una veglia di preghiera.
Evento conclusivo della settimana è stata una veglia di preghiera.
E’ stato bello far proprio in particolare un invito che ci è stato da loro rivolto: siamo tutti
chiamati a ringraziare e a lodare Dio sempre e in ogni momento, anche
se ancora non riusciamo a comprendere perfettamente la nostra
vocazione e quale strada dobbiamo percorrere. Bisogna ringraziare e
lodare per le persone che Lui ha messo e sta mettendo nel nostro
cammino, anche per quelle che non avremmo mai voluto incontrare,
prestando loro attenzione e ascolto perché anche attraverso queste
Egli può parlarci. E’ necessario essere grati per i timori, le
incertezze e i dubbi che proviamo, come è normale per la nostra
natura umana e, infine, dobbiamo ringraziare e lodare Dio per la
fiducia che ha in noi. Il Signore vuole le nostre vite realizzate,
ognuno nel proprio disegno.23 maggio 2014
La segnaletica della settimana
VI DOMENICA DI PASQUA (Anno A)
Dal Vangelo secondo Giovanni (14,15-21)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Per riflettere...
Questa settimana è all'insegna dell'amore.
Dell'amore del Padre, presente nel Figlio.
Dell'amore del Figlio, che diventa consolazione, anzi, IL Consolatore.
Dell'Amore stesso, quello Spirito che è Spirito della Verità, ed è Consolazione, ed è con noi e non ci lascia soli. E' come la mano della mamma, che non ci lasci, e sentendo il calore della quale il bambino sa di essere al sicuro.
Ma... l'amore chiama amore. O, come dice una canzone di Fiorella Mannoia: "L'amore con l'amore si paga"... E se l'amore di Dio è libero, gratuito, e si riversa su tutti coloro che ne accolgono il dono (e per questo che "il mondo", cioé coloro che non vogliono riconoscere Dio come loro Signore, non può ricevere lo Spirito Santo) è anche vero che c'è un modo infallibile, per Gesù, per sapere se lo amiamo, cioé se siamo in questo amore o no: se osserviamo i suoi comandamenti, se quindi viviamo come dovremmo e come abbiamo promesso di vivere.
E quanti saranno questi comandamenti?!!?! Appena uno: amare Dio e amare gli altri... amarci gli uni gli altri come Lui, il Signore, ci ha amati. Perché solo chi ama mostra davvero che ha Dio, che è Amore, dentro di lui!
Il cammino è lungo, e non sempre è facile. Allora... in marcia!!!!!!
Dal Vangelo secondo Giovanni (14,15-21)In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Per riflettere...
Questa settimana è all'insegna dell'amore.
Dell'amore del Padre, presente nel Figlio.
Dell'amore del Figlio, che diventa consolazione, anzi, IL Consolatore.
Dell'Amore stesso, quello Spirito che è Spirito della Verità, ed è Consolazione, ed è con noi e non ci lascia soli. E' come la mano della mamma, che non ci lasci, e sentendo il calore della quale il bambino sa di essere al sicuro.
Ma... l'amore chiama amore. O, come dice una canzone di Fiorella Mannoia: "L'amore con l'amore si paga"... E se l'amore di Dio è libero, gratuito, e si riversa su tutti coloro che ne accolgono il dono (e per questo che "il mondo", cioé coloro che non vogliono riconoscere Dio come loro Signore, non può ricevere lo Spirito Santo) è anche vero che c'è un modo infallibile, per Gesù, per sapere se lo amiamo, cioé se siamo in questo amore o no: se osserviamo i suoi comandamenti, se quindi viviamo come dovremmo e come abbiamo promesso di vivere.
E quanti saranno questi comandamenti?!!?! Appena uno: amare Dio e amare gli altri... amarci gli uni gli altri come Lui, il Signore, ci ha amati. Perché solo chi ama mostra davvero che ha Dio, che è Amore, dentro di lui!
Il cammino è lungo, e non sempre è facile. Allora... in marcia!!!!!!
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20 maggio 2014
Per te... giovane!
Hai già pensato come vivere le tue vacanze estive? Noi ti proponiamo di farlo in modo alternativo! Ecco qualche suggerimento che fa per te... TI ASPETTIAMO: dillo anche ai tuoi amici, non mancate!!!
PER GIOVANISSIMI
(14-19 anni)
- Campo estivo a Massannunziata (CT) dal 4 al 9 Agosto
Sr. M. Vittoria Berloco - 333 2499771 - vittoria.b@pddm.it
Sr. M. Regina Muscat - 347 4135471 - regina.m@pddm.it
PER GIOVANI (18-30 anni)
- Esercizi spirituali a Camaldoli (AR) dal 24 al 29 Agosto
Sr. Myriam Manca - 349 1021048 - miriam.m@pddm.it
Sr. M. Paola Mancini - 339 1482233 - paola.m@pddm.it
- Itinerario vocazionale ad Alba (CN) dal 16 al 21 Agosto
Sr. M. Paola Gasperini - 333 1964930 - paola.g@pddm.it
Sr. M. Lucia Filosa - 340 5154936 - lucia.f@pddm.it
- Campi itineranti a Roma "Sui passi dei testimoni della fede" (per gruppi parrocchiali per giovani dai 16 ai 30 anni)
Sr. M. Cristina Catapano - 348 9259518 - cristina.c@pddm.it
Sr. M. Rosa Ricci - 339 7790578 - rosa.r@pddm.it
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19 maggio 2014
Temere... perchè?
Ci sono molti che hanno PAURA di non essere all'altezza della situazione... forse tra questi "molti" ci siamo anche noi!
La paura è ciò che attanaglia la nostra vita. Eppure se sfogliassimo le pagine della Bibbia troveremmo ben 365 volte l'invito: "NON TEMERE"... ovvero 365 motivi per ogni giorno dell'anno a non avere paura!
Questa rubrica nasce dall'esigenza di molti giovani come te che desiderano prendere in mano le proprie paure e affrontarle, forse semplicemente attraverso una "voce amica", quella di don Maurizio Mirilli (direttore Pastorale Giovanile - Roma) che proverà ad offrirci qualche risposta ai tanti dubbi e timori che toccano il nostro vivere quotidiano.
17 maggio 2014
La segnaletica della settimana
V DOMENICA DI PASQUA (Anno A)
Dal Vangelo secondo Giovanni, (14,1-12)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere.
Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».
Per riflettere...
Gesù tenta di rassicurare i suoi che, sì, deve lasciarli presto, ma questa separazione non è per sempre, mentre per sempre sarà lo stare con Lui nella casa del Padre. E Tommaso: "Sì, va bene, ma se non sappiamo dov'è questa casa, come possiamo sapere dove raggiungerti?!".
Un malinteso dà la possibilità a Gesù di dire: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me». Non si va al Padre per altra strada se non per mezzo di Gesù. Come non c'è altra porta all'ovile di Dio se non Gesù (vd. Vangelo di domenica scorsa).
Gesù non è una via, ma LA Via.
Non dice una verità, e neanche la verità, ma è Lui stesso, in sè, la Verità fatta carne.
Non dà semplicemente la vita (anche!), ma è Lui stesso La Vita, la vita eterna.
In tre parole, un mondo! E ce n'è da rimanere sconcertati.
Gesù dice un'enormità... non fosse Lui, lo si prenderebbe per matto. Ma... c'è la prova dei fatti. E c'è la fiducia, che Lui chiede a ciascuno di noi, che desideriamo essere suoi discepoli.
Forse non facile da capire solo con la testa, ma facilissimo da capire se si usa anche il cuore.
E' bello sapere che, se ci sentiamo smarriti perché non sappiamo dove andare, qual è la nostra strada, possiamo rivolgerci a Qualcuno... e quel Qualcuno ci porta dritti a Dio, perché Lui è nel Padre e il Padre e in Lui... Chi trova Gesù, trova il Padre!
Dal Vangelo secondo Giovanni, (14,1-12)
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| Gesù Maestro, Via e Verità e Vita |
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere.
Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».
Per riflettere...
Gesù tenta di rassicurare i suoi che, sì, deve lasciarli presto, ma questa separazione non è per sempre, mentre per sempre sarà lo stare con Lui nella casa del Padre. E Tommaso: "Sì, va bene, ma se non sappiamo dov'è questa casa, come possiamo sapere dove raggiungerti?!".
Un malinteso dà la possibilità a Gesù di dire: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me». Non si va al Padre per altra strada se non per mezzo di Gesù. Come non c'è altra porta all'ovile di Dio se non Gesù (vd. Vangelo di domenica scorsa).
Gesù non è una via, ma LA Via.
Non dice una verità, e neanche la verità, ma è Lui stesso, in sè, la Verità fatta carne.
Non dà semplicemente la vita (anche!), ma è Lui stesso La Vita, la vita eterna.
In tre parole, un mondo! E ce n'è da rimanere sconcertati.
Gesù dice un'enormità... non fosse Lui, lo si prenderebbe per matto. Ma... c'è la prova dei fatti. E c'è la fiducia, che Lui chiede a ciascuno di noi, che desideriamo essere suoi discepoli.
Forse non facile da capire solo con la testa, ma facilissimo da capire se si usa anche il cuore.
E' bello sapere che, se ci sentiamo smarriti perché non sappiamo dove andare, qual è la nostra strada, possiamo rivolgerci a Qualcuno... e quel Qualcuno ci porta dritti a Dio, perché Lui è nel Padre e il Padre e in Lui... Chi trova Gesù, trova il Padre!
16 maggio 2014
Briciole di vita...
APRITI ALLA VERITA’ E PORTERAI LA VITA!
Alcune di noi hanno vissuto questa settimana dietro le quinte, accompagnando con la preghiera e l’offerta della loro
quotidianità le sorelle che, nelle parrocchie, nelle scuole o per le vie del
paese - tra uno spostamento e l’altro- incontravano bambini, giovani, adulti,
genitori e famiglie.
Nelle scuole, oltre ai giovani cegliesi, abbiamo incontrato
anche studenti che venivano dai paesi vicini.
Durante tutta la settimana abbiamo sperimentato la gioia di
percorrere un tratto di strada insieme a tanti nuovi amici.
Ogni incontro è stato un passo ulteriore verso la conoscenza
della Verità. Infatti, nel condividere
le nostre riflessioni ed esperienze di vita abbiamo sperimentato quanto sia
vero che cresciamo nella conoscenza della verità di noi stessi attraverso la
relazione con i nostri compagni di viaggio, per arrivare alla conoscenza di quella
Verità che ci rende profondamente liberi da noi stessi, dalle nostre paure e
dal nostro egoismo e capaci di AMORE
VERO, quell’amore ormai libero da ogni forma di interesse personale.
E per tutti coloro le cui vite si sono incrociate con le
nostre, la nostra preghiera: Signore Gesù, tu che hai detto di te: “Io sono la
Via e la Verità e la Vita”, donaci il Tuo Spirito, perché ci guidi alla Verità
tutta intera, alla Verità che ci rende liberi di accogliere la Vita, per vivere
una vita PIENA DI SENSO, una vita colma di GIOIA!
FACE... to face
Qualche giorno prima di Pasqua ho scoperto
di avere una malattia genetica, progressiva e incurabile: la fibrosi cistica.
Questo vuol dire per me che non avrò più una vita, non posso più programmare di
fare qualcosa domani o fra una settimana perchè non ho un domani per me!
Non ci
posso credere che in quei giorni che mi preparavo a celebrare la resurrezione
del Signore, per me l’ultima parola è stata invece la morte e non la vita. Ma
dov’è Dio? Dov’è il buon Dio?
---------------------------------------------------------------------
Comprendo il tuo malessere, soprattutto
all’indomani di questa notizia che toglie il sonno, che non riesce a farti
guardare più in là. E poi questo “buon” Dio…
Ti dico col cuore in mano che nel buio è
sempre possibile cercare e trovare una luce.
La luce non è la soluzione del problema, ma
aiuta a viverlo dando un senso, impedendoci di sprofondare completamente nella
paura e nella notte.
Anche per il “buon” Dio il sole si spense
quel Venerdì santo di 2000 anni fa. Nell’ora più luminosa del giorno il cielo
si oscurò e si ammutolì perché non si spegnesse in te il sole della speranza e
della fiducia.
Oggi, con grande fiducia, rimetti la tua
vita nelle mani del Creatore, vivila secondo per secondo alla grande e …non
smettere di sperare!
Ti abbraccio forte.
don Vito Piccinonna
15 maggio 2014
Briciole di vita...
Quest’anno alcune ragazze provenienti da diverse parti d'Italia
hanno condiviso con noi il triduo pasquale vivendo il II STEP dell’Itinerario
di fede per ragazze che aveva come tema “Un cuore che si dona”.
Le giornate sono state ritmate da momenti di lectio,
condivisione della Parola e preghiera comunitaria.
Ecco una delle diverse testimonianze che ci sono giunte:
In quest'ultimo periodo ho sentito che qualcosa era cambiato, era
diverso, tutto era un po' triste. Grazie a questi momenti vissuti in preghiera
sia comunitaria ma soprattutto in solitudine ho riscoperto Dio. E ho scoperto
che non era Lui ad essersi allontanato da me , ma ero io che mi ero allontanata
da Lui inconsapevolmente. E ciò mi aveva portato ad una visione della vita e
dei rapporti con gli altri sterili e tristi.
Dio non ci giudica mai , è sempre disposto
a perdonarci. Dio ci ama così tanto da far sedere con Lui a tavola nella Sua
ultima cena anche colui che lo tradirà . E io mi sono chiesta: come è possibile
questo? quale persona riuscirebbe ad amare un suo nemico ? E poi grazie alla
lettura del Vangelo tutto mi è sembrato più chiaro la parola che mi è saltata
in mente era AMORE!
Solo grazie all'amore si riesce ad affrontare tutti gli
ostacoli della vita! L'amore che Gesù prova per noi è talmente grande che
arriva al punto di sacrificare la propria vita per tutti noi. Questo è davvero
puro amore. Lui ci ama così come siamo, con le nostre incertezze, la nostra
piccolezza, le nostre fragilità. Fantastico! Lui ci lascia liberi di comportarci
come vogliamo. Possiamo stargli vicino o , come degli estranei possiamo far
finta di niente e chiudergli il cuore in faccia. Ma Lui è sempre disposto a
stare lì, vicino a quel cuore indurito , e ci aspetta. Amore puro. Nonostante
tutto Lui c'è. Lui c'è sempre. Quanto è grande l'amore di Dio. Noi non
possiamo neanche immaginarlo.
In questo nuovo clima , totalmente diverso e inaspettato sono riuscita a vedere le cose in
un'altra prospettiva: non ci sono solo gli uomini ma c'è Dio :ovunque. Non sarai
mai potuta arrivare a questa consapevolezza senza Suor Cristina, Suor Paola,
Letizia, Rosa, Elisa, Sara, Donatella, Maristella e... Suor Grazia!!! Questo
step è stato fondamentale. Mi ha fatto aprire gli occhi, ma soprattutto il
cuore !!!
La frase che mi è rimasta impressa e che racchiude tutto ciò che devo imparare è: "l'amore non tiene
conto del male ricevuto" . Imparare a trovare il bello in ogni cosa
. Spero di aver donato anche io un po' del mio cuore ...e che Dio possa
continuamente "ammorbidire " il mio cuore. GRAZIE!!!
Emanuela – Taranto
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12 maggio 2014
La segnaletica della settimana
IV DOMENICA DI PASQUA (anno A)
Dal Vangelo secondo Giovanni (10,1-10)
In quel tempo, Gesù disse:
«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».
Per riflettere...
Vangelo densissimo, come d'altronde ogni pagina di Giovanni.
Ma qual è la buona notizia per noi,per la nostra vita? Forse, semplicemente, che c'è un luogo sicuro che è "casa nostra" che che tante volte non riconosciamo neanche, e un Pastore bello e buono che ci conosce e ci chiama per nome e vuole portarci al sicuro. Avviene per noi come le pecore, che non hanno il senso dell'olfatto, ma hanno un buon udito: riconosciamo il vero pastore, quello che ha cura di noi fino a dare la sua stessa vita per ciacuno di noi, non tanto dal "fiutarlo" (come se fosse nostra abilità riconoscerlo e distinguerlo dal ladri) ma dal sentirne la voce, per esperienza e per amore. Non tanto il nostro verso di lui, ma il suo verso di noi!!!!!
E questo Pastore è talmente grande che si fa addirittura porta e luogo sicuro da ladri, i falsi pastori che non vengono se non per i propri interessi...
Allora... buon cammino, seguendo la voce del Bel Pastore!
Dal Vangelo secondo Giovanni (10,1-10)
In quel tempo, Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».
Per riflettere...
Vangelo densissimo, come d'altronde ogni pagina di Giovanni.
Ma qual è la buona notizia per noi,per la nostra vita? Forse, semplicemente, che c'è un luogo sicuro che è "casa nostra" che che tante volte non riconosciamo neanche, e un Pastore bello e buono che ci conosce e ci chiama per nome e vuole portarci al sicuro. Avviene per noi come le pecore, che non hanno il senso dell'olfatto, ma hanno un buon udito: riconosciamo il vero pastore, quello che ha cura di noi fino a dare la sua stessa vita per ciacuno di noi, non tanto dal "fiutarlo" (come se fosse nostra abilità riconoscerlo e distinguerlo dal ladri) ma dal sentirne la voce, per esperienza e per amore. Non tanto il nostro verso di lui, ma il suo verso di noi!!!!!
E questo Pastore è talmente grande che si fa addirittura porta e luogo sicuro da ladri, i falsi pastori che non vengono se non per i propri interessi...
Allora... buon cammino, seguendo la voce del Bel Pastore!
03 maggio 2014
La segnaletica della settimana
III DOMENICA DI PASQUA (Anno A)
Dal Vangelo secondo Luca (24,13-25)
Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.
Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro.
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Per riflettere...
Una cosa curiosa del Vangelo (arcinoto) dei discepoli di Emmaus è in quel "Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero", nell'atto di benedire e spezzare il pane. La cosa curiosa è che questi discepoli avevano avuto modo di vedere Gesù, ascoltarlo, sentirne l'insegnamento, e anche il rimprovero... niente. e invece è in un segno apparentemente insignificante (la benedizione e lo spezzare del pane) che i loro occhi si approno e lo riconoscono.
Ancora: è solo dopo aver riconosciuto il Risorto nello spezzare il pane che i discepoli riconoscono che il loro cuore aveva riconosciuto il Maestro, anche se con la testa non ci erano ancora arrivati. La parola del Maestro fa ardere il cuore in modo strano, ma bello, e prepara a riconoscerlo nel Pane spezzato e dato.
Proprio da questo pane e dalla fiamma della Parola del Maestro che nasce la missione, quella stessa missione che papa Francesco tante volte ci raccomanda... che non vuol dire necessariamente andare in capo al mondo, ma tornare nei nostri luoghi di vita (e da dove, spesso, vogliamo fuggire, con le scuse più ridicole) e raccontare, semplicemente, come anche a noi, oggiil Signore si mostri, e come anche noi possiamo riconoscerlo negli stessi segni: una Parola che infiamma e un pane spezzato.
Dal Vangelo secondo Luca (24,13-25)
Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.
Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro.
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Per riflettere...
Una cosa curiosa del Vangelo (arcinoto) dei discepoli di Emmaus è in quel "Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero", nell'atto di benedire e spezzare il pane. La cosa curiosa è che questi discepoli avevano avuto modo di vedere Gesù, ascoltarlo, sentirne l'insegnamento, e anche il rimprovero... niente. e invece è in un segno apparentemente insignificante (la benedizione e lo spezzare del pane) che i loro occhi si approno e lo riconoscono.
Ancora: è solo dopo aver riconosciuto il Risorto nello spezzare il pane che i discepoli riconoscono che il loro cuore aveva riconosciuto il Maestro, anche se con la testa non ci erano ancora arrivati. La parola del Maestro fa ardere il cuore in modo strano, ma bello, e prepara a riconoscerlo nel Pane spezzato e dato.
Proprio da questo pane e dalla fiamma della Parola del Maestro che nasce la missione, quella stessa missione che papa Francesco tante volte ci raccomanda... che non vuol dire necessariamente andare in capo al mondo, ma tornare nei nostri luoghi di vita (e da dove, spesso, vogliamo fuggire, con le scuse più ridicole) e raccontare, semplicemente, come anche a noi, oggiil Signore si mostri, e come anche noi possiamo riconoscerlo negli stessi segni: una Parola che infiamma e un pane spezzato.
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