30 luglio 2013

Briciole di vita...

UN'ESPERIENZA PROFONDAMENTE CRISTOCENTRICA…
…la testimonianza di Consuelo durante la Giornata Mondiale della Gioventù a Roma "In diretta con Rio 2013"

 

Era il 27 luglio a "Casa Gesù Maestro" e già di buon mattino si iniziavano a sistemare gli striscioni di benvenuto, le bandiere e tutto il necessario preparato con impegno il giorno prima.

Si poteva facilmente notare, sui volti delle nostre Sorelle, la gioia e la frenesia di ospitare così tanti giovani in arrivo dalla Diocesi di Roma e da altre parti d'Italia per partecipare alle varie attività delle giornate del 27 e 28 nonché alla veglia di papa Francesco in diretta dal Brasile.

Tutto in quegli istanti sembrava scontato e non adatto, ma per il semplice fatto che si voleva dare il meglio, affinché l’atmosfera potesse favorire per i giovani un incontro unico e indimenticabile con l’ospite d’onore: Gesù Cristo.

L’arrivo dei primi ragazzi, nell’ora in cui il sole sembrava picchiare come non mai sulle nostre teste, fu emozionante: una trentina di giovani, dai 14 ai 27 anni, che si erano incamminati a piedi dalla parrocchia che gli offriva ospitalità per arrivare fino alla lontana Portuense 739.

E per chi facevano tutto questo nei giorni più caldi dell’anno?

Certamente per Qualcuno che avevano incontrato nella loro vita e  Gli aveva promesso qualcosa di grande: la libertà... la stessa che gli avrebbe permesso di rimanersene nelle loro belle case, al fresco dei climatizzatori e con docce a disposizioni. Invece no! C’era Qualcuno che aspettava ansiosamente di parlare al loro cuore e in loro era forte il desiderio di ascoltarLo.

Il pomeriggio del 27 è passato portandosi con sé gli ultimi preparativi, l’esperienza del Sacramento della Riconciliazione e la continua accoglienza delle Pie Discepole del Divin Maestro che avevano stabilito dei turni di accoglienza al cancello, come delle vere e proprie sentinelle.

Ed è cosi che in un batter d’occhio, senza neanche rendersene conto, arriva il  clou della giornata: la veglia che papa Francesco, dall’altra parte del mondo, celebrava con i tanti giovani arrivati in Brasile per la GMG, e che noi avremmo visto in diretta dall’enorme maxischermo montato ad hoc per l’occasione.

La serata ha inizio con le tante testimonianze degli invitati che con molta semplicità raccontano il proprio incontro con quel Signore che gli ha cambiato la vita. Tra gli invitati anche Alberto, uno studente sopravvissuto al terremoto dell’Aquila.

Minuti commuoventi quelli nei quali sentivi parlare questo ragazzo, del resto nostro coetaneo, di quei momenti vissuti sotto le macerie e dei giorni successivi all’accaduto.


E mentre ci si perdeva nelle varie riflessioni, le Suore e gli organizzatori della 29^ Prefettura erano sempre molto indaffarati, affinché tutto fosse gestito con la massima accuratezza. Intanto il tempo passava.

E fu così che arrivò mezzanotte e mezza. Il maxischermo si illuminò ed ecco la figura gioiosa ed euforica del nostro amato papa Francesco che si apprestava a parlare ai miliardi di giovani che erano da tutto il giorno lì ad aspettarlo.

Poche parole, semplici, concise che arrivano dritte al cuore.

In qualche modo anche lui parla di quella libertà che aveva spinto tutti i nostri giovani (circa 500) a quegli sforzi disumani.

La libertà di fare spazio al Signore nel “campo” della nostra vita... di non coltivare la zizzania, ma il piccolo seme che il seminatore (Cristo) semina nel nostro cuore, affinché la nostra vita possa essere come un albero piantato sulla riva di un fiume (la Parola) che porta frutto in abbondanza.

Il Santo Padre, così, dice a chiare lettere ai giovani che il Signore può tutto, ma non può imporci di ascoltarLo. Egli infatti può tutto nella misura con la quale Gli permettiamo di agire.

La veglia finisce con la gioia di tutti nel vedere e percepire quest’aria di rinnovamento che tanto e tutti aspettavamo.

A "Casa Portuense" continua fino a notte inoltrata la festa per questa GMG che  “non sa da dimenticare”.

Sono già gli albori del 28 luglio quando si sente un po’ di silenzio in quei luoghi  ormai  cosi significativi per tutti  noi.

Ma non era ancora finito il tutto… ci aspettava alle 11:00 del mattino la S. Messa nella Chiesa di Gesù Maestro con il resto della comunità e dei genitori dei partecipanti accorsi per la celebrazione.

E sulle orme di papa Francesco come sintetizzare con tre parole quanto vissuto?

Ecco: un’esperienza profondamente Cristocentrica.


 

21 luglio 2013

La segnaletica della settimana

XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno C)

Dal Vangelo secondo Luca (10,38-42)


In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.
Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.
Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».
Per riflettere...

Due sorelle, due modi diversi di stare vicino al Signore.
Marta, da brava padrona di casa, desidera dare il servizio migliore possibile, fare in modo che un ospite così importante si trovi a suo agio. Maria, invece, si siede ai piedi di Gesù per ascoltarlo. Andando oltre ogni convenzione sociale: non era visto bene che le donne potessero farsi discepole di un rabbì  ebreo.

Il Vangelo non dice che Marta ami Gesù meno di sua sorella, né che Maria sia una sfaccendata tutta presa solo da preghiera, preghiera e preghiera. Gesù non rimprovera dolcemente Marta perché non lo ama, ma perché è troppo presa dalle cose da fare e così dimentica che, in casa sua, c'è qualcosa di più importante, che chiede e merita attenzione.

In fondo, quello che distingue Marta e Maria non è l'amore al Maestro. E', piuttosto, ciò su cui hanno fermato la propria attenzione: Marta, presa dalle molte cose da fare, ha dimenticato il motivo del suo lavoro e così... si affanna. Maria ha colto nel segno, ha scelto di ascoltare.

Una domanda che posiamo farci noi questa settimana è: dove riposa il mio cuore? Da che cosa è preso? Da Gesù è dalle tante (spesso troppe) cose da fare?
Il Signore ci conceda questa grazia: di non dimenticare mai che cosa muove anche le nostre azioni più belle e più caritatevoli. E di stare sempre, con il cuore, ai suoi piedi, per ascoltarlo e amarlo.

12 luglio 2013

La segnaletica della settimana


XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno C)

Dal Vangelo secondo Luca (10,25-37)

In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».

Per riflettere…
 Chi è il mio prossimo?
Cosa accade quando sulla nostra strada incontriamo qualcuno che ha bisogno di noi? Nel nostro cuore, forse, si muove qualcosa, vorremmo anche aiutarlo, ma…
Risuonano ancora le forti parole del Papa, pochi giorni fa, a Lampedusa: "guardiamo il fratello mezzo morto sul ciglio della strada, forse pensiamo “poverino”, e continuiamo per la nostra strada, non è compito nostro; e con questo ci tranquillizziamo, ci sentiamo a posto. La cultura del benessere, che ci porta a pensare a noi stessi, ci rende insensibili alle grida degli altri, ci fa vivere in bolle di sapone, che sono belle, ma non sono nulla, sono l’illusione del futile, del provvisorio, che porta all’indifferenza verso gli altri, anzi porta alla globalizzazione dell’indifferenza. In questo mondo della globalizzazione siamo caduti nella globalizzazione dell'indifferenza. Ci siamo abituati alla sofferenza dell’altro, non ci riguarda, non ci interessa, non è affare nostro!" (8 luglio 2013)

Una situazione simile è quella proposta da Gesù nel Vangelo. Davanti a un uomo pestato a sangue, l’unico che si ferma ad aiutarlo (rimettendoci di tasca propria!) è uno straniero miscredente. Ed è proprio uno straniero eretico, che Cristo propone come modello a uno scriba, cioè a un uomo tutto “casa e sinagoga”!

Gesù ci mette con le spalle al muro. Quante volte ci sarebbe piaciuto essere più buoni, soccorrere chi si trova in difficoltà per poi lasciarci prendere dalla fretta, dai nostri affari o dai troppi ragionamenti? Per Gesù il problema è tutto qui: è amare o non amare. Vedere nell’altro, chiunque egli sia, un nostro fratello, qualcuno del quale prenderci carico, come e perché Dio stesso ha fatto con noi: quando ancora eravamo lontani da Dio, il Signore ha preso su di sé la nostra umanità e ha pagato di persona per noi (cf Rom 5,6-8).
 
Come ha fatto Lui, perché l’ha fatto Lui, anche noi in Lui possiamo – e dobbiamo! – fare altrettanto. Non sarà facile, ma forse, iniziando proprio da coloro che ci sono più vicini, non è impossibile! Il Signore ce lo chiede: Lui opererà con noi e in noi.

11 luglio 2013

TG6... SPECIAL EDITION

Eccoci pronti per una nuova intervista del nostro "TG6" ovvero "Tu Gesù sei...". Nella quotidianità della nostra vita ognuno fa esperienza di una Presenza... e in un modo o in un altro è chiamato a dare una risposta: "Chi è per te Gesù?"... è Lui stesso che provoca la domanda quando, rivolgendosi ai discepoli, dice: "E voi chi dite che io sia?". La nostra non è la risposta della "gente" ma una risposta personale...

Il programma è a cura della nostra amica PEPE'!

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Quando cammini per strada o passi sulle bacheche di Facebook spesso e volentieri trovi riferimenti a Papa Francesco... sì, è proprio vero: questo Papa ci offre diversi spunti di riflessione soprattutto in questo tempo come non mai.

E' da qui che nasce la nuova intervista, che fa un salto di regione e dal Lazio raggiunge la Toscana, luogo dove incontriamo Anna Cira, una giovane conosciuta ad un campo nazionale di Azione Cattolica qualche anno fa e che grazie ai media e soprattutto ai social network utilizzati con i giusti criteri, è divenuta un punto di riferimento per scambi di opinioni, suggerimenti, proposte che pian piano hanno trasformato una conoscenza in amicizia.

Oggi Papa Francesco ha detto "Giovani andate controcorrente ed evitate questi valori "avariati" senza perdere la speranza!" cosa ne pensi?

 
Lunga vita al Papa!!!! Soprattutto gli auguro un lungo pontificato: ogni volta che lo sento parlare, è come linfa che dà vita!

Ogni tanto, come molti, mi interrogo sul mio modo di essere cristiana e talvolta mi sento non adeguata a questa società per cui è bello rinfrescare la mente ed il cuore con le Sue parole: è come un soffio incoraggiante e mi conferma che andare controcorrente è da veri coraggiosi, non è una cosa impossibile anche se indubbiamente non è facile.

Facciamo prima a prendere le scorciatoie, ma ci rendiamo conto poi, che, non sempre le strade più corte portano alla vera felicità.

I valori che mi sono stati insegnati, nei quali credo fermamente, sono valori ai quali tanti prima di me hanno dedicato un'intera vita rimettendoci a volte la stessa, perchè hanno il sapore e l'odore della Verità.

 

Cosa pensi che abbia voluto dire con 'pensieri avariati'?

Quando parla di "pensieri avariati" credo si riferisca al modo di pensare sbagliato, o pensieri senza fondamenta, nel senso che oggi molti seguono il gregge, la società insegna a pensare solo a se stessi ed a vivere in modo egoistico, mentre il Papa spesso ripete di attuare la misericordia nei confronti di tutti e di non lasciarci rubare la speranza, credo si riferisca proprio a questi "pensieri avariati, cioè sbagliati"... come il cibo avariato, ha detto, fanno male anche i pensieri avariati fanno solo del male! Credo siano quegli stessi valori che purtroppo oggi la società ha annacquato per facilitare la vita, perchè si sa, oggi viviamo in un mondo del "tutto e subito" e pochi sono educati al sacrificio (sacri-ficio, cioè rendere sacro ciò che si fa!)

 

Come ti sembra il suo modo di approcciarsi a noi giovani?

Credo che questo Papa abbia un carisma bellissimo: sa arrivare diritto al cuore di ognuno, per noi giovani è sicuramente importante, una guida ed un esempio concreto! E' un piacere ascoltarlo ed indubbiamente le sue parole arrivano e restano...

 

E tu? Credi di avere il coraggio e la grinta giusta per andare controcorrente? O ti lasci trasportare dalla massa?

Non è facile in questi casi nè essere maestri, nè dire io sicuramente farò o sarò con certezza: siamo tutti sotto lo stesso cielo, la società trascina, e con molto fascino, talvolta è difficile resistere (ho scritto difficile, e non impossibile!), il Papa ci esorta ad avere coraggio anche di andare controcorrente, il coraggio di distinguerci in tutto.... io,  molto umilmente chiedo aiuto e una mano a Colui che tutto può, perchè Lui solo conosce ogni nostro limite, se saremo uniti a Lui, ce la possiamo fare, siamo ottimisti!

09 luglio 2013

Per te... giovane!

Hai già pensato come passerai le tue vacanze estive??? Dai un'occhiata alle nostre iniziative e non ti perdere l'occasione: scegli la proposta che fa per te... TI ASPETTIAMO!!!
 

19-23 luglio sul Monte Etna (CT)
CAMPOSCUOLA (dai 13 ai 19 anni)
Tema: Abramo: tra sabbia e stelle
Info: SR. M. VITTORIA BERLOCO - 333. 2499771 - vittoria.b@pddm.it

14-19 luglio a Camaldoli (AR) ESERCIZI SPIRITUALI (dai 18 ai 35 anni)
Tema: La fede e il coraggio di Abramo
Info: SR. MYRIAM MANCA - 349. 1021048 - miriam.m@pddm.it

16-21 agosto a Centrale di Zugliano (VI)
GIORNATE DI SPIRITUALITÀ E DISCERNIMENTO VOCAZIONALE
(per sole ragazze dai 18 ai 35 anni)
Tema: La fede e il coraggio di Abramo
Info: SR. M. PAOLA GASPERINI - 333 1964930 - paola.g@pddm.it

E non finisce qui!!! Per tutti coloro che non potranno partire per la GMG di Rio, noi Pie Discepole in collaborazione con la Pastorale Giovanile di Roma, organizziamo attività, giochi, eventi e momenti di preghiera x prepararci a vivere insieme la veglia con il nostro Papa Francesco in "diretta con Rio"!!! Non mancate dal 23-28 LUGLIO... vi aspettiamo!!!
Info: SR. M. CRISTINA CATAPANO - 348 9259518 - cristina.c@pddm.it
 
 

05 luglio 2013

La segnaletica della settimana

XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno C)

Dal Vangelo secondo Luca (10,1-12.17-20)

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».
I settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».


Per riflettere...
Atri 72 discepoli mandati ad annunciare l'arrivo del Regno. Ma... non bastavano i 12 apostoli? No!

«La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!». C'è tanto da fare, e le strade da percorrere sono sempre più numerose: da quelle di asfalto alle autostrade virtuali... eppure pochi coloro che accettano di spendere la propria vita per il Regno. Sempre troppo pochi per le necessità del mondo.
Allora, cosa fare?

Innanzitutto: «Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!». Per Gesù, la prima cosa è chiedere a Dio che altri siano mandati. E lo dice proprio a coloro che vengono mandati in missione!
Pregare, perché per andare ad annunciare il Vangelo non basta la buona volontà. La scelta degli operai spetta a Colui che chiama e manda.

Poi. «Andate!», lasciando da parte ogni sicurezza che non sia Dio stesso, con la radicalità che può avere chi, come santa Teresa d'Avila, sa dire: "Chi ha Dio non manda di nulla... solo Dio basta!". Liberi da tutto, per poter lavorare più agevolmente nel campo del Signore.

Allora può avvenire il miracolo: la vita stessa di chi annuncia il Vangelo diventa voce che chiama altri a seguire il Maestro. E la Parola corre libera per le strade del mondo... e da duemila anni non le ha ancora percorse tutte!

Anche a noi, oggi Gesù dice: Pregate... e andate!