31 maggio 2013

La segnaletica della settimana

Solennità del SS. CORPO E SANGUE DI CRISTO (Anno C)


Dal Vangelo secondo Luca (9,11-17)

In quel tempo, Gesù prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure.
Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta».
Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C’erano infatti circa cinquemila uomini.
Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti.
Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.


Per riflettere...
Perché per la solennità del SS. Corpo e Sangue di Cristo la liturgia ci propone il racconto della moltiplicazione dei pani e dei pesci? Ci saremmo aspettati un brano più... "eucaristico"!

Un primo motivo è che questo miracolo è sempre stato interpretato in chiave eucaristica. I segni, a ben vedere, ci sono tutti: Gesù prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli (v 16). Un po' come ascoltare il racconto dell'istituzione dell'Eucaristia.

Ma c'è di più, una cosa che il Vangelo non dice, ma suggerisce: non è solo il pane ad essere corpo di Cristo, a "fare comunione", ma tutti i suoi discepoli. Cioé noi.
Gesù dice ai suoi discepoli: «Voi stessi date loro da mangiare». Che può voler dire 2 cose:
a) date loro voi qualcosa da mangiare, metteteci del vostro... (senso più ovvio)
b) date voi stessi, il vostro corpo, la vostra vita da mangiare alla gente.

La festa del Corpus Domini è anche la festa della Chiesa, corpo di Cristo, come il pane eucaristico. E se Gesù dà il Suo stesso corpo da mangiare, perché anche noi, che siamo suo corpo, daremo noi stessi da mangiare alla gente affamata di pace, di gioia, di amore, di fiducia... sapendo, però, che mangiano noi, ma è Cristo che li nutre. E' poco? Ne avanzerà, pure per noi! Parola di Gesù! 

24 maggio 2013

La segnaletica della settimana

Solennità della SS.ma TRINITA' (anno C)

Dal Vangelo secondo Giovanni (16,12-15)
"Trinità", vetrata della chiesa "Gesù Maestro" in Roma

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».


Per riflettere...
Trinità: mistero grandissimo della fede cristiana... tanto profondo e insondabile perché va a sfiorare quello che Dio stesso è.
Tanti filosofi, teologi, santi, mistici, letterati hanno provato a dire qualcosa sula Trinità, a svelarne almeno un poco il mistero, quasi sempre inutilmente.
La liturgia prova a darci qualche indizio.

"Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà": fra le Persone della Trinità tutto, ma proprio tutto è in comune. Ciò che del Padre è anche del Figlio, e lo Spirito può prenderlo senza togliere niente a nessuno...perché è anche suo!
Quella della Trinitàè un'unità talmente stretta che Gesù può dire senza problemi: "Tutto quello che il Padre possiede è mio", e viceversa. Sono talmente uniti da essere una cosa sola, alla perfezione.

La Trinità è un mistero grande di unità e di amore, così grande da non poter essere nemmeno immaginato, da noi uomini. Lo contempliano, lo intuiamo, ma capirlo è un'altro paio di maniche!
Quella della Trinità è un'unità così stretta e reale che... ci siamo dentro anche noi! Perché - sembra assurdo, ma è quello che dice il Vangelo - la Trinità è un'unità che non è chiusa in se stessa, ma è aperta! Aperta anche a noi, per amore.

Una gratuità tutta da gustare e contemplare in questi giorni... chiedendo a Dio che anche le nostre comunità diventino, per grazia, un po' come la Trinità: unite e aperte, allo stesso tempo.     

21 maggio 2013

I volti della FEDE...

Fede è.... consegnarsi nelle Sue mani X SEMPRE!!!



Quest’anno, molta gente ha avuto l’occasione di poter vivere a pieno la 50° Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, partecipando domenica 21 aprile 2013 alla Celebrazione eucaristica, durante la quale si è svolto il rito della professione perpetua di sr M. Cristina Catapano.

Tale momento è stato preceduto da una Settimana di preghiera e di riflessione sul tema delle vocazioni, con diversi incontri per tutti i gruppi della comunità parrocchiale (le giovani coppie, i ministri straordinari della Comunione, i catechisti, i diversi gruppi di preghiera ecc.) e per i giovani dell’intera diocesi.
Progetta con Dio … abita il futuro, titolo della Giornata di preghiera per le vocazioni, è anche il messaggio di speranza e fiducia che durante la Settimana di animazione abbiamo voluto lasciare a quanti hanno partecipato alle diverse iniziative. È stato bello raccontare la fedeltà di Dio, quella che ci permette di sognare e progettare con Lui. Ed è possibile al punto di dire SI... PER SEMPRE! Vivendo in pienezza la propria vocazione, il progetto d’amore che Dio ha per ciascuno di noi.
Abbiamo toccato con mano come la gente ha bisogno di Dio, ha bisogno di speranza, ha bisogno che qualcuno annunci loro la buona notizia del Vangelo, ha bisogno della nostra testimonianza gioiosa e concreta.
Gli incontri sono stati accolti con gioia ed entusiasmo da tutti, dai più grandi ai più piccoli lasciando un sentimento di felice speranza nel futuro.

E’ sgorgato un GRAZIE per il dono di tutte le vocazioni, per la vocazione di Sr. M. Cristina,  per don Franco, per don Francesco che ci hanno accolto e sostenuto con premura e per tutti coloro che faticano ogni giorno per essere fedeli per sempre.
Ma un GRAZIE particolare va fatto a tutti quei giovani che con passione hanno lavorato con noi e che ci hanno chiesto di non lasciarli soli nel cammino di scoperta del progetto di Dio sulla loro vita.

17 maggio 2013

La segnaletica della settimana

Solennità di PENTECOSTE (Anno C)

Dal Vangelo secondo Giovanni (14,15-16.23-26)


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto». 
 


Per riflettere...
Gesù, se promette, mantiene. E se promette di non lasciarci soli, di mandare "un altro Paràclito", lo farà. Anzi, proprio nella Pentecoste avviene il miracolo dell'avverarsi della promessa fatta dal Signore.

Paràclito... ma che vuol dire?!?!?! Cosa sarà mai? Sappiamo che è uno dei tanti nomi dello Spirito Santo. Ma proviamo a capirci qualcosa di più. 
Il vocabolario di greco dice che questa parola significa: l'invocato, chiamato, colui che viene in aiuto, l'intercessore, il consolatore...  
Una sola parola, tanti significati! Per questo nella traduzione si è preferito lasciare questa parola che, sulle prime, non ci dice nulla... perché dice troppo!

Lo Spirito è fuoco che scalda e acqua che disseta; è vento che accarezza e ristora e luce che illumina e indica il cammino; è il respiro di un amico che, in silenzio, ti abbraccia quando sei triste e solo...
 
Ecco, questo e molto di più è lo Spirito Santo. Allora, rafforzati con da Lui, da Lui aiutati e consolati, da Lui portati a Dio, veramente, come diceva santa Caterina da Siena metteremo fuoco al mondo intero!   

10 maggio 2013

STEP BY STEP... Aumenta la tua fede!


In questo anno della fede vogliamo condividere con te un percorso a STEP... 





Non ti perdere l'ultimo passo, ti aspettiamo!


LA FEDE COME RISCHIO DELL'IMPOSSIBILE
"Getterò le reti " (Lc 5,5)
31 maggio - 2 giugno 2013


INFO:
Centro Giovanile "Casa Pinuccia" - ROMA

sr M. Paola Gasperini - paola.g@pddm.it
sr M. Cristina Catapano - cristina.c@pddm.it 

La segnaletica della settimana



ASCENSIONE DEL SIGNORE (anno C)

Dal Vangelo secondo Luca (24,46-53)


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».
Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

Per riflettere…
Gesù ci lascia, ma non ci abbandona.
Con la sua ascensione al Cielo ci lascia fisicamente, cioè non lo possiamo più vedere, toccare, sentire come uomo, con questi sensi; ma non ci abbandona, perché continua a stare con noi, a stare per noi, per sempre.

Nell’Ascensione Gesù torna al Padre. Si chiude un capitolo della storia e se ne apre un altro, tutto nuovo, tutto da scoprire: quello dello Spirito Santo che viene nel mondo con la Pentecoste e rende presente il Cristo nella Chiesa, in modo misterioso ma ugualmente reale.

Potremmo però dire: che importa a noi che Gesù sia salito al Cielo? Ci risponde sant’Agostino: «Cristo, infatti, pur trovandosi lassù, resta ancora con noi. E noi, similmente, pur dimorando quaggiù, siamo già con lui. E Cristo può assumere questo comportamento in forza della sua divinità e onnipotenza. A noi, invece, è possibile, non perché siamo esseri divini, ma per l'amore che nutriamo per lui. Egli non abbandonò il cielo, discendendo fino a noi; e nemmeno si è allontanato da noi, quando di nuovo è salito al cielo» (Discorso sull’Ascensione). Per questo il cuore dei suoi discepoli può essere nella gioia, anche nella separazione. Per questo possiamo, come il girasole, stare sempre rivolti al nostro Sole, in cielo, con le radici ben piantate a terra, sapendo che un giorno anche noi saremo in cielo con Lui, anzi, lo siamo già!!!!!

Quale dono grande ci è dato! Questa è allora proprio una domenica di festa, anche per noi!

03 maggio 2013

La segnaletica della settimana

VI DOMENICA DI PASQUA (Anno C)

Dal Vangelo secondo Giovanni (14,23-29)


In quel tempo, Gesù disse [ai suoi discepoli]:
«Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.
Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate». 
 


Per riflettere...
 Un Vangelo che allarga il cuore... se non altro per far spazio a "ospiti illustri": nientemeno che il Padre e Gesù!  
Sembra poco? E mica vorrai lasciare indietro lo Spirito Santo (che infatti viene mandato da Gesù... e così siamo proprio al completo!)

Scherzi a parte, davvero qui c'è un mistero grande da contemplare e del quale ringraziare: Dio vuole fare casa con noi, con te! Mette solo una semplice, piccola condizione: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola». Amare Gesù, perché Lui è la Via che conduce al Padre.

Così commentava santa Chiara di Assisi in una lettera alla beata Agnese di Praga: "l’anima dell’uomo fedele, che è la più degna di tutte le creature, è resa dalla grazia di Dio più grande del cielo. Mentre, infatti, i cieli con tutte le altre cose create non possono contenere il Creatore, l’anima fedele invece, ed essa sola, è sua dimora e soggiorno, e ciò soltanto a motivo della carità" (Fonti Francescane, 2892)

Solo una cosa è necessaria: amareE Dio stesso, che è l'Amore, prenderà casa in noi.