27 novembre 2012

STEP BY STEP... Aumenta la tua fede!

Aumentare la nostra FEDE??? Oggi è possibile... con i nostri week end "STEP BY STEP".
Vi aspettiamo numerosi... non mancate!!!


Non perdetevi il primo appuntamento dal 7 al 9 dicembre. Ecco il programma:

VENERDI' 7 DICEMBRE
 - arrivi e sistemazione

- ore 20:15 dinamica di conoscenza e introduzione allo STEP

 SABATO 8 DICEMBRE
- sveglia e colazione
- ore 9:00 messa
- ore 10:30 lectio divina "Il volto: rivelazione e mistero"
- ore 12:30 pranzo
- ore 15:30 discoforum "Il volto: alterità e responsabilità"
- preghiera personale
- ore 19:00 cena
- ore 20:00 film

DOMENICA 9 DICEMBRE
- sveglia e colazione
- messa
- ore 10:30 condivisione
- ore 12:30 pranzo
- partenze

N.B. Porta con te: lenzuola, asciugamani, Bibbia e notes....
        .....e tanta voglia di stare insieme!!!

23 novembre 2012

La segnaletica della settimana



SOLENNITÀ di Nostro Signore Gesù Cristo RE DELL’UNIVERSO (Anno B)

Dal Vangelo secondo Giovanni (18,33-37)

In quel tempo, Pilato disse a Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?».
Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù».
Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».
 
Per riflettere...
Può sembrare strano, ma il Vangelo che la Chiesa ci propone per la solennità di Cristo Re dell'Universo non è un brano che parla di gloria e onore ma di una (umana) sconfitta. La domanda che lo scettico Pilato si pone può essere anche la nostra: come fa Gesù ad essere veramente re? Può essere re un uomo tradito dai suoi stessi amici, venduto per pochi soldi e condannato come un malfattore?

Gesù dice a Pilato e, oggi, a te e a me: «Io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità». Lui è re, e lo è veramente, perché è Verità e la testimonia. E' questo, per Giovanni, il cuore di tutto. Quella Verità, che è essere specchio fedele della Verità del Padre, e che lo rende Re di coloro che hanno il coraggio di ascoltarlo, perché il dono dello Spirito Santo apre i loro cuori.

Avviene allora un miracolo grande: Cristo Re rende anche chi «ascolta la sua  voce»... un regno e sacerdoti per il nostro Dio! Cioé: invece di tenere stretto per sè la sua regalità, Gesù la "condivide" con noi. In Cristo, Re dell'universo, anche noi siamo (in qualche modo) re; e come Lui, nel Padre abbiamo il mondo intero fra le mani! 

Buona festa! 

18 novembre 2012

La segnaletica della settimana

XXXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno B)

Dal Vangelo secondo Marco (13,24-32)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«In quei giorni, dopo quella tribolazione,
il sole si oscurerà,
la luna non darà più la sua luce,
le stelle cadranno dal cielo
e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo.
Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte.
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre».


Per riflettere...
 Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
Il discorso di Gesù che la liturgia ci propone questa domenica è impegnativo. Lo era per i suoi contemporanei, che pure facilmente ricordavano quello che c'è scritto nella Bibbia e al quale Gesù fa riferimento, per noi, meno abituati a un certo tipo di linguaggio, lo è anche di più.

Ci figuriamo scene alla "Armagheddon"? Siamo fuori strada. Gesù usa un genere letterario, quello apocalittico, molto diffuso ai suoi tempi, nel quale con immagini si cercava di spiegare quello che succederà "alla fine".

Nonostante le apparenze, Gesù oggi ci regala un messaggio di speranza: tutta la storia ha un senso, è in mano sua, ed Egli si manifesterà per rimettere a posto ogni cosa.  Nulla è perduto. Nessuna catastrofe è per sempre, nessuna sciagura è per sempre. Che ci crediamo o meno, il cielo e la terra passerano, ma le Sue promesse non passeranno.
Alla fine dell'anno liturgico, la Chiesa ce lo ricorda e continua a ripetercelo, perché facilmente lo scordiamo.
Allora... buona vita, e buona speranza!  

10 novembre 2012

I volti della FEDE...

La domanda non cambia: "Cos'è per te la FEDE?" ma la risposta è unica per ciascuno...






Per me la FEDE è un incontro "passa-parola" ke ti cambia la vita... a voi è già succeso questo?
sr. M. Lucia, pddm




Cos'è la fede precisamente non lo so... un qualcosa ke cmq mi fa vivere meglio tutti i rapporti e mi fa affrontare la vita con più coraggio!!!!
Marika
Per me FEDE, oggi, è credere, da qualche parte nel mio cuore, che un giorno che Lui sa potrò essere felice, e nessuno potrà strapparmi questa felicità... e credere tutto questo anche se oggi non so sorridere...
Massimiliano
La FEDE è quel legame indissolubile che ci LEGA a DIO. Personalmente non sò quando è scattata, forse è sempre stata con me ed è cresciuta piano piano così come sono cresciuto io! La cosa bella è che questo legame resta saldo anche quando noi ci allontaniamo, è come un elastico, ti allontani ma comunque resti legato e prima o poi torni indietro perchè questo elastico non si spezza, perchè c'è DIO dall'altra parte!!! La cosa più bella è che non si è mai soli quando si ha FEDE! Già nel condividerla non si è soli!!!!
Emanuele

Per me la fede è la porta attraverso la quale Dio entra nel cuore di ciascuno di noi al fine di coltivare quell'amicizia iniziata in giorno del nostro Battesimo.Immagino il nostro rapporto come quello tra due persone che si incontrano,si conoscono e ognuno diventa parte della vita dell'altro.Lo stesso accade con Dio;dopo averlo incontrato,lo conosco mediante la lettura dei Vangeli,entro in colloquio con lui nella preghiera e faccio in modo che la mia vita sia coerente con i suoi insegnamenti!La mia fede diventa così anche adesione a Lui.E qui arriva il bello.Aderire significa anche testimoniare,diventare strumento che permetta ad altri di incontrare Cristo... sorgente della vera felicità!
Antonella

09 novembre 2012

La segnaletica della settimana

XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno B)

Dal Vangelo secondo Marco (12,38-44)

In quel tempo, Gesù diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».
Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.
Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».


Per riflettere...
Gesù, questa domenica, ci provoca mettendoci davanti due modi opposti di vivere la fede.
Il primo è quello di chi pensa di essere "spirituale" perché fa molte preghiere e molte elemosine, ma poi si comporta in modo quantomeno ingiusto.
Il secondo modo è quello di chi dà a Dio semplicemente... tutto! Anche se quel tutto è oggettivamente una miseria.

Non è difficile lasciarsi prendere dall'illusione dell'apparenza. Forse anche noi non abbiamo molto e ci lasciamo scoraggiare nel fare il bene. Cosa è mai il mio poco davanti alla fame nel mondo, alle ingiustizie, alle guerre...? E' vero, forse è poco, nulla, ma, ricordava la beata Madre Teresa di Calcutta "Il mare è fatto di gocce d'acqua".

Un ultimo spunto. Nell'originale greco c'è una sottolineatura molto bella: si dice che la vedova ha messo nel tesoro "tutta la sua vita". Si è consegnata tutta a Dio, pur nella sua miseria. Si è fidata di Dio e si è data a Lui. Non potrei farlo anch'io?

02 novembre 2012

La segnaletica della settimana

XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (anno B)

 Dal Vangelo secondo Marco (12,28-34)

 In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici».
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.


Per riflettere...
 «Qual è il primo di tutti i comandamenti?»
Quella che per noi può sembrare una domanda oziosa, ai tempi di Gesù non lo era affatto. I maestri di spiritualità cercavano un punto di riferimento da non perdere di vista fra i 613 precetti che un pio israelita era tenuto ad osservare. In altre parole: qual è il comandamento del quale non si può proprio fare a meno?

La risposta di Gesù è la "quadratura del cerchio": ascoltare Dio e l'amarLo con ogni fibra del nostro essere e, quindi, l'amore al prossimo come alla nostra stessa persona. Annoterà san Paolo parecchi anni dopo: "Chi ama l'altro ha adempiuto la legge... La carità non fa alcun male al prossimo: pienezza della Legge infatti è la carità" (Rm 13,8-10).
Sono due comandamenti, che però sono una sola cosa perché Dio considera fatto a sé tutto ciò che facciamo agli altri, così come è vero che non può amare Dio che non vede chi non ama il fratello che vede (cf 1 Gv 4,20).

Vangelo consolante e impegnativo... Consolante perché Gesù ci mostra che la Legge di Dio non è il moltiplicarsi di tante leggi e leggine, ma un solo Comandamento. Che impegna tutta la nostra vita. Difficile? Gesù ha vissuto così. I Santi - tutti! - hanno vissuto così. Noi, con l'aiuto di Dio, possiamo vivere così. Non è un optional: è essere o non essere cristiani... Non è facile, ma riempie il cuore!