24 febbraio 2012

La segnaletica della settimana

I domenica di Quaresima (anno B)

Dal Vangelo secondo Marco (1,12-15)

Gesù nel deserto, olio su tela di Briton Riviere (1840-1920).
In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».

PER RIFLETTERE...
Un vento, quello dello Spirito, sospinge Gesù nel deserto.
Il deserto è il luogo della prova,dove tutto quello che è essenziale manca: l'acqua, il cibo, la sicurezza, altri esseri umani con cui condividere la vita. Ed è qui, nel terreno arido, che Gesù resta.
40 giorni: per la Bibbia questo numero indica il tempo di una vita intera...
Tentato da Satana. In tutto, e in ogni modo. E ha vinto da uomo!

Se Lui, il Signore, ha sperimentato come uomo, per tutta la vita, ogni tipo di tentazione, è anche in grado di capire le nostre difficoltà, le nostre paure, le nostre sofferenze: ci è passato prima di noi! Non è già questa una gran consolazione?
A maggior ragione, possiamo rivolgerci a Lui ed essere certi che ci capirà e non tarderà a "farsi vivo", anche se non sempre come ci aspetteremmo o come vorremmo noi. E con Lui vinceremo ogni prova e ogni tentazione.

Allora, avanti! Con fiducia! 

21 febbraio 2012

Quaresima, tempo di... custodire!

Anche oggi risuona con forza la voce del Signore che chiama ognuno di noi a prendersi cura dell'altro. Anche oggi Dio ci chiede di essere «custodi» dei nostri fratelli (cfr Gen 4,9), di instaurare relazioni caratterizzate da premura reciproca, da attenzione al bene dell'altro e a tutto il suo bene. Il grande comandamento dell'amore del prossimo esige e sollecita la consapevolezza di avere una responsabilità verso chi, come me, è creatura e figlio di Dio: l’essere fratelli in umanità e, in molti casi, anche nella fede, deve portarci a vedere nell'altro un vero alter ego, amato in modo infinito dal Signore. Se coltiviamo questo sguardo di fraternità, la solidarietà, la giustizia, così come la misericordia e la compassione, scaturiranno naturalmente dal nostro cuore...

18 febbraio 2012

La segnaletica della settimana


VII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (anno B)

Dal Vangelo secondo Marco (2,1-12)

Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.

Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati».

Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua».

Quello si alzò e subito prese la sua barella e sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».


PER RIFLETTERE...
Se questi non sono amici....
Un malato, paralizzato, non può fare nulla. Questi quattro amici, senza nome ma con un cuore grande, avranno sentito parlare di Gesù, e decidono di portarglielo. Non si scoraggiano davanti a niente: nemmeno a una folla così grande che non c'è spazio nemmeno per pestarsi. Non si può passare dalla porta? Bene, si passerà dal tetto!

Gesù coglie in questo gesto tanto amore e tanta fede. E il paralitico è liberato da quello che lo teneva inchiodato: il peccato, prima ancora che la malattia.

E' bello pensare che, se non fosse stato per la testardaggine dei quattro anonimi coraggiosi il paralitico non avrebbe ricevuto il perdono, la pace e la salute.

Guardati intorno: quanti amici hai, che "ti portano" (a volte anche se tu non te ne accorgi), ogni giorno? Che bel dono di Dio, sono gli amici! Non ne ringraziamo mai a sufficienza il Signore.

10 febbraio 2012

La segnaletica della settimana

VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (anno B)

Dal Vangelo secondo Marco (1,40-45)



In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

Per riflettere...
«Se vuoi, puoi purificarmi!».

La lebbra - lo sappiamo - è una malattia terribile, che disfa il corpo e condanna all'isolamento, all'emarginazione.
Quello del lebbroso è il grido che sale dal fondo del cuore di ogni uomo e donna che si sente al limite e che scopre che una via d'uscita c'è, ed è Gesù!
 
Ci sono lebbrosi anche oggi, nelle nostre città... lebbrosi che non sempre sono malati nel corpo ma, molto più spesso, lo sono nel cuore. Non è poi così difficile individuarli, anche se fisicamente non vanno a pezzi.
C'è poi un po' di lebbra in ciascuno di noi. Una parte di noi che chiede di essere guarita, e può esserlo, se solo abbiamo il coraggio di andare al Signore e dirgli, come il lebbroso, «Se vuoi, puoi purificarmi!».


 "Dio misericordioso, compassionevole, amico dell'uomo,
quando parli, tutto è possibile,
persino ciò che sembra impossibile...

 
Quando vuoi perdonare, puoi farlo;
quando vuoi guarire, sei potente;
quando vuoi vivificare, ne sei capace;
quando vuoi accordare la tua grazia, sei prodigo...
Se vuoi rafforzare me che sono scosso, sei roccia;
se vuoi dare da bere a me che sono assetato, sei fonte;
se vuoi rivelare ciò che è nascosto, sei luce.
 
Tu, che per la mia salvezza hai combattuto con forza,
hai preso sul tuo corpo innocente
tutta la sofferenza dei castighi che avevamo meritati,
affinché, divenendo esempio,
manifestassi negli atti la compassione che ci porti"
(S. Gregorio di Narek, 944 - 1010)

03 febbraio 2012

La segnaletica della settimana

V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (anno B)

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 1,29-39)

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni. 


PER RIFLETTERE...

Gesù guarisce, parla con autorità, rimette in piedi i cuori tormentati… la sua sola presenza chiama, interpella, interroga. Così, annota Marco, “Tutta la città era riunita davanti alla porta”. Ci sono proprio tutti: malati, persone con problemi di cuore, affaticati, poveri. Tutti hanno bisogno di Lui.
Davanti alla porta della casa dove si trova Gesù ci siamo anche noi, c’è posto anche per noi.


«Tutti ti cercano!»

Forse nel modo sbagliato, forse solo per avere i loro problemi risolti, ma... «Tutti ti cercano!». E Lui si fa trovare, anzi, viene incontro a tutti, ma al modo Suo! Perché Gesù non vuole essere scambiato per un "mago", uno che risolve i problemi con la bacchetta magica.

Forse anche tu, come tanti (come tutti!) sei alla ricerca di Qualcuno che ti guarisca, che ti consoli, forse anche che "ti rimetta in piedi"
, che dia un senso a quello che vivi. Se ti metti sulle tracce del Signore Gesù, stai sicuro che sei sulla strada giusta, anche se alle volte Lui sembra nascondersi. In realtà, ti sta già cercando. E ti ha già trovato!
 

02 febbraio 2012

Seguendo Lui...

16a Giornata Mondiale della Vita Consacrata (2 Febbraio 2012)

Da alcuni anni la Chiesa dedica la giornata del 2 Febbraio, festa liturgica della Presentazione al Tempio del Signore Gesù, alla preghiera e alla riflessione sulla Vita Consacrata.

I consacrati non sono "supereroi", né "poveracci" che non sanno che fare della loro vita: siamo persone normali, come tutti. Solo che siamo chiamati da Dio ad essere segno (in modo tutto particolare e forse un po' "folle") del Suo amore per ogni creatura,  assomigliando il più possibile, in tutte le dimensioni della nostra vita, a Gesù, Colui nel quale l'Amore di Dio ha preso carne. Questo è davvero un grande dono che Lui ha fatto... prima di tutto a noi!


Ecco un passaggio della lettera che i Vescovi italiani hanno indirizzato quest'anno a tutti i consacrati.

"Cari consacrati/e,
Nella misura in cui testimoniate la bellezza dell’amore di Dio, che segue l’uomo con infinita benevolenza e misericordia, voi spandete quel “buon profumo divino” che può richiamare l’umanità alla sua vocazione fondamentale: la comunione con Dio. Nella vostra esistenza trasfigurata dalla bellezza della sua santità, siete chiamati ad anticipare la comunità “senza macchie e senza rughe”, “il cielo nuovo e la terra nuova” che ogni uomo desidera (cfr Ap 21,1)."
(P.S. il testo completo lo trovi QUI)